{"id":39671,"date":"2016-04-13T00:00:00","date_gmt":"2016-04-12T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/a279ef10-7700-45b3-9837-58966fc4449a"},"modified":"2016-04-17T09:22:15","modified_gmt":"2016-04-17T07:22:15","slug":"carteinregola_it_44232","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/carteinregola_it_44232\/","title":{"rendered":"Parchi Nazionali: meno tutele, pi\u00f9 spazio alle lobby"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.carteinregola.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/parco-nazionale-della-val-grande11.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-8024\" src=\"http:\/\/www.carteinregola.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/parco-nazionale-della-val-grande11.png\" alt=\"parco nazionale della val grande\" width=\"800\" height=\"556\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Nel silenzio al Senato stanno snaturando la legge n. 394\/91<\/em><\/p>\n<p><strong>Parchi Nazionali: meno tutele, pi\u00f9 spazio alle lobby<\/strong><\/p>\n<p>Tutte le associazioni naturaliste (con l&#8217;eccezione di Legambiente) hanno emesso nei giorni scorsi un comunicato polemico contro la piega scivolosa presa dai lavori di commissione al Senato per modificare &#8211; in peggio, naturalmente &#8211; la legge Cederna-Ceruti del 1991 sulle aree protette, la n. 394. Esse rilevano infatti che le modifiche si traducono &#8220;nella possibilit\u00e0 di cacciare nei parchi&#8221; e di inserire &#8220;discutibili scelte gestionali&#8221; nei consigli di amministrazione. In termini pi\u00f9 semplici vuol dire che si vogliono introdurre rappresentanze di cacciatori, cavatori, gestori di impianti sciistici, agricoltori in cambio di <em>royalties<\/em>. Col che gli stessi Parchi Nazionali, gi\u00e0 semi-abbandonati a se stessi o addirittura spezzettati in tre gestioni alla maniera dello Stelvio, sarebbero affidati definitivamente ad interessi di categoria, cio\u00e8 alle lobby che contano e da anni premono, e ridotti a comprensori naturali dai quali spremere &#8211; in cambio di royalties &#8211; utili, profitti, e non ricavare benefici collettivi in termini di salute e di benessere sociale. Come dai musei e dai siti archeologici. Dopo la turbo-cultura insomma, la turbo-natura. Con l&#8217;intento di &#8220;mettere a reddito&#8221;, in saldo, in cambio di <em>royalties<\/em>, l&#8217;intero patrimonio. Con tanti saluti all&#8217;articolo 9 della Costituzione.<\/p>\n<p>Nel maggio dell&#8217;anno scorso il Comitato per la Bellezza promosse un appello forte e chiaro al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinch\u00e9 nell&#8217;ambito della tutela dell&#8217;articolo 9 della Costituzione intervenisse. L&#8217;appello (che alleghiamo a questo testo) era sottoscritto dai pi\u00f9 autorevoli rappresentanti della cultura ambientale e naturalistica, a cominciare da Giorgio Nebbia, da Luigi Piccioni, da Desideria Pasolini dall&#8217;Onda, da Fulco Pratesi, da Ugo Leone e da tanti altri. Noi riteniamo infatti che la legge n. 394 vada migliorata, adeguandola alle norme del Codice per il Paesaggio, in modo da garantire in modo pi\u00f9 sicuro la natura e la funzione sociale, culturale, collettiva dei Parchi di ogni livello. Purtroppo il nostro appello, pur condiviso da tante associazioni e da tanti esponenti della cultura ambientalsta \u00a0non ha avuto risposta istituzionale di sorta. Nulla di nulla.<\/p>\n<p>Un anno \u00e8 passato. Il degrado, dovuto a carenze di fondi e di vigilanza, \u00e8 avanzato minaccioso nei Parchi. In Senato si sta per manomettere in senso peggiorativo, inaccettabile, la legge sulle aree protette n. 394 con la quale si sono creati tanti nuovi Parchi Nazionali, e per\u00f2 tutto tace intorno: giornali, tv di Stato, istituzioni. Perch\u00e9 ?