{"id":40360,"date":"2016-11-14T19:19:12","date_gmt":"2016-11-14T18:19:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=40360"},"modified":"2016-11-14T19:19:12","modified_gmt":"2016-11-14T18:19:12","slug":"la-ricerca-sul-quadrante-est-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/la-ricerca-sul-quadrante-est-di-roma\/","title":{"rendered":"La ricerca sul quadrante Est di Roma"},"content":{"rendered":"<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b><i>1.Metodologia della ricerca<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0 La ricerca\u00a0 condotta sul QEst di Roma (R. Cipollini, F.G. Truglia, <i>La metropoli ineguale. Analisi sociologica del quadrante Est di Roma<\/i>, Rom, Aracne, 2015 &#8211; con la partecipazione di giovani ricercatori) era orientata ad esplorare le modificazioni dell\u2019immenso territorio del Comune di Roma negli ultimi 30 anni, con particolare attenzione al QEst della citt\u00e0. L\u2019analisi della composizione socio-demografica, socio-economica, culturale nonch\u00e9 della densit\u00e0 abitativa ha consentito di esplorare le caratteristiche dell\u2019intero territorio del Comune di Roma e di cogliere le specificit\u00e0 emergenti nel confronto con il QEst della citt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0\u00a0 Si \u00e8 operato con un\u2019 analisi secondaria di dati statistici, utilizzando come unit\u00e0 di analisi principale le 155 zone urbanistiche (zu) in cui \u00e8 amministrativamente suddivisa la citt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">I dati\u00a0 sono stati tratti da diverse fonti e in riferimento a diversi contesti temporali:<\/p>\n<ol>\n<li>1991(ISTAT-Censimento), 2001 (ISTAT-Censimento), e 2011 (ISTAT-Censimento) per i dati socio-economici, culturali, demografici e abitativi;<\/li>\n<li>2012 per i dati riguardanti la composizione socio-demografica e l\u2019andamento della densit\u00e0 abitativa (Annuario Statistico del Comune di Roma)<\/li>\n<li>2012 per i dati sulle infrastrutture formative, ricreative, culturali, commerciali, poli tecnologici e dotazione di verde, fonte MIUR e altri database;<\/li>\n<li>2001, 2006, 2008 e 2013 per i dati elettorali (Elezione politiche per la Camera dei Deputati, Ufficio elettorale del Comune di Roma).<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0\u00a0 La rilevazione dei dati ha consentito di predisporre oltre 350 variabili inserite in una matrice-base SPSS, sulla quale sono state svolte una parte rilevante delle elaborazioni. Preliminarmente, per consentire una esplorazione dei dati in riferimento a macro-aree della citt\u00e0 ritenute rilevanti anche alla luce di studi e ricerche recenti sulla citt\u00e0 si \u00e8 operata una doppia classificazione delle zu secondo:<\/p>\n<p class=\"x_MsoListParagraphCxSpFirst\"><b>A.\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b><b>Appartenenza ai cerchi concentrici<\/b>:<\/p>\n<ol>\n<li><b><\/b>centro storico (8 zu)<\/li>\n<li><b><\/b>quartieri storici (27 zu)<\/li>\n<li><b><\/b>periferia storica (41 zu)<\/li>\n<li><b><\/b>periferia anulare (31)<\/li>\n<li><b><\/b>periferia extra-anulare (46)<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoListParagraphCxSpFirst\"><b>B.\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b><b>Appartenenza ai quadranti ( escluse 8 zu del centro storico)<\/b><\/p>\n<ol>\n<li>Est (50 zu)<\/li>\n<li>Nord (45 zu)<\/li>\n<li>Ovest (20 zu)<\/li>\n<li>Sud (32)<\/li>\n<\/ol>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\">Ai fini dell\u2019analisi particolarmente rilevante \u00e8 risultata la prima classificazione predisposta che ha evidenziato territori tra loro molto eterogenei, in cui variano in maniera significativa i valori della densit\u00e0 di popolazione, delle caratteristiche socio demografiche, della presenza degli stranieri residenti, di dotazioni infrastrutturali (educative, ricreative, culturali, verde attrezzato), nonch\u00e8 la localizzazione di centri commerciali, infrastrutture di transito, centri espositivi, centri di alta formazione e ricerca, e strutture dedicate all\u2019intrattenimento e al <i>loisir.