{"id":39708,"date":"2016-04-29T18:12:11","date_gmt":"2016-04-29T16:12:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=39708"},"modified":"2016-05-02T22:14:23","modified_gmt":"2016-05-02T20:14:23","slug":"la-potenza-dellunificazione-una-filosofia-per-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/la-potenza-dellunificazione-una-filosofia-per-leuropa\/","title":{"rendered":"La potenza dell\u2019unificazione: una filosofia per l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSe \u00e8 vero, come ha scritto Georg Wilhelm Friedrich Hegel , che il bisogno di filosofia nasce \u2018Quando la potenza dell\u2019unificazione scompare dalla vita degli uomini e le opposizioni hanno perduto il loro rapporto vivente e la loro azione reciproca\u2019, nulla \u00e8 pi\u00f9 attuale di una filosofia per L\u2019Europa\u201d.<br \/>\nCos\u00ec inizia la sua indagine Roberto Esposito, docente di filosofia teoretica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa.<br \/>\n(La tesi)<br \/>\nUna intensa e appassionata ricostruzione delle radici del pensiero di e su Europa, perch\u00e9 \u201cpu\u00f2 accadere che, quando non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente pensare l\u2019Europa in termini economici e appare velleitario ipotizzarne un assetto politico, l\u2019unico varco aperto resti quello scavato dal pensiero\u201d(p. 4). E non si tratta di una fredda speculazione, ma di un confronto diretto con la vita e il sangue delle persone. La vita biologica di milioni di esseri umani in fuga dai propri territori devastati dalla guerra e dalla fame; e le esplosioni che hanno insanguinato le strade d\u2019Europa con la morte che erompe senza pi\u00f9 mediazioni al centro della scena politica, scrive Esposito; ed aggiunge: \u201cIl destino del nostro continente, non diversamente da quello del resto del mondo, si gioca sul margine incerto che, nella implicazione diretta tra politica e vita biologica, separa una biopolitica affermativa da una crisi tanatopolitica di dimensione ignote\u201d (p. 5).<br \/>\n\u201cDa fuori\u201d, \u00e8 il titolo (sottotitolo, \u201cuna filosofia per l\u2019Europa\u201d, Einaudi, Torino, marzo 2016.<br \/>\n\u201cDa fuori\u201d \u00e8 anche la chiave interpretativa dell\u2019intero saggio.<br \/>\nSia nel senso che: \u201cfilosofia e crisi si illuminano a vicenda in una stretta che fa dell\u2019una il filtro di riconoscimento dell\u2019altra\u201d; laddove per \u201ccrisi\u201d si deve intendere la questione economica e ancora di pi\u00f9 \u201cl\u2019entit\u00e0 del flusso migratorio che ha investito l\u2019Europa da un lato e la guerra scatenata nelle sue strade dall\u2019altro\u201d (p.5).<br \/>\nSia in un senso pi\u00f9 profondo di un \u201clibro che fin dal titolo rompe con un atteggiamento introflesso, riportando la filosofia dell\u2019Europa al suo \u2018fuori\u2019; la relazione del pensiero con l\u2019esterno non \u00e8 solo l\u2019oggetto di questa ricerca, ma anche la cornice teoretica in cui essa si iscrive\u201d (p.6).<br \/>\nIl saggio, perci\u00f2, ha una grande pregnanza politica, perch\u00e9 pur impostando la sua ricerca nel quadro di lunga ricostruzione della \u2018filosofia della crisi europea\u2019, afferma senza mezzi termini la necessit\u00e0 di una \u201cnetta discontinuit\u00e0\u201d che deve distanziare il pensiero europeo attuale, dal passato; per aprire \u201cuna nuova stagione di riflessione in grado di incrociare le questioni poste all\u2019Europa dal mondo globalizzato\u201d (p.6).<br \/>\n(Filosofia della crisi)<br \/>\nDiario europeo deve scusarsi con i lettori e le lettrici per la fatica alla quale li sta chiamando, in una immersione nel pensiero filosofico europeo di oltre un secolo.