{"id":40749,"date":"2017-04-02T17:14:36","date_gmt":"2017-04-02T15:14:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=40749"},"modified":"2017-04-03T17:19:19","modified_gmt":"2017-04-03T15:19:19","slug":"il-permesso-48-ore-fuori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/il-permesso-48-ore-fuori\/","title":{"rendered":"Il permesso &#8211; 48 ore fuori"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?r=33050\">Claudio Amendola<\/a>. Con <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=70744\">Luca Argentero<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=2681\">Claudio Amendola<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=209111\">Giacomo Ferrara<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=208256\">Valentina Bell\u00e8<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=3331\">Antonino Iuorio<\/a> Italia <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/film\/2017\/\"><strong>2017<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luigi (Amendola) \u00e8 un ex-rapinatore e sta scontando una lunga pena per due omicidi (sono gi\u00e0 18 anni che \u00e8 in carcere), Donato (Argentero) \u00e8 stato un campione di incontri clandestini e in prigione \u00e8 sempre isolato e chiuso, Angelo (Ferrara) \u00e8 poco pi\u00f9 che un ragazzino ed \u00e8 stato arrestato mentre faceva da autista, per una rapina, a tre suoi amici \u2013 Sercio (Andrea Carpenzano), Gomma (Davide Argenti) e Lisca (Stefano Rabatti)- che lui non ha denunciato, Rossana (Bell\u00e8) \u00e8 una ragazza di buona famiglia che \u00e8 stata fermata, al ritorno di un viaggio in Brasile con la madre Charlotte (Valentina Sperli), con 10 chili di cocaina; tutti e quattro escono da Rebibbia per un permesso di due giorni. Donato, all\u2019uscita, non trova nessuno, mentre sperava che i suoi amici lo venissero a prendere, Valentina \u00e8 accolta dall\u2019autista Massimo (Massimo Urbani) con la fuoriserie di famiglia, fa salire Angelo che le aveva chiesto un passaggio e, a met\u00e0 strada, si ferma per comprarsi un gelatone; al ragazzo d\u00e0 solo l\u2019ombrellino di decorazione e, fatta fermare la macchina, ci fa l\u2019amore ma lui, sorpreso e spiazzato dalla rabbiosa furia di lei, finisce quasi subito. Irritata si fa portare nella villa di famiglia e dice all\u2019autista di accompagnare Angelo. Lui arriva nel quartiere San Lorenzo dove ha una casa lasciatagli dalla nonna e che ora \u00e8 abitata dai suoi amici che lo festeggiano (non solo andati a prenderlo per fargli una sorpresa). Donato va a cercare la moglie, che aveva affidato al suo ex-manager, il gangster Sas\u00e0 (Antonino Iuorio), che invece la ha messa in una casa di tolleranza; anche l\u00ec per\u00f2 non la trova e va a chiederne conto a Sas\u00e0; qui il suo unico amico Gaetano (Massimo De Santis), il bracco destro del malavitoso lo perquisisce e Sas\u00e0 gli propone uno scambio: gli ridar\u00e0 la moglie se combatter\u00e0 quella sera per lui. Donato accetta. Intanto Luigi, dopo aver osservato da lontano il figlio Michele (Simone Liberati) che guida una costosa macchina ed \u00e8 circondato da bulletti, va alla lavanderia gestita dalla moglie Rita (Alessandra Roca) e torna a casa con lei. A cena, affronta il figlio &#8211; in carcere aveva saputo che aveva rubato dei soldi e della coca al suo vecchio compagno di rapine Goran (Ivan Franek), ora divenuto un boss della droga \u2013 e capisce che il ragazzo \u00e8 vissuto nel mito della sua figura e che si \u00e8 messo nei guai, nella speranza di eguagliarlo. All\u2019alba lo sveglia e lo porta in un tunnel deserto; qui tira fuori due pistole e, schiaffeggiandolo, dice al ragazzo di dimostrare di avere le palle sparandogli, altrimenti gli avrebbe sparato lui. Michele non se la sente e lui, abbracciandolo (\u00e8 felice che il figlio per sua fortuna, non sia come lui), lo convince a restituire quello che \u00e8 rimasto di droga e soldi a Goran. Angelo, a cena con gli amici, si vanta di aver fatto l\u2019amore con una ragazza dell\u2019alta societ\u00e0 e loro, per sbugiardarlo, lo portano sotto la villa di lei e la chiamano schiamazzando; lei si affaccia e, divertita, non solo conferma il racconto ma esagera parecchio la qualit\u00e0 della prestazione di Angelo. La sera loro gli raccontano di aver organizzato per il giorno dopo una rapina ad un furgone portavalori e che a lui \u2013 come ricompensa per non averli denunciati \u2013 sarebbe andato tutto il ricavato, con cui avrebbe potuto partire per un paese senza estradizione. Quella stessa sera Donato, fuori allenamento ma spinto dalla rabbia e dall\u2019amore della moglie, affronta con fatica il match e atterra l\u2019avversario ma quando chiede a Sas\u00e0 di ridargli la moglie, questi l\u2019accoltella e dice a Gaetano di portarlo via e di finirlo. Quest\u2019ultimo lo butta gi\u00f9, semimorto, dalla macchina e, dopo aver sparato un colpo in terra, lo fa rotolare per un dirupo. Luigi va da Goran e, in nome della vecchia amicizia, gli chiede di risparmiare il figlio