{"id":41133,"date":"2018-04-22T10:14:50","date_gmt":"2018-04-22T08:14:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=41133"},"modified":"2018-04-24T10:22:22","modified_gmt":"2018-04-24T08:22:22","slug":"mollys-game","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/mollys-game\/","title":{"rendered":"Molly&#8217;s Game"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?r=24976\">Aaron Sorkin<\/a>. Con <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=121135\">Jessica Chastain<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=58882\">Idris Elba<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=3597\">Kevin Costner<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=75853\">Michael Cera<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=120747\">Jeremy Strong<\/a> USA <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/film\/2017\/\"><strong>2017<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molly Bloom (Chastain) \u00e8 un\u2019ex giovane promessa dello sci ma, dopo anni di dura preparazione sotto la severa guida del padre Larry (Costner) rigido psicoterapeuta, al momento della qualificazione per le Olimpiadi, un rametto sulla pista l\u2019aveva messa fuori gioco. Trasferitasi a Los Angeles, si era mantenuta agli studi, facendo la cameriera in hot-pants in un bar alla moda. Qui conosce Dean Keith (Strong), un intrallazzatore che, vedendola particolarmente abile nel far consumare bevande costose agli avventori, la assume come segretaria e, dopo poco, la mette a parte del suo business: organizza serate di poker con giocatori famosi e la porta con s\u00e8 come segretaria ed organizzatrice delle partite, alle quali partecipano uomini d\u2019affari, assi dello sport, registi e attori famosi \u2013 in particolare un tal Player X (Cera), star di Hollywood, grande giocatore e anima delle serate. Dean, che a sua volta gioca e perde, la mette di fronte ad un aut-aut: lei guadagna ottime mance dai giocatori e, quindi, se vuole continuare dovr\u00e0 fargli da segretaria per il resto di settimana senza stipendio. Lei lo manda all\u2019inferno e decide di organizzarsi per conto proprio: d\u2019accordo con Palyer X organizza un tavolo alternativo. Poco dopo, consapevole che i grandi capitali sono a New York, si sposta l\u00ec; affitta una suite al Plaza, alza la posta di ingresso da 10.000 a 250.000 dollari, assume come assistenti di sala delle top model (Natalie Krill, Stephanie Harfield e Madison McKinley) che, quali habitu\u00e9 dei parti pi\u00f9 esclusivi, hanno anche il compito di spargere la voce tra giocatori ricchissimi e, come croupier, l\u2019affascinante e disinvolta B (Angela Goats). Al suo tavolo non manca di arrivare X, con il suo seguito di star del cinema e dello sport e gli affari procedono bene. Tra i giocatori abituali ci sono l\u2019eterno perdente Brad (Brian d\u2019Arcy James), il prudentissimo e sempre vincente Harlan (Bill Camp) e Douglas Downey (Chris O\u2019Dwod), alcolista e innamorato di Molly. Gli affari vanno benissimo \u2013 lei ormai gestisce tre bische \u2013 ma per reggere il ritmo e lo stress, Molly \u00e8 sempre pi\u00f9 dipendente da droghe. Una sera il compassato Harlan, perde una mano a causa di un bluff di Brad (l\u2019unico che gli sia mai riuscito!) e, infuriato, gioca somme sempre pi\u00f9 alte, nell\u2019illusione di rifarsi, fino a perdere 1.200.000 dollari (questo gli coster\u00e0 il lavoro e il matrimonio); Molly \u00e8 preoccupata per il grosso debito del quale dovr\u00e0 rispondere ma una settimana dopo Harlan arriva con un assegno per l\u2019intera somma. B. la convince a prendere una percentuale sulle giocate (pratica illegale negli Stati Uniti) e X getta la maschera: lui gestisce alcuni dei giocatori dai quali ricava il 50% sulle vincite (suoi sono i soldi con i quali Harlan ha coperto il debito) e lei dovr\u00e0 accettare al tavolo quelli che lui le indica: arrivano cos\u00ec dei non meglio identificati ebrei russi \u2013 tra i quali Shelly Habib (Jon Bass) che si presenta con Matisse come garanzia \u2013 che giocano forte e pagano senza difficolt\u00e0. Per accontentare il suo autista (anche guardia del corpo e confidente) Donnie (Jeff Kassel) lei accetta di incontrare due sedicenti uomini d\u2019affari, John G (Jason Weiberg) e Bobby (Matthew D.Matteo), che in realt\u00e0 sono due mafiosi che, minacciandola, le offrono protezione. Molly se ne libera ma, rientrata in casa, viene aggredita, derubata di 2 milioni e di vari gioielli e pestata a sangue dal loro boss (Frank Falcone). Dopo due settimane chiusa i casa per guarire dalle ferite \u2013 non pu\u00f2 certo chiamare la polizia \u2013 \u00e8 pronta a tornare ma una telefonata di Douglas la mette in allarme: lui, ex-bancarottiere, ha accettato di fare l\u2019informatore per l\u2019F.B.I. e ha raccontato degli ambigui clienti della sala da gioco. Come se non bastasse, anche Brad \u2013 che vendeva per milioni titoli fasulli alle persone con le quali, volutamente, perdeva al gioco \u2013 messo sotto torchio dai federali fa il suo nome. Molly cerca la fuga ma un plotone di agenti dell\u2019F.B.I., armi in pugno, l\u2019arresta e le sequestra tutti i beni, circa 4,5 milioni di dollari. Lei, libera su cauzione, per campare scrive un libro sulle sue vicende, <em>Molly\u2019s Game<\/em>, nel quale per\u00f2 rivela pochissimo per non compromettere i suoi ex clienti. L\u2019attende un processo con gravi imputazioni (l\u2019accusano, tra