{"id":39547,"date":"2016-03-14T13:00:52","date_gmt":"2016-03-14T12:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=39547"},"modified":"2016-03-14T13:00:52","modified_gmt":"2016-03-14T12:00:52","slug":"il-posto-di-europa-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/il-posto-di-europa-nel-mondo\/","title":{"rendered":"Il posto di Europa nel Mondo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ha suscitato qualche scalpore la recente lunga serie di interviste del presidente (uscente) degli Stati Uniti d\u2019America al magazine &#8220;The Atlantic&#8221; sulla politica estera da lui promossa e guidata nel corso dei suoi due mandati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obama, riferendosi agli alleati europei in merito al peso e alle responsabilit\u00e0 dell\u2019ordine e della stabilit\u00e0 mondiali, ha parlato di \u201ccomportamenti parassiti e scrocconi\u201d (in inglese, forse, \u00e8 meno sprezzante: \u201cfree rider\u201d \u00e8 colui che non paga il biglietto sul mezzo pubblico, \u201cportoghese\u201d avremmo detto noi). A scanso di equivoci, per\u00f2, dobbiamo esplicitare che questo nervosismo non rimanda alla classica posizione americana \u2013 stile John Wayne -del \u201cmettere mano alla pistola\u201d, sempre e comunque. Ecco alcuni passaggi utili a riassumere il pensiero strategico di Barack Obama: \u201cnon \u00e8 brillante l\u2019idea che di fronte a ogni crisi dobbiamo mandare i nostri militari a imporre l\u2019ordine (\u2026) Gettare bombe su qualcuno per dimostrare che sei pronto a gettare bombe su qualcuno, \u00e8 la peggiore ragione per usare la potenza militare (\u2026) L\u2019Is non \u00e8 una minaccia esistenziale per gli USA, il cambiamento climatico s\u00ec\u201d. (le citazioni sono tratte da: F. Rampini, \u201cEuropei parassiti sulla sicurezza\u201d, la Repubblica, 11 marzo 2016).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente non \u00e8 compito di \u201cDiario europeo\u201d difendere le scelte dell\u2019inquilino della Casa Bianca, ma penso che sia molto interessante partire dalle sue analisi (e anche dal linguaggio, ormai da ex-presidente) per riflettere sul posto di Europa nel Mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Faremo questo percorso presentando ai lettori e alle lettrici l\u2019ultimo numero della \u201cRivista italiana di geopolitica- LIMES\u201d: La terza guerra mondiale?, n. 2, 2016 (febbraio)\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale \u00e8 la situazione? \u201cL\u2019Europa, soggetto delle prime due guerre mondiali, in caso di terza ne sarebbe oggetto. Dopo aver esportato guerre sue in continenti altrui, ora potrebbe reimportarle. Con gli interessi\u201d ( Editoriale: \u201cNon \u00e8 la fine del mondo\u201d, p.23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, il tema non \u00e8 chi e come \u201cfare una guerra\u201d. Vale \u2013 sul piano etico, morale e anche strategico, per tutta la Unione quanto dice espressamente la Costituzione italiana: \u201c ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema che Limes riassume a modo suo \u00e8, invece, questo: \u201cIl trasferimento di sovranit\u00e0 dallo Stato nazionale all\u2019Unione Europea \u00e8 fallito, ammesso sia stato tentato. Nell\u2019anomia che preme alle nostre porte le voci degli europei suonano flebili o velleitarie. Producendo stridenti cacofonie (\u2026). In questa fase storica il pericolo per l\u2019Europa scaturisce dall\u2019intreccio fra la nostra impotenza, la violenza dei vortici bellici intorno a noi e il relativo disinteresse degli Stati Uniti per il continente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDiario\u201d ha gi\u00e0 ricordato la vicenda storica europea del fallimento della \u201cComunit\u00e0 europea della difesa- CED\u201d (Diario del 27 novembre 2015).