ma l\u2019altro non accetta: non pu\u00f2 tollerare che nel giro si sappia che lui ha subito uno sfregio senza vendicarsi. Non rimane a Luigi che spedire lontano Rita e Michele ed aspettare gli eventi. Rossana ha una violenta lite con la madre, che sta cercando di farle ottenere i domiciliari mentre lei le chiede 200.000 euro per scappare all\u2019estero (non vuole pi\u00f9 tornare in carcere, dove \u00e8 costretta a fare favori sessuali alle altre detenute), alla fine della quale Charlotte le d\u00e0 i gioielli di gran valore che ha indosso e la caccia di casa. Lei va da un Compro Oro ma il titolare (Renato Imbronise) le offre solo 15.000 euro. Lei l\u00ec per l\u00ec accetta ma, dopo un po\u2019, torna a casa e rid\u00e0 i gioielli alla madre abbracciandola. Donato, pesto e gravemente ferito, arriva a fatica in un cantiere abbandonato e, dopo essersi tamponato la ferita con del nastro adesivo ed aver riposato un po\u2019 prende un piccone che trova nella baracca, va da Sas\u00e0 \u2013 che si stava facendo fare un pompino dalla giovanissima Ludmilla (Alice Pagani) che lui tratta come una schiava \u2013 e lo uccide a picconate e a pugni; dopo di che fa fuggire la ragazzina e va a morire in riva al mare. A casa di Luigi, quella sera arrivano armati di mitra i killer che aspettava, lui li uccide ma Goran lo fredda con un colpo di pistola. Angelo non riesce a dormire pensando al colpo del giorno dopo e va da Valentina; la ringrazia per avergli tenuto il gioco con gli amici e, dopo averle offerto un panino in un baracchino, la porta a vedere un giardino medievale: lui in carcere si \u00e8 laureato in Verde Ornamentale e fa sfoggio con entusiasmo del suo sapere, lei lo bacia e passano la notte insieme; sempre insieme, l\u2019indomani mattina, tornano in carcere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Amendola \u00e8 alla sua seconda regia, dopo il riuscito <em>La mossa del pinguino, <\/em>e si affida al soggetto del giudice-scrittore Giancarlo De Cataldo che gli era stato proposto dal suo amico produttore Claudio Bonivento. La scelta registica \u00e8 quella di mettersi semplicemente al servizio di storie di ordinaria malavita, senza le magniloquenti digressioni socio-politiche dei romanzi pi\u00f9 noti di De Cataldo (<em>Romanzo criminale <\/em>e <em>Suburra<\/em>) e delle loro successive trasposizioni, in uno stile asciutto e nostalgico che richiama i grandi noir francesi (<em>Il bandito della casbah<\/em>,<em> Grisb\u00ec<\/em>, <em>Rifif\u00ec<\/em>, fino al mai troppo citato <em>Tutte le ore feriscono\u2026l\u2019ultima uccide<\/em>).Certo Amandola non \u00e8 Dassin o Melville \u2013 e ne \u00e8 consapevole \u2013 ma gli va riconosciuto il coraggio di mettere mano ad un soggetto di genere diverso dalla affollatissima commedia e di portarlo in fondo con un cast di ottima qualit\u00e0: dai cattivi, per vocazione, Iuorio e Franek, ai ragazzi, a partire dalla quasi esordiente Bell\u00e8 e lo Spadino di <em>Suburra<\/em>, Ferrara, fino alle varie caratterizzazioni tutti credibili e ben in parte. Merita anche di essere citato il produttore: Bonivento ha avuto alti e bassi (come quasi tutti in questo mestiere) ma, isolato e coraggioso, ha fatto nascere film molto importanti, quali <em>La scorta<\/em>, <em>Mery per sempre, 20 sigarette<\/em>, spesso contro tutto e tutti. Tra i meriti del film, la bella fotografia di Maurizio Calvesi e le scenografie e le scelte di location di Paki Meduri; la sceneggiatura \u00e8 corretta, con qualche scivolata mel\u00f2 (il pistolotto sui giardini di Angelo con poesia finale di Rossana \u00e8 un po\u2019 duro da reggere) ma sono dettagli. Il titolo richiama <em>48 ore<\/em> di Walter Hill; anche l\u00ec c\u2019\u00e8 un detenuto in permesso ma la storia era, anche se non ufficialmente, ispirata a <em>Il trucido e lo sbirro<\/em> di Umberto Lenzi, il film da cui \u00e8 nato il personaggio di <em>Monnezza<\/em>; mi piace pensare che <em>Il permesso<\/em> sia un inconscio e (purtroppo!) puntuale omaggio a Tomas Milian.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/s1M8vAuvXNs\" width=\"485\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amendola non \u00e8 Melville ma (almeno) ci prova<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":40750,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[700],"tags":[],"class_list":["post-40749","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intrattenimento"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40749","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40749"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40749\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40751,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40749\/revisions\/40751"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40750"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40749"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40749"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40749"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}