{"id":39844,"date":"2016-06-12T00:00:00","date_gmt":"2016-06-11T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/eb8c9026-9fe6-485e-9cdd-e8812826d42c"},"modified":"2016-06-23T14:55:06","modified_gmt":"2016-06-23T12:55:06","slug":"carteinregola_it_45853","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/carteinregola_it_45853\/","title":{"rendered":"Acqua, il referendum tradito"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_45854\" aria-describedby=\"caption-attachment-45854\" style=\"width: 795px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.carteinregola.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/acqua-pubblica-mainfestazione-campidoglio-DSC_1903_compressed.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-45854\" src=\"http:\/\/www.carteinregola.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/acqua-pubblica-mainfestazione-campidoglio-DSC_1903_compressed.jpg\" alt=\"acqua pubblica mainfestazione campidoglio DSC_1903_compressed\" width=\"795\" height=\"526\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-45854\" class=\"wp-caption-text\">foto coordinamento romano acqua pubblica<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"post-title2 entry-title\" style=\"text-align: justify;\"><em>Pubblichiamo un documentato articolo di Luca Martinelli che ripercorre la storia del referendum per l&#8217;acqua pubblica, rimasto a oggi lettera morta. Anzi, a livello governativo si assiste allo stravolgimento della legge per la ri-pubblicizzazione dell&#8217;acqua: il testo nato dalla proposta di iniziativa popolare del 2007 \u00e8 stato approvato alla Camera, il 20 aprile scorso, in una versione che ne stravolge profondamente i contenuti. In calce aggiungiamo le risposte dei due candidati Sindaco Raggi e Giachetti alla domanda di Stefano Fassina: eletto sindaco, dar\u00e0 piena attuazione al referendum del 2011 sull\u2019acqua mediante la costituzione di una societ\u00e0 al 100% comunale dove collocare le attivit\u00e0 idriche di Acea? (AMBM)<\/em><\/p>\n<p class=\"post-title2 entry-title\"><strong>Acqua, nucleare: cosa resta dei referendum, 5 anni dopo<\/strong> \u00a0<span class=\"authortext\">Altreconomia <\/span><span class=\"datetext\">11 Giugno 2016 <\/span><span class=\"authortext\">di <a class=\"authortext\" href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/search\/label\/autore:Luca%20Martinelli\">Luca Martinelli<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<div id=\"post-body-3584881862225087942\" class=\"post-body entry-content\"><a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/2016\/06\/acqua-nucleare-cosa-resta-dei.html\">(da Eddyburg) \u00a0<\/a> <i>\u00ab26 milioni di italiani hanno votato &#8220;S\u00ec&#8221; a tre quesiti relativi ai servizi pubblici locali, tariffa dei servizi idrici e generazione di energia elettrica. Nel 2016, il Governo prepara leggi che considerano residuale la gestione pubblica, e le maggiori utility continuano ad aggregarsi\u00bb.<\/i><\/div>\n<div class=\"post-body entry-content\">Oltre ventisette milioni di cittadini italiani il 12 e 13 giugno del 2011 parteciparono a un referendum popolare, votando 4 quesiti. 25.935.372 dissero s\u00ec all\u2019abrogazione di una norma volta ad obbligare le societ\u00e0 che si occupano dei servizi pubblici locali ad affidare la gestione tramite gara a una societ\u00e0 per azioni; 26.130.637 dissero s\u00ec a una modifica della tariffa del servizio idrico integrato, eliminando la componente \u201cremunerazione del capitale investito\u201d; 25.643.652 dissero s\u00ec all\u2019abrogazione delle nuove norme che avrebbero consentito la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare; 25.736.273, infine, dissero s\u00ec all\u2019abrogazione della norma relativa al \u201clegittimo impedimento\u201d del Presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri a comparire in udienza penale.Tre dei quattro quesiti riguardavano, quindi, ambiente e diritti. E cinque anni dopo rispondiamo alla domanda \u201cche cosa \u00e8 successo?