“Capitale indecente ora un commissario per l’Anno Santo”

PAOLO BOCCACCI ALESSANDRA PAOLINI (da repubblica)

«La città è indecente, serve un commissario straordinario per il Giubileo ». Il grido d’allarme che è anche una richiesta a fare presto arriva dal Tempio d’Adriano. Lo lancia il presidente della Camera di commercio Giancarlo Cremonesi che ha riunito tutto il gotha dell’imprenditoria romana per raccontare, grazie a uno studio della Sapienza, quale sarebbe il volano per Roma con l’Anno Santo. Un evento planetario, in cui planetaria sarà la figuraccia se non arriva un po’ di decoro.

Cremonesi tira il sasso, ma nello stagno arrivano tante altre pietre. Macigni, perché la preoccupazione è forte per uno stallo che, a cinque mesi dall’apertura della Porta Santa, non ha ancora visto un cantiere aperto. Tutto fermo per Mafia Capitale, non un soldo dal governo. Mentre Roma, dice il presidente della Camera di Commercio, «vediamo come è ridotta: il degrado, il traffico al collasso, la pulizia, la manutenzione stradale e il decoro urbano. È una situazione indecente». E pericolosa: «La città è un suk a cielo aperto, un dilagare di abusivismo commerciale — continua Cremonesi — Non è più tollerabile, non è più possibile ed è anche molto pericoloso: non dimentichiamo che questa volta il Giubileo ha un connotato di sicurezza molto delicato. Non è come la volta scorsa, come nel Duemila, stavolta la sicurezza va affrontata in modo forte e da subito. Mi auguro che su questo le forze dell’ordine, lo Stato e i servizi siano pronti e abbiano fatto dei piani».

«Ognuno di noi è al centro di un network — aggiunge Rosario Cerra, presidente della Confcommercio romana — per cui quando facciamo un’esperienza la comunichiamo. I turisti e i pellegrini porteranno all’esterno l’esperienza di questa città in tempo reale». «Le associazioni combattono perché chi amministra si renda conto della situazione di Roma — continua Cerra — Trovo intelligente la richiesta di un commissario, perché il tempo scorre». È un bengala rosso nel cielo anche l’intervento di Unindustria: «È necessario qualcuno decida — spiega Gianfranco Castelli, vicepresidente degli indistriali laziali con delega al Giubileo — Perché rischiamo di arrivare all’apertura dell’Anno Santo mentre ancora si sta discutendo ». Più ottimista monsignor Liberio Andreatta, ad dell’Opera romana pellegrinaggi: «Roma non è solo mafia e corruzione: rimbocchiamoci le maniche tutti insieme, abbiamo ancora tempo e ce la possiamo fare».

E intanto, in casa Camera di Commercio, arriva la notizia che «il Consiglio di Stato», spiega l’avvocato Salvatore Scafetta, «con una sentenza definitiva ha dato ragione a chi (i “ribelli” delle piccole e medie imprese guidate dal direttore di Cna Lorenzo Tagliavanti, ndr ) a novembre del 2013 aveva deciso di allargare la giunta da 5 a 9 membri e aveva poi introdotto l’istituto della sfiducia al presidende». «Sono molto soddisfatto», afferma Tagliavanti. «L’unico rammarico è che la sentenza che ci dà ragione arrivi ormai a fine mandato dopo due anni e mezzo di attesa».

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