{"id":42412,"date":"2022-02-07T11:59:29","date_gmt":"2022-02-07T10:59:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=42412"},"modified":"2022-02-07T11:59:29","modified_gmt":"2022-02-07T10:59:29","slug":"baraccopolitudine-romana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/baraccopolitudine-romana\/","title":{"rendered":"Baraccopolitudine romana"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/d7b7e07fe0bed5a9b89e4b69515ddcd8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/d7b7e07fe0bed5a9b89e4b69515ddcd8-212x300.jpg\" alt=\"72nd Sanremo Music Festival\" width=\"212\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-42414\" srcset=\"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/d7b7e07fe0bed5a9b89e4b69515ddcd8-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/d7b7e07fe0bed5a9b89e4b69515ddcd8.jpg 496w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a>  <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/73c54807-2b7e-457b-866d-8507521cd7ae.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/73c54807-2b7e-457b-866d-8507521cd7ae-225x300.jpg\" alt=\"73c54807-2b7e-457b-866d-8507521cd7ae\" width=\"225\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-42413\" srcset=\"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/73c54807-2b7e-457b-866d-8507521cd7ae-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/73c54807-2b7e-457b-866d-8507521cd7ae.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In tempi di unanime consenso e straordinario successo di Drusilla Foer, elegantissima, anzi eleganzissima, raffinata e colta signora fiorentina, forse il momento \u00e8 maturo per affrontare un tema spinoso e alquanto divisivo che affligge Roma:  il diffuso e maltrattante cattivo gusto dei suoi abitanti.<br \/>\nScorrendo, leggendo, curiosando tra le pagine social, si trova una notevole quantit\u00e0 di gruppi che parlano di Roma, dei suoi problemi:  degrado, malamovida, sporcizia, cittadini contro i ristoratori del tavolino selvaggio, contro la mala amministrazione, contro tutti come in un B movie, traffico, auto parcheggiate male ecc., insomma  denunce di inefficienze e incivilt\u00e0 che tutti conosciamo.<br \/>\nEppure una cosa viene quotidianamente ignorata. Il cattivo, direi pessimo, gusto che democraticamente attraversa molte categorie che vivono, investono, interagiscono sul territorio. Intendiamoci non sono una snob come Drusilla, ma la quantit\u00e0 di brutture e sciatterie che si vedono a Roma \u00e8 davvero raro trovarle altrove. Nei quartieri bene come in quelli popolari. Come se ci fosse un\u2019insana propensione a una baraccopoli \u201cdentro di noi\u201d, che \u00e8 stata a lungo una cifra connotativa e anche poetica della citt\u00e0, ma che speravamo fosse legata a povert\u00e0 e immigrazione del dopoguerra e che invece resiste e non ci abbandona.  Una delle citt\u00e0 pi\u00f9 belle al mondo dominata da un\u2019anima plebea che resiste pervicacemente a soluzioni estetiche professionali e valorizzanti, per cedere all\u2019arronzato, all\u2019accrocco deturpante. Tanto per far un esempio, l\u2019esatto contrario di Parigi che invece \u00e8 una citt\u00e0 elegante, curata nei particolari, dove dal chioschetto di fiori alle bancarelle di libri, nulla \u00e8 lasciato al caso e risponde a precise regole estetiche. Consapevoli che la forma \u00e8 sostanza.<br \/>\nTralascio tutto l\u2019autocostruito abusivo che domina larga parte delle periferie romane, una specie di lego del provvisorio che diventa definitivo, superfetazioni assurde prive di senso abitativo e urbanistico.  Torno invece su alcune vere e proprie baraccopoli inespugnabili nel cuore della citt\u00e0. Porta Portese, una favela della vendita di accessori auto e moto alle spalle di Trastevere.  Borghetto Flaminio altra favela a pochi metri da Piazza del Popolo.  Camposanpiero, incoerente zona artigianale a Tor di Quinto, sviluppatasi alla come viene. Via dei Lucani nel cuore di San Lorenzo, rifugio pericolosissimo di umanit\u00e0 alla deriva.<br \/>\nMa non solo. C\u2019\u00e8 un diffusissimo cattivo gusto in molte altre cose piccole cose che sommate le une alle altre danno di Roma un\u2019immagine di poraccitudine che non merita. Le terrazze di bar e ristoranti sorte come funghi a seguito del covid, per esempio. Tutto un fiorire illogico di pedane composte di qualsiasi materiale, rivestite di prati finti, decorate con lucette intermittenti, piante rampicanti di plastica, tendoni  che ricordano le terapie intensive, accrocchi perimetrali fatti con materiali presi in discarica per delimitare e tenere in piedi le strutture.<br \/>\nQuasi tutte le palazzine romane costruite intorno agli anni 60 hanno le facciate deturpate da orribili vetrate con infissi in alluminio per chiudere balconi e terrazzini. Quasi tutte abusive. Chiss\u00e0 perch\u00e9, mi chiedo, uno compra un appartamento con uno spazio esterno ma poi gli viene l\u2019istinto di chiuderlo.  E non c\u2019\u00e8 nessuno che glielo possa o voglia impedire. E invece buon senso vorrebbe che le cose che sono visibili dalla strada abbiano un\u2019omogeneit\u00e0 e rispondano a determinati criteri  di immagine pubblica.<br \/>\nL\u2019ultima moda del \u201cfai da te\u201d \u00e8 piantare la qualsiasi in giardinetti, aiuole sconnesse e buche di ex alberi. Capisco l\u2019intenzione di riconvertire spazi ridotti a latrine o mini discariche. Ma creare giardini giapponesi, con pietre e bonsai,  piante esotiche o qualsiasi cosa venga in mente,  senza un progetto e una coerenza con il paesaggio, risulta una toppa peggio del buco. L\u2019elenco potrebbe continuare all\u2019infinito: muri disegnati da pseudo artisti, bancarelle stracciarole, insegne esagerate, pupazzi, cuori, e altre amenit\u00e0 piazzate da alcuni commercianti sullo spazio pubblico per attrarre clienti specie durante le feste pi\u00f9 commerciali.<br \/>\nMi chiedo. Lo stato spende centinaia di migliaia di euro per formare architetti, paesaggisti, designer proprio per far s\u00ec che lo spazio pubblico e non solo quello privato abbia una sua bellezza e funzionalit\u00e0 coerente, pensata e progettata. Cosciente che non tutti hanno le capacit\u00e0 necessarie per farlo  E usiamoli! Paghiamoli! Basterebbe che la pubblica amministrazione desse qualche direttiva stringente su quello che si pu\u00f2 o non si pu\u00f2 fare e le facesse rispettare. Forme, colori, linguaggi non sono una pura formalit\u00e0.  Sono sostanza. La classe non \u00e8 acqua e questo Drusilla lo sa bene, per questo riscuote tanto successo. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In tempi di unanime consenso e straordinario successo di Drusilla Foer, elegantissima, anzi eleganzissima, raffinata e colta signora fiorentina, forse il momento \u00e8 maturo per affrontare un tema spinoso e alquanto divisivo che affligge Roma: il diffuso e maltrattante cattivo gusto dei suoi abitanti. 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