\u201d.<b>Acqua, il referendum tradito<\/b><br \/>\n<b><br \/>\n<\/b> Secondo Giulio Citroni, che insegna Scienza politica all\u2019Universit\u00e0 della Calabria, e da un dozzina di anni studia i processi di governance nei servizi pubblici locali, \u201cil referendum del 2011 \u00e8 stato forse in questi anni il punto di massima chiarezza e la fonte di massima stabilit\u00e0 normativa raggiungibile\u201d, tanto che nel 2012 la Corte Costituzionale \u201cemette una sentenza fondamentale, che stabilisce che i tentativi di reintrodurre l\u2019obbligo di gara sono anticostituzionali perch\u00e9 contradicono lo spirito e la lettera del referendum\u201d (<a href=\"http:\/\/guerini.it\/index.php\/dismissioni-e-poi.html\">\u201cDismissioni! E poi?\u201d<\/a>, Guerini e associati, 2016). Chi ha votato il 12 e 13 giugno 2011, sostiene Citroni, lo ha fatto in modo non equivoco \u201ccontro l\u2019obbligo di privatizzazione, contro la messa a profitto della gestione dei servizi idrici\u201d.Cinque anni dopo, non \u00e8 cambiato (quasi) niente. Anzi, a livello governativo si assiste allo stravolgimento della legge per la ri-pubblicizzazione dell&#8217;acqua: il testo nato dalla proposta di iniziativa popolare del 2007 \u00e8 stato approvato alla Camera, il 20 aprile scorso, in una versione che ne stravolge profondamente i contenuti (<a href=\"http:\/\/%20http\/\/www.altreconomia.it\/site\/fr_contenuto_detail.php?intId=5578\">qui la nostra analisi<\/a>).<\/div>\n<p>Ma non c\u2019\u00e8 solo questo: il Governo guidato da Matteo Renzi ha deciso di muoversi lungo una direzione contraria al referendum, soprattutto con i decreti attuativi della legge Madia sulla riforma della pubblica amministrazione, i cui obiettivi espliciti, riportati nella relazione di accompagnamento, sono \u201cla riduzione della gestione pubblica ai soli casi di stretta necessit\u00e0\u201d e il \u201crafforzamento del ruolo dei soggetti privati\u201d.<\/p>\n<p>Negli stessi decreti attuativi, inoltre, ritorna la previsione -per i servizi a rete- di \u201cadeguatezza della remunerazione del capitale investito\u201d nella composizione della tariffa: \u00e8 l\u2019esatta dicitura che oltre 26 milioni di cittadini avevano abrogato nel 2011.<\/p>\n<p>Il Forum italiano dei movimenti per l\u2019acqua, tra i promotori del referendum, \u00e8 cos\u00ec oggi impegnato nella <a href=\"http:\/\/www.acquabenecomune.org\/notizie\/nazionali\/3300-appello-fermare-il-decreto-madia\">campagna &#8220;Stop Madia&#8221;<\/a>. Il nuovo Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale, decreto legislativo attuativo dell&#8217;art. 19 della L. 124\/2015 (Legge Madia), \u00e8 all&#8217;esame del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata Stato-Regioni, e verr\u00e0 approvato in via definitiva -con tutta probabilit\u00e0- entro la fine del mese di giugno.<\/p>\n<p>Sullo sfondo, continuano i processi di aggregazione, che vedono protagoniste le societ\u00e0 quotate in Borsa (la lombarda A2a, la emiliano-romagnola HERA, la ligure-piemontese IREN, la laziale ACEA): a inizio luglio, per\u00f2, l\u2019Autorit\u00e0 garante per la concorrenza e il mercato dir\u00e0 la sua sulla sostanzialmente fusione tra le multi-utilities A2a e LGH Group (societ\u00e0 attiva nel lodigiano, nel cremonese e nel bresciano). La prima -di cui sono azionisti i Comuni di Milano e Brescia- potrebbe assumere una \u201cposizione dominante\u201d. La valutazione dell\u2019Antitrust potr\u00e0 offrire spunti importanti.<\/p>\n<p>Solo a Napoli, con l\u2019esperienza di ABC, e la trasformazione di ARIN spa in soggetto di diritti pubblico, si \u00e8 pienamente realizzato ci\u00f2 che la volont\u00e0 popolare aveva espresso nel 2011, ovvero -prendendo in prestito l\u2019interpretazione della Corte Costituzionale- \u201crendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell\u2019acqua\u201d (<a href=\"http:\/\/www.altreconomia.it\/site\/fr_contenuto_detail.php?intId=5161\">qui la storia di ABC Napoli, da Ae 172<\/a>).