{"id":39405,"date":"2016-02-05T18:03:15","date_gmt":"2016-02-05T17:03:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=39405"},"modified":"2016-02-24T09:55:35","modified_gmt":"2016-02-24T08:55:35","slug":"nessun-vento-e-favorevole-a-chi-non-sa-la-direzione-da-prendere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/nessun-vento-e-favorevole-a-chi-non-sa-la-direzione-da-prendere\/","title":{"rendered":"\u201cNessun vento \u00e8 favorevole, a chi non sa la direzione da prendere\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 urgente tornare su \u201c Schengen\u201d. \u201cDiario\u201d \u00e8 gi\u00e0 intervenuto qualche tempo fa sul tema (domenica, 29 novembre 2015). Prima ancora che si arrivasse allo snodo attuale: Schengen s\u00ec\/Schengen no.<br \/>\nE dopo queste interminabili settimane di incipiente follia, il 18 e 19 febbraio prossimi, il Consiglio europeo (i capi di stato e di governo dei 28 Paesi membri) si riunir\u00e0 con all\u2019ordine del giorno due punti cruciali:<br \/>\n1. Immigrazioni e Schengen<br \/>\n2. La domanda della Gran Bretagna di ridiscutere alcune fondamentali questioni della sua appartenenza all\u2019Unione, per arginare il rischio \u201cBREXIT\u201d (prossimo referendum sulla uscita dalla UE).<br \/>\nDue temi apparentemente lontani. Certamente indipendenti l\u2019uno dall\u2019altro. Ma certamente ambedue rispondenti allo \u201cspirito del tempo\u201d.<br \/>\n(I sonnambuli)<br \/>\nSento l\u2019esigenza, per\u00f2, di evocare, prima, un altro periodo della storia europea: l\u2019estate 1914. Non spaventatevi: sono solo cento anni. Re, imperatori, ministri, ambasciatori, generali: chi aveva le leve del potere era come un \u2018sonnambulo\u2019, apparentemente vigile ma non in grado di comprendere una situazione di fragilit\u00e0 e frammentariet\u00e0: dilaniata da ideologie in lotta e dalle contese politiche. Cos\u00ec un solo atto terroristico, compiuto da Gavrilo Princip ai danni dell\u2019arciduca, ha un esito fatale: il crollo di quattro grandi imperi, la morte di milioni di persone e la fine di un\u2019intera civilt\u00e0.<br \/>\nL\u2019atmosfera \u00e8 stata mirabilmente ricostruita da un libro recente: \u201cI sonnambuli. Come l\u2019Europa arriv\u00f2 alla grande guerra\u201d, di Clark Christopher.<br \/>\nIl libro, l\u2019atmosfera e la preoccupazione furono evocati recentemente anche nei palazzi silenziosi e felpati di questa Unione europea, nel dicembre del 2013. Ascoltiamo come e da chi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cVerr\u00e0 il momento in cui sbanderemo, come i sonnambuli d\u2019Europa nell\u2019estate 1914\u201d. Lo ha detto Angela Merkel, la cancelliera del governo tedesco, ai suoi colleghi capi di governo, nel corso della riunione del Consiglio europeo, all\u2019inizio del 2013: erano \u2013 allora- alle prese con la crisi finanziaria, piombata nel cuore dell\u2019Unione, e calata in una Unione economica e monetaria ancora molto incompleta. Citava, la Cancelliera, proprio il libro dello storico Christopher Clark sulla Grande guerra ( tradotto in Italia dall\u2019editore Laterza). I sonnambuli descritti da Clark sono i governi che scivolarono nella guerra presentendo il cataclisma, simulando allarmi, ma senza far nulla per scongiurarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Schengen)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che non sono riuscite (fino ad ora!) a fare le forze non razionali dei mercati finanziari sul campo di \u201cbattaglia\u201d della Unione economica e monetaria incompleta, riusciranno a fare i sonnambuli d\u2019Europa? (I capi di governo o di Stato, i partiti politici presenti nel Parlamento europeo, i responsabili delle Istituzioni dell\u2019Unione, ecc. ecc.).<br \/>\nSette Paesi membri della Unione e\/o di Schengen (Germania, Austria, Svezia, Francia, Norvegia, Croazia) \u2013 via via da settembre a febbraio &#8211; hanno effettuato e stanno effettuando sospensioni al sistema europeo di libera circolazione nei e tra i territori degli stati aderenti all\u2019 Accordo Schengen (nel suo complesso: 26 stati europei, di cui 22 membri della UE).<br \/>\nNon solo. Alla Grecia \u2013 in evidente difficolt\u00e0 a registrare la straordinaria ondata che solo in questo mese di febbraio ha portato sul suo territorio gi\u00e0 45 mila rifugiati e nei dodici mesi dell\u2019anno scorso ben 850 mila (poco meno degli entrati in Germania che ha cinque volte gli abitanti della Grecia) \u2013 \u00e8 stato intimato di mettersi in regola su tutte le procedure del caso, in tre mesi, altrimenti sar\u00e0 espulsa dal sistema Schengen! I muri \u2013 di mattoni o di filo spinato &#8211; ormai non si contano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma a cosa servirebbe continuare ad aggiungere \u201cgrida di dolore\u201d? Proviamo a guardare negli occhi il mostro!<br \/>\n\u201cIl mondo in cui \u00e8 sorto Schengen non esiste pi\u00f9. La domanda dovrebbe essere: come si fa a non gettare via il bambino (terribile evocazione di un detto \u2013 osserva Diario europeo- in un contesto in cui realmente centinaia di bambini sono gettati via) insieme all\u2019acqua sporca; a salvare il salvabile di Schengen, come andrebbe fatto per ragioni economiche ma anche simboliche \u2013 ristabilire le frontiere interne, infatti, significherebbe la fine dell\u2019integrazione europea; ad adattarlo per\u00f2 ai tempi?\u201d (cos\u00ec, Angelo Panebianco, in Corriere della sera 27-1-2016).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda potrebbe \u2013 anzi dovrebbe \u2013 essere anche rilanciata ed applicata in tutti gli snodi cruciali nei quali questa Europa unita &#8211; incompleta e a met\u00e0 del guado \u2013 si imbatte quasi quotidianamente.