{"id":42123,"date":"2021-08-20T12:11:25","date_gmt":"2021-08-20T10:11:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=42123"},"modified":"2021-08-20T13:12:20","modified_gmt":"2021-08-20T11:12:20","slug":"cambiare-si-puo-cominciamo-dalle-parole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/cambiare-si-puo-cominciamo-dalle-parole\/","title":{"rendered":"Cambiare si pu\u00f2, cominciamo dalle parole"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><a href=\"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/2021-VIII-20-linguaggio-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-42124\" src=\"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/2021-VIII-20-linguaggio-1-225x300.jpeg\" alt=\"2021 VIII 20 - linguaggio - 1\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/2021-VIII-20-linguaggio-1-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/2021-VIII-20-linguaggio-1-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/2021-VIII-20-linguaggio-1-1024x1365.jpeg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Gi\u00e0 ci sono stati gli autorevoli esempi\u00a0di un diverso modo di esprimersi da parte del Presidente del Consiglio. Poi \u00e8 arrivato il successo di questo recente libro sul linguaggio amministrativo (<i>Il linguaggio amministrativo &#8211; Principi e pratiche di modernizzazione <\/i>di Michele A. ,Cortelazzo, Carocci editore, Roma, 2021, 207 pagine \u20ac 19,00) pubblicato a marzo di quest\u2019anno e gi\u00e0 ristampato a luglio. Successo certamente amplificato dalla recensione a tutta pagina di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera del 24 luglio scorso.<\/p>\n<p>Il pregio principale del testo \u00e8 quello di riepilogare decenni di studi e ricerche sul linguaggio delle amministrazioni criticando quanto necessario ma anche illustrando le soluzioni migliorative. A questo scopo, offre il quadro completo delle esperienze condotte da diverse amministrazioni italiane e straniere. Analizza e compara sia i mostri linguistici e che le buone pratiche. Infine presenta \u201c<i>Trenta regole per la buona scrittura amministrativa<\/i>\u201d valide per facilitare la comprensione dei testi a prescindere dalla materia trattata. Infatti, fornisce suggerimenti anche spiccioli sulla scrittura in cui ci imbattiamo quotidianamente. Come, per esempio, il corpo e la giustificazione dei caratteri su cui raramente ci si sofferma in quanto materia da specialisti ma di cui per\u00f2 soffriamo le conseguenze nelle difficolt\u00e0 di lettura. In proposito, chi non ricorda Umberto Eco e il suo \u201c<i>Come si fa una tesi di Laurea\u201d<\/i> uscito nel 1989 con un intero capitolo dattiloscritto, come si usava all\u2019epoca pre-computer, per fornire rudimenti di formattazione ed impaginazione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Poich\u00e9 tutti, ma proprio tutti, subiamo il trauma di confrontarsi con la burocrazia, non possiamo non tracannare tutte d\u2019un fiato queste duecento pagine per soddisfare la nostra sete di giustizia. Perennemente oppressi, come siamo, da un linguaggio costruito non per venire incontro ai cittadini ma per ricordare loro che prima viene l\u2019Amministrazione e poi i loro diritti e bisogni. Un linguaggio prevalentemente autoreferenziato e diretto a raccogliere la benevolenza della gerarchia piuttosto che a comunicare ai destinatari. Un linguaggio con cui veniamo costantemente in contatto attraverso avvisi, lettere, moduli, leggi e regolamenti. Una comunicazione sciatta che scatena la prima repulsione verso una Amministrazione che vuole marcare bene la sua distanza dalla casalinga di Voghera.<\/p>\n<p>Riporto un esempio di linguaggio criptico di questi giorni, colto dalla vita vissuta non me ne vogliano i diretti interessati:<\/p>\n<p><i>\u201cSi precisa altres\u00ec che la presente autorizzazione a dare continuit\u00e0 alla precedente esperienza dovr\u00e0 essere declinata solo nelle forme previste dalla normativa in materia igienico-sanitaria, edilizio-urbanistica, di sicurezza ed in ossequio a tutti gli obblighi di legge aggregati nella certificazione di agibilit\u00e0, fermo restando il divieto relativo ai pubblici spettacoli, di cui alla DD n. \u2026\/\u2026. e l\u2019esonero di questo Ente da ogni responsabilit\u00e0 civile o penale e da tutti i danni che possono derivare dalle attivit\u00e0, oltre all\u2019impegno di codesta societ\u00e0 a sollevare l\u2019Amministrazione Comunale da qualunque pretesa, azione, domanda o molestia possa derivare, direttamente e non, dalla gestione delle attivit\u00e0 o uso dei locali in via \u2026.., n. \u2026. \u201c<\/i><\/p>\n<p>Un periodo lungo oltre 100 parole rispetto alle 20\/25 usualmente comprensibili alla mente umana. Con ricorso a parole fuori dall\u2019ordinario come la precedente esperienza che dovr\u00e0 essere \u201c<i>declinata<\/i>\u201d, forse era sufficiente dire \u201csvolta\u201d o quel \u201c<i>declinata<\/i>\u201d contiene ulteriori significati che sfuggono al comune lettore ?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Per proseguire poi con gli obblighi di legge che sono \u201c<i>aggregati nella certificazione di agibilit\u00e0<\/i>\u201d . Non sarebbe stato pi\u00f9 generoso richiedere solo il certificato di agibilit\u00e0 ? Poi perch\u00e9 usare il termine astratto \u201c<i>certificazione<\/i>\u201d anzich\u00e9 lo stesso termine in forma concreta il certificato ? Si potrebbe proseguire ma sarebbe accanimento terapeutico.<\/p>\n<p>Se questo \u00e8 il modo di porsi dell\u2019Amministrazione \u00e8 arrivato il momento di rovesciare il tavolo.<\/p>\n<p>Rompere questi schemi ed iniziare a comunicare in modo lineare e diretto. Uscire dalla fraseologia che rimanda l\u2019impegno della comprensione al lettore\/ascoltatore. Comunicare in modo diretto implica pensieri chiari. Per essere chiari servono poche parole. Su questo argomento Cortelazzo suggerisce che ogni periodo non sia lungo pi\u00f9 di 20\/25 massimo 30 parole. Questo periodo che avete appena letto era composto di quindici parole. Soggetto verbo e predicato poche regole essenziali. Mi auguro di essermi adeguato.<\/p>\n<p>La rivoluzione pu\u00f2 nascere anche da poco. Espressioni come \u201c<i>Appello a non vaccinarsi \u00e8 appello a morire<\/i>\u201d del Presidente Draghi del 22 luglio in sole otto parole esprime un pensiero che certamente \u00e8 comprensibile a tutti anche alla casalinga di Voghera. La storia si cambia anche cos\u00ec.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 ci sono stati gli autorevoli esempi\u00a0di un diverso modo di esprimersi da parte del Presidente del Consiglio. 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