<\/p>\n<p>E qualcosa ha da insegnarci anche la vicenda romana, con le elezioni amministrative in corso: il Movimento 5 stelle ha paventato la possibilit\u00e0 di sostituire il management di ACEA, di cui il Campidoglio controlla il 51%; alcune societ\u00e0 di analisti, per\u00f2, sottolineano che un nuovo indirizzo alla politica industriale dell\u2019azienda, prerogativa dell\u2019azionista, potrebbe rappresentare un potenziale \u201cpericolo\u201d per gli altri azionisti, specie se questi interventi inseriscono in agenda temi come un aumento degli investimenti e una riduzione degli utili.<\/p>\n<p><b>Nucleare, un risparmio di almeno 20 miliardi di euro<\/b><\/p>\n<p>Cinque anni fa, ENEL aveva gi\u00e0 individuato i siti in cui costruire quattro nuovi impianti nucleari, dal costo iniziale stimato di almeno 4,5 miliardi di euro: avrebbero dovuto consentire la generazione del 25% dell\u2019energia elettrica prodotta ogni anno nel nostro Paese. Cantieri aperti nel 2013, si scriveva.<\/p>\n<p>La vittoria dei \u201cS\u00ec\u201d nel referendum, ha bloccato ogni investimento. E per fortuna, perch\u00e9 nel frattempo il mercato elettrico ha cambiato pelle. Basti pensare che le 4 nuove centrali nucleari avrebbero avuto una capacit\u00e0 complessiva di 6.400 Mw, mentre tra il 2013 e il 2014 le aziende proprietarie di centrali termoelettriche alimentate da carbone e gas naturale hanno chiesto la messa fuori esercizio, ovvero il distacco dalla rete, di una dozzina di impianti per una potenza complessiva di 7.788 Mw.<\/p>\n<p>Anche ENEL -azienda quotata in Borsa, ma partecipata dallo Stato- si adattando al nuovo mercato elettrico: tra il 2015 e i primi mesi del 2016 ha diretto al ministero dello Sviluppo economico una richiesta di \u201cmessa fuori servizio esercizio\u201d di 5 impianti, per una potenzia installata pari a 1.550 Mw, quasi quanto una centrale nucleare.<\/p>\n<p>Che cosa \u00e8 successo, nel frattempo? Nel 2009, l\u2019anno in cui il governo inizi\u00f2 a parlare di un ritorno al nucleare, il 74,8% dell\u2019energia elettrica prodotta in Italia arriva da fonti non rinnovabili (gas naturale e carbone, su tutte); nel 2011, l\u2019anno del referendum, la percentuale era scesa al 71,9%. Nel 2014 (ultimo dato aggregato disponibile), questa percentuale \u00e8 scesa al 56,2%. A crescere sono state le fonti rinnovabili: +231,9% per l\u2019eolico, +3294,6% per il fotovoltaico.<\/p>\n<p>Nel 2008, inoltre, si stimava che tra il 2005 e il 2020 i consumi elettrici nel nostro Paese potessero crescere del 36,5%, fino a 423 Twh\/anno. In realt\u00e0, i consumi sono cresciuti solo fino al 2007, e da allora sono scesi in termini assoluti del 10 per cento circa.<\/p>\n<div class=\"post-body entry-content\"><\/div>\n<div class=\"post-body entry-content\">\n<p><strong>La domanda di Stefano Fassina: <\/strong><em>Eletto sindaco, confermer\u00e0 l\u2019attuale assetto proprietario di Ama, Atac, Acea, Farmacap e Assicurazioni di Roma e dar\u00e0 piena attuazione al referendum del 2011 sull\u2019acqua mediante la costituzione di una societ\u00e0 al 100% comunale dove collocare le attivit\u00e0 idriche di Acea?<\/em><\/p>\n<p><strong>RAGGI<\/strong> Di Acea posso dire francamente che difender\u00f2 strenuamente il 51% pubblico. Riguardo al management si vedr\u00e0 l\u2019operato e si faranno le opportune valutazioni, sicuramente daremo attuazione al referendum del 2011. \u00c8 evidente che a fronte degli annunci di privatizzazioni selvagge scanditi dal Pd, il MoVimento 5 Stelle non solo in campagna elettorale ma fin dalla sua nascita si \u00e8 sempre espresso per preservare il bene pubblico: Ama, Atac e qualsiasi altra azienda che svolge servizi pubblici per noi deve restare in controllo pubblico, affiancando un lavoro di vigilanza affrinch\u00e8 l\u2019erogazione dei servizi risulti migliorare qualitativamente nel tempo.