{"id":41440,"date":"2021-01-03T13:41:23","date_gmt":"2021-01-03T12:41:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=41440"},"modified":"2021-01-03T16:47:40","modified_gmt":"2021-01-03T15:47:40","slug":"per-una-mobilita-e-urbanistica-romana-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/per-una-mobilita-e-urbanistica-romana-sostenibile\/","title":{"rendered":"Per una mobilit\u00e0 (e urbanistica) romana sostenibile"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/untitled.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-41442\" src=\"http:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/untitled.png\" alt=\"untitled\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le proposte per la discussione che riportiamo di seguito \u00e8 un contributo per cercare di migliorare la<br \/>\nmobilit\u00e0 di Roma e della relativa area metropolitana. Non vuole essere esaustiva su tutti gli aspetti<br \/>\nconcernenti un ottimale assetto della mobilit\u00e0 e si concentra in particolare sulla valorizzazione del<br \/>\npatrimonio esistente della rete ferroviaria che innerva buona parte del territorio metropolitano con<br \/>\nimportanti diramazioni anche a livello regionale e che deve diventare una volta per tutte la base di<br \/>\nuna vera mobilit\u00e0 sostenibile come ci insegnano le principali citt\u00e0 internazionali. L\u2019uso ottimale di<br \/>\nquesta rete esistente consentirebbe infatti in relativamente poco tempo, e insieme a gli altri<br \/>\ninterventi comunque indispensabili (in primis completamento della rete delle metropolitane e dei<br \/>\ntram, parcheggi di interscambio, viabilit\u00e0 di quartiere, una governance unitaria) di consentire<br \/>\nfinalmente di dotare l\u2019intera area urbanizzata di un sistema di trasporti sostenibile nella qualit\u00e0 e<br \/>\nnella quantit\u00e0 (tempi certi, numero passeggeri elevato, impatto ambientale minimo, diminuzione<br \/>\ndel parco auto circolante) anche per le conseguenze derivanti dal potenziamento dei punti di<br \/>\ninterscambio nel territorio periferico. Ad alcuni potrebbero sembrare &#8220;scontate&#8221; o &#8220;vecchie&#8221;.<br \/>\nPurtroppo non \u00e8 cos\u00ec e ci teniamo a sottolinearlo in quanto purtroppo la loro &#8220;vecchiaia&#8221; \u00e8 a nostro<br \/>\navviso solo dovuta ai ritardi accumulati e alle carenze notevoli di una classe dirigente comunale e<br \/>\nregionale che non ha saputo attuare progetti ben chiari e noti da oltre 25 anni, realt\u00e0 concrete e<br \/>\ntangibili nelle principali citt\u00e0 europee da decenni. Peraltro in questo contesto nel quale ragioniamo e<br \/>\nproponiamo progetti per Roma, non possiamo certo proporre interventi esecutivi, ma si politiche e<br \/>\nprogetti fattibili e realizzabili, ovvero sogni perseguibili con determinazione, capacit\u00e0 e competenze<br \/>\nadeguate. E\u2019 un contributo non certo esaustivo, aperto al confronto e pronto a integrarsi con nuove<br \/>\nproposte che lo integrino e migliorino, che riteniamo di base per affrontare e risolvere il tema della<br \/>\nmobilit\u00e0 a Roma (e anche qualche aspetto non di poco conto dell\u2019assetto urbano).<br \/>\nUn\u2019attenzione particolare agli interventi fattibili nell\u2019ambito del Recovery Plan, ovvero completabili<br \/>\nentro il 2025, anno peraltro in cui decade il Giubileo.<br \/>\n1. Alcune premesse di fondo<br \/>\nAffrontare il tema della mobilit\u00e0 a Roma e per Roma presenta tassi di rischio molto alti. Cos\u00ec come<br \/>\ndel resto parlare di urbanistica. Troppo spesso nei decenni passati entrambi i temi, peraltro<br \/>\naltamente critici per Roma, hanno avuto visioni pi\u00f9 ideologiche che non di policies tecnico-politiche,<br \/>\ntrovando o fautori di interventi da \u201ccitt\u00e0 perfetta\u201d o fautori (e difensori) di un laissez faire che<br \/>\ntrovava alleati forse anche inconsapevoli i cosidetti \u201cpalazzinari\u201d con i gestori dei trasporti pubblici<br \/>\ne forse talvolta anche con le organizzazioni sindacali di categoria. Ora, finito il tempo delle ideologie,<br \/>\nanche tecniche, il tema per Roma diventa vitale se si vuole cercare di darle un assetto urbano e della<br \/>\nmobilit\u00e0 sostenibile e adeguato a una citt\u00e0 europea del XXI secolo (1).<br \/>\nPertanto potrebbero porsi alcuni aspetti dirimenti come base di analisi e di proposta ora in<br \/>\nprossimit\u00e0 di un nuovo ciclo di gestione politico-amministrativa della citt\u00e0 con le prossime elezioni<br \/>\ndella primavera del 2021. La premessa di fondo \u00e8 quella di voler e dover realizzare una citt\u00e0<br \/>\nsostenibile secondo i principi dell\u2019Agenda 2030 dell\u2019ONU e secondo il Green New Deal dell\u2019Unione<br \/>\nEuropea. Quindi, per venire subito al nocciolo della questione, mobilit\u00e0 sostenibile e a indirizzo e<br \/>\npianificazione (nonch\u00e9 monitoraggio e controllo) pubblica. La conseguenza immediata di un assioma<br \/>\ndel genere \u00e8 che il livello di scelta e decisione dovrebbe essere solo riguardante le tipologie di<br \/>\ninterventi e le tempistiche, ma non gli obiettivi strategici.<br \/>\nAltra questione \u00e8 l\u2019interazione tra mobilit\u00e0 e urbanistica. Un tema ancora troppe volte gestito in sedi<br \/>\nspecialistiche separate quando la sua evidenza di essere un solo tema suddivisibile, ma non<br \/>\nseparabile \u00e8 provata sulla stessa pelle (terra) di Roma troppo spesso sconvolta da interventi edilizi<br \/>\n\u201cfuori luogo\u201d (la famosa e famigerata \u201cmacchia d\u2019olio\u201d) e ancora peggio da interventi infrastrutturali<br \/>\nmonchi o peggio cechi (le stazioni di Vigna Clara, Farneto, il Terminal Ostiense e il \u201cmitico\u201d anello<br \/>\nferroviario per esempio). Orbene deve essere chiaro e condiviso che la tematica \u00e8 unica, l\u2019assetto<br \/>\nterritoriale e urbano della citt\u00e0, che ha due derivate corrispondenti al tema edilizio in senso lato e<br \/>\nalla mobilit\u00e0 delle persone e delle merci (ma oggi e per domani sempre pi\u00f9 anche dei dati).<br \/>\nPurtroppo da una teoria corretta e sotto certi aspetti scontata a Roma non si \u00e8 mai riusciti<br \/>\nconcretamente a passare a una prassi integrata e questo \u00e8 certamente una criticit\u00e0 da sanare<br \/>\nquanto prima. Lo stesso ex Vice sindaco e assessore alla mobilit\u00e0 Walter Tocci ha pi\u00f9 volte<br \/>\ndenunciato come una criticit\u00e0 fondamentale il contrasto tra i due assessorati per programmare<br \/>\nadeguatamente l\u2019assetto della citt\u00e0.<br \/>\nAltra questione \u00e8 quella della condivisione, delle competenze e dei ruoli. Programmare, realizzare e<br \/>\ngestire la mobilit\u00e0 di Roma, deve necessariamente considerare l\u2019insieme (si potrebbe definire<br \/>\nsistemico) di tutti gli attori in gioco in quanto gestori di servizi pubblici di trasporto. Questo deve<br \/>\nsignificare pertanto che Comune (e le sue societ\u00e0), Area metropolitana, Regione (e le relative<br \/>\nsociet\u00e0) e gruppo F.S. devono necessariamente programmare i propri interventi con modalit\u00e0<br \/>\ncondivisa, ovvero concordare le modalit\u00e0 di azione ex ante per consentire una programmazione<br \/>\nintegrata sia intermodale sia gestionale. E\u2019 inammissibile che in una citt\u00e0 come Roma il PUMS prenda<br \/>\nin seria e fondamentale considerazione la rete potenziale delle linee esercitabili sulle infrastrutture<br \/>\ndi RFI (2) con il relativo impatto positivo di avere 9 nuove linee con frequenza fino a 3 minuti (quindi<br \/>\nnella realt\u00e0 9 nuove linee metropolitane gi\u00e0 quasi pronte e con costi nettamente inferiori), ma non<br \/>\nprenda in considerazione e non preveda accordi con F.S. per la loro attuazione infrastrutturale (o<br \/>\nmeglio tecnologica trattandosi di installazione di impianti per il distanziamento dei convogli), n\u00e8<br \/>\ntantomeno delle tipologie di materiale rotabile (che necessariamente dovr\u00e0 essere tipo<br \/>\nmetropolitana), dei relativi tempi di inizializzazione e del tipo di servizio necessario per ottimizzare<br \/>\nla variabile ferroviaria all\u2019interno del sistema generale di mobilit\u00e0. I Protocolli d\u2019intesa firmati lo<br \/>\nstanno li a testimoniare. Solo accordi per la realizzazione di infrastrutture.