{"id":40882,"date":"2017-06-24T18:33:18","date_gmt":"2017-06-24T16:33:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=40882"},"modified":"2017-07-12T16:53:10","modified_gmt":"2017-07-12T14:53:10","slug":"linnovazione-da-sola-distrugge-il-passato-ma-non-costruisce-il-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/linnovazione-da-sola-distrugge-il-passato-ma-non-costruisce-il-futuro\/","title":{"rendered":"L\u2019innovazione, da sola, distrugge il passato ma non costruisce il futuro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Da quando con alcuni amici abbiamo creato questo gruppo di Innovazione Sociale spesso ci chiedono che cosa vuol dire Innovazione Sociale. Siccome sono una persona concreta dopo tanti tentativi teorici di spiegazione sono arrivato all&#8217;esempio della rivoluzione automobilistica e vi chiedo d&#8217;immaginare un mondo in cui all&#8217;innovazione tecnologica dell&#8217;automobile non sia seguita l&#8217;innovazione sociale della targa, della segnaletica, della patente, del codice della strada, dell&#8217;assicurazione obbligatoria e vi chiedo d&#8217;immaginare come sarebbe un mondo pieno di automobili senza le regole sociali che la societ\u00e0 ha creato per regolamentare e rendere possibile la fruizione di massa di quest&#8217;innovazione. Pensate solo a come la rivoluzione della fabbrica fordista sia stata poi seguita dalla creazione del welfare che ha permesso attraverso le case popolari, la scuola dell&#8217;obbligo, le pensioni, il sistema sanitario nazionale, ad un popolo di contadini di diventare un popolo di operai e di consumatori. Ora invece siamo nel pieno di una rivoluzione, quella digitale, che s&#8217;immagina completamente autoreferenziale e disgiunta da un sistema di regole sociali. Naturalmente non \u00e8 cos\u00ec, ma perch\u00e8 \u00e8 possibile che questa illusione sia credibile? Perch\u00e9 le rivoluzioni precedenti sono avvenute nell&#8217;ambito delle dimensioni statuali nazionali per cui \u00e8 stato semplice, naturalmente si fa per dire perch\u00e8 il processo \u00e8 costato lacrime e sangue, costruire la seconda gamba di questi progressi: quella sociale. La rivoluzione digitale invece ha per sua stessa essenza la transanazionalit\u00e0 e direi di pi\u00f9 la deterritorializzazione. Questo terribile termine fu usato negli anni settanta da Deleuze e Guattari. Allora noi giovani contestatori la usavamo a pi\u00f9 non posso ma sinceramente non avevamo capito assolutamente che cosa volesse dire, come non sapevamo che cosa fosse il rizoma di cui parlavano. Bene oggi voi ditemi dove sta facebook, dove paga le tasse google, in quale tribunale posso citare in giudizio booking.com e ditemi se questa non \u00e8 deterritorializzazione? E il web con la sua multiforme e appunto rizomatica strutturazione che cos&#8217;\u00e8 se non l&#8217;inconosciuto rizoma di Deleuze e Guattari? Ma tornando a noi la rivoluzione digitale essendo per sua natura transazionale se ne frega dei confini, delle leggi, delle tasse, delle lingue, delle culture, delle sensibilit\u00e0 nazionali. E&#8217; una specie di grande potpourri planetario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viviamo in una realt\u00e0 in cui si cambia &#8211; per scarti temporali e territoriali &#8211; il luogo, l\u2019abitazione, il modello sanitario, l\u2019alimentazione, l\u2019istruzione, il lavoro, la vita sentimentale, il lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il welfare dovr\u00e0 adattarsi a questa realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo immaginare un sistema che permetta iscrizioni e disinscrizioni continue a spezzoni di servizi sociali che cambiano in relazione ai nostri cambiamenti di status e\/o di luogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma un welfare che funzioni come una sorta di \u201cLego virtuale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciare la costruzione di un tale sistema solo ad assicurazioni private rischia di determinare davvero il grande fratello di memoria orwelliana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unica alternativa \u00e8 una piattaforma pubblica, e il pi\u00f9 internazionale possibile, che permetta l\u2019accumulo di crediti e la fruizione di servizi ove e quando necessari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un welfare one to one basato su un mix di welfare territoriale e di welfare aziendale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un partenariato pubblico\/privato che accompagni la vita dei lavoratori 