{"id":41837,"date":"2021-04-28T15:31:50","date_gmt":"2021-04-28T13:31:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=41837"},"modified":"2021-04-28T15:31:50","modified_gmt":"2021-04-28T13:31:50","slug":"roma-interrotta-note-in-merito-al-documento-cipollini-gallico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/roma-interrotta-note-in-merito-al-documento-cipollini-gallico\/","title":{"rendered":"ROMA INTERROTTA &#8211; Note in merito al documento Cipollini-Gallico"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riporto qui alcuni appunti a commento dei contenuti, in larga parte condivisibili, del documento proposto.<\/p>\n<p><b>Sul modello di citt\u00e0 e l\u2019interazione tra mobilit\u00e0 e urbanistica<\/b><\/p>\n<ol>\n<li>La pianificazione urbanistico-territoriale, individu\u00f2 nel <b>quartiere di grandezza conforme<\/b> (Le Corbusier 1925, Astengo 1951) la dimensione congruente di sviluppo dell\u2019urbanizzazione, e nella dotazione di una <b>molteplicit\u00e0 di servizi ed attivit\u00e0<\/b> (Jacobs 1961) la condizione della sua vivibilit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 sociale. Lo studio degli sviluppi insediativi ha successivamente e ormai da molti anni assunto il modello <b>arcipelago<\/b> per l\u2019interpretazione dei fenomeni urbani e territoriali (Rem Koolhaas 1977, Indovina 2009). Varie le elaborazioni svolte studiando il contesto romano (Tocci 1989, CRESME 1997, Fratini 2000) hanno consolidato tale indirizzo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><\/li>\n<li>Di recente alcune iniziative intraprese a Barcellona (Superblocks, 2013) e a Parigi (Hidalgo 2020) nella prospettiva tracciata da Carlos Moreno (Moreno 2019), e fortemente amplificate dalle conseguenze urbane della pandemia del Covid-19, hanno rilanciato tale pensiero, propugnando la <b><i>citt\u00e0 dei 15 minuti<\/i><\/b>; parola d\u2019ordine subito ripresa da altre citt\u00e0 quali Milano, Nantes, Melbourne, Ottawa, Copenhagen, Utrecht, ed altre ancora.<\/li>\n<li>Tuttavia non \u00e8 possibile abbracciare l\u2019ipotesi di lavoro della <b><i>Ville du 1\/4 h<\/i><\/b> senza considerare la necessit\u00e0 della coesione urbana e territoriale, che in tale visione \u00e8 indispensabilmente il <b>principio di differenziazione<\/b> fra le diverse unit\u00e0 insediative, o isole. Solo se le diverse parti presentano caratteri distintivi sufficientemente forti \u00e8 immaginabile che la connessione in rete non inneschi problemi di competizione territoriale tali da generare ulteriori squilibri. Per utilizzare le identit\u00e0 in funzione di riequilibrio occorre quindi valutare le potenzialit\u00e0 dei diversi contesti in una visione co-evolutiva e di identificare le capacit\u00e0 di allocazione di funzioni essenziali a sostegno dei diversi percorsi evolutivi e di transizione.<\/li>\n<li>Lo smart working probabilmente ridurr\u00e0 molto le necessit\u00e0 spaziali di alcune funzioni direzionali, mentre il commercio elettronico produrr\u00e0 ulteriore disintermediazione, con riduzione del commercio di vicinato. Le stesse funzioni di servizio del welfare stanno volgendo verso un modello meno polarizzato sulle tradizionali sedi, con molti servizi offerti a domicilio. Fra provvedimenti nazionali (le lenzuolate di Bersani) e regionali (la LR 7\/2017) oggi i cambi di destinazione d\u2019uso sono assai semplificati, e praticati correntemente. Per questi motivi le funzioni non residenziali e di servizio capaci di fertilizzare i contesti ed effettivamente allocabili attraverso la pianificazione sono poche, e vanno gestite con lungimiranza, in relazione alle specificit\u00e0 dei contesti. Trattandosi inoltre in molti casi di funzioni di livello urbano o superiore andranno collocate in luoghi ben connessi alla rete del ferro, pena l\u2019incremento della mobilit\u00e0 privata su gomma.