<\/i><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoListParagraph\"><b><i>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><\/b><b><i>Il territorio urbano. Analisi della densit\u00e0 ( Cipollini, nel volume)<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0 Dall\u2019analisi condotta \u00e8 emersa un\u2019 immagine complessa delle trasformazioni del territorio del Comune di Roma negli ultimi 30 anni, trasformazioni particolarmente incisive nel QEst della citt\u00e0 che possono riassumersi nei seguenti processi pi\u00f9 significativi.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0\u00a0 La suddivisione del territorio in cerchi concentrici ha evidenziato come 1.200.000\u00a0 abitanti di Roma (pari al 42% delle popolazione) risieda al ridosso del GRA, in un\u2019area pari all\u201986% dell\u2019intero territorio comunale, in un\u00a0 contesto quindi di forte dispersione spaziale. L\u2019analisi della densit\u00e0 in relazione all\u2019appartenenza ai cerchi concentrici ha consentito di rilevare la presenza di contesti di insediamento incommensurabili, tali da definire una contrapposizione tra la <i>citt\u00e0 compatta<\/i> (centro, quartieri e periferia storici)\u00a0 con valori di densit\u00e0 prossimi 90 ab\/ha ed una <i>citt\u00e0 diffusa<\/i>, in cui i valori della densit\u00e0 scendono rapidamente (27 ab\/ha nella periferia anulare; 8 ab\/ha\u00a0 nella periferia extra-anulare).<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0 Il territorio del Comune di Roma assume nel complesso le caratteristiche della <i>citt\u00e0 diffusa<\/i>, con compresenza, nelle aree pi\u00f9 esterne a ridosso del GRA, di insediamenti tradizionali di tipo semi-spontaneo e di una molteplicit\u00e0 ed eterogeneit\u00e0 di nuovi insediamenti residenziali di tipo medio, spesso sorti a ridosso di grandi strutture commerciali, poli tecnologici, centri espositivi, centri direzionali e aree di ricreazione. Il risultato \u00e8 un territorio composito nel quale la iper-modernit\u00e0 \u00e8 esplosa passando oltre le <i>enclaves <\/i>di tradizionale marginalit\u00e0 sociale che rimangono isolate e non istituiscono alcun tipo di raccordo relazionale visibile con i nuovi insediamenti residenziali. Ogni insediamento tende a configurarsi come isolato e autoreferenziale, spesso privo \u2013 nella parte pi\u00f9 esterna della citt\u00e0 &#8211; delle infrastrutture atte ad indicare una buona qualit\u00e0 urbana e senza raccordo relazionale tra insediamenti pure spazialmente prossimi.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b><i>\u00a0 <\/i><\/b>\u00a0In termini di presenza di popolazione residente, se nella <i>citt\u00e0 compatta<\/i> sono rintracciabili i caratteri della <i>numerosit\u00e0<\/i>, <i>densit\u00e0<\/i> ed <i>eterogeneit\u00e0 <\/i>di popolazioni tipiche dell\u2019urbanesimo secondo l\u2019analisi di L. Wirth (1938), nella <i>citt\u00e0 diffusa<\/i> il tratto della densit\u00e0 di popolazione manca totalmente, pur permanendo i caratteri di numerosit\u00e0 di popolazione e di\u00a0 eterogeneit\u00e0. L\u2019analisi dei dati ha\u00a0 consentito infatti \u00a0di mettere a fuoco la presenza, in prossimit\u00e0 del GRA, di insediamenti con popolazioni anche \u00a0molto numerose (es. al zu 8f Torre Angela che accoglie una popolazione di oltre 80.000 persone) ma disperse su vaste aree di campagna che abbassano i valori della densit\u00e0 media. Molteplici sono altri insediamenti, in particolare oltre il GRA, che accolgono popolazioni numerose con oltre 30.000 persone (Borghesiana 49.381; Ostia Nord, 47.041; Torrino, 41.197; Ostia Sud , 38.192; Val Cannuta, 35.450; Tomba di Nerone, 33.797; Fogaccia, 30.718; Morena,\u00a0 30.126).