<br \/>\nA questi tre aspetti andrebbe poi aggregato l\u2019ultimo arrivato, il Covid19, la cui pandemia, se da un<br \/>\nlato sta sconvolgendo la situazione socio-economica della citt\u00e0 (e del mondo intero), dall\u2019altro<br \/>\npotrebbe essere un\u2019opportunit\u00e0 derivante dall\u2019accelerazione di alcuni nuovi bisogni emersi quali lo<br \/>\nsmart-working, l\u2019uso degli spazi chiusi e aperti e la necessit\u00e0 di una mobilit\u00e0 pubblica avanzata e<br \/>\ninnovativa.<br \/>\n2. La rigenerazione urbana e la mobilit\u00e0 sostenibile a Roma domani, dopo la pandemia<br \/>\nL\u2019arrivo del Covid19 ha infatti accelerato le tendenze sui nuovi assetti urbani sostenibili focalizzati<br \/>\nin particolare sulle tematiche del riuso degli spazi costruiti e della mobilit\u00e0, ovvero del nuovo<br \/>\nassetto, che Stefano Boeri definisce \u201cnuova sfida\u201d che le citt\u00e0 italiane e non solo dovranno<br \/>\naffrontare nei prossimi anni. E\u2019 la sostenibilit\u00e0 e il ritorno a un\u2019adeguata integrazione con la natura,<br \/>\novvero tra artificiale\/tecnologia e natura (Carlo Ratti) la grande sfida che ci attende. La pandemia<br \/>\nha evidenziato una serie di criticit\u00e0 che ora ci costringono, si potrebbe dire \u201cgrazie a lei\u201d, a<br \/>\nintervenire con urgenza. Un confronto proprio tra Boeri e Ratti (3) evidenzia bene le prospettive<br \/>\nanche dopo il Covid19. La necessit\u00e0 di riconsiderare gli spazi costruiti e le relazioni tra citt\u00e0 grandi,<br \/>\nmedie e piccole (fino ai borghi), ovvero all\u2019interno delle stesse metropoli come Roma. Relazioni che<br \/>\ndovrebbero portarci a costituire dei veri e propri \u201carcipelaghi\u201d (Boeri) per evitare le congestioni<br \/>\ntipiche delle citt\u00e0 costituiti anche da quartieri dotati di tutti i servizi di base (sanit\u00e0, formazione,<br \/>\ncultura) a distanze percorribili a piedi (400-500 metri) in relazione con i centri maggiori dotati di<br \/>\nservizi primari (universit\u00e0, ospedali, teatri, ecc.) raggiungibili con reti infrastrutturali e servizi<br \/>\npubblici veloci (metropolitane\/treni\/bus) ed efficaci i cui programmi sono gi\u00e0 in essere a Barcellona,<br \/>\nParigi e anche a Milano). Citt\u00e0 che nella loro dimensione media (ovvero grandi quartieri urbani)<br \/>\nabbiano una loro vocazione (Ratti) per essere attrattive specie per affinit\u00e0 delle persone che vi<br \/>\nrisiedono (come lo era una volta Ivrea ai tempi di Adriano Olivetti). Non quindi un banale ritorno nei<br \/>\nborghi (specie quelli spersi sulle cime dell\u2019Appennino), ma una \u201crete di comunit\u00e0 urbane\u201d dove si<br \/>\nintegrino natura e artificiale, sostenibilit\u00e0 e intelligenza artificiale con \u201ccontratti di reciprocit\u00e0\u201d tra<br \/>\nComuni per lo scambio di servizi. Un rammendo &#8211; sostiene Renzo Piano in un\u2019intervista durante la<br \/>\npandemia (4) &#8211; tra citt\u00e0 e periferie -\u201cche sono le citt\u00e0 che lasceremo ai figli, ma per troppo tempo<br \/>\nsono state costruite senza affetto, \u00e8 il momento che conquistino valori mai avuti e si integrino con il<br \/>\nresto della citt\u00e0\u201d &#8211; con la realizzazione di green belt che fermino l\u2019espansione disordinata delle citt\u00e0<br \/>\ne con una rete di connessioni. \u201cIl rammendo urbano passa necessariamente dal potenziamento della<br \/>\nrete di trasporti, a cominciare da quelli pubblici su rotaia e elettrici. Penso a un sistema capillare con<br \/>\nuna rete tramviaria di superficie con fermate ogni 150 metri; una metropolitana con fermate ogni<br \/>\n300-400 metri; una metropolitana extraurbana con fermate ogni chilometro; un treno territoriale<br \/>\nad alta velocit\u00e0 con fermate ogni 100-150 chilometri.\u201d Una rigenerazione di tutte quelle parti di<br \/>\ncitt\u00e0 non citt\u00e0, mescolando le funzioni anche con i \u201cluoghi per la gente\u201d (biblioteche, teatri, stazioni,<br \/>\nedifici pubblici, ospedali). Su questo ovviamente incider\u00e0 l\u2019avvio della riorganizzazione delle<br \/>\naziende e della pubblica amministrazione, ma presumibilmente anche delle scuole e delle<br \/>\nuniversit\u00e0, che comporter\u00e0 una complessiva e impattante riorganizzazione dei processi produttivi<br \/>\nin particolare in tutte le attivit\u00e0 di servizi, mentre nelle attivit\u00e0 di logistica e produzione di beni sar\u00e0<br \/>\ncertamente meno impattante. Un processo che avr\u00e0 tempi probabilmente abbastanza accelerati a<br \/>\ncausa anche del Covid19, ma anche dei potenziali risparmi che si avranno per la minore occupazione<br \/>\ndi spazi.<br \/>\nQuesto non comporter\u00e0, come adesso molti paventano, l\u2019unica alternativa di avere relazioni solo<br \/>\nvirtuali in video, anche perch\u00e9 molti lavori e quelli in particolare che producono beni continueranno<br \/>\nancora per molti anni a dover essere prodotti nelle fabbriche, ma porter\u00e0 a nuovi equilibri<br \/>\n(ovviamente appena finito l\u2019incubo della pandemia), dove si tender\u00e0 a selezionare incontri fisici e<br \/>\nincontri virtuali per livelli di importanza e socialit\u00e0, evitando cos\u00ec anche l\u2019autoreferenzialit\u00e0<br \/>\nderivante dalle selezioni dovute ai logaritmi applicati dai social che portano a far incontrare solo<br \/>\npersone con le stesse idee e stessi interessi. La piazza e la strada devono rimanere importanti nelle<br \/>\ncitt\u00e0 anche come luogo di scambio di opinioni diverse e divergenti per mantenere i livelli di<br \/>\ndemocrazia e dialettica adeguati (Ratti). Le piazze che \u201cdevono essere come stanze all\u2019aperto che<br \/>\naccolgono tanta gente, spazi dove succede di tutto, dove le distanze spariscono e le esperienze si<br \/>\nconfondono, dove la tolleranza comincia a crescere, dove la diversit\u00e0 da problema diventa valore,<br \/>\ndove le paure svaniscono nello stare insieme\u201d (Piano) Scontato in questi scenari la presenza qualiquantitativa<br \/>\ndelle tecnologie moderne e delle reti di connessione adeguate (banda larga, 5G, sensori<br \/>\nIA, droni, ecc.) senza le quali non potr\u00e0 trovarsi quella nuova integrazione con la natura e per la<br \/>\nsostenibilit\u00e0 integrata oramai fattore imprescindibile per un futuro possibile.<br \/>\nSe riportiamo a Roma le prime previsioni sull\u2019effetto smart working significa tra il 20 e il 30% ovvero<br \/>\ntra 400.000 e 600.000 potrebbero essere i lavoratori che lavoreranno per la maggior parte del loro<br \/>\ntempo a distanza da casa o da altri luoghi che non siano gli uffici occupati sino ad ora corrispondenti<br \/>\ntra i 6 e i 9 milioni di metri quadrati. A questo da aggiungere l\u2019impatto economico, ma anche se non<br \/>\nsoprattutto sociale derivante dalla ridistribuzione del commercio con il salto fatto da quello<br \/>\nelettronico rispetto a quello di prossimit\u00e0.<br \/>\nQuindi maggiori spazi non utilizzati da rigenerare (oltre quelli gi\u00e0 abbandonati esistenti), maggiori<br \/>\nspazi d\u2019incontro, servizi di prossimit\u00e0, mobilit\u00e0 sostenibile di quartiere (pedonale, ciclabili e bus<br \/>\nelettrici) e veloce tra citt\u00e0 e quartieri di metropoli (tram, metropolitane, ferrovie metropolitane e<br \/>\nregionali) con molto meno se non pi\u00f9 nessun consumo di suolo agricolo e verde.<br \/>\nNel frattempo, anche durante l\u2019attuale situazione di pre &#8211; post &#8211; in lockdown alcune interventi<br \/>\nimmediati a costi minimali sono comunque possibili e auspicabili quali: potenziamento delle corsie<br \/>\npreferenziali con preferenze per i mezzi pubblici agli incroci; estensione delle ZTL; modifica orari<br \/>\nscuole-uffici pubblici per diminuire le punte di traffico; liberazione delle fermate dalle auto in sosta<br \/>\ncos\u00ec come nelle vicinanze di aree o edifici di parcheggi (Villa Borghese p.e.); forme di gratuit\u00e0 del<br \/>\nservizio a fronte di minori impatti ambientali e sanitari (p.e. combinati con aree di parcheggio presso<br \/>\nstazioni e fermate TPL); tariffe di sosta modulate; sistemi tariffari integrati e di infomobilit\u00e0; orari<br \/>\nadeguati di carico e scarico delle merci; campagne di educazione civica stradale (5).<br \/>\n3. Il Piano Urbano della Mobilit\u00e0 Sostenibile e lo Schema di Assetto Generale dell\u2019Anello<br \/>\nVerde: dalla pianificazione alla realizzazione, ma forse manca l\u2019integrazione?<br \/>\nIl PUMS approvato nell\u2019agosto del 2019 dal Comune di Roma presenta molti aspetti condivisibili in<br \/>\nuna visione di policy per una mobilit\u00e0 sostenibile. Certo alcune scelte possono essere contestate,<br \/>\naltre migliorate, ma nel suo complesso \u00e8 un Piano che risponde alle strategie definite a livello<br \/>\neuropeo e mondiale. Rimangono sospesi o ignorati per\u00f2 alcuni temi che per la sua attuazione<br \/>\nrisultano critici se non indispensabili.<br \/>\n3.1.La valorizzazione delle ferrovie, delle stazioni e delle aree di FS.<br \/>\nCome accennato nelle premesse \u00e8 indispensabile che venga svolta una pianificazione integrata dei<br \/>\nservizi di trasporto collettivo, frutto della capacit\u00e0 di articolare un ragionamento unitario tra ferrovie<br \/>\nurbane e regionali, trasporto su bus extraurbano, trasporto di superficie urbana e servizi metro,<br \/>\nladdove esistenti. Purtroppo anche qui scontiamo una carenza dirigenziale che ha impedito dal<br \/>\nlontano 1992 &#8211; pur dopo un avvio pi\u00f9 che promettente tra il 1994 e il 2000 &#8211; di valorizzare un<br \/>\npatrimonio esistente costituito dalla rete dei binari ferroviari e delle relative stazioni (in alcuni casi<br \/>\nsemi abbandonate e in altri anche isolate) presenti nell\u2019area urbanizzata romana. Cosa ancor pi\u00f9<br \/>\ngrave a valle dell\u2019innovazione tecnologica derivante dai sistemi di segnalamento che consentono<br \/>\ndistanziamenti tra i convogli fino a 3 minuti e che permetterebbero di fatto di realizzare una vera e<br \/>\npropria rete di metropolitane.<br \/>\nNel passato peraltro da annotare che a Roma:<br \/>\n\u2022 dopo un\u2019iniziale forte spinta per la \u201ccura del ferro\u201d dal 1994 al 2000 con la prima giunta Rutelli<br \/>\ncon la creazione delle sette linee di FM, della riqualificazione della stazione Termini, e dei due<br \/>\nconcorsi (uno di FS e l\u2019altro del Comune di Roma) per la stazione Tiburtina, \u201ccura\u201d figlia del Piano<br \/>\nDirettore predisposto da Ferrovie dello Stato nel 1992, l\u2019attenzione \u00e8 venuta spegnendosi<br \/>\nignorando di fatto la potenzialit\u00e0 dell\u2019unica leva che poteva, almeno in parte, condensare il<br \/>\npulviscolo edilizio creatosi nella citt\u00e0 e nell\u2019hinterland (come hanno fatto i francesi con la RER<br \/>\ned i tedeschi con la S-Bahn) e completando quanto gi\u00e0 programmato peraltro tra le fondamenta<br \/>\ndel nuovo P.R.G. approvato solo nel 2008, ma concepito alla fine degli anni 90;<br \/>\n\u2022 non sono stati considerati adeguatamente quegli interventi che consentissero e facilitassero al<br \/>\nmassimo l\u2019interscambio del mezzo di trasporto (basta vedere lo stato di manutenzione e dei<br \/>\nservizi nelle stazioni e fermate di FS);<br \/>\n\u2022 non si \u00e8 investito adeguatamente in parcheggi per auto (specie lungo e a ridosso del GRA);<br \/>\n\u2022 non si \u00e8 lavorato a una adeguata pianificazione degli orari e delle coperture territoriali dei mezzi<br \/>\npubblici (bus o treni);<br \/>\n\u2022 non \u00e8 stata programmata adeguatamente la distribuzione delle merci nell\u2019ultimo chilometro,<br \/>\ncausando impatti ambientali ed economici considerevolmente negativi;<br \/>\n\u2022 si \u00e8 persa l\u2019occasione della nuova stazione Tiburtina dove ancora oggi, dopo nove anni<br \/>\ndall\u2019inaugurazione, la stazione dei bus interurbani \u00e8 \u201cridicola\u201d per dimensioni e servizi e non<br \/>\ninclusa nel progetto (prevedere la stazione all\u2019interno della stessa stazione sopra, lateralmente,<br \/>\navrebbe migliorato l\u2019intermodalit\u00e0).<br \/>\nConsentire una maggiore offerta di trasporto con il potenziamento delle tecnologie e l\u2019ampliamento<br \/>\ne potenziamento degli interscambi nel settore ferroviario e razionalizzare la specializzazione<br \/>\nfunzionale tra bus extraurbani e ferrovie regionali \u00e8 allora un fattore urgente e dirimente.<br \/>\nQuesto obiettivo va accompagnato da una forte politica tariffaria e infrastrutturale tendente a<br \/>\nfacilitare al massimo l\u2019uso del trasporto pubblico, condizionato da adeguati interventi per facilitare<br \/>\nla sosta e l\u2019interscambio modale, nonch\u00e9 di sistemi di trasporto alternativi (bicicletta, car sharing<br \/>\necc.).<br \/>\nInoltre pu\u00f2 e deve essere programmata anche una rigenerazione urbana pi\u00f9 sostenibile. Studi,<br \/>\ninfatti, hanno dimostrato come il costo generale di un metro cubo per uffici e attivit\u00e0 commerciali<br \/>\npossa arrivare a diminuire intorno al 20% per la comunit\u00e0 se realizzato in prossimit\u00e0\u0300 (1 km) di<br \/>\nstazioni di metropolitana o ferrovia urbana, grazie alla minore incidenza di inquinamento e di<br \/>\nincidentalit\u00e0\u0300 dovuta alla diminuzione di traffico su gomma causato dalle persone attratte dalle<br \/>\nfunzioni (6). Queste misure potrebbero essere incentivate attraverso la concessione di premialit\u00e0<br \/>\nper gli immobili localizzati presso stazioni e snodi di interscambio di trasporto, ovvero localizzandovi<br \/>\nquei servizi di quartiere che, specie nelle periferie sono insufficienti o mancanti (cinema, teatri,<br \/>\nservizi sanitari, servizi comunali, ecc.), come lo stesso PRG ha in parte previsto.<br \/>\nLa quantit\u00e0\u0300 di linee ferroviarie, stazioni e fermate che gi\u00e0 esistono pu\u00f2\u0300 dare un contributo essenziale<br \/>\na questo riassetto tanto pi\u00f9 se venissero incrementate specie nelle zone periferiche e dell\u2019area<br \/>\nmetropolitana. Oggi siamo di fronte a potenzialit\u00e0 tecnologiche molto elevate e caratterizzate da<br \/>\ninterventi diretti a basso impatto economico-finanziario e indiretti a potenziale recupero<br \/>\ncomplessivo degli investimenti.<br \/>\nNello specifico gli interventi attivabili riguardano:<br \/>\na) interventi tecnologici per consentire frequenze di passaggi di treni fino a 3-4 minuti\/treno. La<br \/>\nconseguenza di questa innovazione tecnologica ERTMS \u2013 peraltro gi\u00e0 programmata da RFI e<br \/>\nprevisti anche nella bozza di Recovery Plan per Roma, Milano e Napoli \u2013 consentirebbe, anche<br \/>\noltre le previsioni dello stesso PUMS (7), di arrivare a triplicare l\u2019offerta di posti-passeggeri;<br \/>\nb) riqualificazione funzionale delle stazioni\/fermate per adeguarle al maggior flusso passeggeri e<br \/>\nall\u2019interscambio modale sia con auto sia con bus (parcheggi) e sia per consentire il trasbordo dei<br \/>\npasseggeri da treno a treno-metropolitano e sia per l\u2019insediamento di servizi di zona;<br \/>\nc) nuove stazioni nelle aree periferiche e extra &#8211; urbane per potenziare il flusso dei passeggeri tra<br \/>\nle varie aree delle citt\u00e0 e per l\u2019insediamento di servizi di zona;<br \/>\nd) rinnovamento del materiale rotabile per le linee urbane-metropolitane per consentire sia di<br \/>\nraggiungere (peso, velocit\u00e0 e sistemi frenanti) le frequenze massime nelle ore di punta sia di<br \/>\n(conseguentemente) consentire un afflusso\/deflusso dei passeggeri adeguato (vagoni a un<br \/>\npiano tipo metropolitana);<br \/>\ne) rigenerazione delle aree dismesse ferroviarie attraverso p.e. accordi diretti di cessione al<br \/>\nComune di Roma e a quelli dove insistono stazioni e fermate nell\u2019area metropolitana, ma anche<br \/>\na livello regionale. Si tratterebbe di individuare soluzioni alternative per raggiungere obiettivi<br \/>\nsia aziendali sia pubblici e richiesti dalle politiche europee. In particolare \u00e8 possibile compensare<br \/>\ni costi di investimento necessari per gli interventi previsti (tecnologie, materiale rotabile e<br \/>\nstazioni\/fermate) per la mobilit\u00e0 passeggeri (e eventualmente anche per migliorare quella merci<br \/>\na livello metropolitano) e contribuire alla riqualificazione e rigenerazione di aree interstiziali nel<br \/>\ntessuto urbano, strategiche sia per la loro centralit\u00e0, sia per la qualit\u00e0 e quantit\u00e0 dei servizi di<br \/>\nmobilit\u00e0 pubblica e sia infine per il risparmio di consumo di suolo agricolo indirettamente<br \/>\nderivante dal loro utilizzo. E\u2019 ormai tecnicamente accertato infatti che un\u2019adeguata<br \/>\nriqualificazione delle stazioni urbane, sia dal punto di vista trasportistico, sia urbano, genera<br \/>\nnotevoli ricadute economiche e sociali dirette e indirette (vedi studio di Steer Davies Gleave per<br \/>\nconto della Network Rail &#8211; GB \u2013 in Ferpress 10.1.2013)<br \/>\nLe modalit\u00e0 di intervento da analizzare potrebbero anche prevedere interventi di capitali privati<br \/>\ndiretti o in project financing pianificati e gestiti dagli stessi Comuni riguardo agli aspetti<br \/>\nurbanistici e di destinazione d\u2019uso delle aree, sopperendo cos\u00ec a interventi diretti pubblici dei<br \/>\nComuni. Si tratta di analizzare le alternative possibili di generare i flussi finanziari in grado di<br \/>\ngarantire da subito gli investimenti per gli interventi previsti e dall\u2019altro di ripagare almeno il<br \/>\nvalore patrimoniale iscritto a bilancio. Ad esempio si potranno approfondire modalit\u00e0 specifiche<br \/>\ncon la Cassa Depositi e Prestiti che ha gi\u00e0 avviato alcuni progetti simili in Italia partendo dalla<br \/>\ngaranzia del controllo pubblico e prospettare ai Comuni diverse alternative e modalit\u00e0 di<br \/>\nfinanziarizzazione ad hoc.<br \/>\nL\u2019aspetto essenziale e strategico sar\u00e0 quello di programmare e intervenire, come accennato, con<br \/>\nmodalit\u00e0 integrata per consentire all\u2019azione di velocizzazione del passaggio dei treni attraverso<br \/>\nl\u2019installazione delle nuove tecnologie di esplicitare tutta la sua potenzialit\u00e0 attraverso da un lato<br \/>\nl\u2019innovata capacit\u00e0 di trasporto dei nuovi treni (con materiale rotabile tipo le attuali metropolitane<br \/>\ndi Roma, Milano, Napoli p.e.), dall\u2019altra la rigenerazione e la nuova realizzazione di stazioni e<br \/>\nfermate per disseminare i punti di interscambio nel territorio locale e regionale.<br \/>\nDa annotare a margine, ma poi non tanto, che la stessa politica di traporti e mobilit\u00e0 \u00e8 trasferibile a<br \/>\nlivello regionale stante le tracce lasciate libere dalla realizzazione delle linee ferroviarie dell\u2019Alta<br \/>\nVelocit\u00e0. Le connessioni lungo la linea tirrenica sud (Latina, Formia, Gaeta) e nord (Ladispoli,<br \/>\nCivitavecchia, Tarquinia), come quella con Frosinone &#8211; Cassino possono essere dotate delle stesse<br \/>\ntecnologie se necessario e, con il nuovo materiale rotabile in arrivo &#8211; i treni Rock &#8211; programmare<br \/>\nfrequenze adeguate ai flussi in entrata e uscita da Roma (oggi circa 400.000 persone\/giorno), cos\u00ec<br \/>\ncome attrezzare le relative stazioni per filtrare il traffico automobilistico e distribuire quello pubblico<br \/>\ndei bus Cotral. Insomma un sistema urbano-metropolitano-regionale interconnesso, integrato e<br \/>\nintermodale come del resto ne esistono in altre citt\u00e0 europee e non.<br \/>\nFattore imprescindibile per poter avviare questa politica di mobilit\u00e0 sostenibile basata sul trasporto<br \/>\npubblico e sul potenziamento della mobilit\u00e0 sul ferro \u00e8 quello di una innovata pianificazione<br \/>\ndell\u2019intervento di F.S. attraverso accordi precisi e definiti. Un Accordo di Programma quindi tra<br \/>\nComune di Roma (Atac) &#8211; Ministero dei Trasporti &#8211; FS (Trenitalia-RFI) &#8211; Regione Lazio (Cotral) che<br \/>\nnell\u2019identificare e concordare con l\u2019assetto che la rete infrastrutturale, le stazioni\/fermate e il<br \/>\nservizio offerto (comprensivo del materiale rotabile), definisca le modalit\u00e0 attuative e gestionali<br \/>\ndell\u2019intesa allo scopo di rendere programmabile e attuabile il servizio offerto ai cittadini. Una cabina<br \/>\ndi regia che sovraintenda la gestione della mobilit\u00e0 nell\u2019area metropolitana &#8211; e quindi anche<br \/>\nall\u2019interno dell\u2019area urbana romana &#8211; e le sue interconnessioni con i territori regionali avendo<br \/>\novviamente il potere per farlo.<br \/>\nNel merito delle scelte del PUMS, la cui Valutazione Ambientale Strategica \u00e8 alle battute finali con<br \/>\nl\u2019emissione prossima del Parere e alla quale dovr\u00e0 seguire la revisione dello stesso per<br \/>\nl\u2019approvazione definitiva (quando arriveremo?), da valutare inoltre (ma senza bloccare la<br \/>\nprocedura in corso, eventualmente integrandola a valle):<br \/>\n\u2022 che ci sono 613 km di linee ferroviarie disponibili al servizio del comprensorio sub-regionale<br \/>\nromano (8) di cui 196 km a livello urbano (oggi 102 km), ovvero all\u2019interno del G.R.A. (dove<br \/>\nci sono 60,1 km di 3 linee metropolitane)<br \/>\n\u2022 La non priorit\u00e0 dell\u2019anello ferroviario (9) che per il Comune invece \u201crappresenta una vera e<br \/>\npropria svolta per la pianificazione di servizi ferroviari di tipo metropolitano\u201d, anche se poi \u00e8<br \/>\nposto tra gli interventi a lungo termine (10 anni), fermo restando il considerevole<br \/>\ninvestimento di ca 525 milioni di \u20ac meglio attribuibili a rendere pi\u00f9 frequenti i passaggi e<br \/>\nadeguare il materiale rotabile, del quale invece non c\u2019\u00e8 traccia.<br \/>\n\u2022 196 fermate a livello comprensoriale di cui 136 a livello urbano &#8211; G.R.A. (oggi 97), mentre il<br \/>\nPUMS ne prevede solo 5: Massimina, Selinunte, Statuario, Zama, Pigneto;<br \/>\n\u2022 19 stazioni di interscambio a livello comprensoriale di cui 13 a livello urbano &#8211; G.R.A. (oggi 5)<br \/>\n\u2022 la collocazione delle cos\u00ec dette \u201cPorte\u201d nel numero di 10, ma a distanze notevoli dalla citt\u00e0<br \/>\n(Civitavecchia, Fiumicino, Campoleone, Albano, Velletri Frascati, Colleferro, Tivoli, Fara<br \/>\nSabina, Bracciano) e non anche agli incroci tra linee ferroviarie e GRA per filtrare meglio il<br \/>\ntraffico in entrata nel cuore della citt\u00e0 e dotare di servizi le aree urbanizzate (F.S. predispose<br \/>\nnel lontano 1995 a tal riguardo un progetto di fattibilit\u00e0 che prevedeva ca 40.000 parcheggi<br \/>\nin 18 Porte).<br \/>\n\u2022 La certezza che al momento della possibilit\u00e0 di avere convogli con frequenza fino a 3 minuti,<br \/>\nil materiale rotabile che verr\u00e0 utilizzato sia conforme e in grado di svolgere adeguatamente<br \/>\nle sue funzioni di trasporto di massa. I convogli Vivalto e i futuri Rock (programmati da FS &#8211;<br \/>\nvedi \u201cImpegno del gruppo FS nel Lazio\u201d, 23 aprile 2020) previsti da Trenitalia non lo sono<br \/>\nn\u00e8 lo saranno (10).<br \/>\n\u2022 La potenzialit\u00e0 di utilizzare molte delle stazioni ferroviarie esistenti e previste (oltre a quelle<br \/>\ndelle metropolitane e delle altre ferrovie) come luoghi di interscambio intermodale e di<br \/>\ncollocazione di servizi di interesse pubblico a forte affluenza (vedi anche a tal proposito lo<br \/>\nSchema Generale di Assetto dell\u2019Anello Verde a seguire)<br \/>\n\u2022 La necessit\u00e0 di restaurare le stazioni e fermate esistenti di FS spesso in stato manutentivo<br \/>\nestremamente carente.<br \/>\n\u2022 L\u2019attuazione concreta di forme di finanziamento alternativo delineate nello stesso PUMS<br \/>\nAl riguardo del tema utilizzo della rete ferroviaria comprensoriale da notare come sia stato<br \/>\npredisposto da un gruppo di professionisti il progetto Metrovia ( www.metroviaroma.it) che<br \/>\nprevede di convertire e riutilizzare le infrastrutture ferroviarie che attraversano Roma e presenta<br \/>\nuna serie di interessanti proposte che andrebbero valutate con maggiore attenzione<br \/>\ndall\u2019Amministrazione Comunale e dalla stessa Regione Lazio. Un sistema integrato di 10 linee: nove<br \/>\nlinee di metropolitana a cui si aggiunge una ferrovia urbana circolare, la Circle Line.<br \/>\nA proposito infine della rigenerazione delle aree ferroviarie o comunque viciniori alle stazioni<br \/>\n(ferrovia o metropolitana) la direzione presa con la delibera di giunta n. 143 concernente<br \/>\nl\u2019\u201dApprovazione dello Schema di Assetto Generale dell\u2019Anello Verde, a valere quale atto-strumento<br \/>\ndi indirizzo programmatico per la riqualificazione sostenibile dell\u2019anello ferroviario e del settore<br \/>\norientale del territorio di Roma Capitale\u201d presenta aspetti positivi che finalmente riprendono e<br \/>\nriconoscono alla rete su ferro nel suo complesso (binari, stazioni, aree contermini e piazze<br \/>\nantistanti) un ruolo fondamentale per la citt\u00e0 e per un suo futuro sostenibile. Sarebbe auspicabile<br \/>\nconsiderare in questo anche il servizio offerto connesso, nonch\u00e8 la relativa programmazione<br \/>\nintegrata e condivisa da un lato all\u2019interno della stessa Amministrazione, dall\u2019altro con i protagonisti<br \/>\n(11). L\u2019Anello Verde \u00e8 stato poi anche oggetto di un Protocollo firmato tra Comune e FS .<br \/>\n3.2.Slow Rome<br \/>\nLa prospettiva di avere nel prossimo futuro una gestione della citt\u00e0 con una forte delega ai Municipi<br \/>\nsi dovr\u00e0 accompagnare anche a una adeguata organizzazione dei servizi di quartiere e municipio e<br \/>\na una rete di connessioni consona a facilitare gli spostamenti il pi\u00f9 possibile in modalit\u00e0 sostenibili<br \/>\n(l\u2019arcipelago di Boeri). A questo riguardo \u00e8 per questo fondamentale accelerare al massimo la<br \/>\nrealizzazione della rete su ferro cardine sulla quale completare un programma sostenibile, in una<br \/>\ncitt\u00e0 come Roma dove ci sono tutte le condizioni per farlo. Ma questo significa anche in parallelo di<br \/>\nvalorizzare al massimo le reti e le modalit\u00e0 slow e sostenibili per consentire alla popolazione dei vari<br \/>\nMunicipi\/quartieri e dei comuni dell\u2019area metropolitana (12 spostamenti rapidi e servizi di vicinato<br \/>\naccessibili. Nel centro storico (peraltro sempre pi\u00f9 e in quello consolidato, come parimenti nel pi\u00f9<br \/>\nsperduto (per ora) quartiere periferico oltre il GRA, i servizi di mobilit\u00e0 dovranno garantire la<br \/>\nmigliore accessibilit\u00e0 con pari livelli. Da questo punto di vista per esempio la rete di ciclabili e di<br \/>\nparcheggi previsti nel PUMS (13) \u00e8 adeguata anche se non andrebbe pensata, come accennato, per<br \/>\nspostamenti urbani (da Piazza Vescovio all\u2019Eur; da Boccea a San Pietro o all\u2019Alberone), ma su<br \/>\npercorsi fino a 5 chilometri (che costituiscono il 50% degli spostamenti individuali quotidiani<br \/>\neffettuati con l\u2019automobile), oltre a prevedere parcheggi non solo presso i punti Atac e non certo<br \/>\nper sole 3.000 biciclette. Piste dirette a facilitare l\u2019intermodalit\u00e0 specie con le stazioni del ferro<br \/>\n(metropolitane e ferrovie). Percorsi di lunghezza superiore possono veder affiancato all\u2019uso della<br \/>\nbicicletta quello dell\u2019automobile, del treno, della metropolitana, dando vita all&#8217;utilizzo combinato di<br \/>\nvettori di diverso tipo, cio\u00e8 alla cd. intermodalit\u00e0. Cos\u00ec come andr\u00e0 quanto prima regolato l\u2019uso dei<br \/>\nmonopattini elettrici nonch\u00e9 delle stesse biciclette rispetto al rispetto delle norme del traffico validi<br \/>\nanche per i pedoni peraltro. In tal senso, sull\u2019esempio della citt\u00e0 di Parigi, si dovrebbe pensare a<br \/>\ncreare delle ampie Zone 30 km\/h per creare maggiori situazioni di sicurezza per gli utenti slow.<br \/>\n3.3.I parcheggi dove sono ?<br \/>\nLa tematica della sosta \u00e8 fondamentale per un\u2019adeguata mobilit\u00e0 sostenibile specie in una citt\u00e0<br \/>\ncome Roma, ma purtroppo finora da un lato sono stati di fatto solo realizzati (peraltro in tempi<br \/>\nspesso \u201cinfiniti\u201d) i parcheggi per soddisfare le esigenze immobiliari nei quartieri residenziali, mentre<br \/>\ndall\u2019altro poca o nessuna attenzione ai parcheggi di interscambio presso le stazioni metro e<br \/>\nferroviarie.<br \/>\nDa questo punto di vista \u00e8 essenziale programmare con urgenza un intervento complessivo di<br \/>\npotenziamento\/realizzazione di parcheggi presso le stazioni ferroviarie (metro, ferrovie concesse,<br \/>\nferrovie) per facilitare l\u2019intermodalit\u00e0 sostenibile.<br \/>\nUltima in tale contesto la proposta di Tocci nel libro \u201cRoma come se\u201d (2020) per la realizzazione<br \/>\ncentri di servizi e di interscambio nelle nove \u201ccitt\u00e0\u201d lungo i settanta chilometri del raccordo anulare<br \/>\nall\u2019incrocio tra le linee ferroviarie che entrano e escano da Roma verso le diverse mete. \u201cPiazze\u201d le<br \/>\ndefinisce o porte come anche le definirono nel 1995 le F.S. quando proposero la realizzazione di 18<br \/>\nporte &#8211; nodi di interscambio da realizzare agli incroci tra la ferrovia e il G.R.A. con lo scopo di drenare<br \/>\nil traffico automobilistico privato proveniente ogni mattina dai paesi della provincia e regione con<br \/>\nla realizzazione di 40.000 parcheggi tra raso e multipiano insieme a una serie di servizi utili ai<br \/>\npasseggeri (14).<br \/>\nPorte previste anche dal PUMS che le colloca per\u00f2 solo in una serie di Comuni dell\u2019area<br \/>\nmetropolitana (vedi cap. 3.1.) spesso molto lontani dal GRA.<br \/>\n3.4.Risorse e tempi (ma soprattutto gestione)<br \/>\nLe maggiori criticit\u00e0 del PUMS sono rappresentate da tre aspetti essenziali e vitali per qualsiasi<br \/>\nProgramma di sviluppo: le risorse per attuarlo, i tempi necessari e le relative priorit\u00e0 e le modalit\u00e0<br \/>\ngestionali durante e dopo il compimento del programma.<br \/>\nPer quanto riguarda le risorse, sono previsti 12,4 miliardi di \u20ac anche se non sono stati inserite le<br \/>\nrisorse di FS per l\u2019installazione delle tecnologie sulle linee (oltre quelle gi\u00e0 in corso e che dovrebbero<br \/>\nessere operative) e per il nuovo materiale rotabile indispensabile per esercire con frequenze sotto i<br \/>\n7-5 minuti cos\u00ec come parimenti per la sistemazione della rete di tutte le stazioni e fermate per<br \/>\nottimizzarle per l\u2019intermodalit\u00e0. Gli unici interventi stimati sono la chiusura dell\u2019anello ferroviario e<br \/>\nle 5 nuove stazioni.<br \/>\nStime del progetto Metrovia danno una necessit\u00e0 di investimenti di circa 3,5 miliardi di \u20ac per il<br \/>\ncompletamento della \u201ccura del ferro\u201d che andrebbero per circa l\u201985% sommati ai 12,4 per un totale<br \/>\nquindi di 16,65 miliardi di \u20ac.<br \/>\nA questo riguardo un\u2019annotazione \u00e8 fondamentale e riguarda i costi della \u201cmetropolizzazione\u201d<br \/>\ndelle linee ferroviarie. E\u2019 lo stesso PUMS infatti che riconosce che dalla rete dei binari di F.S. si<br \/>\npossono ricavare fino a 9 linee di metropolitana (Metrovia arriva a 10). Bene i costi di<br \/>\ninvestimento necessari costruendole ex novo sarebbero di ca 30 miliardi di \u20ac (con un costo di 150<br \/>\nmilioni \u20ac\/km), mentre, utilizzando e ottimizzando la rete di binari esistente (ca 196 km), i costi di<br \/>\ninvestimento sarebbero principalmente in tecnologie, nuove stazioni\/fermate e materiale<br \/>\nrotabile nell\u2019ordine del 10-15%, ovvero ca 3,5 miliardi di \u20ac, con tempi di realizzazione complessivi<br \/>\n(peraltro per fasi -linee- operative successive) pari a un massimo di 7-10 anni. Il costo\/km stimato<br \/>\n\u00e8 tra i 25 e i 30 milioni di \u20ac\/km contro un costo della linea C di 163 M\/km e del tram di 20\/M\/km<br \/>\n(ma in questo caso con una capacit\u00e0 di offerta di tre volte superiore).<br \/>\nSono numeri che sono gi\u00e0 pi\u00f9 che significativi sulle potenzialit\u00e0 di sviluppo della mobilit\u00e0 sulla rete<br \/>\nferrovia di RFI a livello metropolitano e regionale.<br \/>\nAltro tema inerente le risorse \u00e8 la loro disponibilit\u00e0 reale o comunque programmabile dato<br \/>\nindispensabile per non cadere nella trappola delle promesse e degli annunci che a Roma sono<br \/>\noramai una triste realt\u00e0 (basta contare e leggere gli accordi Comune- Regione &#8211; Fs dal 1994 a oggi,<br \/>\nmolte, troppe opere non realizzate).<br \/>\n12<br \/>\nQuello dei tempi \u00e8 inoltre un tema fondamentale che, come si evince dalle tabelle allegate, per ora<br \/>\nsono solo programmati per fasi (breve entro 5 anni, medio entro 7 anni e lungo entro 10 anni) e con<br \/>\ndata ultimativa il 2030.<br \/>\nAl riguardo da annotare, oltre la infattibilit\u00e0 in mancanza di risorse certe, il mancato inserimento<br \/>\nnelle varie fasi (che dovranno comunque essere precisate a valle della VAS e della relativa<br \/>\napprovazione del PUMS) delle opere e degli investimenti di FS. Difficile esprimersi su questo aspetto,<br \/>\ntanto pi\u00f9 dopo 26 anni dal primo accordo Comune -FS. Difficile immaginare come possa attuarsi un<br \/>\nProgramma di mobilit\u00e0 per Roma senza considerare tempi e investimenti dell\u2019attore principale o<br \/>\nperlomeno del co-protagonista. Incredibile! Un Piano senza sapere quando, come e quanto investir\u00e0<br \/>\nil principale interlocutore (tranne ovviamente per il \u201cmitico\u201d anello\u201d che dovrebbe risolvere tutto,<br \/>\nma \u00e8 previsto solo tra 10 anni). Come \u00e8 possibile programmare la rete dei bus Atac se non si<br \/>\nconoscono le frequenze dei treni metropolitani di Trenitalia? Come \u00e8 possibile utilizzare e<br \/>\nottimizzare la rete di ferrovie urbane, metropolitane e financo regionali con treni a frequenza<br \/>\nadeguata se non si conosce se e come verranno attrezzate le fermate FS?<br \/>\n13<br \/>\n4. La gestione del quotidiano<br \/>\nNon ci potr\u00e0 mai essere una mobilit\u00e0 adeguata e rispondente ai desideri e bisogni dei cittadini se,<br \/>\noltre a programmi e realizzazioni, non ci sia anche una gestione quotidiana adeguata. Troppe le<br \/>\nregole infrante da cittadini disubbidienti, ma anche troppe le lacune del servizio di sorveglianza della<br \/>\npolizia locale ancora forse rispondente a vecchie regole oramai non pi\u00f9 attuali e quindi efficaci<br \/>\nrispetto agli obiettivi. L\u2019uso di tecnologie avanzate per il monitoraggio del traffico veicolare e per<br \/>\nsanzionare dovrebbe essere adeguato con normative ad hoc, cos\u00ec come la sorveglianza dei vigili sul<br \/>\nterritorio e i relativi strumenti di eventuale difesa.<br \/>\n5. La gestione integrata: risorse, organizzazione, tempi e competenze<br \/>\nQuanto avvenuto nel bene e nel male negli ultimi trent\u2019anni nella gestione della mobilit\u00e0 sta a<br \/>\ntestimoniare inequivocabilmente la necessit\u00e0 di avere a disposizione della citt\u00e0 (oramai<br \/>\nmetropolitana tanto pi\u00f9 se parliamo di mobilit\u00e0 e trasporti) di un organismo (esistente o ex novo \u00e8<br \/>\nquasi banale rispetto allo scopo) che abbia funzioni, organizzazione e competenze per poter<br \/>\ncontribuire alla programmazione e attuarne le decisioni (per esempio sulla falsariga dell\u2019esempio di<br \/>\nBerlino o di Madrid, due citt\u00e0 delle dimensioni simili a Roma, con la partecipazione anche degli<br \/>\noperatori del trasporto). La possibilit\u00e0 di avere un cruscotto di monitoraggio dell\u2019andamento degli<br \/>\ninvestimenti focalizzati nell\u2019area metropolitana a prescindere da chi li fa (comunque tutti organismi<br \/>\npubblici finora) e essere in grado di correggere la rotta, aggiustare le priorit\u00e0 e i tempi e integrare le<br \/>\nattivit\u00e0 , assistere nella ricerca di finanziamenti, senza ledere i ruoli e le funzioni , ma ottimizzando<br \/>\nmodalit\u00e0, tempi e obiettivi di intervento consentirebbe di accelerare significativamente il<br \/>\nprogramma di mobilit\u00e0, cos\u00ec come di monitorarne gli effetti per la successiva programmazione.<br \/>\nLa storia degli oltre dieci accordi tra Comune e FS degli ultimi trent\u2019anni dimostra come, aldi l\u00e0 delle<br \/>\nfirme e dei giornali, servono competenze adeguate manageriali e specialistiche per attuare i<br \/>\nprotocolli nei tempi e con le risorse necessarie.<br \/>\nForse \u00e8 il caso che gli accordi futuri siano principalmente politici, quindi Comune, Regione, Ministero<br \/>\ndei Trasporti\/Economia per poi a valle delegare le societ\u00e0 operative a eseguire quanto concordato<br \/>\ne programmato.<br \/>\nA valle di una governance integrata, \u00e8 indispensabile rivisitare i processi di<br \/>\ncondivisione\/partecipazione e indirizzo e gestione dal PUMS alla gestione del quotidiano e alla<br \/>\nrealizzazione degli interventi.<br \/>\n14<br \/>\nPartecipazione non pu\u00f2 solo essere riunioni e incontri tra addetti o a valle di comunicazioni<br \/>\nautoreferenziali, ma promozione di dibattiti pubblici tra non addetti e addetti, tra associazioni di<br \/>\npendolari e cittadini qualunque, tra professionisti del settore e altri. Con regole certe e tempi<br \/>\ndefiniti.<br \/>\nIndirizzi, gestione e controllo delle societ\u00e0 operative locali (Atac, Cotral, Roma Servizi per la Mobilit\u00e0<br \/>\nRisorse per Roma S.p.A e Roma Metropolitane S.r.l.- paradossalmente in liquidazione) e nazionali<br \/>\n(FS, RFI, Trenitalia, Mercitalia) basati sull\u2019efficacia del servizio svolto per i cittadini con efficienza<br \/>\ninterna. No profit per definizione. Il profitto sar\u00e0 dei cittadini che possono muoversi rapidamente e<br \/>\nsostenibilmente.<br \/>\n6. Alcune proposte per un recovery plan romano e credibile<br \/>\nL\u2019avvento improvviso della pandemia e l\u2019impatto sociale ed economico a Roma, come in tutta<br \/>\nEuropa ha portato l\u2019Unione Europea a predisporre per i 27 Paesi aderenti uno stanziamento<br \/>\neccezionale per sopperire e curare le ferite impresse con risorse speciali pari in totale a 750 miliardi<br \/>\ndi \u20ac da reperire sui mercati e di cui una quota parte sar\u00e0 a fondo perduto e una quale prestito. In<br \/>\ntale ambito le stime per l\u2019Italia parlano di circa 209 miliardi (81,4 miliardi saranno sussidi a fondo<br \/>\nperduto, mentre 127,4 miliardi saranno prestiti). Il Comune di Roma ha definito un primo Piano di<br \/>\nSviluppo resiliente e sostenibile per Roma Capitale (approvato con Memoria di Giunta n\u00b048 del<br \/>\n28.8.2020). Il Piano propone 159 interventi per un totale di 25,059 miliardi di \u20ac di cui ben 75<br \/>\nriguardano la mobilit\u00e0 per un totale di 12,084 miliardi di \u20ac, ovvero di fatto (e di nome) tutti gli<br \/>\ninterventi del PUMS previsti dal 2018 al 2030. Ora ovviamente tutti i cittadini romani saranno felici<br \/>\nse tutte queste risorse (oltre ovviamente a tutte le altre parti) saranno approvate e dovessero essere<br \/>\nassegnate, ma la criticit\u00e0 che emerge riguarda sia la tempistica sia la gestione degli interventi. Come<br \/>\nsar\u00e0 possibile regolare i tempi (previsti inizialmente in 10 -12 anni) comprimerli in 6 ? (stante che i<br \/>\nprogetti approvati dovranno essere terminati entro il 2026). E ancora come sar\u00e0 possibile vivere in<br \/>\nuna citt\u00e0 dove in 6 anni saranno realizzate opere e interventi per 25 miliardi? Come si muoveranno<br \/>\nstudenti e lavoratori? E infine chi sar\u00e0 in grado di gestire l\u2019organizzazione e la gestione di tutti e 159<br \/>\ngli interventi di fatto contemporanei? Ma forse \u00e8 uno scherzo o un\u2019altra delle infinite promesse fatte<br \/>\nai romani.<br \/>\nA tal riguardo una stima a oggi credibile sui finanziamenti ricadenti sull\u2019area romana potrebbe<br \/>\nprevedere una somma tra gli 8 e i 10 miliardi di euro.<br \/>\nAl di l\u00e0 di questa \u201cprovocazione\u201d ci sono alcuni aspetti che si ritengono importanti e che si<br \/>\npropongono insieme a una serie di interventi come contributo costruttivo secondo gli obiettivi<br \/>\npreannunciati (che si concentrano in particolare sulla valorizzazione del patrimonio esistente della<br \/>\nrete ferroviaria) e tenendo conto della scadenza temporale del 2025 del Recovery Plan e<br \/>\neventualmente dello stesso Giubileo. In particolare si tratta di:<br \/>\n\u2022 Programmare gli interventi in un\u2019ottica metropolitana<br \/>\n\u2022 Individuare da subito una formula di governance complessiva, integrata e unitaria per la<br \/>\nprogrammazione e gestione della mobilit\u00e0 nell\u2019area metropolitana e per l\u2019attuazione degli<br \/>\ninterventi previsti;<br \/>\n\u2022 Programmare gli interventi con un approccio finanziario integrato sia in termini di fondi<br \/>\neuropei sia di fondi nazionali e di apporto di finanziamenti privati. Ovvero progettare<br \/>\ninterventi per fasi \u201cchiuse\u201d tale da consentirne l\u2019accesso a finanziamenti da fonti diversificate<br \/>\npur nella continuit\u00e0 (esempio quelli per linee di metropolitana, attrezzaggio tecnologico,<br \/>\ngruppi di stazioni) in modo da ottimizzare gli interventi finanziabili con i NexT Generation EU.<br \/>\n15<br \/>\n\u2022 Eliminare dai programmi finora resi pubblici gli investimenti per l\u2019alta velocit\u00e0 ferroviaria<br \/>\nRoma- Pescara (6,7 miliardi) fatto salva un\u2019adeguata analisi costi-benefici e stante<br \/>\nl\u2019osservazione dei bassi livelli di traffico o\/d su tale tratta tali da non giustificare una tale mole<br \/>\ndi risorse pubbliche (con la stessa somma potrebbero realizzarsi circa il 40% di tutti gli<br \/>\ninterventi previsti nel PUMS comprensivi di quelli di competenza RFI);<br \/>\n\u2022 Dare priorit\u00e0 al potenziamento della rete su ferro (metro, ferrovie, tram) e dei parcheggi di<br \/>\ninterscambio fuori dal centro consolidato.<br \/>\n\u2022 In questo quadro puntare a velocizzare (attraverso in primis l\u2019adeguamento con tecnologie<br \/>\nEMRTS realizzabili in tempi brevi) le linee ferroviarie di collegamento da e per l\u2019area<br \/>\nmetropolitana e regionale quali p.e.<br \/>\n\u00a7 Orte-Fiumicino;<br \/>\n\u00a7 Roma &#8211; Viterbo<br \/>\n\u00a7 Roma-Castelli<br \/>\n\u00a7 Roma &#8211; Frosinone<br \/>\n\u00a7 Roma Civitavecchia<br \/>\n\u00a7 Roma Latina-Gaeta<br \/>\n\u2022 Terminare il prolungamento della linea metro C e la riqualificazione della Roma &#8211; Lido;<br \/>\n\u2022 Attuare gli interventi (previsti nel PUMS) per i tram:<br \/>\no Verano-Tiburtina;<br \/>\no Giardinetti-Tor Vergata;<br \/>\no Togliatti Ponte Mammolo;<br \/>\no Termini &#8211; Piazza Venezia &#8211; Risorgimento<br \/>\n\u2022 Sempre con tali priorit\u00e0 riqualificare i nodi di interscambio di Ostiense, Tuscolana e<br \/>\nNomentana &#8211; V.Libia (previsti nel PUMS), realizzare 1 -2 porte lungo il GRA e risistemare 30-40<br \/>\nstazioni con intermodalit\u00e0 spinta (parcheggi, bike sharing, ecc.) (15)<br \/>\n\u2022 Programmare i primi ordini per il materiale rotabile tipo metropolitana<br \/>\n\u2022 Programmare i primi ordini per Bus elettrici<br \/>\n\u2022 \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026..<br \/>\n\u2022 \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<br \/>\n\u2022 \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026..<br \/>\n(N.B. : La lista \u00e8 da emendare e integrare a seguito del confronto e dibattito interno)<br \/>\nClaudio Cipollini &#8211; Lorenzo Gallico &#8211; 31.12.2020<\/p>\n<p>1 I confronti con le principali citt\u00e0 europee lasciano la maggioranza delle citt\u00e0 italiane e Roma in particolare sempre tra gli ultimi<br \/>\nposti. Alcuni numeri a tal proposito sono significativi come quello, per iniziare, che vede Roma con 62 veicoli ogni 100 abitanti e un<br \/>\ntasso di utilizzo dei mezzi pubblici del 19% contro un tasso di motorizzazione a Madrid di 32 veicoli e un utilizzo dei mezzi pubblici del<br \/>\n39%, a Berlino di 35 auto e l\u2019uso del trasporto pubblico del 44%, a Londra di 36 auto con il 52,6% di uso del trasporti pubblici ed a<br \/>\nParigi di 45 auto e un uso del 69,3%. A questo da aggiungere che l\u2019Istat misura in 1,34 milioni i pendolari romani ogni giorno con<\/p>\n<p>spostamenti che nella media nazionale (fonte Censis- Michelin) avviene tra 0 e 50 km. I dati poi raccontano una situazione nota da<br \/>\ntroppi anni che vede Roma ultima per dotazioni di metropolitane sia per lunghezza, sia per numero di stazioni e sia per frequenze.<br \/>\nAltrimenti considerando le linee suburbane con frequenze fino a 15 minuti le 5 linee di Roma con una media di 35 km\/h e una capienza<br \/>\nmassima di 1.200 posti di ogni treno posizionano la citt\u00e0 tra le migliori. E\u2019 la somma per\u00f2 delle dotazioni complessive (tram,<br \/>\nmetropolitane e ferrovia) che con 296,3 km che non torna ancora se gi\u00e0 Milano ne ha 458,9 in un Paese che comunque ha<br \/>\nmediamente la met\u00e0 delle dotazioni degli altri principali Paesi europei (Germania, Gran Bretagna, Francia e Spagna)<br \/>\n2 PUMS &#8211; Rapporto Ambientale \u2013 Allegato7 \u2013 Piano Economico Finanziario \u201cTra le azioni che pi\u00f9 incidono sul programma attuativo<br \/>\ndel PUMS, vi sono sicuramente quelle riferibili all\u2019evoluzione dei servizi ferroviari, ed ai programmi di investimento di RFI.\u201d (pag.14)<\/p>\n<p>3 Festival Green&amp;Blue &#8211; Citt\u00e0 futura: alla ricerca di una metropoli ecosostenibile. Dialogo con Stefano Boeri e Carlo Ratti- 6 ottobre<br \/>\n2020 (https:\/\/video.repubblica.it\/green-and-blue\/dossier\/festival-green-and-blue\/citta-futura-alla-ricerca-di-una-metropoliecosostenibile-<br \/>\ndialogo-con-stefano-boeri-e-carlo-ratti\/368581\/369161)<br \/>\n4 La Lettura n\u00b0449- 8 luglio 2020 \u201cEuropa citt\u00e0 aperta\u201d a cura di Stefano Bucci pp.2-5<\/p>\n<p>5 Suggerimenti tratti anche dal progetto C.A.L.M.A. &#8211; Piattaforma della mobilit\u00e0 romana e di area vasta<\/p>\n<p>6 Camera di Commercio di Roma &#8211; Asset Camera. \u201cLa citt\u00e0 che vive. Trasformazioni urbane e mobilit\u00e0 sostenibile\u201d a cura di<br \/>\nRetecamere s.c.r.l.<\/p>\n<p>7 il PUMS prevede infatti, anche in riferimento agli accordi FS-Comune di Roma che : \u201cUpgrade sistema di distanziamento e tecnologie<br \/>\nnel Nodo di Roma: l\u2019intervento riguarda il potenziamento e l\u2019aggiornamento di tutti i principali apparati tecnologici delle stazioni e<br \/>\ndelle tratte a maggior traffico del nodo di Roma, con l\u2019obiettivo di incrementarne la capacit\u00e0 e conseguentemente la frequenza dei<br \/>\nservizi ferroviari. Il nuovo attrezzaggio tecnologico, infatti, permette di ridurre il distanziamento tra due treni successivi fino a 3 minuti.<br \/>\nL\u2019upgrade \u00e8 previsto nelle seguenti 4 fasi:<br \/>\n\u2022 Attrezzaggio tecnologico tra Ciampino e Casilina, con attivazione prevista per il 2017-2018 (intervento finanziato);<br \/>\n\u2022 Attrezzaggio tecnologico nella tratta Tiburtina-Ostiense, con attivazione prevista per il 2017- 2018 (l\u2019intervento \u00e8 finanziato);<br \/>\n\u2022 Attrezzaggio tecnologico Cesano-Ostiense, in fase di Progettazione Preliminare (l\u2019intervento ancora non finanziato);<br \/>\n\u2022 Istituzione del blocco automatico banalizzato nella tratta Monterotondo \u2013 Settebagni, con attivazione prevista per il 2016<br \/>\n(l\u2019intervento \u00e8 finanziato ed in fase di implementazione).\u201d Piano Urbano della Mobilit\u00e0 Sostenibile Documento definitivo di Piano<br \/>\n\u2013 Volume 2 &#8211; pag.87<\/p>\n<p>8 Sono stati considerati in questa fase \u2013 per facilitare i primi calcoli &#8211; i territori e i comuni oggi serviti da linee ferroviarie con servizi<br \/>\nregionali tendenzialmente con O\/D Roma. A Nord Cerveteri, La Storta, Civita Castellana e Fara Sabina; a Est Guidonia, Albano, Frascati<br \/>\ne Velletri; a Sud Latina e Nettuno; a Ovest Fiumicino aeroporto e paese.<br \/>\n9 E\u2019 un tema sul quale anche W. Tocci ha sempre esplicitato chiaramente qual \u00e8 la vera funzione della chiusura dell\u2019anello: \u201cChiunque<br \/>\nvoglia sollecitare il completamento del programma ferroviario \u00e8 portato a dire spontaneamente che si deve \u201cchiudere l\u2019anello\u201d.<br \/>\nQuesta espressione contiene un riferimento concreto e una funzione narrativa. Il primo si riferisce all\u2019attuazione di un\u2019opera ferroviaria<br \/>\nnell\u2019arco mancante tra Vigna Clara e l\u2019asse Salario. Essa comporta la realizzazione di due ponti \u2013 sul Tevere e sull\u2019Aniene \u2013 e un nuovo<br \/>\ntracciato di alcuni chilometri; inoltre richiede la ristrutturazione, gi\u00e0 in fase avanzata di attuazione, del tratto in galleria sotto Monte<br \/>\nMario e dell\u2019attraversamento del parco del Pineto. Si tratta di un\u2019opera necessaria, ma di un certo impegno progettuale e finanziario<\/p>\n<p>(circa 600-700 milioni di euro). L\u2019efficacia di trasporto locale \u00e8 invece molto bassa rispetto ai costi di realizzazione e soprattutto di<br \/>\ngestione del servizio. Si utilizzerebbe la costosa modalit\u00e0 ferroviaria per una domanda di trasporto pari a quella di un autobus di<br \/>\nperiferia. Il numero dei cittadini che si muovono nella direzione tangenziale \u2013 da Vigna Clara a Valle Aurelia \u2013 \u00e8 di un ordine di<br \/>\ngrandezza dieci volte pi\u00f9 basso di quello dei pendolari nella direzione radiale verso la citt\u00e0. A breve termine \u00e8 meglio spendere i soldi<br \/>\nsui passanti per ottenere un aumento degli utenti. A lungo termine, invece, emergono i vantaggi funzionali della chiusura dell\u2019anello,<br \/>\npoich\u00e8 i passanti \u2013 quando saranno ultimati, in particolare il terzo e il quarto\u2013 avranno bisogno di attraversare la citt\u00e0 utilizzando<br \/>\nanche l\u2019arco nord e non pi\u00f9 solo quello sud come accade attualmente. La realizzazione dell\u2019opera \u00e8 giustificata da ragioni sistemiche<br \/>\ndi pianificazione della rete a lungo termine, ma non dalla domanda attuale degli utenti.\u201d<br \/>\n10 I convogli di cui ci sar\u00e0 bisogno saranno infatti identici ovvero simili a quelli attuali della Metropolitana (pavimento e corridoio<br \/>\ncontinuo; entrata\/uscita a raso; 4 porte per vagone. Gli attuali Hitachi Vivalto sono a due piani, hanno 2 porte a vagone<br \/>\ne un\u2019accelerazione e decelerazione non adeguata alle fermate continue e vicine tipiche dei tratti urbani. Il Rock, pur avendo<br \/>\nprestazioni migliori, \u00e8 tuttavia simile al Vivalto oltre a problemi di capienza e lunghezza (per alcune fermate).<\/p>\n<p>11 La Delibera ha approvato lo Schema e ha dato mandato al Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica (ma non anche<br \/>\nal Dipartimento Mobilit\u00e0 e Trasporti?) in sintesi di \u201cdare avvio alle necessarie attivit\u00e0 di ripianificazione degli ambiti urbani di<br \/>\nriferimento:<br \/>\n1. consolidamento della vocazione direzionale del POLO EST come elemento strategico di livello nazionale attraverso<br \/>\nl\u2019aggiornamento del Piano di assetto della Stazione Tiburtina con una revisione complessiva, \u2026\u2026\u2026\u2026;<br \/>\n2. rafforzamento del ruolo urbano dell\u2019Anello Ferroviario e sviluppo dei principi del Programma di Assetto Generale approvato e<br \/>\ndegli altri strumenti esecutivi riferiti allo sviluppo dei nodi ferroviari adeguandoli alle rinnovate previsioni dello Schema di Assetto<br \/>\nGenerale dell&#8217;Anello Verde ed alle trasformazioni in corso;<br \/>\n3. valorizzazione e riqualificazione delle grandi piazze di stazione come luoghi di scambio tra spazio urbano e delle infrastrutture<br \/>\ned all\u2019individuato sistema ambientale (Cinquecento, Piazzale Ovest Tiburtina, Ostiense, Trastevere) preferibilmente attraverso<br \/>\nprocedure concorsuali di progettazione;<br \/>\n4. rigenerazione dei contesti locali coinvolti \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026, in un processo di sviluppo della qualit\u00e0 urbana orientato alla tutela e la<br \/>\nfruibilit\u00e0 del sistema storico ed ambientale, \u2026\u2026\u2026\u2026..<br \/>\n5. individuazione di una rete integrata di trasporto pubblico su ferro e mobilit\u00e0 dolce che, a partire dalla attuazione degli indirizzi<br \/>\ncontenuti nel protocollo di intesa tra Roma capitale e RFI per il rafforzamento del sistema e la creazione di nuove stazioni, si<br \/>\nstrutturi nel dettaglio ascoltando i cittadini \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.;<br \/>\n6. rimodulazione delle previsioni edificatorie attraverso strategie di rilocalizzazione di diritti edificatori gi\u00e0 acquisiti, al fine di<br \/>\nconsolidare le vocazioni dei diversi ambiti e densificare maggiormente i poli gi\u00e0 infrastrutturati e serviti dal trasporto pubblico<br \/>\nsu ferro, privilegiando l\u2019attuazione del PUMS e l\u2019uso intensivo del trasporto pubblico locale;<br \/>\n7. riconoscimento e consolidamento di una rete di connessioni a valenza ambientale tra i \u201cnodi\u201d di collegamento con i parchi<br \/>\nesistenti , gli spazi aperti, i vuoti urbani e il sistema del verde locale, per la creazione di un sistema che garantisca la continuit\u00e0<br \/>\nambientale e paesaggistica \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026..<br \/>\n12 Negli ultimi cinquant\u2019anni circa a fronte di un incremento della popolazione del Comune di Roma di 92 mila unit\u00e0 (da 2,78 a 2,87)<br \/>\n, l\u2019area metropolitana ha avuto 863 mila residenti in pi\u00f9 (da 3,49 a 4,35), mentre nel centro storico (I\u00b0 Municipio) \u00e8 passata da 195.000<br \/>\na 180.000 dal 2007 al 2017.<br \/>\n13 Per quanto riguarda le scelte effettuate, va considerato che l&#8217;uso della bicicletta a Roma \u00e8 ancora basso rispetto ad altre metropoli<br \/>\neuropee, tale scarso livello \u00e8, come noto, dovuto alle caratteristiche del territorio romano, estremamente vasto ed alle condizioni di<br \/>\ncongestione che rendono l&#8217;uso della bicicletta, poco sicuro (PUMS VOL. 2 Pag. 68)<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 svolte (studi di inquadramento, analisi multicriteria, studi di fattibilit\u00e0, progettazione preliminare), hanno condotto alla<br \/>\ndefinizione dei seguenti interventi:<br \/>\n\u2022 2 HUB, localizzati in nodi anche ferroviari di maggior interesse<br \/>\n\u2022 10 Mini HUB\/Bike Parking (con colonnina ricarica e\/o stalli car-sharing)<br \/>\n\u2022 circa 50 Mini &#8211; Bike Parking<\/p>\n<p>Il numero complessivo di nuovi parcheggi per biciclette realizzabili attraverso gli interventi definiti \u00e8 di circa 3.000 posti bici di cui circa<br \/>\n5-700 ad alto standard qualitativo con strutture di pregio adeguate ad un inserimento paesaggistico nei luoghi pi\u00f9 sensibili di Roma,<br \/>\nmentre gli altri parcheggi saranno realizzati con standard base garantendo comunque protezione delle biciclette e con tecnologie per<br \/>\nl\u2019accesso ed il monitoraggio. Le localizzazioni sono state prevalentemente individuate all\u2019interno (o in adiacenza) di strutture esistenti<br \/>\nnei nodi di scambio e nelle stazioni del trasporto pubblico gestite da ATAC.<\/p>\n<p>14 Il citare progetti ideati decenni orsono ha il solo scopo di testimoniare di come Roma e i romani abbiano pagato fortemente lo<br \/>\nscontro politico e degli interessi del cosi detto \u201cregime dell\u2019Urbe\u201d (d\u2019Albergo, De Leo &#8211; 2018) che non considerando il benessere dei<br \/>\ncittadini ha spesso solo risposto a interessi ideologici e\/o economici di parte<br \/>\n15 F.S. nel programma per il LAZIO presentato nell\u2019aprile del 2020 ha previsto di riqualificare 88 stazioni (Albano Laziale, Anagni-<br \/>\nFiuggi Anguillara, Anzio, Colonia, Aprilia, Cesano, Ciampino, Cisterna di Latina, Colle Mattia, Colleferro, Fara Sabina, Ferentino-<br \/>\nSupino, Fidene,Velletri, Villa Claudia, Tivoli,Tor Vergata, Roma Aurelia, Valmontone, Viterbo P.F., Priverno-Fossanova, Roma S.<br \/>\nPietro, Civitavecchia, Latina, Santa Marinella, Guidonia, M.,S.Angelo, Ipogeo degli Ottavi, La Giustiniana, La Storta, Ladispoli-<br \/>\nCerveteri, Lanuvio, S. Filippo Neri, S. Maria delle Mole, Santa Marinella, Settebagni,, Sezze Romano, Tarquinia, Frosinone,Cassino,<br \/>\nOrte, Monterotondo, Bagni di Tivoli, Bracciano, ,Campo di Carne, Quattro Venti, Roccasecca,Roma Balduina, Roma Tuscolana, Ponte<br \/>\nGaleria,Campoleone,Cassino,Ceccano,Cecchina,Lunghezza,Maccarese,Magliana,Manziana,Marina di Cerveteri, Marino, Monte<br \/>\nMario,Latina, Lido di Lavinio,Viterbo, P.R.Zagarolo,Appiano-Proba, Petronia, Monte S.Biagio-Terracina mare,<br \/>\nMonterotondo,Nettuno,Nuovo Salario,Olgiata,Oriolo,Ottavia,Padiglione,Pavona,Piana Bella di Montelibretti, Poggio Mirteto,<br \/>\nTorre in Pietra-Palidoro, Pomezia-S.Palomba, Roma Ostiense)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le proposte per la discussione che riportiamo di seguito \u00e8 un contributo per cercare di migliorare la mobilit\u00e0 di Roma e della relativa area metropolitana. 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