{"id":40209,"date":"2016-09-19T17:36:49","date_gmt":"2016-09-19T15:36:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=40209"},"modified":"2016-09-22T17:37:50","modified_gmt":"2016-09-22T15:37:50","slug":"uneuropa-che-non-puo-tornare-indietro-e-non-riesce-ad-andare-avanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/uneuropa-che-non-puo-tornare-indietro-e-non-riesce-ad-andare-avanti\/","title":{"rendered":"Un\u2019Europa che non pu\u00f2 tornare indietro e non riesce ad andare avanti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Diario europeo assume, nel titolo odierno, una espressione di Roberto Napoletano (\u201cDomenica\u201d, il sole 24 ore, 18 settembre) nel suo \u2018Memorandum\u2019, in cui commenta la \u201cLectio\u201d di Mario Draghi al Teatro sociale di Trento, in occasione del premio \u201cAlcide De Gasperi-Costruttori d\u2019Europa\u201d, conferitogli il 13 settembre scorso. La sintesi di Napoletano \u00e8 la fotografia dell\u2019Unione europea, a Bratislava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la \u201criunione\u201d (Diario si impegna da oggi a non usare pi\u00f9 termini quali \u201cvertice\u201d o \u201csummit\u201d, per non incorrere in plateali errori di forma e di sostanza!) di Bratislava, venerd\u00ec 16 settembre \u2013 sulla cui \u2018agenda\u2019 nel precedente intervento ci eravamo lungamente impegnati &#8211; invece di una puntuale e dettagliata analisi (che rinviamo ad un \u2018diario\u2019 successivo) desideriamo offrire alla riflessione dei lettori e delle lettrici la parte conclusiva della \u201cLectio\u201d di Mario Draghi. Pronunciata, due giorni prima della riunione di Bratislava, ci si poteva augurare potesse costituire una ulteriore spinta alla costruzione di una nuova agenda dell\u2019integrazione europea, la cui responsabilit\u00e0 politica sta sulle spalle dei capi di stato e di governo del 27 Paesi membri. Non pare, invece, che gli attuali dirigenti dei Paesi membri abbiano avuto il tempo di leggere e meditare le parole del presidente della Banca centrale europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019Europa pu\u00f2 ancora essere la risposta?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda \u00e8 semplice ma fondamentale: lavorare insieme \u00e8 ancora il modo migliore per superare le nuove sfide che ci troviamo a fronteggiare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per varie ragioni, la risposta \u00e8 un s\u00ec senza condizioni. Se le sfide hanno portata continentale, agire esclusivamente sul piano nazionale non basta. Se hanno respiro mondiale, \u00e8 la collaborazione tra i suoi membri che rende forte la voce europea.<br \/>\nIl recente negoziato sul cambiamento climatico sia di esempio. La questione globale pu\u00f2 essere affrontata solo attraverso politiche coordinate a livello internazionale. La massa critica di un\u2019Europa che parla con una voce sola ha condotto a risultati ben oltre la portata dei singoli paesi. Solo la spinta esercitata dai paesi europei che hanno presentato un fronte comune ha permesso il successo della conferenza sul clima di Parigi. Solo l\u2019esistenza dell\u2019Unione Europea ha permesso la costruzione di questo fronte comune.<br \/>\nIn un mondo in cui la tecnologia riduce le barriere fisiche, l\u2019Europa esercita la sua influenza anche in altri modi. La capacit\u00e0 dell\u2019Europa, con il suo mercato di 500 milioni di consumatori, di imporre il riconoscimento dei diritti di propriet\u00e0 a livello mondiale o il rispetto dei diritti alla riservatezza in Internet \u00e8 ovviamente superiore a ci\u00f2 che un qualsiasi Stato membro potrebbe sperare di ottenere da solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sovranit\u00e0 nazionale rimane per molti aspetti l\u2019elemento fondamentale del governo di un paese. Ma per ci\u00f2 che riguarda le sfide che trascendono i suoi confini, l\u2019unico modo di preservare la sovranit\u00e0 nazionale, cio\u00e8 di far sentire la voce dei propri cittadini nel contesto mondiale, \u00e8 per noi europei condividerla nell\u2019Unione Europea che ha funzionato da moltiplicatore della nostra forza nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto alle risposte che possono essere date soltanto a livello sovranazionale, dovremmo adottare lo stesso metodo che ha permesso a De Gasperi e ai suoi contemporanei di assicurare la legittimazione delle proprie azioni: concentrarsi sugli interventi che portano risultati tangibili e immediatamente riconoscibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali interventi sono di due ordini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo consiste nel portare a termine le iniziative gi\u00e0 in corso, perch\u00e9 fermarsi a met\u00e0 del cammino \u00e8 la scelta pi\u00f9 pericolosa. Avremmo sottratto agli Stati nazionali parte dei loro poteri senza creare a livello dell\u2019Unione la capacit\u00e0 di offrire ai cittadini almeno lo stesso grado di sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un