<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Il territorio, nelle sue fasce pi\u00f9 esterne, \u00e8 caratterizzato quindi di insediamenti con popolazioni numerose ma caratterizzati da densit\u00e0 medio-bassa o minima che tendono a rendere la densit\u00e0 rilevante soltanto in alcune zu (nel QEst zu Torre Spaccata, Osteria del Curato, Torre Maura; nel QSud Ostia Sud, Ostia Nord; nel QNord, La Storta e Tomba di Nerone). Ne emerge una discontinuit\u00e0 del suolo urbanizzato restituendo l\u2019immagine di\u00a0 insediamenti relativamente autonomi in riferimento alle relazioni funzionali e ai legami sociali.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0 A questo aspetto deve aggiungersi l\u2019aumento crescente dell\u2019eterogeneit\u00e0 della composizione residenziale delle zu all\u2019interno delle quali si sono sovrapposte nel tempo realt\u00e0 tradizionali di insediamento, nuove realt\u00e0 residenziali di edilizia economica e popolare, nuovi insediamenti di edilizia residenziale media che rendono il territorio un mosaico di mondi sociali diversi, tra loro poco comunicanti, come nel caso della zu di Torre Angela.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b><i>\u00a0<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoListParagraph\"><b><i>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><\/b><b><i>La composizione socio-demografica (Panaroni, nel volume)<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0 Anche la composizione socio-demografica varia in maniera sensibile secondo i cerchi in cui \u00e8 stata suddivisa la citt\u00e0: la distribuzione della variabile <i>et\u00e0 media<\/i> tende a diminuire tanto pi\u00f9 ci si allontana dal centro storico\u00a0 ad indicare la rilevanza della popolazione giovane insediata nelle aree pi\u00f9 esterne e riferibili alla <i>citt\u00e0 diffusa<\/i>. Andamento analogo si registra considerando il rapporto anziani\/popolazione.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0 Ne emerge con chiarezza come la <i>citt\u00e0 compatta<\/i> racchiuda al suo interno una popolazione relativamente anziana, cui si contrappone, nelle fasce pi\u00f9 esterne, e nello specifico nella <i>citt\u00e0 diffusa<\/i>, una popolazione sensibilmente pi\u00f9 giovane.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">La contrapposizione tra <i>citt\u00e0 compatta<\/i> e <i>citt\u00e0 diffusa<\/i> si presenta nuovamente in riferimento al grado di <i>integrazione familiare<\/i> analizzato attraverso il rapporto divorziati\/coniugati: i valori pi\u00f9 bassi dell\u2019indice si riscontrano ancora nella periferia anulare e extra-anulare e tendono a rafforzarsi nei tre cerchi corrispondenti alla <i>citt\u00e0 compatta<\/i>. Si delinea al riguardo una tendenza nei territori della <i>citt\u00e0 diffusa<\/i> ad una maggiore saldezza dei legami familiari da connettersi alla presenza di famiglie giovani di neo-formazione e indizio della necessit\u00e0 di poter contare su una stabile rete familiare per affrontare le sfide della quotidianit\u00e0, particolarmente difficile nei territori dispersi della citt\u00e0 diffusa, carenti di infrastrutture e servizi adeguati in termini di formazione, attivit\u00e0 ricreative e culturali.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b><i>4.La qualit\u00e0 urbana\u00a0 (Regano, nel volume).<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0\u00a0 Anche gli <i>standard<\/i> di qualit\u00e0 urbana, analizzata attraverso la localizzazione nelle zu di infrastrutture educative, ricreative, culturali risulta assai eterogenea nei diversi territori che compongono la citt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0 Emerge dai dati l\u2019ineguale distribuzione delle strutture nel territorio della citt\u00e0 che ancora una volta evidenzia la contrapposizione tra <i>citt\u00e0 compatta<\/i> e <i>citt\u00e0 diffusa<\/i>: l\u2019area pi\u00f9 esterna del Comune risulta essere la meno provvista di dotazione delle infrastrutture rilevate,\u00a0 particolarmente evidente nei quadranti Nord, Ovest e Sud mentre il territorio del QEst, pi\u00f9 densamente popolato, registra un andamento pi\u00f9 discontinuo con presenza di criticit\u00e0 prevalentemente nelle aree pi\u00f9 esterne.