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Comitato per la Bellezza\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>Vittorio Emiliani\u00a0 Vezio De Lucia\u00a0 Paolo Berdini<\/em><\/p>\n<p>PARCHI NATURALI ITALIANI, UN PATRIMONIO IN DISMISSIONE<br \/>\nLe aree protette italiane stanno vivendo, ormai da qualche anno, una crisi drammatica, una crisi di sopravvivenza, che ci sta ricacciando indietro nel confronto con altri Paesi e nella nostra capacit\u00e0 di mettere a frutto le potenzialit\u00e0 educative, scientifiche, ricreative ed economiche dei nostri parchi. Mentre, al contrario, essi andrebbero, come le altre aree protette, meglio tutelati e rilanciati nel quadro normativo del Codice per il Paesaggio.<br \/>\nI primi due Parchi Nazionali nascono dalle intuizioni e dalle pressioni dell\u2019intellighenzia liberale d\u2019inizio secolo che trovano la prima attuazione nei Parchi del Gran Paradiso (1922) e d\u2019Abruzzo (1923). Il fascismo burocratizz\u00f2 e snatur\u00f2 questi due primi Parchi Nazionali istituendone altri due per motivi lontani dalla cultura naturalistica (Stelvio e Circeo). Poi un lungo sonno. Rotto alla met\u00e0 degli anni Sessanta da una forte domanda dal basso e da un fervore di iniziative che coinvolse contemporaneamente associazioni ambientaliste, regioni vecchie e nuove e dirigenza forestale. Questo formidabile slancio diede finalmente vita alla creazione di molte nuove riserve, pose le basi di quella che fu chiamata la \u201csfida del 10%\u201d: passare cio\u00e8 dall\u20191,5% del territorio protetto al 10%. Una sfida che nel corso di meno di un quarto di secolo fu brillantemente vinta, su due fronti: il superamento del fatidico 10% &#8211; oggi siamo quasi al 13% &#8211; e l\u2019approvazione nel 1991 di una legge quadro, la n. 394 sulle aree protette, tra le pi\u00f9 avanzate e organiche d\u2019Europa.<br \/>\nAll\u2019inizio degli anni Novanta sembrava dunque che l\u2019Italia avesse non soltanto recuperato i decenni perduti rispetto alle nazioni pi\u00f9 avanzate, ma ambisse a diventare un punto di riferimento in Europa, in questa vera conquista di civilt\u00e0 che sono i parchi naturali. Invece, distanza di un quarto di secolo le aree protette italiane sono come abbandonate a se stesse e minacciate da proposte di legge di \u201crevisione\u201d della 394 (ancora inapplicata in alcune parti qualificanti) che ne snaturerebbero fini e obiettivi.<br \/>\nIl quadro \u00e8 fosco. Da anni si assottigliano implacabilmente le risorse pubbliche a disposizione. In diversi parchi, anche nazionali, \u00e8 ormai difficile anche far marciare gli automezzi di servizio. Il Ministero dell\u2019Ambiente, che dovrebbe fungere da propulsore e da garante di tutto il sistema delle aree protette italiane, appare da anni cronicamente assente. Salvo che per qualche nomina di carattere sempre pi\u00f9 politico, sempre pi\u00f9 discutibile e discussa, e per l\u2019imposizione di un carico burocratico surreale e vessatorio.<br \/>\nMa v\u2019\u00e8 di peggio. Per motivi di bassa cucina politica l\u2019attuale governo si appresta ad avallare lo scempio che si \u00e8 riusciti ad evitare per decenni, anche grazie ad autorevoli interventi di presidenti della Repubblica, cio\u00e8 lo \u201cspezzatino\u201d di uno dei quattro parchi storici, quello dello Stelvio. Un atto di vera barbarie istituzionale che ci additerebbe al ludibrio dell\u2019Europa e del mondo. E gi\u00e0 viene richiesta localmente, da tempo, un\u2019altra divisione: quella del Parco Nazionale del Gran Paradiso.<br \/>\nPer motivi non meno miopi si propone di dissolvere quello che nel corso del tempo \u00e8 diventato un corpo di vigilanza ricco di preziose competenze in campo ambientale, cio\u00e8 il Corpo Forestale dello Stato: un altro colpo mortale alla gi\u00e0 indebolita protezione della natura in Italia e alla vita dei Parchi.<br \/>\nLe nomine dei presidenti e dei consiglieri dei Parchi Nazionali, qui e l\u00e0 viziate anche in passato da logiche partitiche, stanno progressivamente diventando puri e semplici tasselli di potere locale, senza quasi pi\u00f9 nessi con le caratteristiche e con le missioni specifiche degli enti da amministrare.