<br \/>\n\u201cAlla fine della prima guerra mondiale la percezione di una crisi profondissima percorre ed unifica l\u2019intero scenario della filosofia\u201d (p.19). \u2018Percorre ed unifica\u2019. Si tratta da una parte di una discontinuit\u00e0 profonda; una sorta di abbandono di un porto tranquillo: \u201cper Hegel la filosofia europea si compie (Vollendung) divenendo storia\u201d. E si compie in Germania. Tutti i nuovi protagonisti, dopo di lui, hanno alle spalle questo \u2018pensiero\u2019, forte e rassicurante. \u201cBastano pochi decenni perch\u00e9 questa prospettiva si oscuri\u201d. E da \u201ccompimento\u201d si passa ad \u201cesaurimento\u201d.<br \/>\n\u201cLa mediazione tra spirito e potenza, che nella filosofia di Hegel aveva prodotto l\u2019egemonia europea, non riesce pi\u00f9 ad arginare le forze distruttive che investono l\u2019Europa dal suo interno, travolgendone i confini simbolici e materiali\u201d (p.21). La \u2018macchina metafisica\u2019 si inceppa. Le due grandi guerre si incaricano di certificare questo dato!<br \/>\nMa procediamo con ordine. All\u2019inizio la frattura avvenne all\u2019interno, tra una sinistra e una destra hegeliana: Marx da una parte, Kierkegard dall\u2019altra. Entrambi pensano che si \u00e8 di fronte ad una \u201cfine\u201d, ad un \u201cesaurimento\u201d e non pi\u00f9 ad un \u201ccompimento\u201d. Una sorta di \u2018si salvi chi pu\u00f2- un rompete le righe\u2019: l\u2019urgenza di \u201cfuoriuscire\u201d dalla filosofia. Per farsi \u201cprassi politica\u201d (Karl Marx); \u201cagire etico\u201d (Soren Kierkegaard ); \u201cenergia vitale\u201d (Friedrich W. Nietzsche).<br \/>\nInsomma, \u201cil rapporto tra filosofia ed Europa subisce una improvvisa lacerazione, destinata presto a farsi solco profondo\u201d(p.21). La storia preme da ogni parte su e contro Europa: \u201cdai lati opposti del continente la vecchia Russia di Dostoevskij e la nuova America di Tocqueville mettono per la prima volta in discussione la centralit\u00e0 dell\u2019Europa\u201d (p.21).<br \/>\nLa categoria del \u201cnichilismo\u201d rende bene la situazione. Era un \u201cpensiero\u201d antico, primo-ottocentesco: ora viene ripreso per certificare una \u201cfine\u201d, quella della perduta centralit\u00e0 storica del continente. Le parole usate sono assolutamente altisonanti: Maria Zumbrano (\u201cLa agonia de Europa\u201d, Madrid 1945): l\u2019Europa, \u201cil luogo dove esplode il cuore del mondo\u201d. A dirla con forza molto evocativa \u00e8 Karl Lowith in \u201cIl nichilismo europeo\u201d: \u201cl\u2019Europa \u00e8 un mondo che tramonta e nello stesso tempo un mondo a venire, ma tra i due mondi non c\u2019\u00e8 una transizione continua, ma una decisione carica di destino\u201d (Stoccarda, 1940).<br \/>\n(la ricerca del\/nel passato)<br \/>\nIL \u201cdispositivo della crisi\u201d evolve in una ricerca di una origine perduta: \u201cnon essendovi, per la filosofia, altro terreno di sviluppo che quello europeo, essa non pu\u00f2 che ripercorrerlo all\u2019indietro, alla ricerca di qualcosa che ha lasciato, inattivo, alle sue spalle\u201d (p.23).<br \/>\nPer Paul Val\u00e9ry (Parigi 1919) la crisi dell\u2019Europa ha un carattere terminale. \u201cDopo essere stata \u2018una macchina per trasformazioni\u2019, \u2018fabbrica intellettuale senza paragoni\u2019, essa rischia di ridursi alla piccola appendice a ovest dell\u2019Asia\u201d (p.25).<br \/>\nPer Edmund Husserl (Vienna 1935) la consapevolezza della crisi si traduce in una sorta di utopia-follia di grandezza. \u201cDa un lato l\u2019Europa \u00e8 interpretata come entit\u00e0 dotata di significato universale in ragione del suo rapporto esclusivo con la filosofia (\u2018sapere che nasce dalla Grecia\u2019). Dall\u2019altro \u00e8 intesa come terra di un gruppo umano particolare, superiore a tutti gli altri (\u2026.) riproducendo cos\u00ec il potenziale escludente della macchina geo-filosofica hegeliana \u201d (p.27). Il concetto della \u201cfenomenologia del trascendentale\u201d ne \u00e8 lo strumento.