<\/p>\n<p><strong>GIACHETTI <\/strong>Non abbiamo in programma di intervenire sull\u2019assetto proprietario di natura pubblica di Acea, Ama e Atac. Per quanto riguarda Assicurazioni di Roma e Farmacap, valuteremo. Riguardo queste due, terr\u00f2 conto dei risultati incoraggianti degli ultimi mesi, tuttavia, \u00e8 impensabile che aziende non strategiche con le loro perdite consumino risorse che potremmo utilizzare meglio altrove.<\/p>\n<p>Vorrei, per\u00f2, aggiungere qualche altra considerazione, vista l\u2019importanza del tema. La questione delle partecipate romane \u00e8 emblematica della trasformazione che ha avuto l\u2019istituto. Societ\u00e0 nate con una missione ne perseguono altre; realt\u00e0 pensate per 30 dipendenti ne hanno, oggi, centinaia. Bisogna intervenire con linee chiare: quelle gi\u00e0 individuate nel Piano di Rientro e quelle di un quadro nazionale che indica chiaramente la strada della semplificazione, della razionalizzazione, dello snellimento, della dismissione delle societ\u00e0 partecipate che non hanno finalit\u00e0 strategiche per l\u2019ente.<\/p>\n<p>Questi obiettivi vanno perseguiti con azioni chiare: individuando in maniera trasparente manager competenti e dando loro pieno ambito di azione; prevedendo che l\u2019assessore al bilancio si occupi in maniera esplicita di spending review; promuovendo una razionalizzazione del \u201cGruppo Comune di Roma\u201d per evitare duplicazioni e sovrapposizioni tra le diverse societ\u00e0. Complessivamente, limitando l\u2019intervento ai settori strategici per il comune \u2013 utilities, rifiuti, trasporti, turismo\/cultura, patrimonio \u2013 si possono immaginare non pi\u00f9 di 5 grandi societ\u00e0 partecipate, generando contraccolpi non sui livelli occupazionali delle societ\u00e0 dismesse o accorpate, ma sui privilegi e gli interessi particolari che attorno ad esse si sono costituiti a danno dei cittadini. La vendita delle societ\u00e0 non strategiche genera guadagni o quantomeno riduzione di sprechi, con risparmi da destinare direttamente ai cittadini. Si pu\u00f2 e si deve vendere ai privati, quindi, ovviamente adottando procedure competitive che garantiscano guadagni maggiori per le casse comunali, ma inserendo presidi di controllo efficaci che rendano migliori i servizi resi ai cittadini.<\/p>\n<p>Quanto alla concessione per la gestione delle risorse idriche ad Acea, questa scade nel 2032. Decidere di modificare lo status quo prima di questa scadenza costerebbe miliardi di euro. Non credo i romani siano disposti a distrarre risorse dalle politiche sociali per coprire i costi di questa iniziativa.<\/p>\n<\/div>\n<p><BR><DIV>Fonte : <b>carteinregola.it<\/b> apri l&#8217;<A target='_blank' HREF='http:\/\/www.carteinregola.it\/?p=45853'>articolo originale<\/A><\/DIV><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[caption id=\"attachment_45854\" align=\"alignnone\" width=\"795\"] foto coordinamento romano acqua pubblica[\/caption]<br \/>\n Pubblichiamo un documentato articolo di Luca Martinelli che ripercorre la storia del referendum per l&#8217;acqua pubblica, rimasto a oggi lettera morta. Anzi, a livello governativo si assiste allo stravolgimento della legge per la ri-pubblicizzazione dell&#8217;acqua: il testo nato dalla proposta di iniziativa <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[647],"tags":[655,1171,661,864,663,936],"class_list":["post-39844","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informat-press","tag-carteinregola_it","tag-in-evidenza","tag-Italia","tag-Leggi","tag-PatrimonioCollettivo","tag-Propostedileggeconsumodelsuolo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39844","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39844"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39844\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39881,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39844\/revisions\/39881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39844"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39844"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39844"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}