autentico mercato unico pu\u00f2 restare a lungo libero ed equo solo se tutti i soggetti che vi partecipano sottostanno alle stesse leggi e regole e hanno accesso a sistemi giudiziari che le applichino in maniera uniforme. Il libero mercato non \u00e8 anarchia; \u00e8 una costruzione politica che richiede istituzioni comuni in grado di preservare la libert\u00e0 e l\u2019equit\u00e0 fra i suoi membri. Se tali istituzioni mancheranno o non funzioneranno adeguatamente, si finir\u00e0 per ripristinare i confini allo scopo di rispondere al bisogno di sicurezza dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, per salvaguardare una societ\u00e0 aperta occorre portare fino in fondo il mercato unico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che rende oggi questa urgenza diversa dal passato \u00e8 l\u2019attenzione che dovremo porre agli aspetti redistributivi dell\u2019integrazione, verso coloro che pi\u00f9 ne hanno pagato il prezzo. Non credo ci saranno grandi progressi su questo fronte e pi\u00f9 in generale sul fronte dell\u2019apertura dei mercati e della concorrenza se l\u2019Europa non sapr\u00e0 ascoltare l\u2019appello delle vittime in societ\u00e0 costruite sul perseguimento della ricchezza e del potere; se l\u2019Europa, oltre che catalizzatrice dell\u2019integrazione e arbitra delle sue regole non divenga anche moderatrice dei suoi risultati. \u00c8 un ruolo che oggi spetta agli stati nazionali, che spesso per\u00f2 non hanno le forze per attuarlo con pienezza. \u00c8 un compito che non \u00e8 ancora definito a livello europeo ma che risponde alle caratteristiche delineate da De Gasperi: completa l\u2019azione degli Stati nazionali, legittima l\u2019azione europea. Le recenti discussioni in materia di equit\u00e0 della tassazione, e quelle su un fondo europeo di assicurazione contro la disoccupazione, su fondi per la riqualificazione professionale e su altri progetti con la stessa impronta ideale vanno in questa direzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma poich\u00e9 l\u2019Europa deve intervenire solo laddove i governi nazionali non sono in grado di agire individualmente, la risposta deve provenire in primo luogo dal livello nazionale. Occorrono politiche che mettano in moto la crescita, riducano la disoccupazione e aumentino le opportunit\u00e0 individuali, offrendo nel contempo il livello essenziale di protezione dei pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, se e quando avvieremo nuovi progetti comuni in Europa, questi dovranno obbedire agli stessi criteri che hanno reso possibile il successo di settant\u2019anni fa: dovranno poggiare sul consenso che l\u2019intervento \u00e8 effettivamente necessario; dovranno essere complementari all\u2019azione dei governi; dovranno essere visibilmente connessi ai timori immediati dei cittadini; dovranno riguardare inequivocabilmente settori di portata europea o globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si applicano questi criteri, in molti settori il coinvolgimento dell\u2019Europa non risulta necessario. Ma lo \u00e8 invece in altri ambiti di chiara importanza, in cui le iniziative europee sono non solo legittime ma anche essenziali. Tra questi oggi rientrano, in particolare, i settori dell\u2019immigrazione, della sicurezza e della difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambi gli ordini di interventi sono fondamentali, poich\u00e9 le divisioni interne irrisolte, che riguardano ad esempio il completamento dell\u2019UEM, rischiano di distrarci dalle nuove sfide emerse sul piano geopolitico, economico e ambientale. \u00c8 un pericolo reale nell\u2019Europa di oggi, che non ci possiamo permettere. Dobbiamo trovare la forza e l\u2019intelligenza necessarie per superare i nostri disaccordi e andare avanti insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal fine dobbiamo riscoprire lo spirito che ha permesso a pochi grandi leader, in condizioni ben pi\u00f9 difficili di quelle odierne, di vincere le diffidenze reciproche e riuscire insieme anzich\u00e9 fallire da soli\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riuscire insieme, anzich\u00e9 fallire da soli!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diario Europeo n. 37<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":40210,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[706],"tags":[],"class_list":["post-40209","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario-europeo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40209","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40209"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40209\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40211,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40209\/revisions\/40211"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40210"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40209"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40209"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}