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi \u00e8 su uno scenario pi\u00f9 vasto che voglio attirare l\u2019attenzione: \u201cl\u2019incrocio fra guerre alla nostra periferia orientale (Ucraina) e meridionale (dalla Libia al Siraq), l\u2019incubo terroristico che dopo Parigi svela i nostri nervi scoperti e la pressione migratoria che espone la porosit\u00e0 delle frontiere esterne Ue, mentre ci spinge a erigere barriere fra soci comunitari onde scaricare gli aspiranti rifugiati sul vicino. Nell\u2019illusione si tratti solo di emergenza, non anche di flussi dettati nel lungo periodo dalla geo-demografia (\u2026) coltivare l\u2019ideologia (e la prassi) della \u2018guerra al terrorismo\u2019, nella speranza di rispondere cos\u00ec alla domanda di sicurezza che sale dai nostri elettori\u201d (p.24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, \u00e8 in questo affresco che, ancora una volta, si manifesta l\u2019 afasia di \u201cquesta\u201d Unit\u00e0 europea, l\u2019obnubilamento del pensiero strategico delle sue classi dirigenti, l\u2019annebbiamento della prospettiva: passando da uno stress all\u2019altro (crisi finanziaria e fiscale e della moneta-crisi migratoria e di Schengen-crisi del modello istituzionale e della governance), non riuscendo mai, in nessuna di esse, a chiudere il cerchio, fino a configurare vere e proprie \u201ccrisi democratiche\u201d in alcuni Stati membri: dove l\u2019appartenenza all\u2019Unione diviene (o viene cos\u00ec percepita) come parte (se non causa!) del problema e mai come componente e luogo della sua soluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suggerisce \u201cLimes\u201d: \u201c Per decifrare il corso dominante della geopolitica attuale estraniamoci per quanto possibile dal rumore della cronaca. Schivando il surplus di narrazione ideologica diffuso dal fuoco incrociato di propagande e contropropagande. Attingeremo al consiglio di Carlo Ginzburg- \u2018 capire il presente dobbiamo imparare a guardarlo di sbieco\u2019 . Prenderne le distanze, osservandolo con il cannocchiale rovesciato: \u2018alla fine l\u2019attualit\u00e0 emerger\u00e0 di nuovo, ma in un contesto diverso, inaspettato\u2019.\u201d(p.7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta, ovviamente di \u201cinvocare la pace\u201d, ma di operare per espandere lo spazio della pace, avendo chiari sullo sfondo le partite geopolitiche, tutte:<br \/>\n\u2022 Quella geo-demografica e ambientale: che sta l\u00ec a ricordarci \u2013 superando le diverse e contrapposte pulsioni ideologiche (anche quelle ammantate da spirituali motivazioni) \u2013 \u201cIl pianeta stretto\u201d (cfr. Massimo Livi Bacci, il Mulino, 2015);<br \/>\n\u2022 Quella della influenza del clima economico: l\u2019impatto dei fattori economici e finanziari sull\u2019accentuata conflittualit\u00e0 geopolitica, almeno nel breve periodo;<br \/>\n\u2022 Quella della insuperabile scarsit\u00e0 tendenziale delle risorse: energia, acqua;<br \/>\n\u2022 Quella delle mafie locali e\/o transnazionali (cfr. ivi, passim).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 su questo sfondo che vanno \u2013 ricollocandoli sempre nell\u2019unico \u201cplanisfero di Caoslandia\u201d \u2013 analizzati e interpretati i vari pezzi. \u201cLa sfida \u00e8 tra apocalissi quale profezia auto-avverante e rinascita di un pragmatismo positivo orientato al compromesso per il bene della propria comunit\u00e0 (non \u00e8 questo il tempo di disegni salvifici universali); sempre che l\u2019ora della politica non sia trascorsa\u201d (p. 9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riuscir\u00e0 l\u2019Unione Europea- la qualit\u00e0 e la consistenza delle sue Istituzioni; il suo Parlamento dei popoli d\u2019Europa; le sue forze politiche e intellettuali; le sue eredit\u00e0 umanistiche, religiose e culturali &#8211; a darsi la modalit\u00e0 di vincere il rumore della cronaca, rifiutare le narrazioni ideologiche e dimostrare con i fatti che l\u2019ora della politica non \u00e8 trascorsa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cTrattato sull\u2019Unione europea\u201d (T.U.E.) sembra delineare una base giuridica adeguata:<br \/>\n\u2022 \u201cLa competenza dell\u2019Unione in materia di politica estera e di sicurezza comune riguarda tutti i settori della politica estera e tutte le questioni relative alla sicurezza dell\u2019Unione; compresa la definizione progressiva di una politica di difesa comune che pu\u00f2 condurre ad una difesa comune\u201d (art. 24, comma1)<br \/>\n\u2022 \u201cNel quadro dei principi e degli obiettivi dell\u2019azione esterna, l\u2019Unione conduce, stabilisce e attua una politica estera e di sicurezza comune fondata sullo sviluppo della reciproca solidariet\u00e0 politica degli Stati membri, sulla individuazione delle questioni di interesse generale e sulla realizzazione di un livello sempre maggiore di convergenza delle azioni degli Stati membri\u201d (ivi, comma 2)<br \/>\n\u2022 \u201c Gli Stati membri sostengono attivamente e senza riserve la politica estera e di sicurezza dell\u2019 Unione in uno spirito di lealt\u00e0 e di solidariet\u00e0 reciproca e rispettano l\u2019azione dell\u2019Unione in questo settore\u201d (ivi, comma 3)<br \/>\n\u2022 \u201cIl Consiglio e l\u2019alto rappresentante provvedono affinch\u00e9 detti principi siano rispettati.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo che per \u201cConsiglio\u201d qui si intende il consesso dei ministri degli esteri di tutti i Paesi (28) membri; e che per \u201cAlto rappresentante\u201d, si intende la Commissaria (e anche vicepresidente della Commissione) Federica Mogherini. Sottolineo che gli articoli del Trattato, sopra riportati, sono tutti \u201cnuovi\u201d rispetto ai precedenti, introdotti proprio nel Trattato cosiddetto di Lisbona (firmato il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore il 1 dicembre 2009).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito la Unione Europea si \u00e8 dotato di una grande e diffuso corpo di ambasciatori e sedi diplomatiche, sparse nel mondo. Occhi ed orecchie sul mondo dovrebbero, quindi, essere al lavoro. Le conoscenze dovrebbero essere complete, adeguate, rapide ed esaustive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma sfido chiunque ad affermare che l\u2019 Unione ha una politica estera. Mentre i termini (si provi a rileggere rapidamente gli articoli citati) scelti ed usati nel Trattato risultano impegnativi, cogenti per una efficacia quotidiana azione di politica internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 questo accade? E perch\u00e9 questa grave contraddizione non suscita interrogativi e \u2013 direi- sconcerto nelle classi dirigenti europee e Istituzioni dell\u2019Unione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A volte, ad essere precisi, accade: ricordo il caso dello strategico negoziato tra Iran e mondo occidentale, nel corso del quale l\u2019Unione europea (e la commissaria Mogherini) ha svolto un ruolo rilevante e anche speciale per il profilo specifico. Per concludere che, se c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 politica unitaria, Europa e Mondo pu\u00f2 risultare una relazione positiva, costruttiva e utile alla pace, al negoziato, alla stabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl mondo, aperto e globale, ha un grande, urgente bisogno di questa Europa politico-strategica: unita, forte, affidabile e presente\u201d. Cos\u00ec concludeva un \u201c Diario europeo\u201d del 27 novembre 2015. Possiamo aggiungere: questo Mondo instabile- sempre pi\u00f9 instabile (\u201c l\u2019ultimo tentativo di gestione del puzzle globale fu la guerra fredda\u201d!) &#8211; ha bisogno di UNA voce di Europa: riconoscibile, forte, autorevole, affidabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il Consiglio europeo (capi di Stato e di Governo) non ha l\u2019animo di esprimerla \u2013 confermando che il modello del \u201cmetodo intergovernativo\u201d, ormai imperante nella direzione dell\u2019Unione, si dimostra con tutta evidenza inadatto \u2013 prenda la parola il Parlamento dei popoli d\u2019Europa e chiami la Commissione europea ad assumere tutte le responsabilit\u00e0 che il Trattato indica e prevede.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diario europeo, n. 23<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":39548,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[706],"tags":[],"class_list":["post-39547","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario-europeo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39547","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39547"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39547\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39605,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39547\/revisions\/39605"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39548"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}