<br \/>\nPerch\u00e9, si domanda infatti il cittadino europeo, difronte alle difficolt\u00e0 e\/o alla forza della corrente che spinge chi per troppo tempo resta fermo a met\u00e0 o quasi del guado, sempre si cede alla tentazione di tornare indietro e non invece si decide di accelerare il passo che ti porta fuori dalla corrente?<br \/>\nFuori di metafora: cosa ci si guadagnerebbe a sopprimere Schengen? Nulla! Tutti i problemi che ora pressano l\u2019Unione resteranno l\u00ec inesorabilmente. Non solo: \u00e8 stato anche calcolato il costo della soppressione del sistema \u2013 circa cento miliardi di euro. Sarebbe una efficace spinta alla crescita dell\u2019Europa. Per poi, fare cosa?<br \/>\nAlle classi dirigenti elette dai popoli d\u2019Europa al governo dei Paesi membri della Unione, perch\u00e9 risulta pi\u00f9 adeguato togliere ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 e non invece aggiungere ci\u00f2 che manca?<br \/>\nSono i loro popoli a chiedere questo? Se ritengono di non aver altro da offrire al futuro dei loro popoli, ne prendano atto e leggano e applichino l\u2019articolo 50 del Trattato sull\u2019Unione Europea: \u201cOgni Stato membro pu\u00f2 decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall\u2019Unione\u201d.<br \/>\nSe vogliono ancora investire sul futuro, allora devono alacremente dedicarsi a fare ci\u00f2 che non ancora si \u00e8 voluto fare fino ad ora: completare Schengen, con la messa in comune della gestione delle frontiere esterne. Integralmente! In fretta! \u201c I controlli alle frontiere esterne sono un Bene Pubblico Europeo, e tocca all\u2019Unione, non ai singoli Stati, occuparsene.\u201d (A. Panebianco).<br \/>\nNe seguirebbe (e in fretta) la costituzione di un corpo di Polizia Europea di Frontiera. Ed altro ancora (vedasi Diario europeo del 29 novembre 2015).<br \/>\nCome si costruisce ( o completa) questa Unit\u00e0 europea se non facendo ora, in fretta, questi passi ulteriori e coerenti?<br \/>\nDiario europeo attende, dunque, che la cancelliera Angela Merkel torni a ripetere ai suoi colleghi: verr\u00e0 il momento in cui sbanderemo, come i sonnambuli d\u2019Europa nell\u2019estate 1914.<br \/>\nUn monito, naturalmente, che riguarda anche il suo paese e la sua altissima funzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le classi dirigenti di questa Unione devono assumersi fino in fondo le proprie responsabilit\u00e0. Ora. Subito. Altrimenti la storia si incaricher\u00e0 di condannarle.<br \/>\nLe anticipazioni rispetto al punto sulle Immigrazioni, di cui al prossimo Consiglio Europeo sono queste: presentazione e discussione di un piano organico per superare \u201cDublino\u201d (l\u2019obbligo del paese, dove approda l\u2019immigrato, di accoglierlo, registrarlo e dargli asilo) con le linee &#8211; di massima e generali &#8211; del nuovo sistema. ( La Commissione e il suo presidente J. C .Juncher avevano ricevuto tale incarico gi\u00e0 da molti mesi). Per, poi, presentare al Consiglio di met\u00e0 Marzo, precise nuove regole e approvarle. Si spera. (Con analoga in-flessibilit\u00e0 usata in altre determinazioni e direzioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, gi\u00e0 qualche mese fa, la stessa Commissione e il Consiglio (i ministri degli Interni) avevano approvato \u2013 a maggioranza &#8211; un piano di ricollocazione, dall\u2019Italia e dalla Grecia verso gli altri Paesi membri, di 160 mila rifugiati. Ma il piano \u00e8 fallito per la mancata volont\u00e0 di applicarlo da parte di diversi Paesi membri dell\u2019Unione (dopo una formale decisione del Consiglio!). Nel frattempo \u2013 ancora- la Commissione ha aperto una procedura di infrazione (per la incompleta attivazione degli hotspot ) contro l\u2019Italia (alla quale non si era dato respiro con la ricollocazione dei rifugiati presenti nel suo territorio). Della intimazione alla Grecia, abbiamo sopra gi\u00e0 detto. Del piano di aiuti alla Turchia \u2013 al fine di alleggerire la pressione sulla rotta balcanica (quella che porta verso i Paesi membri dell\u2019UE del nord Europa) \u2013 i lettori e le lettrici sanno tutto. Come pure, spero che sappiano che un analogo piano di aiuti non \u00e8 mai stato concepito per l\u2019Italia, al fine di alleggerire la pressione alla quale, per anni, ha dovuto far fronte con i propri mezzi finanziari (contabilizzati nelle spese di bilancio nazionale alla pari delle altre spese). E per orra ci fermiamo qui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del secondo punto all\u2019ordine del giorno del prossimo Consiglio Europeo \u2013 BREXIT- Diario europeo si occuper\u00e0 nel prossimo numero 19.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diario Europeo n.18<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":39406,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[706],"tags":[],"class_list":["post-39405","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario-europeo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39405","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39405"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39405\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39417,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39405\/revisions\/39417"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39406"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39405"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39405"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39405"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}