<\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 allarmante \u00e8 la proposta di \u201criforma\u201d della legge quadro del 1991, riproposta nelle aule parlamentari, persino con l\u2019appoggio di qualche sodalizio ambientalista. Una legge che tiene solidamente fermi alcuni provvedimenti di assoluta gravit\u00e0: la previsione di sfruttamento di risorse ambientali nei parchi in cambio di royalties, la\u00a0 inclusione negli organismi direttivi di portatori di interessi economici &#8211; che va peraltro di pari passo con l\u2019esclusione degli scienziati &#8211; e quella di un controllo sempre pi\u00f9 forte della figura del direttore da parte della presidenza degli Enti, cio\u00e8 da parte della politica.<br \/>\nMentre i parchi italiani cercano di sopravvivere soffocati dall\u2019inedia, dalla burocrazia e da questo paradossale misto di indifferenza e di occhiuto controllo da parte del potere politico &#8211; anche se non manca qualche eccezione locale &#8211; e cercano di difendersi da tutti questi pesanti attacchi, sui loro problemi\u00a0 e sulle loro prospettive \u00e8 calato il silenzio da gran parte della stampa e del mondo della cultura. In passato non era cos\u00ec, e anzi i grandi successi ottenuti negli anni Settanta e Ottanta hanno dovuto molto all\u2019informazione e al dibattito pubblico.<br \/>\nDobbiamo chiederci e chiedere &#8211; alle istituzioni, alla politica, all\u2019opinione pubblica &#8211; se pensiamo ancora che le aree protette abbiano un ruolo importante nella crescita civile, culturale ed economica del nostro Paese oppure no. E se la risposta \u00e8 positiva dobbiamo reclamare ad alta voce &#8211; scienziati,\u00a0 operatori forestali e della tutela, ambientalisti veri e loro associazioni &#8211; che vengano fermate le iniziative che tendono a depotenziarle e a stravolgerne fisionomia e compiti e che venga consapevolmente ripreso lo spirito e il dinamismo che port\u00f2 alla vittoria del 10% e all\u2019approvazione della legge quadro. Un Ministero competente, che si interessi, che funzioni; delle Regioni che tornino a discutere e a pianificare; un dialogo tra associazioni, tecnici e amministratori dei parchi, istituzioni, mondo politico, opinione pubblica e popolazioni locali che si faccia di nuovo serrato, di alto livello e rivolto al futuro. Come avviene altrove in Europa.<br \/>\nPer questo rivolgiamo un forte appello anzitutto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tutore dell\u2019articolo 9 della Costituzione, che nel discorso inaugurale del proprio mandato ha citato l\u2019ambiente fra i valori fondamentali da promuovere, affinch\u00e9 questa tragica involuzione venga fermata invertendo una rotta che rischia di compromettere le conquiste fondamentali realizzate in Italia nella seconda met\u00e0 del secolo scorso.<br \/>\nAnalogo forte appello rivolgiamo al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al ministro dell\u2019Ambiente, Gianluca Galletti e al ministro per i Beni, le Attivit\u00e0 Culturali e il Turismo, Dario Franceschini perch\u00e9 intervengano al pi\u00f9 presto e positivamente in questa drammatica situazione di crisi delle aree protette<br \/>\nGiorgio Nebbia, ambientalista, professore emerito Universit\u00e0 di Bari, Luigi Piccioni, docente di Storia economica all\u2019Universit\u00e0 di Reggio Calabria, Vittorio Emiliani, presidente Comitato per la Bellezza, Alberto D\u2019Orazio, presidente Comunit\u00e0 del Parco Naz. di Abruzzo, Lazio e Molise, Fulco Pratesi, presidente onorario Wwf-Italia, Desideria Pasolini dall\u2019Onda, fondatrice di Italia Nostra, Renzo Moschini, Gruppo San Rossore, Vezio De Lucia, urbanista, presidente Ass. R. Bianchi Bandinelli, Teresa Liguori, vice-presidente di Italia Nostra, Adriano La Regina, presidente Istituto Naz. Archeologia er Storia dell\u2019arte,\u00a0 Maria Rosaria De Vitis, presidente FAI Campania, Valter Giuliano, direttore di Natura e Societ\u00e0, Cesare De Seta, storico dell\u2019arte e del paesaggio, Giuseppe Rossi gi\u00e0 presidente dei Parchi Naz. d\u2019Abruzzo e del Gran Sasso-Monti della Laga, Andrea Sisti, presidente del Consiglio Naz. Agronomi e Forestali, Francesco Pancho Pardi, docente di Analisi del territorio, Firenze, Fabio Semprini, presidente\u00a0 Societ\u00e0 di studi naturalistici della Romagna, Giovanni Pieraccini, presidente onorario RomaEuropa, Sergio Guidi, presidente Ass. Naz. Patriarchi della Natura, Benedetta Origo, Giardino della Foce, Val d\u2019Orcia, Achille Cutrera, gi\u00e0 presidente del Parco del Ticino, relatore alla legge n. 394 sulle aree protette, Paolo Berdini, urbanista, Sauro Turroni, architetto, gi\u00e0 commissario al Parco Naz. Monti Sibillini, Paolo Pupillo, Unione Bolognese Naturalisti, Alessandro Chiarucci Phd dipartimento Scienze biologiche e Ambientali, Bologna, Francesco Dess\u00ec-Fulgheri, docente dipartimento biologia, Bologna, Silviero Sansavini, docente emerito Arboricoltura, Bologna, Franca Leverotti, Gruppo di Ricerca Orchidee Spontanee (Giros), Edoardo Salzano, urbanista, direttore di Eddyburg, Donata Levi, storica dell\u2019arte, a nome di PatrimonioSos, Pier Luigi Cervellati, urbanista e territorialista, Bruno Toscano professore emerito Storia dell\u2019Arte, RomaTre, Andrea Emiliani, storico dell\u2019arte, presidente Accademia Clementina, Paolo Baldeschi, urbanista, Firenze, Tomaso Montanari, storico dell\u2019arte, docente Napoli, Paolo Maddalena, giurista, studioso di diritto ambientale, Domenico Finiguerra, Movimento naz. Stop al cemento, Salvatore Gianella, storico direttore di \u201cAirone\u201d, Giordano Conti, architetto, studioso paesaggio appenninico, Nino Criscenti, giornalista tv, autore inchiesta \u201cPaesaggi rubati\u201d, Furio Colombo, giornalista e saggista, Maria Teresa Fillieri, dir. Fondazione C.L. Ragghianti, Lucca, Antonio Pinelli, prof. emerito storia dell\u2019arte, Firenze, Anna Donati, Green Italia, Valerio Magrelli, poeta e scrittore, Anna Marina Foschi, pres. Italia Nostra Emilia-Romagna, Maria Rita Signorini, Giunta naz. Italia Nostra, Oreste Rutigliano, Ebe Giacometti e Raffaella Di Leo, consiglieri naz. Italia Nostra, Giovanni Losavio, gi\u00e0 presidente naz. Italia Nostra, magistrato, Enrico Cripezzi, coordinatore Lipu Puglia-Basilicata, Cristiana Mancinelli, coordinatrice naz. Salviamo il Paesaggio, Anna Maria Bianchi, portavoce di Carteinregola, Alix Van Buren, presidente Amici parco Villa Borghese, Andreina De Tomassi, giornalista, ambientalista, Passo del Furlo, Gianandrea Piccioli, dirigente editoriale, Carla Sepe, giurista, specialista Ambiente,\u00a0 Daniele Protti,giornalista, gi\u00e0 direttore \u201cEuropeo\u201d, Valentino Podest\u00e0, urbanista, Rete Comitati Difesa Territorio, Giancarlo Pignataro, pres. Italia Nostra Caserta, Giovanni Scarf\u00f2, ingegnere, dir. Cineteca Calabria<\/p>\n<div>Fonte : <b>carteinregola.it<\/b> apri l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.carteinregola.it\/?p=44232\" target=\"_blank\">articolo originale<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel silenzio al Senato stanno snaturando la legge n. 394\/91 Parchi Nazionali: meno tutele, pi\u00f9 spazio alle lobby <\/p>\n<p>Tutte le associazioni naturaliste (con l&#8217;eccezione di Legambiente) hanno emesso nei giorni scorsi un comunicato polemico contro la piega scivolosa presa dai lavori di commissione al Senato per modificare &#8211; in peggio, naturalmente <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[647],"tags":[655,661,708,663],"class_list":["post-39671","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informat-press","tag-carteinregola_it","tag-Italia","tag-LeggieNormative","tag-PatrimonioCollettivo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39671","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39671"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39671\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39688,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39671\/revisions\/39688"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39671"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}