4.0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sistema in cui siano attori comunit\u00e0 territoriali, enti di prossimit\u00e0, terzo settore, sindacati e organizzazioni datoriali territoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costruire piattaforme di Welfare Territoriale in cui ogni soggetto lavorativo trovi e scelga il proprio percorso di welfare tagliato su misura sulla propria vita professionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piattaforme territoriali che, misurando in tempo reale la situazione assicurativa complessiva di un territorio, indichino la situazione degli indici di benessere di quel territorio. Vi renderete conto allora della difficolt\u00e0 della povera seconda gamba dell&#8217;innovazione, quella sghemba, quella sinistra, quella lenta, insomma quella sociale a tenere il passo di un tale cambiamento. Ma, c&#8217;\u00e8 un enorme ma, come potr\u00e0 reggere una rivoluzione che pressoch\u00e9 elimina il lavoro umano, annienta le convenzioni sociali, religiose, linguistiche, alimentari, sessuali senza il supporto di un corpus di contratti sociali territorializzati che leghino e associno cotanto sviluppo alle abitudini, alle consuetudini, ai tab\u00f9 dei vari territori in cui si va a dispiegare? Di qui la necessit\u00e0 della povera, negletta, lenta ma necessaria seconda gamba sociale: quella che determina il possibile, il necessario, il quotidiano. E allora il nostro compito ora \u00e8 quello di fare il lavoro sporco, quello negletto di costruire l&#8217;impalcatura sociale che render\u00e0 possibile la prossima immissione sul mercato dei 2-3 milioni di robot preventivati dall&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia di Genova al posto delle badanti rumene, la futura sostituzione dei negletti automobilisti con le vetture autoguidate gi\u00e0 pronte nelle catene di montaggio e cos\u00ec via. Il problema che l&#8217;aggettivo sociale si trova per\u00f2 ad affrontare \u00e8 quello dello scarto temporale che accumula nei confronti del sostantivo Innovazione. Se ora stiamo qui solo a ipotizzare un sistema per lo meno europeo che tuteli le necessit\u00e0 di welfare di una popolazione nomade che tra lavoro, affetti e casa non pu\u00f2 avere risolto il suo consumo di servizi sociali su basi nazionali dobbiamo sapere che siamo alla vigilia di cambiamenti epocali delle sovrastrutture di mobilit\u00e0 che tra voli low cost transoceanici, treni a levitazione magnetica in tunnel sottovuoto e la rete merci ad alta velocit\u00e0 della nuova via della seta render\u00e0 rapidamente obsoleto lo scenario solo europeo della mobilit\u00e0 professionale delle prossime generazioni. Ma non fasciamoci troppo la testa perch\u00e8 proprio noi provinciali italiani abbiamo rapidamente e recentemente messo in campo dopo il jobs act per il lavoro dipendente il jobs act per il lavoro autonomo, prodotto un decreto per lo smart working nella pubblica amministrazione e soprattutto prima di tutti cominciato a misurare non solo il Prodotto Interno Lordo ma anche il Benessere Equo e Solidale. Perch\u00e9 signori \u00e8 qui si giocher\u00e0 la partita del futuro: perch\u00e8 non c&#8217;\u00e8 robot che riuscir\u00e0 a produrre i servizi ad alto valore aggiunto per le persone di cui ci sar\u00e0 sempre pi\u00f9 bisogno nel prossimo futuro e col nostro patrimonio immateriale di bellezza, arte, cultura, paesaggio, storia, cucina, moda e bel canto sicuramente avremo le chances per giocare le nostre carte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 a questi settori lavorativi che pensiamo quando proponiamo un Lavoro di Cittadinanza che crei un meccanismo flessibile d\u2019ingresso nel mondo del lavoro per le giovani generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il meccanismo dovr\u00e0 essere completamente diverso dalla semplice assunzione nei ruoli della Pubblica Amministrazione che poco o nulla innovazione apporterebbe alla stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorrerebbe invece immaginare una sorta di nuovo Servizio Civile che entri, con progetti mirati da parte di soggetti profit e no profit, in settori chiave della PA fornendo risposte temporalmente e territorialmente mirate alla risoluzione di specifiche tematiche legate al miglioramento degli indici di BES.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando con alcuni amici abbiamo creato questo gruppo di Innovazione Sociale spesso ci chiedono che cosa vuol dire Innovazione Sociale. 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