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0 Si segnala in particolare la centralizzazione dell\u2019offerta culturale all\u2019interno del perimetro della citt\u00e0 compatta (centro storico e, in parte, quartieri storici) tendente a delineare\u00a0 l\u2019impossibilit\u00e0 per le popolazioni numerose che vivono al ridosso del GRA di accedere ad un\u2019offerta culturale di qualit\u00e0, difficile da raggiungere anche in presenza di un interesse esplicito, stanti le distanze immense che separano il centro dalle aree pi\u00f9 esterne del Comune.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoListParagraphCxSpFirst\"><b><i>4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><\/b><b><i>I territori etnici (Vescovi, nel volume)<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoListParagraphCxSpLast\">\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In riferimento al QEst, emerge come esso si caratterizzi come <i>territorio etnico<\/i>, con presenza di popolazioni straniere residenti che tendono ad insediarsi prevalentemente nel quadrante rispetto ad altre aree della citt\u00e0,\u00a0 con una relativa continuit\u00e0 che dal <i>villaggio etnico<\/i> dell\u2019Esquilino, attraverso i quartieri storici della citt\u00e0 compatta lungo le vie Prenestina e Casilina, giunge alle aree pi\u00f9 esterne a ridosso del GRA, delineando una continuit\u00e0 di insediamento spaziale che risulta del tutto unica rispetto agli altri quadranti della citt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0 In particolare un\u2019 ampia porzione di popolazione straniera si concentra in un settore specifico del QEst che tende a configurare l&#8217;immagine di un cuneo urbano inserito nel cuore del quadrante. Si individua cos\u00ec un&#8217;area territoriale dell&#8217; VIII Municipio (8a Torre Spaccata, 8b Torre Maura, 8c Giardinetti-Tor Vergata, 8f Torre Angela, 8g Borghesiana e 8e Lunghezza) che si congiunge con alcune zu del VI Municipio (6a Tor Pignattara, 6c Quadraro), e del VII (7a Centocelle, 7b Alessandrina) fino al confine con la Via Tuscolana, interessando la zu 10a Don Bosco. Il cuneo cos\u00ec descritto si presenta come un&#8217;area maggiormente omogenea in termini di alti valori di presenza di stranieri immigrati all&#8217;interno dell&#8217;ampia eterogeneit\u00e0 che contraddistingue il QEst.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Tale configurazione risulta del tutto peculiare in riferimento all\u2019intero territorio comunale. Nella morfologia della citt\u00e0 \u00e8 possibile individuare altri territori (zu) con elevata presenza di popolazioni straniere residenti, ma essi si configurano come <i>enclaves<\/i> (come nel caso della zu di La Storta), senza soluzione di continuit\u00e0 rispetto ai territori limitrofi e alla <i>citt\u00e0 compatta<\/i>.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoListParagraph\"><b><i>5.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><\/b><b><i>Le dinamiche socio spaziali dei processi socio- demografici (Truglia, nel volume)<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\">La socializzazione delle dinamiche spaziali e la spazializzazione dei processi socio-demografici e culturali sono le due lenti attraverso le quali si \u00e8 cercato di indagare il profondo mutamento sociale che investe il Comune di Roma trasformando in modo significativo sia l\u2019assetto urbano che la configurazione demografica, culturale, economica, abitativo-urbanistica ed elettorale.