2021 VII 14 - GRA - 1 (1)La grande scaltrezza che tutta Europa ci invidia è quella capacità di trasmutare in realtà l’impossibile. Chissà quanti di voi percorrono il Grande Raccordo Anulare ed ignorano come ogni metro sia oggetto di conquista nel difficile scontro fra l’inerzia della  ruota che invita ad andare diritti e l’inerzia del “diritto” spinge ad andare storti.

Fra l’Appia Nuova e la Tuscolana i due sensi di marcia del GRA, come noto si divaricano per ingoiare l’informe agglomerato di capannoni commerciali che lucra sugli sguardi che percorrono la più trafficata arteria d’Italia. Questa divaricazione che a suo tempo prese il nome di “Variante dei lampadari” venne realizzata in occasione del grande Giubileo del 2000, grazie ad una brillante intuizione che solo chi naviga da corsaro nei corridoi degli uffici riesce a concepire: approvarla “in via temporanea”. Una temporaneità che ormai ha superato i vent’anni e potremmo dare per consolidata se si potesse applicare la prescrizione anche alle opere pubbliche.

Non è solo l’attributo “temporaneo” a caratterizzare questo itinerario degli orrori. Questo attributo è stato generato dal contrasto fra l’esigenza di dare continuità all’arteria stradale senza incidere su manufatti edilizi abusivi, non sanati, non sanabili e forse intoccabili.

La prima prova di grande scaltrezza avvenne ben 38 anni fa. Il problema che si trovarono di fronte i tecnici comunali e regionali era su come riportare all’urbanità case e capannoni abbarbicate come cozze alla corda lungo i margini del raccordo anulare. Da un lato le costruzioni nella prima fascia di 60 metri non erano sanate ne erano sanabili. Dall’altro lato l’impegno politico era di recuperare tutta la città fino ad allora tollerata fuori da ogni regola. La soluzione di allora, e che ancora governa dopo 38 anni quella non piccola porzione di territorio, fu di destinare la fascia dei primo 60 metri a parco pubblico. Le anime e le coscienze erano salve nel rispetto della legge e il traffico poteva continuare a scorrere serenamente.

In occasione del Giubileo nel 2000 il diavolo induce nuovamente alla tentazione i poveri funzionari comunali e regionali. Questa volta si tratta di allargare il GRA a tre corsie per senso di marcia ma il calibro dello spazio libero fra i fabbricati sempre non sananti ne sanabili si oppone dolorosamente alla penetrazione della nuova sezione stradale. 

2021 VII 14 - GRA - 1 (4)Si pone quindi un problema pressoché insolubile secondo le regole codificate. Da una parte nulla avrebbe impedito di eseguire la condanna alla demolizione pronunciata negli atti ormai da 15 anni. Dall’altra parte sarebbero  stati necessari degli attributi  da parte dell’amministrazione  scomparsi da tempo dagli schermi radar del Campidoglio. In questi casi di solito si accantona tutto da una parte in attesa che un novello Alessandro venga a tagliare i nodi burocratici.

Poiché però le auto esercitano una spinta idraulica come un fiume in piena tanto che far scoppiare l’unica vena disponibile l’ANAS per il Giubileo del 2000 propose di realizzare un by-pass della strozzatura aggirando alle spalle i famosi fabbricati non sanati e non sanabili.

Fin qui l’ingegneria come la chirurgia fa miracoli. Ma mentre la chirurgia risponde alla fisiologia l’ingegneria deve fare i conti con il diritto, le leggi e i regolamenti. Ci pensa la Valutazione d’Impatto Ambientale ( https://va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/1137/1440 ) a ricondurre la proposta del by-pass nei territori della ragionevolezza. Perché espropriare nuovi terreni e disturbare abitazioni costruite legittimamente anziché demolire fabbricati non sanati e non sanabili ? La domanda non è retorica e ha un suo rigore logico che conduce inevitabilmente alla bocciatura della variante.

Potete immaginare il panico che attraversa tutti gli uffici da quelli Ministeriali via via fino a quelli comunali. Anche questa finirà ad essere un’altra opera di Roma interrotta ? Solo che con il Giubileo tutto il mondo ci guarda.

Tuttavia non bisogna sottovalutare la grande scaltrezza dei funzionari pubblici. Anche in questo caso l’importante è la purezza dell’animo. Sarà sufficiente autorizzare il by-pass invia temporanea. La soluzione è accolta con l’entusiasmo dei grandi eventi. E’ sufficiente smagrire il progetto togliere le corsie di emergenza e qualche ponticello, insomma travestirlo da opera precaria e garantire il paradiso per tutti automobilisti compresi.

Si avvicina il prossimo Giubileo 2025 e la variante dei lampadari è ancora al suo posto. Solo occhi esperti la distinguono dal resto del GRA. Fino a qualche anno fa l’ANAS chiedeva periodicamente al Comune quando avrebbe potuto riportare il GRA nel suo alveo naturale, ma questo è il gioco delle parti in commedia. Per mantenere la coscienza pulita io  l’ho chiesto e tu mi hai risposto.

In conclusione anche questo tratto del GRA, sia pure in funzione, si deve annoverare nella lunga lista delle opere di Roma interrotta, a dimostrazione di come non ci sia nulla di più eterno delle opere provvisorie.

2021 VII 14 - GRA - 1

Related Post

3 commento su “La grande scaltrezza ovvero la Variante dei lampadari”
  1. Ottimo articolo che, con fatti documentati, riporta alla mente di chi visse lo “scempio obbligato” di quella decisione, la pesantezza di una scelta inaccettabile e tuttavia, per assurdo, ritenuta inevitabile. Chi provò a sostenere la linea della “legge” rischiò il linciaggio. Chi ha avuto l’idea geniale del provvisorio merita di entrare nella “Hall of fame” dei solutori di problemi. La conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che questo non è un “Paese per seri”.

    1. Grazie Francesco,
      quanta polvere abbiamo ammucchiato sotto i tappeti,
      ma è ancora li a chiederci di essere smaltita
      A presto
      Maurizio

Rispondi a Maurizio Geusa Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *