{"id":41434,"date":"2020-12-15T18:03:35","date_gmt":"2020-12-15T17:03:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=41434"},"modified":"2020-12-15T18:03:35","modified_gmt":"2020-12-15T17:03:35","slug":"labitare-e-le-emergenze-sociali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/labitare-e-le-emergenze-sociali\/","title":{"rendered":"L\u2019abitare e le emergenze sociali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/A8C43958-2F08-4531-B77A-EED394E6A21A.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41401\" src=\"http:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/A8C43958-2F08-4531-B77A-EED394E6A21A-300x164.jpeg\" alt=\"A8C43958-2F08-4531-B77A-EED394E6A21A\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/A8C43958-2F08-4531-B77A-EED394E6A21A-300x164.jpeg 300w, https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/A8C43958-2F08-4531-B77A-EED394E6A21A.jpeg 835w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>La lunga stagione del Covid-19 sta imponendo una riorganizzazione irreversibile alla nostra citt\u00e0 su cui vogliamo aprire la discussione.<\/em><\/p>\n<p><em>ROMA INTERROTTA ha l\u2019obiettivo di affrontare in modo sistematico le ricadute\u00a0 di questi cambiamenti. Il filo conduttore del post-pandemia riguarder\u00e0 l\u2019abitare e le emergenze sociali, il consumo di suolo, la mobilit\u00e0, la ricollocazione dei servizi, i processi di lavoro indotti dallo smart working.<\/em><\/p>\n<p><em>Dalla citt\u00e0 con specializzazioni funzionali divisa fra centro e periferia passeremo forse ad ambiti multifunzionali recuperando la dimensione locale del quartiere. Una riorganizzazione del modello urbano che riguarda centinaia di migliaia di nostri concittadini della Roma Metropolitana. <\/em><\/p>\n<p><em>Dare delle risposte concrete a questa autentica rivoluzione socio-culturale, ambientale e produttiva sar\u00e0 possibile se riusciremo a costruire una larga rete, ad ascoltarci pur nelle nostre differenze e a trovare sintesi possibili.<\/em><\/p>\n<p><em>Toccher\u00e0 anche alla Politica\u00a0 fare la sua parte avendo la convinzione che prima di tutto Roma dovr\u00e0 partire\u00a0 dalle persone\u00a0 che ci vivono.\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>Il testo che segue rappresenta una nostra prima bozza di lavoro per \u201c L\u2019abitare e le emergenze sociali\u201d su cui avviare un percorso di confronto e proposizione.<\/em><\/p>\n<p><strong>Capitolo <\/strong><strong>1 &#8211; L\u2019abitare e le emergenze sociali<\/strong><\/p>\n<p>Come gi\u00e0 illustrato nel primo incontro del 15 ottobre (per chi l\u2019abbia perso \u00e8 reperibile il video integrale <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Gw7eudOGDsc&amp;feature=youtu.be&amp;fbclid=IwAR2ScL5Mr5ylsm4wqkjNAnmz8haaZ6Lc3MhykJU9bOlNRiQghacll1yyrn4\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Gw7eudOGDsc&amp;feature=youtu.be&amp;fbclid=IwAR2ScL5Mr5ylsm4wqkjNAnmz8haaZ6Lc3MhykJU9bOlNRiQghacll1yyrn4<\/a>) la riflessione madre, che guida questo percorso di incontri tematici, \u00e8 stata l\u2019irrompere dello smart working (SW) sia dalla parte degli spazi per il lavoro, sia dalla parte degli spazi per l\u2019abitare, del muoversi e della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il fenomeno, apparso inizialmente contingente, \u00e8 ormai pratica destinata a stabilizzarsi e progredire nel lungo periodo. Lo spostamento di centinaia di migliaia di lavoratori dal lavoro inteso come spazio fisico al lavoro inteso come attivit\u00e0 da svolgere in luoghi non obbligati, ridisegna la struttura sociale ed economica del centro e della periferia.<\/p>\n<p>Ad oggi possiamo individuare due primi cambiamenti sostanziali:<\/p>\n<ul>\n<li>cambiamento software = Nuova riorganizzazione dei processi di lavoro, con una virata pi\u00f9 accentuata nel settore privato (anche se con deviazioni strutturali negative che confondono lo SW con il cottimo digitale), mentre nel settore pubblico \u00e8 annunciata e non ancora progettata(si continua in massima parte con il telelavoro);<\/li>\n<li>cambiamento hardware = Nuove esigenze di spazi produttivi ridotti e nuova dimensione dell\u2019accoglienza turistica.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La pluralit\u00e0 di funzioni che ha contraddistinto le aree centrali rimbalza verso i quartieri residenziali. L\u2019abituale pendolarismo centro\/periferia non \u00e8 pi\u00f9 il cardine del sistema di mobilit\u00e0,\u00a0 si seminano nei quartieri residenziali spore di nuova domanda aggiuntiva ed insieme innovativa per i servizi alle persone.<\/p>\n<p>Il modello abitativo e distributivo della citt\u00e0 fatta per specializzazioni funzionali si sgretola per ricrearsi in un modello multifunzionale in cui residenza, lavoro e servizio danno luogo a conglomerati ancora da concepire.<\/p>\n<p>In questa prospettiva ancora da scontornare deve trovare prioritariamente risposta la domanda abitativa in quanto l\u2019abitazione assume un ruolo cardine non pi\u00f9 solo riposo e svago ma anche lavoro. In particolare le famiglie in condizione di disagio a Roma sono stimate (CRESME 2009\/2019 <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a>) in circa 57.000, dai senzatetto agli studenti fuori sede.<\/p>\n<p>Naturalmente, non c\u2019\u00e8 un automatismo tra spazi ridotti necessari alla produzione ed ai servizi, ed il destinare gli spazi \u201cvuoti\u201d alla riconversione all\u2019abitare. Ma pure una riflessione \u00e8 urgente se a ieri (29\/10) sul portale <a href=\"http:\/\/casa.it\">casa.it<\/a> c\u2019erano 25.000 case in vendita\u00a0 (lo scorso anno a dicembre erano 20.000) a cui si sommano 9.000 in affitto.<\/p>\n<p>Il coacervo degli immobili censiti come abitazioni in Catasto \u00e8 pari a 1.233.619 al 31.12.2017, a fronte di 1.358.909 famiglie al 31.12.2019 (in calo rispetto al 2016 -0,12%) <a href=\"https:\/\/ugeo.urbistat.com\/AdminStat\/it\/it\/demografia\/famiglie\/roma\/58091\/4\">https:\/\/ugeo.urbistat.com\/AdminStat\/it\/it\/demografia\/famiglie\/roma\/58091\/4<\/a>.<\/p>\n<p><em>\u201cl&#8217;emergenza abitativa nel territorio di Roma Capitale riguarda 57mila famiglie, pari a circa 200mila persone\u201d<\/em>. A ribadirlo, qualora ce ne\u00a0 fosse ancora bisogno, \u00e8 la stessa Giunta Capitolina proprio al termine del recente periodo di lockdown (DGC 86\/2020). Il dato \u00e8 analogo alle 52.800 famiglie\/alloggio stimate come \u201csegmento debole della domanda\u201d dal Piano Casa di Alemanno nel 2010. Questo dato complessivo \u00e8 variamente articolato fra nuclei familiari senza casa veri e propri e la cosiddetta fascia grigia di nuove famiglie che stentano a trovare alloggi adeguati alle loro capacit\u00e0 economiche e si trovano emarginate dal mercato libero.<\/p>\n<p>Numeri tutti da aggiornare e verificare alla luce del post-Covid. \u00ab<em>A Roma il 40% della popolazione vive sotto i 15mila euro annui, e li possiamo definire in povert\u00e0 relativa<\/em> \u2013 sottolinea Elisa Manna<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup><sup>[2]<\/sup><\/sup><\/a> \u2013. <em>Ci sono poi 125mila famiglie con figli minori che hanno un reddito al di sotto dei 25mila euro. Sono famiglie ai limiti e che molto facilmente nella fase di lockdown sono state risucchiate nella povert\u00e0 relativa. I senza dimora erano circa 16mila. Ora saranno 20mila. E per loro parliamo di povert\u00e0 assoluta. E lo sono anche i 7mila nuclei familiari che sono venuti a chiedere i pacchi alimentari<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019offerta pubblica \u00e8 ancora incardinata ed ingessata su modelli assistenziali in cui si limita alla gestione di graduatorie senza fondo e al tentativo di calmierare i canoni di locazione facendo ancora appello al mercato con incentivi e premi di cubatura.<\/p>\n<p>In questo quadro la crisi sanitaria ha prodotto un ulteriore aggravamento nei segmenti pi\u00f9 fragili rispetto a cui la Capitale non sembra di essere in grado di offrire altro che la tolleranza sui ricoveri di fortuna e tolleranza averso le occupazioni. Basta girare l\u2019angolo per trovare tende e giacigli che si sommano ai cento palazzi occupati. Questi sono gli strumenti con cui fino ad oggi \u00e8 stata gestita l\u2019emergenza abitativa. Tolleranza ed insipienza in cui si nasconde l\u2019ignavia del malgoverno.<\/p>\n<p>Roma citt\u00e0 creativa soprattutto in tema di abitazioni, non bastavano le circa 400.000 stanze <em>\u201cspontaneamente sorte<\/em>\u201d negli anni sessanta\/settanta per rispondere al fabbisogno abitativo insoddisfatto dal mercato legale, le ulteriori stanze realizzate negli anni successivi, addirittura prive del titolo di urbanit\u00e0 ma declassate a incerto \u201c<em>toponimo<\/em>\u201d. Questa improvvisazione che tampona l\u2019emergenza con soluzioni sempre pi\u00f9 precarie ha debordato investendo degli edifici abbandonati.<\/p>\n<p>100 edifici occupati a scopo abitativo corrispondono a migliaia di famiglie in condizioni di alloggio precario prolungato ormai da decenni. Nessuna amministrazione ha affrontato l\u2019argomento in termini strutturali ma in termini sicuritari come se fosse la sommatoria di fenomeni isolati.<\/p>\n<p>In questo contesto la cittadinanza attiva non pu\u00f2 rimanere semplice spettatrice se vuole evitare di sentirsi corresponsabile. Questa occasione appare troppo appetibile per dimostrare come i termini di rigenerazione, partecipazione e trasparenza non sono parole nel vento ma strumenti concreti di crescita della Comunit\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 prevedibile, ed alcuni segni premonitori gi\u00e0 ci sono, che vi sar\u00e0 un robusto ricorso alla richiesta, da parte dei privati, di cambi di destinazione d\u2019uso degli spazi commerciali e dei servizi, ad uso abitativo. Fino ad ora guidate dall\u2019opportunit\u00e0 di offrire residenze di prestigio in sostituzione di uffici (Piazza Ippolito Nievo) o di istituti religiosi (Villa Paolina).<\/p>\n<p>Questa delicatissima fase per la vita della citt\u00e0, deve essere amministrata dalle strutture politiche di governo di Roma. Non possiamo pensare che sia il \u201cmercato\u201d a ridisegnare la citt\u00e0 in questa fase. Lo stesso PRG sembra un oggetto d\u2019antiquariato.<\/p>\n<p>Fino a quando dovremo ancora tollerare ?<\/p>\n<p><strong>ROMA INTERROTTA<\/strong>, come gruppo di cittadini attivi e non inerti, intende avanzare questa serie di proposte operative differenziate su cui aprire il confronto.<\/p>\n<ul>\n<li><em>Recuperare il patrimonio residenziale pubblico con interventi sugli edifici esistenti e la realizzazione di nuovi.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Per quanto riguarda gli edifici esistenti si tratta di intensificare il processo i adeguamento del taglio degli alloggi, costruiti sulla dimensione delle famiglie tradizionali alla dimensione dei nuclei famigliari attuali che occupano i primi posti della graduatoria e che sono composti da uno o due componenti. Nel caso di Corviale<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup><sup>[3]<\/sup><\/sup><\/a>, per esempio, anche aggiungendo 1.000 abitanti ai 3.362 attuali non si arriverebbe mai ai 6.800 di progetto. La bassa densit\u00e0 abitativa, frutto di un naturale processo d\u2019invecchiamento della popolazione, si tramuta in quelle diseconomie nei servizi e nelle reti che sono la prima causa di degrado.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la realizzazione di nuovi edifici. Lo stesso vescovo ausiliare di Roma est Gianpiero Palmieri, giunge a dire <em>\u201cBisogna intervenire in tempi brevi con misure estreme, anche sequestrando spazi non utilizzati per darli a chi \u00e8 in gravi difficolt\u00e0 sociali.\u201d<\/em>(Avvenire 24-7-2020).<\/p>\n<p>Rispetto a questa emergenza assoluta non servono auspici ed invocazioni ma la presa di coscienza che il problema nato dall\u2019inerzia delle amministrazioni pu\u00f2 essere risolto in quanto ci sono risorse economiche e sopratutto patrimonio edilizio pubblico dismesso e sottoutilizzato. Quindi serve solo il risveglio dal coma vegetativo e la ripresa di buone pratiche gi\u00e0 attuate nella nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>In tal senso si era espressa\u00a0 la stessa Assemblea Capitolina con l\u2019Ordine del giorno n. 14\/2020, in cui aveva impegnato la Sindaca e la Giunta\u00a0 \u201cad adottare ogni utile iniziativa \u2026 prevedendo l&#8217;attivazione di un programma di edilizia residenziale pubblica, per aumentare l&#8217;offerta di alloggi a canone sociale, per l&#8217;attuazione di un piano strutturale abitativo che doti Roma di un numero adeguato di alloggi a canone sociale da reperire anche attraverso forme di recupero e autorecupero, a partire dall&#8217;immenso patrimonio pubblico e privato inutilizzato, prevedendo laddove i privati non perseguano il recupero e il riutilizzo dell&#8217;immobile lasciato in degrado anche forme di acquisizione per pubblica utilit\u00e0 volte a contrastare il degrado;\u201d<\/p>\n<p>Per quanto riguarda quell\u2019 immenso patrimonio pubblico \u2026 inutilizzato, ci soccorre la Carta della Citt\u00e0 Pubblica redatta da Roma Capitale fino al 2016 che censisce ben 36.554 immobili, fra aree e fabbricati escluse le unit\u00e0 residenziali, per un&#8217;estensione totale di 13.536,8 ettari.\u00a0 (<a href=\"http:\/\/www.urbanistica.comune.roma.it\/carta-citta-pubblica.html\">http:\/\/www.urbanistica.comune.roma.it\/carta-citta-pubblica.html<\/a> )<\/p>\n<p>Infine, la Memoria 35\/2020 da mandato agli Uffici\u00a0 \u201c<em>di avviare in via prioritaria gli studi di fattibilit\u00e0 tecnica e procedurale \u2026 al fine di individuare un \u201cinventario<\/em>\u201d di aree disponibili per realizzare un \u201cparco alloggi\u201d di Edilizia Residenziale Sociale (ERS) ed Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) che possa dare risposta alla crescente emergenza abitativa, tenendo nel massimo conto le caratteristiche del territorio e la sostenibilit\u00e0 \u201c<\/p>\n<p>Pertanto ci sono tutti i presupposti per individuare in alcuni spazi pubblici (uffici, ex scuole, ecc.) nuovi\u00a0 Piani di Zona ex legge 167\/1962 con procedure, per altro gi\u00e0 utilizzata nel 1976 durante la stagione di Argan e Petroselli, per i Piani di Zona di \u201cTor di Nona\u201d, \u201cPizzicaria\u201d e \u201cVia Galvani\u201d<\/p>\n<ul>\n<li><em>Utilizzare le risorse economiche che ci sono e ottenerne di nuove<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Per quanto riguarda le risorse economiche la Memoria n. 35 della Giunta Capitolina destina la somma di \u20ac 86.083.304,41 per l\u2019acquisizione e a manutenzione straordinaria di immobili di Edilizia Residenziale Pubblica esistenti e in particolare per il: <em>\u201crecupero di immobili di propriet\u00e0 capitolina inutilizzati o sottoutilizzati\u201d<\/em>. Qualora si confermi il percorso virtuoso fin qui delineato, di acquisizione degli immobili pubblici inutilizzati o sottoutilizzati privilegiando le localizzazioni centrali da destinare ad Edilizia Residenziale Pubblica in concorso anche con le cooperative di autorecupero, si aprono scenari di largo e generale consenso per la soluzione di annosi focolai di degrado che costellano la nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>La Tabella seguente mostra i Fondi non impegnati sulle Politiche Abitative (dati 2018) per quanto riguarda Roma.<\/p>\n<table width=\"544\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"292\"><strong>Provenienza<\/strong><\/td>\n<td width=\"73\"><strong>Data\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"180\"><strong>Milioni di euro<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"292\">Risparmi annuali chiusura residence<\/td>\n<td width=\"73\">Dal 2016<\/td>\n<td width=\"180\">14<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"292\">Fondi regionali emergenza abitativa<\/p>\n<p>(bando Sassat)<\/td>\n<td width=\"73\">2015<\/td>\n<td width=\"180\">12<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"292\">Fondi regionali emergenza (I trance)<\/td>\n<td width=\"73\">2017<\/td>\n<td width=\"180\">40<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"292\">Legge 80 per la ristrutturazione erp<\/p>\n<p>(solo parzialmente impegnati)<\/td>\n<td width=\"73\">2015<\/td>\n<td width=\"180\">46<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" width=\"364\">TOTALE (gi\u00e0 in cassa)<\/td>\n<td width=\"180\">112<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"292\">Fondi regionali emergenza (II trance di 197)<\/td>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"180\">157<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"292\"><strong>TOTALE (trasferito e da trasferire)<\/strong><\/td>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"180\"><strong>269<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Oltre a questi fondi il CIPE il 14 aprile 2018 ha impegnati i fondi residui della Gescal in questo modo: 100Milioni di euro\u00a0 per le aree terremotate e 250 per la rigenerazione urbana. Di quest\u2019ultima trance in base al riparto (8% circa) 20M dovrebbero essere destinati a Roma.<\/p>\n<p>La conservazione delle prerogative e degli immediati vantaggi sembra guidare le scelte dell\u2019amministrazione. La Giunta Capitolina al rientro dalle vacanze il 28 agosto 2020 approva una memoria n. 48 dal titolo accattivante: <em>\u201cDefinizione di un Piano di Sviluppo resiliente e sostenibile per Roma Capitale\u201d <\/em>e cosa contiene ? Per giunta al primo posto ? L\u2019 \u201c<em>Acquisizione diretta di unit\u00e0 immobiliari da destinare ad alloggi di edilizia residenziale pubblica<\/em>\u201d per un Valore di 2.000.000.000,00 \u20ac, da spendere in 7 anni. Quindi l\u2019unica strategia \u00e8 quella di alimentare il mercato edilizio con risorse pubbliche una volta esaurite le risorse private. Acquistare patrimonio immobiliare rimasto invenduto perch\u00e9 localizzato nei contesti improbabili della pi\u00f9 estrema periferia con relativo emarginamento degli abitanti si traduce in persistente creazione di disuguaglianze.<\/p>\n<p>Pertanto l\u2019indirizzo formulato dalla Giunta capitolina pone una questione etica non eludibile sull\u2019utilizzo delle risorse. Avviare un processo virtuoso di nuovi interventi di Edilizia Residenziale Pubblica prevalentemente ubicati nella Citt\u00e0 Storica oppure remunerare l\u2019invenduto producendo disuguaglianze ?<\/p>\n<ul>\n<li><em>Rinnovare il processo e il prodotto edilizio<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il cambio di paradigma indotto dal Covid si ripercuote sul fabbisogno abitativo non solo in termini di quantit\u00e0 ma di qualit\u00e0 dell\u2019offerta residenziale. Uno spazio non pi\u00f9 solo destinato al riposo ma uno spazio di vita si distacca dal minimo esistenziale per offrire accoglienza anche ad angoli di lavoro sufficientemente riservati oppure ubicati in ambienti specializzati.<\/p>\n<p>Si tratta di recuperare la migliore tradizione progettuale architettonica per adeguare gli spazi esistenti e crearne di nuovi. Il tema delle nuove forme dell\u2019abitare investe quanto meno l\u2019intera Europa e di conseguenza si presta a nuove forme di scambio e di integrazione.<\/p>\n<p>A questo tema di fondo si aggiungono nuove forme di abitazione condivisa co-housing e ora anche senior co-housing dove gli anziani possono conciliare protezione e assistenza mantenendo inalterata la rete di socialit\u00e0 che li ha accompagnati nel percorso di vita.<\/p>\n<p>Vi deve essere una lettura delle funzioni e degli spazi della citt\u00e0 condivisa, che permetta di pilotare i cambi di destinazione, per farli diventare un pezzo del rammendo della citt\u00e0 e delle sue periferie.