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><b>Sul modello di mobilit\u00e0<\/b><\/p>\n<p>Il primo compito dell\u2019intervento sulla mobilit\u00e0 \u00e8 di ricostituire alcune condizioni di accessibilit\u00e0 che restituiscano ai diversi territori urbani e metropolitani possibilit\u00e0 concrete di evoluzione transizionista come sviluppo del proprio potenziale di risorse e di valori. Una visione n\u00e9 banalmente equitativa n\u00e9 inerzialmente gerarchico-competitiva, ma capace di riconoscere credibili prospettive di sviluppo e sostenerle attraverso l\u2019azione pubblica. Assumendo tale prospettiva e confrontandola con il quadro delle criticit\u00e0 della mobilit\u00e0 romana, emerge come una priorit\u00e0 fra le priorit\u00e0 sia di rendere l\u2019insieme del sistema di trasporto sostenibile, in particolare quello su ferro integrato con la mobilit\u00e0 ciclabile-pedonale, in grado di <b>rendere pi\u00f9 accessibile l\u2019insieme dei contesti <\/b>che costituiscono la realt\u00e0 urbana-metropolitana di Roma.<\/p>\n<p>In tale prospettiva la <b>priorit\u00e0<\/b> va ad alcune linee di politiche:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>a) l\u2019incremento delle opzioni di accesso alla mobilit\u00e0 ferroviaria sulla rete esistente e di adeguamento tecnologico necessario al sostegno agli incrementi di passaggi necessario;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>b) il sostegno ai territori esterni per l\u2019accesso ai luoghi ed alle funzioni centrali, come elemento di supporto alla rigenerazione diffusa; <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>c) il miglioramento della mobilit\u00e0 su ferro (il sistema dei tram proposto dal PUMS) nella citt\u00e0 centrale (l\u2019anello della tangenziale pi\u00f9 la Togliatti e l\u2019EUR) che renda credibile scendere dall\u2019auto per imbarcarsi sul trasporto pubblico.<\/p>\n<p>Dovendo stabilire una politica dei due tempi si tratta quindi in primo tempo di aumentare l\u2019accessibilit\u00e0 complessiva (anche per dare un sostegno al mercato immobiliare) ed in secondo tempo di sviluppare le opportunit\u00e0 di trasformazione intensiva attorno ai nodi del ferro, che si potranno giovare di una pi\u00f9 elevata accessibilit\u00e0 di sistema anzich\u00e9 solo dell\u2019accessibilit\u00e0 specifica, e quindi di un mercato potenziale molto pi\u00f9 ampio per le funzioni di eccellenza. Ci\u00f2 anche per evitare il fallimento avutosi nell\u2019attuazione del PRG del 2008, che ha previsto incrementi insediativi sui nodi del ferro, ma che in molti casi sono stati attuati senza che l\u2019incremento d\u2019offerta di ferro divenisse effettivo, generando ulteriore insostenibilit\u00e0 e accentuando il carattere centripeto del sistema insediativo.<\/p>\n<p>Biblio<\/p>\n<p>Astengo G (1951) Nuovi quartieri in Italia, in \u201cUrbanistica\u201d, n. 7<\/p>\n<p>CRESME (1999) Centralit\u00e0, nuove municipalit\u00e0, identit\u00e0. Comune di Roma, Ufficio NPRG<\/p>\n<p>Frattini F (2000) Roma, arcipelago di isole urbane. Gangemi, Roma<\/p>\n<p>Jacobs J (1961) The Death and Life of Great American Cities<\/p>\n<p>Koolhaas R, Ungers OM (1977) The City within the city \u2013 Berlin: a Geen Archipelago. Lars Muller, Berlin<\/p>\n<p>Hidalgo A (2020) Ville du \u00bch &#8211; <a href=\"https:\/\/annehidalgo2020.com\/thematique\/ville-du-1-4h\/\">https:\/\/annehidalgo2020.com\/thematique\/ville-du-1-4h\/<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Indovina F (2009) Dalla citt\u00e0 diffusa all\u2019arcipelago metropolitano. FrancoAngeli<\/p>\n<p>Le Corbusier (1925) Urbanisme, Parigi, Cres; trad. it. Urbanistica, Milano, Il saggiatore, 1967.<\/p>\n<p>Ministero dei Lavori Pubblici (1960) Quartieri coordinati. Il CEP<\/p>\n<p>Moreno C (2019) Human Smart Cities. &#8211; <a href=\"http:\/\/www.moreno-web.net\/meeting-with-carlos-moreno-human-smart-cities\/\">http:\/\/www.moreno-web.net\/meeting-with-carlos-moreno-human-smart-cities\/<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Quaroni L (1957), La politica del Quartiere, in \u201cUrbanistica\u201d, n.22<\/p>\n<p>Tocci W (1989) Dalla periferia al Piano: le citt\u00e0 della metropoli. Relazione presentata il 25 febbraio all\u2019omonimo Convegno cittadino del PCI, Residence di Ripetta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Riporto qui alcuni appunti a commento dei contenuti, in larga parte condivisibili, del documento proposto. 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