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Affrontare un argomento cosi complesso\u00a0 ha significato in primo luogo prendere in esame un vasto <i>set<\/i> di indicatori i quali devono essere disponibili per un lungo periodo temporale ed ad una scala territoriale molto fine.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Le informazioni sono state sistemate in tre diverse matrici. La prima \u00e8 composta da oltre 50 indicatori, l\u2019unit\u00e0 di analisi sono le 155 zone urbanistiche (zu) e il periodo di riferimento \u00e8 il trentennio 1991-2011. La fonte dei dati sono i Censimenti 1991, 2001 e 2011.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">La seconda riguarda le informazioni sulla localizzazione di cinema, teatri, centri commerciali, centri di ricerca e alta formazione al 2012.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">La terza raccoglie i risultati delle elezioni per la Camera dei Deputati anni 2001, 2006, 2008 e 2013 e utilizza come unit\u00e0 di analisi \u00a0530 seggi elettorali.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Oltre alle consuete operazioni di codifica delle informazioni la fase di \u201ccostruzione\u201d del dato si\u00a0 \u00e8 conclusa con la geocodifica dei dati socio-demografici e la georeferenziazione delle infrastrutture e dei seggi elettorali. Il lavoro di geocodifia e georeferenziazione si \u00e8 rivelato particolarmente prezioso per poter confrontare e integrare informazioni rilevate su diverse unit\u00e0 di analisi. \u00a0Infine, le procedure e le metodologie statistiche utilizzate per le analisi dei dati fanno parte del vasto bagaglio degli strumenti delle tecniche multidimensionali e degli strumenti dell\u2019analisi geo-statistica.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0 Dalle analisi socio-demografiche\u00a0 emergono due dimensioni concettuali. La\u00a0 prima mette a fuoco le aree dell\u2019 <i>Esclusione sociale<\/i> <i>&#8211;<\/i> <i>Integrazione familiare alta<\/i> e quelle dell\u2019<i>Inclusione sociale- Integrazione familiare bassa<\/i>. Si tratta di zone nelle quali si riscontra una asimmetria pi\u00f9 o meno accentuata tra gli indicatori economico-professionali (occupazione, tipo di occupazione, titolo di studio, tipo di abitazione, ecc.)\u00a0 e quelli della solidit\u00e0 della rete familiare (numero figli, popolazione anziana, divorzi e separazioni, ecc).<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0 Il dato caratteristico che emerge da questa prima lettura conferma, ancora una volta, la connessione tra dispersione urbana e marginalit\u00e0 relazionale. La solidit\u00e0 dei legami familiari si configura quindi come una rete di protezione rispetto alle diverse modalit\u00e0 dell\u2019esclusione sociale.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">La seconda dimensione concettuale coglie le sfumature che distinguono la<i> Citt\u00e0 compatta e statica<\/i> dalla <i>Citt\u00e0 diffusa e dinamica<\/i>. In questa declinazione del tessuto socio-urbano sono presi in esame una serie di indicatori che vanno dalla densit\u00e0 alla mobilit\u00e0, dall\u2019uso del suolo alle caratteristiche degli edifici. Sembra evidente come non basti pi\u00f9 la tradizionale dicotomia centro-periferia per descrivere la nuova morfologia socio-spaziale della capitale. Al contrario \u00e8 necessario ricorrere a pi\u00f9 complesse ed eterogenee suddivisioni territoriali.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\">Tre sembrano essere le caratteristiche della <i>geografia<\/i> che emergere dalle analisi sopra descritte.<\/p>\n<ul>\n<li>La prima \u00e8 la\u00a0 sovrapposizione tra le aree di esclusione e quelle della <i>Citt\u00e0 diffusa.<\/i><\/li>\n<li>La seconda \u00e8 il processo di <i>territorializzazione<\/i> che interessa ampie zone della periferia extra-anulare che formano la <i>Citt\u00e0 diffusa<\/i> e al quale fa da contrappunto un altrettanto significativo\u00a0 processo di <i>deterritorializzazione<\/i> che investe ampie aree del centro storico<i> <\/i>nelle quali si registra un consistente calo della densit\u00e0 che in alcuni casi presenta livelli simili alle zone delle periferie extra-anulari.