\u00a0 Perch\u00e9 non pensare ad una lettura unitaria del fenomeno, che non destini il tutto ad un puro atto amministrativo, ed invece lo faccia diventare parte di una strategia di intervento nel tessuto della citt\u00e0 ??<\/p>\n<p>Vi deve essere insieme a questo, una politica pubblica di investimento negli spazi pubblici edificati e non utilizzati, (questi s\u00ec) per una riconversione abitativa.<\/p>\n<p>La redistribuzione del lavoro tramite lo SW non compensa i danni al centro citt\u00e0 cos\u00ec come era strutturato, per questo occorre pensare a provvedimenti che abbiamo una prospettiva completa, e colgano l\u2019occasione del contingente per decisioni urbanistiche coerenti.<\/p>\n<p>La proposta che si avanza \u00e8 quella di rivalutare la dimensione locale non pi\u00f9 solo abitazione e servizi per l\u2019abitare ma anche servizi per il lavoro, lo scambio il tempo libero con minori spostamenti e maggiori dotazioni di spazi pubblici d\u2019incontro e scambio interpersonale. Abbiamo l\u2019occasione, tramite questa rigenerazione urbana, di rendere meno marginali, pezzi interi della citt\u00e0, in cui si possa davvero pensare un policentrismo che non sia un annuncio nel Piano Regolatore, che rimane tale.Il contesto generale e gli spazi urbani saranno oggetto di successivi approfondimenti.<\/p>\n<p>Nell\u2019iniziare a pensare questo disegno, in cui tra l\u2019altro, si riconquistano pezzi di vita, non pi\u00f9 destinati agli spostamenti, occorre pensare a creare alleanze in citt\u00e0, ed aprire dibattiti con le categorie produttive (Costruttori, Immobiliaristi, categorie produttive, sindacato confederale, terzo settore ecc.)\u2026..<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a> CRESME -\u201cROMA, LA DOMANDA DI ABITAZIONI &#8211; Dimensioni, qualit\u00e0 e scenari &#8211; Luglio 2011 &#8211; D.C.C. n.23\/2010 e D.G.C. n. 86\/2020.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup><sup>[2]<\/sup><\/sup><\/a> Pandemia sociale. E!etto Covid e nuove emergenze: a Roma la povert\u00e0 mangia le famiglie<\/p>\n<p>Antonio Maria Mira L\u2019Avvenire di gioved\u00ec 23 luglio 2020<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><sup><sup>[3]<\/sup><\/sup><\/a> Enrico Puccini 2020: Corviale: il gigante dai piedi di argilla<\/p>\n<p>Una riflessione fra disagio sociale, sottoutilizzo del patrimonio pubblico e una normativa ormai obsoleta<\/p>\n<p>Rassegna stampa:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/sole-citta-post-pandemia-17-novembre-2020.pdf\">sole-citta-post-pandemia-17-novembre-2020<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/espresso-chipperfield-29-novembre-2020.pdf\">espresso-chipperfield-29-novembre-2020<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.romainpiazza.cloud\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/foglio-pandemia-urbanistica-3-dicembre-2020.pdf\">foglio-pandemia-urbanistica-3-dicembre-2020<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lunga stagione del Covid-19 sta imponendo una riorganizzazione irreversibile alla nostra citt\u00e0 su cui vogliamo aprire la discussione. ROMA INTERROTTA ha l\u2019obiettivo di affrontare in modo sistematico le ricadute\u00a0 di questi cambiamenti. Il filo conduttore del post-pandemia riguarder\u00e0 l\u2019abitare e le emergenze sociali, il consumo di suolo, la mobilit\u00e0, la ricollocazione dei servizi, i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":268,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[581,579],"tags":[],"class_list":["post-41434","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-in-evidenza","category-innovazione-sociale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41434","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/268"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41434"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41434\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41438,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41434\/revisions\/41438"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}