{"id":39393,"date":"2015-12-22T17:02:18","date_gmt":"2015-12-22T16:02:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=39393"},"modified":"2016-02-18T17:20:35","modified_gmt":"2016-02-18T16:20:35","slug":"una-rivoluzione-democratica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/una-rivoluzione-democratica\/","title":{"rendered":"Una rivoluzione democratica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nel precedente \u201cDiario europeo\u201d abbiamo rilevato, non senza amarezza, che c\u2019\u00e8 malessere nella Unione. Tanto malessere. Le forze centrifughe sembrano prevalere sulle forze centripete. Nel dibattito (e nei fatti) dei giorni successivi abbiamo dovuto registrare, purtroppo, molte conferme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendo dal dibattito sui quotidiani due esempi della consapevolezza del malessere e dei rischi conseguenti di due autorevoli politologi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive Angelo Panebianco:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cChi pensa che se prevalesse la disgregazione dell\u2019Unione ci troveremmo a buttar via non solo l\u2019acqua sporca (il tanto che non va) ma anche il bambino (i benefici) dovrebbe capire che se non si cambia subito registro \u00e8 finita\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive Angelo Bolaffi:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cGli europei potrebbero uno di questi giorni scoprire di aver superato il punto di non ritorno verso uno storico fallimento. Un fallimento che appare tanto pi\u00f9 paradossale in quanto i governi dei singoli paesi pensano di trovare soluzioni nazionali a sfide che sono essi stessi a definire globali; condannando in tal modo i loro stessi paesi e l\u2019intera Europa a un declino irreversibile\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due \u201cAngelo\u201d &#8211; su due (i primi due) quotidiani dell\u2019Italia &#8211; usano parole (si pu\u00f2 dire?) ugualmente drammatiche: \u201cdisgregazione\u201d, \u201c\u00e8 finita\u201d, \u201cpunto di non ritorno\u201d, \u201cstorico fallimento\u201d, \u201cdeclino irreversibile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le \u201cforze centrifughe\u201d, in questi giorni, si sono ancora di pi\u00f9 manifestate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo primo ministro della Polonia \u2013 Sig.ra Beata Szyldo (paese membro il cui l\u2019ex primo ministro &#8211; Donald Tusk &#8211; \u00e8 ora Presidente del Consiglio europeo!) ha fatto togliere la bandiera dell\u2019Unione Europea dalla sala nella quale ha tenuto la conferenza stampa, e intende procedere a riforme che ledono principi di democrazia e libert\u00e0. Mentre scrivo ci sono a Varsavia manifestazioni e l\u2019ex presidente Walesa parla di pericolo di \u201cguerra civile\u201d. In Danimarca, dopo i fatti di Parigi, un referendun ha detto no ad una pi\u00f9 stretta collaborazione delle polizie dei paesi membri europei, e rifiuta di accogliere la quota di migranti la cui redistribuzione da Italia e Grecia \u00e8 stata decisa, gi\u00e0 due mesi fa, dal Consiglio dei ministri europei; un ministro in carica, intanto, propone al parlamento una nuova legge per requisire al migrante che entra in Danimarca tutto ci\u00f2 che possiede come forma di risarcimento delle spese che il suo paese affronter\u00e0 nell\u2019accoglierlo. I Francesi (cittadini europei) hanno dato al partito del Fronte Popolare \u2013 avverso alla integrazione europea &#8211; il primato elettorale. La Gran Bretagna ha indetto un referendum per ridiscutere la sua appartenenza all\u2019Unione. Nell\u2019ultimo Consiglio europeo si sono registrate dissonanze di grande rilievo tra Italia e Francia rispetto alle politiche di approvvigionamento energetico e alla inadeguata attuazione della recente Unione Bancaria (con riferimento alla istituzione della Assicurazione europea dei