<br \/>\nMartin Heidegger (Tubinga 1966) conduce questa analisi e la prospettiva alla sua conclusione: la origine della crisi europea, infatti, non starebbe nella deviazione dalla metafisica greca, bens\u00ec all\u2019interno della filosofia europea tout court. E la crisi, \u201cper quanto europea e dunque mondiale, (essa) \u00e8 innanzitutto tedesca\u201d; sia perch\u00e9 la Germania \u00e8 terra di filosofia, sia perch\u00e9 al centro di quell\u2019Europa oggetto dell\u2019attacco delle due potenze antispirituali: Russia e America. In termini filosofici e della sua \u201cIntroduzione alla metafisica\u201d, la missione \u00e8 la \u201cricerca dell\u2019Essere\u201d (p.28-29).<br \/>\nDi questa autoriflessione della filosofia europea tutta proiettata, come si pu\u00f2 ben vedere, su se stessa, alla ricerca salvifica della propria essenza originaria, c\u2019\u00e8 contemporaneamente una branca \u201ctragica\u201d (p. 29-30): Johan Christian Friedrich Holderlin che vede precisamente nella relazione tra Grecia ed Europa il luogo della salvezza.<br \/>\nChi conduce alle sue estreme conseguenze questo percorso del dispositivo della crisi \u00e8 Friedrich Nietzsche ( 1887). \u201cE\u2019 con lui che viene dichiarata la irrecuperabilit\u00e0 dell\u2019origine in quanto inautentica, costitutivamente (\u2026). E\u2019 qui nasce quel vocabolario della \u2018finis Europae\u2019, destinato a prendere il nome di nichilismo, da cui le successive filosofie della crisi attingeranno a piene mani\u201d (p. 33). Ma nello stesso tempo egli traccia una frattura insanabile e definitiva sia con le prospettive ellenocentriche di Hegel, di Husserl e di Heidegger, sia con ogni fenomenologia di interiorizzazione. Afferma categoricamente Nietzsche: \u201csolo fuori di s\u00e9 i \u2018buoni europei\u2019 potranno trovare l\u2019energia per spezzare le catene che li legano a una civilt\u00e0 esausta\u201d (p. 35).<br \/>\nMa c\u2019\u00e8 una seconda linea di pensiero di questa autoriflessione della filosofia europea, quella che tenta di proiettarsi fuori da un contesto, ormai definitivamente, lacerato e lacerante. Un itinerario speciale \u00e8 quello del ceco Jan Patocka, dentro un\u2019Europa scossa prima dalla guerra e poi dalla cortina di ferro, nella quale egli vive, iniziando a scrivere nel fatidico 1939. Per lui \u201c l\u2019Europa \u00e8 il prodotto sempre mutevole, di una guerra mai conclusa, perci\u00f2 la definizione della sua essenza non pu\u00f2 che cercarsi al fondo dei conflitti di cui essa \u00e8 figlia\u201d (p. 37). La sua morte, causata dalle violenze di un interrogatorio della polizia di regime, \u00e8 segno e profezia di una Europa che pu\u00f2 nascere solo \u201cfuori di s\u00e9\u201d. Egli gi\u00e0 nel 1970, senza aver visto il crollo del muro del 1989, parla di un\u2019Europa post europea, che nasce dalla autoconsapevolezza radicale delle sue crisi.<br \/>\nL\u2019altro itinerario di grande rilievo per l\u2019influenza che ha avuto nel pensiero politico di tutta Europa, \u00e8 quello di Carl Schmitt. \u201cCon la sua conferenza del 1941 su \u201cTerra e mare- una riflessione sulla storia del mondo \u201d (&#8230;) egli imprime una svolta realistica dell\u2019Europa rispetto alle sue derive apocalittiche. Quando scrive che \u2018 molti vedono solo un disordine privo di senso laddove in realt\u00e0 un nuovo senso sta lottando per il suo ordinamento\u201d (p.40). Carl Schmitt condivide con altri la concezione della irriducibilit\u00e0 del conflitto e ad esso annette la categoria e il linguaggio del \u201cpolitico\u201d. \u201cA prescindere dal tono \u2013 volta a volta drammatico o rassegnato, disperato o disilluso \u2013 con cui l\u2019autore ripercorre la vicenda, ci\u00f2 che caratterizza il suo lessico \u00e8 un realismo ben lontano dallo spiritualismo di Husserl e Heidegger. Per Schmitt il nichilismo, prima che nel pensiero affonda nella carne viva della storia europea (\u2026). Da questo punto di vista, rispetto alla tradizione filosofica, lo spazio prevale nettamente sul tempo, proiettandone le scansioni sulla superficie terrestre, in quella che pu\u00f2 essere ben vista come la prima grande analisi, a un tempo filosofica e politica della globalizzazione\u201d(p.41).