{"id":39883,"date":"2016-06-24T13:49:20","date_gmt":"2016-06-24T11:49:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=39883"},"modified":"2016-06-24T17:16:52","modified_gmt":"2016-06-24T15:16:52","slug":"londra-23-giugno-2016-remain-or-leave","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/londra-23-giugno-2016-remain-or-leave\/","title":{"rendered":"Londra, 23 giugno 2016, remain or leave?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Scrivo queste note da Forest Hill (Londra).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gioved\u00ec 23 giugno, alla domanda: \u201cIl Regno Unito deve rimanere come membro dell&#8217;Unione Europea o deve lasciare l&#8217;U.E.?\u201d, i cittadini e le cittadine britannici hanno risposto: Leave-Lasciare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 servito a nulla l'&#8221;Accordo speciale&#8221; siglato il 16 febbraio 2016 per dare al Regno Unito uno statuto particolare di membro dell&#8217;Unione. Diario europeo, il 16 febbraio 2016, all\u2019indomani di quello che va ancora considerato l&#8217;ultimo atto di generosit\u00e0 e di responsabilit\u00e0 dei 27 Paesi membri dell\u2019U.E. per dare alla Gran Bretagna una possibilit\u00e0 di sentirsi ancora membro effettivo e convinto della Unione &#8211; faceva due considerazioni dalle quali vogliamo ripartire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima. Il primo ministro David Cameron, scrivevamo<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cnon ha investito nel delineare e approfondire una forte politica europea del suo Paese, evidenziando e sottolineando, ad esempio, i vantaggi per il Regno Unito della partecipazione al vasto Mercato unico europeo. Non ha neppure provato ad aprire un confronto duro e serrato nel suo stesso partito\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le conseguenze di questa errata impostazione politica le abbiamo potuto verificare durante una lunga campagna referendaria, nella quale sono emerse gravi segnali di una situazione sociale, etica e valoriale che devono preoccupare tutti i cittadini e le cittadine britannici \u2013 qualsiasi sia stata la scelta fatta da ciascuno nelle urne referendarie.<br \/>\nDurante le ore terribili successive all\u2019assassinio della deputata Jo Cox, tutti gli europei hanno dovuto constatare<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cil tragico fallimento dell\u2019establishment britannico, e naturalmente c\u2019\u00e8 la responsabilit\u00e0 di Cameron: non aveva capito quanto alta fosse l\u2019intossicazione portata dal veleno anti europeo nel Paese, e nello stesso partito\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(cos\u00ec si esprimeva sul Corriere della Sera, il 17 giugno 2016, Graham Watson, britannico, gi\u00e0 presidente dell\u2019Alleanza dei liberali e democratici per l\u2019Europa (Alde) al Parlamento europeo nel 2011-2014).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla memoria della splendida Jo Cox, assassinata mentre svolgeva la sua doverosa azione democratica tra la sua gente, vogliamo dedicare le parole dal suo conterraneo John Donne (Londra 1572-1631), ancora scritte nella memoria di tutti i tempi, aggiungendovi una connotazione di genere per onorare la bellezza della pur breve vita di Jo:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNessun-a uomo-donna \u00e8 un\u2019isola,\/ completa in se stessa;\/ ogni uomo-donna \u00e8 un pezzo del continente,\/ una parte del tutto.\/ Se anche solo una zolla\/ venisse lavata via dal mare,\/ l\u2019Europa ne sarebbe diminuita,\/ come se le mancasse un promontorio,\/ come se venisse a mancare\/ una dimora di amici tuoi,\/ o la tua stessa casa\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti una \u201czolla\u201d della terra britannica \u00e8 stata \u201clavata\u201d da una mano assassina; Europa \u00e8 \u201cstata diminuita\u201d di una componente della sua storia e della sua vitalit\u00e0. Se nessun britannico e nessun europeo lo dimenticher\u00e0, allora la domanda fatidica: \u201cPer chi suona la campana?\u201d potr\u00e0 avere la risposta sempre necessaria, impegnativa e inequivocabile : \u201cEssa suona per te\u201d. E sar\u00e0 la risposta veramente strategica per tutte le generazioni di europei. La campana suona per te, Britannia. La campana suona per te, Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jo Cox si era laureata a Cambridge, dove insegnava ed insegna lo storico australiano, Christopher Munro Clark, il quale nel 2013 ha pubblicato una monumentale ricerca storica sulla prima guerra mondiale, dal titolo: \u201cI sonnambuli. Come l\u2019Europa \u00e8 andata alla guerra nel 1914\u201d (pubblicata in Italia dall\u2019editore Laterza).<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSiamo ancora in tempo per evitare una nuova edizione aggiornata a questo secolo. A meno di continuare a far finta di nulla, mentre il campo della politica ingiallisce e nelle praterie dell\u2019antipolitica crepitano le fiamme\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Lucio Caracciolo, \u201cL\u2019Europa della paura e i politici sonnambuli\u201d, in: la Repubblica 17 giugno 2016).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda considerazione di Diario (16 febbraio 2016) diceva:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cdue debolezze sono a confronto, una Gran Bretagna alle prese con i suoi specifici conflitti ideologico-culturali e sociali, che scarica il tutto su una Unione Europea perennemente a met\u00e0 del guado di un processo di integrazione mai compiuto; sul cui percorso di completamento annaspa e non riesce a trovare una strategia comune e condivisa. Si chiede Etienne Davignon: \u201c La domanda \u00e8: dovremmo ripensare a un nuovo giuramento? Io credo che sia arrivato il momento di farlo\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec, \u00e8 giunto il momento di nuovamente compromettersi con l\u2019unico futuro possibile per il continente europeo. La sua Unit\u00e0. Ma, quale? Come? Con chi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre attendevo l\u2019esito del Referendum (anche per attenuare un poco l\u2019ansia dell\u2019attesa, mentre l&#8217;altalena dei risultati arrivavano dalle numerose circoscrizioni britanniche, con lenta ma, alla fine, con inesorabile determinazione ) mi sono \u201cdistratto\u201d con la lettura dell\u2019ultimo volume di Andrea Camilleri (\u201cL\u2019altro capo del filo\u201d, maggio 2016), in compagnia del commissario Montalbano e mi sono imbattuto in questa inattesa e bella pagina:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c\u2026il vrazzo di molo indove lui s\u2019attrovava erano stati divisi in tante sezioni tutte transennate. Taliati da lontano, parivano \u2018na specie di labirinto. Gli vinni logico pinsare che erano meglio \u2018sti transenne mobili chiuttosto che mura e filo spinato come stavano pinsanno di fari tanti paesi europei\u201d. Poi, in compagnia della sua solitudine, diresse la sua parola al vicino: \u201cChi pensi tu dell\u2019Europa? spi\u00f2 al grancio che dallo scoglio allato lo stava a taliare. Il grancio non gli arrispunn\u00ec. \u201cPrifirisci non compromittiriti? Allura mi compromitto io. Io penso che dopo il granni sogno di \u2018st\u2019Europa unita, avemo fatto tutto il possibili e l\u2019impossibili per distruggerinni le fondamenta stisse. Avemo mannato a catafottirisi la storia, la politica, l\u2019economia \u2018ncomuni. L\u2019unica cosa che forsi restava \u2018ntatta era l\u2019idea di paci. Pirch\u00ec doppo avirinni ammazzati per secoli l\u2019uni con l\u2019autri non nni potivamo cchi\u00f9. Ma ora ce lo semu scordati, epperci\u00f2 stamo attrovanno la bella scusa di \u2018sti migranti per rimittiri vecchi e novi confini coi fili spinati. Dicino che tra \u2018sti migranti s\u2019ammucciano i terroristi \u2018nveci di diri che \u2018sti povirazzi scappano dai terroristi&#8217;. Il grancio che non voliva esprimiri la so pinioni prifir\u00ec sciddricari nell\u2019acqua e scompariri\u201d (p. 85).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Improvvisamente, questa lettura mi \u00e8 parsa una sorta di parabola di questa Europa incerta, indefinita, contraddittoria. E l&#8217;urgenza di una assunzione di responsabilit\u00e0 piena, definitiva, da parte di individui, popoli e Stati mi \u00e8 parsa essere la risposta necessaria alla &#8216;campana che suona&#8217;.<br \/>\nI cittadini e le cittadine della Gran Bretagna si sono, dunque, espressi. I paesi membri della Unione sono ora 27. Il Regno Unito \u00e8 un Paese \u201cterzo\u201d. (Se le diverse componenti dei \u201cpopoli britannici\u201d &#8211; ad esempio la Scozia, ma anche la Irlanda del Nord \u2013 non condivideranno questo approdo, dovranno trovare il modo di dirlo. Ci vorr\u00e0 del tempo. Molto tempo. Mentre non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo per tergiversare sulle conseguenze del Referendum).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cOut is out\u201d. Ventisette Paesi membri della Unione conoscono bene i capisaldi dei Trattati: nelle prossime ore (non mesi e neppure settimane di stanche discussioni o inattuali negoziati) il Governo della Gran Bretagna dovr\u00e0 formalizzare al Consiglio Europeo (dove tutti i 27 Paesi membri sono presenti) la loro richiesta di recesso. \u201cTertium non datur\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attese dei popoli europei \u2013 convinti membri di questa Unione \u2013 e il compito dei Governi degli Stati membri di questa Unione richiedono una piena e consapevole assunzione di responsabilit\u00e0 nel delineare il destino della integrazione europea.<br \/>\nSubito, a partire da queste ore, possiamo e dobbiamo, dunque, riprendere il cammino della integrazione, approfondendo l\u2019unico percorso utile per tutti i Paesi e per tutti i popoli europei: quello di una \u201cintegrazione differenziata ed univoca\u201d, nel quadro comune di una Europa unita, voluta e tenacemente promossa da tutti i membri della Unione.