depositi, strettamente connessa con la \u201cunione bancaria\u201d). La lista potrebbe continuare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma noi dobbiamo tornare al cuore di \u201cquesta\u201d Europa in crisi. Esso sta nel modello di \u201cgovernance\u201d e nell\u2019impianto istituzionale adottato. Per illustrarlo, far\u00f2 uso di un percorso schematico, onde evitare che ci si perda per strada e per consentire ai lettori e alle lettrici di toccare con mano lo stato reale del \u201cgoverno europeo\u201d :<br \/>\nA) I soggetti fondanti questa Unit\u00e0 Europea sono due: gli Stati e i Popoli.<br \/>\nB) Il funzionamento dell\u2019Unione si fonda sulla democrazia rappresentativa (cfr. art. 10 del Trattato sull\u2019Unione Europea-TUE).<br \/>\nC) I parlamenti nazionali (rappresentanti eletti da cittadini di ciascun Paese membro) contribuiscono attivamente al buon funzionamento dell\u2019Unione (art. 12 TUE).<br \/>\nD) Il Parlamento europeo (composto da rappresentanti eletti da cittadini di tutti i Paesi membri dell\u2019Unione) esercita, congiuntamente alla Commissione (che ha il diritto esclusivo di proposta) la funzione legislativa e la funzione di bilancio (art. 14 TUE). Quindi il Parlamento NON ha l\u2019iniziativa del processo legislativo e quando legifera lo deve fare sempre in accordo con il Consiglio.<br \/>\nE) Il Consiglio europeo (i capi di Stato e\/o di Governo) d\u00e0 all\u2019Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti e le priorit\u00e0 politiche generali. Non esercita funzioni legislative (art. 15 TUE). (Sono i famosi vertici dai quali \u2013 mentre il Parlamento tace e aspetta\u2026il suo turno- i popoli d\u2019Europa, che hanno eletto i membri del Parlamento, apprendono cosa gli Stati intendono consentire a Europa di fare o non fare).<br \/>\nF) IL Consiglio (un rappresentante di ciascun Governo, a livello ministeriale, degli Stati) esercita, congiuntamente al Parlamento, la funzione legislativa e la funzione di bilancio.<br \/>\nG) La Commissione (un presidente designato- non eletto- dai Governi degli Stati, pi\u00f9 tanti Commissari designati \u2013 non eletti &#8211; dai Governi degli Stati: l\u2019uno e gli altri sono confermati da un voto del Parlamento) promuove l\u2019interesse generale dell\u2019Unione e adotta le iniziative appropriate a tal fine (art. 17 TUE. (Cio\u00e8: ha il diritto\/dovere di proporre tutte le Norme , le Leggi e i Regolamenti e inviarli al Parlamento e al Consiglio. (Con tutta evidenza lo fa recependo Accordi del Consiglio europeo (punto E di sopra) o della maggioranza di esso; oppure non prende l\u2019iniziativa, quando constata che i capi di Stato non raggiungono Accordi soddisfacenti l\u2019insieme di essi o di quelli che sono considerati \u201cmaggiori\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 precisamente questo modello di Governo (salvo l\u2019estrema sinteticit\u00e0 e anche qualche approssimazione semplificativa che ho dovuto usare per non abusare della pazienza di chi legge) &#8211; definito dagli esperti \u201cmetodo intergovernativo\u201d- a generare nei Popoli d\u2019Europa una complicata (anche difficile a configurare e definire) reazione che spazia \u2013 pericolosamente \u2013 dallo sconforto, alla delusione, alla rabbia, all\u2019opposizione frontale, all\u2019anti-europeismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La democrazia delle istituzioni europee rischia di essere o diventare una democrazia senza popolo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso tempo, rivela anche una tendenziale incapacit\u00e0 del \u201cFormat\u201d a prevenire le crisi (sociali, economiche, politiche e via via strategiche) e\/o a rilanciare processi e percorsi politici e ideali necessari e urgenti, per motivare continuamente il sentimento collettivo e identitario (identit\u00e0 europea: dell\u2019insieme, cio\u00e8, che si aggiunge a quella dei singoli popoli).