<\/li>\n<li>La terza riguarda le nuove periferie nelle quali sembrano convivere, accanto ai tradizionali insediamenti di tipo spontaneo, sia le classi medio-alte e alte che abbandonano i quartieri del centro a favore della residenzialit\u00e0 di lusso dell\u2019EUR, della Cassia e della Flaminia e sia le unit\u00e0 residenziali abitate prevalentemente da una popolazione giovane e scolarizzata che, per scelta o per necessit\u00e0, si stabilisce nella periferia extra-anulare popolando territori inizialmente destinati ad attivit\u00e0 commerciali e produttive. Si tratta in questo secondo caso di una nuova urbanit\u00e0 che, a differenza delle periferie nate tra gli anni \u201850 e \u201880 non guarda, per cosi dire, con <i>invidia<\/i> alla citt\u00e0 storica, ma si pone in una posizione autonoma e alternativa rispetto ad essa.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoListParagraphCxSpFirst\"><b><i>6.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><\/b><b><i>La configurazione spaziale del consenso elettorale (Truglia, nel volume)<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoListParagraphCxSpLast\"><b><i>\u00a0<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Per quanto riguarda il consenso elettorale, la linea di analisi seguita ha privilegiato\u00a0 l\u2019interpretazione del \u00a0<i>fatto<\/i> elettorale come <i>\u00a0fatto<\/i> sociale. In tal senso il voto \u00e8 inteso come la conclusione di una serie di interazioni nelle quali si manifesta il \u201csentire comune\u201d di cittadini che abitano specifici spazi urbani.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Al riguardo \u00e8 interessante notare che,\u00a0 almeno fino alle elezioni del 2013, alla tradizionale contrapposizione centro\/destra-centro\/sinistra corrisponde grosso modo la seguente territorializzazione del consenso:<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">&#8211;\u00a0 nel centro e, in misura minore, periferia storica prevale il centrosinistra ;<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">&#8211; nel quadrante Nord e in parte della periferia extra-urbana \u00e8 pi\u00f9 forte il centro-destra. Questa formazione alle tornate elettorali del 2001, 2006 e 2008 risulta la pi\u00f9 diffusa.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">La configurazione spaziale del consenso muta completamente nel 2013 con l\u2019irruzione sulla scena elettorale del M5S che intercetta gran parte dei consensi nella periferia anulare ed extra- anulare.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Tende a delinearsi un andamento del consenso elettorale che registra nella <i>Citt\u00e0 compatta<\/i> il radicamento delle \u201ctradizionali\u201d formazioni politiche che, pur con qualche eccezione, appare ancora saldo, mentre nelle aree che compongono la <i>Citt\u00e0 diffusa<\/i> l\u2019orientamento prevalente \u00e8 quello dell\u2019astensionismo o il voto al \u00a0M5S.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b><i>Conclusioni <\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0 Dal complesso della ricerca emerge una realt\u00e0 urbana sottoposta negli ultimi 30 anni ad un impetuoso mutamento che ha segnato gli andamenti demografici, la composizione sociale della popolazione, la distribuzione delle risorse infrastrutturali nel territorio del Comune, gli orientamenti elettorali e le stesse forme di marginalit\u00e0 ed esclusione sociale. Se non sono state che parzialmente risolte le forme di marginalit\u00e0 sociale ed economica negli insediamenti tradizionali posti al ridosso del GRA, un nuovo tipo di marginalit\u00e0 che potremmo definire \u201crelazionale\u201d sembra diffondersi, nel medesimo contesto spaziale prodotto congiunto degli orientamenti individualizzanti della seconda modernit\u00e0 e delle modalit\u00e0 di sviluppo della citt\u00e0 che ha disseminato il territorio di nuovi insediamenti senza attenzione al raccordo di storia, memorie, relazioni, simboli e significati dei legami sociali preesistenti alla loro realizzazione.