{"id":41105,"date":"2018-03-19T16:55:07","date_gmt":"2018-03-19T15:55:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=41105"},"modified":"2018-03-20T16:56:49","modified_gmt":"2018-03-20T15:56:49","slug":"visages-villages","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/visages-villages\/","title":{"rendered":"Visages, villages"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?r=29144\">JR<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?r=2986\">Agn\u00e8s Varda<\/a> <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/film\/documentari\/\"><strong>Documentario<\/strong><\/a> Francia <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/film\/2017\/\"><strong>2017<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agn\u00e8s Varda conosce il fotografo, artista, regista JR e decide di fare un viaggio con lui nei paesini della Francia per ritrarre l\u2019anima delle persone che incontreranno. Lei ha 88 anni e lui 33 ma a nessuno dei due pesa quella differenza e partono con il furgone-laboratorio fotografico (ha l\u2019aspetto di una vecchia macchina fotografica e sviluppa, da un fianco, gigantografie). Arrivano in un villaggio semi-abbandonato; era un paese di minatori ma ora le miniere sono chiuse e le case sono quasi tutte vuote. C\u2019\u00e8 solo una signora anziana che non se la sente di abbondonare la casa lasciatale dal padre minatore, del quale conserva vecchie foto, insieme ai compagni di lavoro a testimonianza della loro durissima vita ma lei ricorda ancora il \u201cpane di miniera\u201d, l\u2019avanzo di pagnotta che il padre portava a casa, finito il lavoro e che lei, bambina, accoglieva festosamente: era un po\u2019 della miniera del pap\u00e0 che arrivava da lei. Loro la fotografano e con la foto le decorano la facciata della casa che, da anonima, diventa viva e personale. Arrivano poi in un piccolissimo centro abitato e JR nota la bella cameriera dell\u2019unico bar-trattoria. La fotografano scalza, ne incollano l\u2019immagine su di un muro e i suoi bambini giocano a fare il solletico agli enormi piedi della mamma. In una fabbrica fotografano, nei vari turni di riposo tutti i dipendenti, decorandone le mura esterne con le gigantografie messe in modo da farli apparire tutti protesi gli uni verso gli altri. Negli spostamenti Agn\u00e8s e JR discutono di tutto, di arte, della loro vita e lei ogni tanto si arrabbia un po\u2019 perch\u00e9 lui non si toglie mai gli occhiali da sole (li avverte come una barriera contro di lei) e ricorda come nel 1961, durante le riprese del suo corto <em>Le fianc\u00e9s du Pont MacDonald<\/em>, nel quale Jean-Luc Godard rifaceva, scherzosamente, Buster Keaton e Anna Karina la sua partner Dorothy Sebastian, lo scorbutico regista, anche lui con gli occhi costantemente nascosti dagli occhiali scuri, se li era tolti per farle un piacere. Ora sono in un allevamento di capre e, di fronte alla loro sorpresa perch\u00e9 le bestie sono senza corna, un allevatore spiega che da quelle parti le bruciano quando le bestie sono piccole, per evitare che si azzuffino di continuo, rischiando di morire, con nocumento alla produzione del latte; un\u2019allevatrice (che verr\u00e0 immortalata con una delle sue capre) non la pensa cos\u00ec: lei ama le capre ed i gatti e lascia che gli animali seguano, liberi, la loro natura. Arrivano a Le Havre e incontrano i lavoratori del porto &#8211; mitici eroi di grandi lotte sindacali &#8211; ma Agn\u00e8s vuole conoscere le loro mogli e, insieme a JR fotografa tre di loro e ne incolla gli ingrandimenti su una catasta di conteiner; togliendone tre all\u2019altezza del cuore per farvi accomodare le tre donne. Tra gli incontri, non manca un vagabondo che vive con la pensione minima (lui ha bisogno di cos\u00ec poco che \u00e8 convinto sia la \u201cmassima\u201d) ed \u00e8 felice perch\u00e9 con tappi di bottiglie e materiale di risulta si \u00e8 costruito una baracca coloratissima e piena di collages. I viaggiatori si concedono anche delle deviazioni sentimentali: Agn\u00e8s va a vedere la casa nella quale era morta la scrittrice Violette Leduc e le tombe di Henri Cartier- Bresson e della moglie Martine (anche lei grande fotografa); vanno infine a trovare la nonna centenaria di JR, che