<br \/>\nE non bisogna dimenticare anche il contesto pi\u00f9 generale del pensiero germanico-europeo in cui nuota l\u2019insieme di questa dinamica del pensiero filosofico: il contesto della \u201cteologia politica\u201d, cio\u00e8 la discussione sulla interpretazione e fondazione della \u201csovranit\u00e0\u201d. E Schmitt \u201cpensa in termini apocalittici, ma dall\u2019alto (\u2026) chi pensa dall\u2019alto lotta perch\u00e9 il caos non venga a galla e permanga lo Stato\u201d (in: Jakob Taubes, La teologia politica di san Paolo, Adelphi, 1997, p.234).<br \/>\nMentre egli riflette sulla storia del mondo e sui poteri che si esercitano tra \u201cterra e mare\u201d, non pu\u00f2 non accorgersi che un altro soggetto emerge sullo scenario della lotte per il potere: l\u2019aereo. E in un carteggio con E. Junger , dopo aver evocato i due animali mitici \u2013 Leviatano (mostro marino) e Behemot (mostro terrestre)- ne evoca un terzo : il Grifo, grande uccello menzionato nel libro dei Salmi; e scrive:\u201c \u00e8 cos\u00ec potente che se in volo lascia cadere un uovo schiaccia mille cedri giganti e fa straripare i fiumi\u201d.<br \/>\nInsomma, con questo fraseggio simbolico e mitologico (ma anche teologico, per la indubbia dipendenza dalle scritture ebraico-cristiane) assistiamo ad una nuova consapevolezza filosofica, dove \u00e8 la ricerca \u2013 anche giuridica e del diritto \u2013 della fonte del \u201cPolitico\u201d (la Sovranit\u00e0), la nuova emergenza del pensiero; in parallelo con l\u2019osservazione dello \u201cspostamento del baricentro simbolico dalla terra al mare, e poi da questo all\u2019aria, (che) rappresenta sul piano dei rapporti di forza, la sconfitta delle potenze continentali da parte di quelle atlantiche. La lotta a morte fra i tre mostri dell\u2019escatologia ebraico-cristiana \u2013 rappresentativi dei regni dell\u2019acqua, della terra e dell\u2019aria \u2013 traduce con l\u2019evidenza visionaria delle immagini un passaggio di egemonia di carattere epocale\u201d (p. 45).<br \/>\nE la campana gi\u00e0 suonava per Europa: ormai non pi\u00f9 centrale, ma neppure ancora unificata. Anzi molto lontana dall\u2019esserlo!<br \/>\nNegli anni \u201940, altri protagonisti del pensiero europeo \u2013 tedesco, francese, italiano \u2013 emergono ad interpretare la storia che si svolgeva sotto i loro occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Nel prossimo \u201cDiario\u201d, continueremo questo cammino: dalla Scuola di Francoforte, alla filosofia francese, al Pensiero italiano. E anche \u2013 curiosamente \u2013 scopriremo che molta parte di questa filosofia per l\u2019Europa abbia trovato il luogo del suo approfondirsi in terra americana. \u201cDa fuori\u201d, come titola Roberto Esposito, il suo mirabile saggio di filosofia teoretica).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diario europeo, n. 27<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":39709,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[706],"tags":[],"class_list":["post-39708","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario-europeo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39708","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39708"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39708\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39710,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39708\/revisions\/39710"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39709"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39708"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39708"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39708"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}