<br \/>\nRipensare a \u201cun nuovo giuramento\u201d ( a cui ci invitava Etienne Davignon, uno dei padri della costruzione europea) non significa inerpicarsi per sentieri di sogno indeterminato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Utilizzando l\u2019attuale \u201cTrattato sull\u2019 Unione europea\u201d, da una parte, si tratta di proseguire il percorso della integrazione dei Paesi che non hanno adottato la moneta unica, intensificando la integrazione delle politiche comuni necessarie ed adeguate alla complessit\u00e0 dell&#8217;essere liberi e forti nella vastit\u00e0 e complessit\u00e0 del mondo globale ed interconnesso. Dal mercato unico, al digitale, all\u2019innovazione tecnologica, ad una nuova fase di industrializzazione, alla comune sicurezza dei nostri popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La consapevolezza che deve animare questa importante componente della Unione \u00e8 che \u2013 anche se al di fuori della zona euro e della integrazione politica \u2013 il mero \u201cmercato unico\u201d, non pu\u00f2 bastare a dare ai propri popoli una certezza di stabilit\u00e0 nel mondo globale. Un soloesempio. In tema di lotta al crimine organizzato, la strada pi\u00f9 efficace \u00e8 rappresentata da accordi multilaterali e non bilaterali. Si pensi alla minaccia del terrorismo. Si pensi ai crimini economici. Si pensi al traffico degli esseri umani. Tutte queste attivit\u00e0 criminose passano attraverso infrastrutture illegali che hanno diramazioni in ogni singolo paese. E&#8217; possibile combattere da soli? Occorrono infrastrutture di \u201cintelligence\u201d per condividere informazioni, con paesi amici, dunque con l\u2019Europa unita. Occorre che i criminali siano inseguiti, arrestati e processati oltre le singole giurisdizioni di competenza. Dunque abbiamo bisogno di una stabile, fiducia e di istituzioni comuni, europei. La conclusione \u00e8 che il solo \u201cmercato comune delle merci\u201d non baster\u00e0 ai Paesi che pure scelgono un modello di integrazione non-politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso tempo, i Paesi che hanno adottato la moneta unica \u2013 senza subire sospetti e neppure tentativi di invasioni di campo \u2013 devono poter procedere ancora pi\u00f9 speditamente verso il completamento della Unione economica e monetaria e la costruzione di una Unione Politica. Necessaria , indispensabile per sostenere l\u2019impegno di una moneta unica, di fronte a mercati mondiali: delle merci, delle monete e delle istituzioni globali connesse.<br \/>\nL\u2019impatto positivo di questa pi\u00f9 intensa integrazione (\u201ccooperazione rafforzata\u201d, dice l\u2019attuale Trattato) dei Paesi \u201ceuro\u201d si estender\u00e0 certamente anche verso i Paesi, non Euro, membri della stessa, unica Unione europea. Ecco alcuni esempi di una \u201cintegrazione differenziata\u201d dentro una condivisa scelta di Unione Europea, con le sue Istituzioni, ancora meglio e di pi\u00f9, democratiche di quelle vigenti nel modello di governance attuale, tutta da ripensare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte, e altre, fasi dovr\u00e0 affrontare questo percorso di Unit\u00e0 Europea.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl grande errore della mia generazione \u2013 ha dichiarato Bernard-Hery L\u00e9vy, in un recente dibattito a pi\u00f9 voci \u2013 \u00e8 stato credere che l\u2019Europa fosse fatta, che fosse un lavoro finito, che fosse iscritta nel senso della Storia e che qualunque cosa fosse accaduta, sarebbe rimasta e andata avanti. Non \u00e8 cos\u00ec\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(cfr. \u201cIl Corriere della sera, 20 giugno 2016).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appartengo a quella generazione; quell&#8217;errore mi appartiene. Imparo giorno per giorno, perci\u00f2, la lezione, affinch\u00e9 questa Europa, diversificata e unita, possa e debba incontrare e fare la Storia. E\u2019 l\u2019unico modo per vivere il presente non da \u201csonnambuli\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diario europeo n. 32<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":39884,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[706],"tags":[],"class_list":["post-39883","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario-europeo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39883","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39883"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39883\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39887,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39883\/revisions\/39887"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39884"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39883"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39883"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39883"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}