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0 Soltanto negli insediamenti tradizionali posti al ridosso del GRA permangono alcune centralit\u00e0 di relazione sociale, seppure il mutamento incessante della composizione sociale della popolazione dovuti alla sovrapposizione di nuovi insediamenti estranei alla storia, memorie, tradizioni,\u00a0 tendono a congiungere mondi sociali non comunicanti. Nei nuovi insediamenti (es. Ponte di Nona) invece, prevale la tendenza di ogni nucleo residenziale a costituirsi come mondo a parte e non si rileva la presenza di centralit\u00e0 che consentano relazioni umane e sociali. L\u2019attrattivit\u00e0 dei centri commerciali, come concentrato di una qualit\u00e0 urbana spesso assente negli insediamenti ad essi limitrofi, rappresenta una compensazione illusoria per i residenti dei nuovi insediamenti\u00a0 nei quali ancora lontana \u00e8 la conquista di <i>standard<\/i> accettabili di qualit\u00e0 urbana.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\u00a0\u00a0 Dal mutamento della morfologia del territorio negli ultimi 30 anni emerge inoltre come risulti ormai debole il riferimento alla tradizionale contrapposizione di centro-periferia. L\u2019orientamento delle aree pi\u00f9 esterne del Comune (prossime al GRA) non \u00e8 pi\u00f9 o non \u00e8 solo di tipo centripeto ma tende a configurare orientamenti centrifughi trasversali ai territori prossimi al GRA, all\u2019interno dei quali le popolazioni svolgono ormai la gran parte delle attivit\u00e0 quotidiane ( lavoro, istruzione, consumo, divertimento). Tale condizione determina per le popolazioni poste a ridosso del GRA la necessit\u00e0 di una mobilit\u00e0 incessante per svolgere le attivit\u00e0 quotidiane, incidendo sull\u2019isolamento relazionale e l\u2019orientamento individualistico gi\u00e0 costitutive del modo di vita metropolitano e in particolare nel contesto della seconda modernit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Tende a delinearsi, in questo contesto, la grande sfida della ricostruzione e del rammendo\u00a0 di un tessuto urbano ormai fortemente eterogeneo che ricostruisca una trama condivisa di \u00a0relazioni, legami sociali, simbologia urbana \u00a0e, con essi, nuove forme di coesione, partecipazione e inclusione sociali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1.Metodologia della ricerca \u00a0\u00a0 La ricerca\u00a0 condotta sul QEst di Roma (R. Cipollini, F.G. Truglia, La metropoli ineguale. Analisi sociologica del quadrante Est di Roma, Rom, Aracne, 2015 &#8211; con la partecipazione di giovani ricercatori) era orientata ad esplorare le modificazioni dell\u2019immenso territorio del Comune di Roma negli ultimi 30 anni, con particolare attenzione al [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":268,"featured_media":40361,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[579],"tags":[76],"class_list":["post-40360","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-innovazione-sociale","tag-periferie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40360","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/268"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40360"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40360\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40362,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40360\/revisions\/40362"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40361"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40360"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40360"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40360"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}