l\u2019altro, di essere collusa con la mafia russa) e lei va dal famoso avvocato Charlie Jaffey (Elba) e \u2013 aiutata dalla bambina di lui, Stella (Whitney Peak), che ha letto il libro e ne ammira la determinazione \u2013 lo convince a difenderla. Partecipa a un drammatico incontro con il Pubblico Ministero David Sagen (Dan Lett), nel quale Jaffey cerca di convincerlo a lasciar cadere le accuse pi\u00f9 gravi, ottenendo la richiesta di un colloquio riservato. Molly viene fatta uscire e lei, per placare la tensione, va a pattinare sul ghiaccio; qui viene raggiunta dal padre &#8211; non lo vedeva da quando, anni prima, a causa delle sue infedelt\u00e0, si era separato dalla madre (Claire Rankin) \u2013 che, in una sorta di psicoterapia lampo, la rassicura sul suo amore ed il suo appoggio. Molly, rafforzata da questo incontro, quando Charley cerca di convincerla ad accettare l\u2019accordo che lui ha raggiunto con il P.M. &#8211; in cambio dei file e delle cassette di tutte le partite giocata nei suoi locali, lui far\u00e0 cadere le accuse e le far\u00e0 restituire tutte i soldi confiscati \u2013 rifiuta nettamente: non roviner\u00e0 la vita di tante persone che avevano avuto fiducia in lei. Una pesante condanna sembra inevitabile ma il giudice (Graham Greene), che ha capito che lei era stata incastrata, sostanzialmente innocente, per carpirle in modo ricattatorio rivelazioni, la lascia libera con una multa e qualche mese ai servizi sociali.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/2ipGwa55jJE\" width=\"485\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorkin \u00e8 alla sua prima regia ed ha un passato di ottimo sceneggiatore ed autore teatrale (da un suo dramma \u00e8 tratto il primo film a cui ha partecipato, <em>Codice d\u2019onore<\/em>), tra gli altri ha firmato gli script di <em>The rock, The social network<\/em>, <em>L\u2019arte di vincere <\/em>e <em>Steve Jobs<\/em> e la scrittura di <em>Molly\u2019s Game<\/em> \u2013 con il suo andamento ondivago nel tempo &#8211; \u00e8 un meccanismo quasi perfetto. Il \u201cquasi\u201d nasce, in parte, dal paragone inevitabile con i grandi film sul gioco d\u2019azzardo, quali <em>California poker<\/em>, <em>Casin\u00f2<\/em>, <em>Il grande peccatore <\/em>(da <em>Il giocatore <\/em>di Dostoevskij), <em>Atlantic city, E io mi gioco la bambina<\/em>, <em>L\u2019uomo dal braccio d\u2019oro <\/em>e, in particolare, <em>Cincinnati Kid <\/em>nel quale la partita finale di poker \u00e8, di per s\u00e9, elemento di tensione e suspense. In <em>Molly\u2019s Game <\/em>questo non c\u2019\u00e8: le partite sono raccontate all\u2019essenziale e il pittoresco bestiario dei giocatori d\u2019azzardo \u00e8 appena accennato, solo in funzione delle disavventure realmente vissute da Molly, tanto che \u2013 quasi a giustificazione \u2013 gli spietati meccanismi del grande azzardo sono visti come un esempio della pi\u00f9 generale disumanit\u00e0 del mondo degli affari (pi\u00f9 o meno puliti) e non come un\u2019occasione drammaturgica in s\u00e9. E\u2019 assai probabile che la reticenza dell\u2019autrice\/protagonista delle vicende (per fare un esempio, Player X sembra sia Tobey Maguire ma nel libro e nel film \u00e8 tutto appena alluso) si sia riverberata nella scrittura; certo, anche la caricaturale seduta analitica con il padre, da Bignami del freudismo, che accelera il finale non contribuisce al possibile processo di empatia, necessario alla riuscita di un dramma ma, di contro, le scelte di cast sono perfette: non solo la Chastain ed Elba, bravissimi, fanno scattare un climax quasi erotico nei loro dialoghi ma tutti, a partire dal misuratissimo Costner, al seraficamente crudele Cera, ai precisi Camp, O\u2019Dwod e D\u2019Arcy James, evidenziano la capacit\u00e0 \u2013 tutta teatrale \u2013 di Sorkin nel rendere credibili caratteri appena sbozzati. Il Kid di Steve McQueen, l\u2019imbattibile Lancey di Edward G. Robinson e il rassegnato cartaio di Karl Malden erano un\u2019altra cosa ma Sorkin non \u00e8 Norman Jewison. Forse, al di l\u00e0 del valore del regista \u2013 l\u2019autore de <em>La calda notte dell\u2019ispettore Tibbs <\/em>e di <em>Jesus Christ Superstar <\/em>\u00e8 quasi irraggiungibile \u2013 c\u2019\u00e8 da considerare, a lato, la differenza tra il poker tradizionale &#8211; gioco di abilit\u00e0 e di fortuna &#8211; e il moderno Texas Hold\u2019em, brutale scontro di soldi nel quale vince sempre il pi\u00f9 ricco o il pi\u00f9 incosciente. In questa chiave il parallelo poker\/ capitalismo finanziario acquista un senso.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sindrome della biscazziera<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":41134,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[700],"tags":[],"class_list":["post-41133","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intrattenimento"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41133","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41133"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41133\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41135,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41133\/revisions\/41135"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41134"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41133"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41133"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41133"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}