li accoglie festosa e fiera del nipote. In Normandia, dove Agnes, giovanissima, aveva cominciato ad appassionarsi di fotografia artistica, trovano, in riva al mare, un bunker tedesco piantato nella sabbia. JR prende un nudo maschile dalle foto giovanili di lei e vi incolla la gigantografia: l\u2019effetto \u00e8 splendido e poco male se subito l\u2019alta marea la lava via. Arrivano in Svizzera a Rolle, il paese nel quale vive Godard e lei \u00e8 emozionata: \u00e8 molto tempo che non vede il caro amico e maestro ma lui le fa un brutto scherzo: all\u2019ora dell\u2019appuntamento non le apre e le fa trovare sulla porta una frase cara al suo scomparso marito Jacques Demy; lei ne soffre e JR, abbracciandola, la porta in riva al lago di Ginevra e lei si commuove al ricordo di una vacanza con il marito, Jean-Luc e Anna Karina. JR per consolarla, si leva gli occhiali. Alla fine del viaggio, dopo una visita di controllo agli occhi malati di lei, lui le fotografa gli occhi e i piedi e ne incolla l\u2019ingrandimento su due cisterne attaccate ad una locomotiva: \u201cCos\u00ec \u2013 le dice \u2013 i tuoi occhi e i tuoi piedi andranno in luoghi dove tu non potrai andare\u201d.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/K0QCWPr252U\" width=\"485\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo film era uno dei cinque candidati all\u2019Oscar di quest\u2019anno quale miglior documentario; ha vinto l\u2019americano <em>Icarus <\/em>ma la Varda ha avuto il Premio Speciale alla Carriera. In effetti \u00e8 un piccolo capolavoro e lei vi fa trasparire tutta la sua forza e la sua poesia di autrice. E\u2019 stata l\u2019unica regista nel complesso e multiforme universo della <em>Nouvelle Vague <\/em>e non \u00e8 un caso: meglio di tanti altri suoi colleghi, la sua filmografia esprime quell\u2019<em>\u00e8sprit de libert\u00e9 <\/em>che \u00e8 proprio di quel movimento: dal suo primo successo <em>Cleo dalle 5 alle 7<\/em>, a <em>Il verde prato dell\u2019amore <\/em>a <em>Senza tetto n\u00e9 legge<\/em> (tutti incentrati su figure di donne orgogliosamente e dolorosamente libere) \u00e8 passata a raccontare, guidata solo dalle proprie emozioni, l\u2019affetto per l\u2019amica Jane Birkin in <em>Jane B. par Agn\u00e8s V.<\/em> e l\u2019amore per il marito scomparso in <em>Garage Demy.<\/em> I suoi documentari, poi, sono un raro esempio di capacit\u00e0 di cogliere lo <em>splendore del vero<\/em>, altro comandamento della Nouvelle Vague: gli struggenti <em>Les Demoiselles ont eu 25 ans <\/em>e<em> L\u2019univers de Jacques Demy, <\/em>in ricordo dell\u2019adorato marito e il recente <em>Les plages d\u2019Agnes<\/em> son esempi di un racconto personalissimo, che del documentario hanno la forma ma dalla realt\u00e0 sanno trarre &#8211; verrebbe da dire spudoratamente -mille suggestioni autobiografiche. Cos\u00ec questo <em>Visages, villages <\/em>parte da un idea \u2013 catturare i volti di piccoli villaggi \u2013 per poi tradirla, sulla base degli universi dei due autori. Lei si commuove, si appassiona, si addolora e la sua commozione, la sua passione, il suo dolore sono i materiali veri del racconto (un operaio della fabbrica dir\u00e0: \u201cL\u2019arte non deve sempre stupire?\u201d, cogliendo il senso reale dell\u2019operazione). I suoi occhi e i suoi piedi, al di l\u00e0 dell\u2019effimera vita delle gigantografie, continueranno a vagare, liberi nella ricerca della meravigliosa relat\u00e0\/irrealt\u00e0 del piccolo, irripetibile quotidiano.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli occhi e i piedi di Agn\u00e8s<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":41106,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[700],"tags":[],"class_list":["post-41105","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intrattenimento"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41105","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41105"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41105\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41107,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41105\/revisions\/41107"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41106"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}