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019insieme di queste due situazioni \u2013 perdurando nel tempo &#8211; creano una possibilit\u00e0 concreta del tipo: \u201cse non si cambia subito registro \u00e8 finita\u201d (Angelo Panebianco); e \u201c un declino irreversibile\u201d (Angelo Bolaffi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che fare?<br \/>\n1. Non serve riaprire la \u201cquerelle\u201d: modello federale o modello confederale? E\u2019 una interminabile e anche ideologica discussione. Il modello di Unit\u00e0 europea \u00e8 e rester\u00e0 sempre \u201catipico\u201d: non completamente federale e non completamente confederale.<br \/>\n2. L\u2019obiettivo strategico che dobbiamo darci, va rintracciato in questa domanda e risposta di Jurgen Habermas: \u201cCosa vogliamo intendere per democrazia? Autodeterminazione democratica significa che i destinatari di leggi cogenti ne sono allo stesso tempo gli autori\u201d.<br \/>\n3. Ne consegue la necessit\u00e0 di non frapporre nulla e nessuno alla Istituzione specifica dei \u201cPopoli d\u2019Europa\u201d: il Parlamento eletto con suffragio universale dai Popoli d\u2019Europa.<br \/>\n4. Il Parlamento, perci\u00f2 deve (ed \u00e8 persino una ovviet\u00e0) riacquistare la iniziativa legislativa, in prima persona.<br \/>\n5. Ma\/E, considerando che i Soggetti fondanti \u201cquesta\u201d Unione europea sono due (Popoli d\u2019Europa e Stati d\u2019Europa), dobbiamo articolare il Parlamento in due Camere: la Camera dei Popoli e la Camera degli Stati (potremmo chiamarla \u201cSenato\u201d: dove gli Stati hanno la funzione che oggi viene svolta nel Consiglio europeo). Di pari dignit\u00e0 e con funzioni diverse.<br \/>\n6. La Commissione (attuale) dovr\u00e0 cambiare nome e diventare un vero e proprio Esecutivo \u2013 Governo dell\u2019Unione &#8211; che ottiene la \u201cfiducia\u201d delle due Camere oppure la \u201csfiducia\u201d e viene sostituita (senza attendere la scadenza dei cinque, lunghi anni di mandato parlamentare) e che segna \u2013 a tutti gli effetti- la vita pulsante dell\u2019Unione.<br \/>\n7. All\u2019interno di questa configurazione istituzionale &#8211; nuova, semplice e riconoscibile (da tutti i Popoli d\u2019Europa e anche dagli Stati del mondo) \u2013 gli Stati membri che hanno adottato la stessa moneta (Euro) devono configurarsi come una \u201cCooperazione rafforzata\u201d (gi\u00e0 prevista dall\u2019art. 20 dell\u2019attuale Trattato), assumendo tutte le specifiche conseguenze di questa scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 chiamo questa trasformazione del modello istituzionale una \u201crivoluzione democratica\u201d? Per due ordini di ragioni:<br \/>\na) Perch\u00e9 i Popoli d\u2019Europa potranno identificare immediatamente il luogo e il soggetto a cui dirigere le sue aspettative e le sue rivolte. Ogni giorno. Su ogni problema della convivenza e della convergenza comuni.<br \/>\nb) Perch\u00e9 \u00e8 questo stesso Parlamento l\u2019autore e il protagonista della trasformazione del modello istituzionale. Senza il permesso degli Stati nazionali, membri di questa Unione (i quali non sono dissimili dal re del primo costituzionalismo del XIX secolo), i Rappresentanti eletti dei Popoli d\u2019Europa \u2013 in forza della elezione senza vincolo di mandato \u2013 formulano una nuova configurazione istituzionale, assumendo in prima persona la iniziativa di fare le Leggi; e, in primis, approvando una \u201cCostituzione dell\u2019Unione\u201d, snella e profonda, che inizi con le parole: \u201c NOI, POPOLI d\u2019EUROPA\u2026\u2026\u201d; da sottoporre a successivo Referendum confermativo da parte dei Popoli d\u2019Europa. Uno stop and go!!!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel precedente \u201cDiario europeo\u201d abbiamo rilevato, non senza amarezza, che c\u2019\u00e8 malessere nella Unione. Tanto malessere. Le forze centrifughe sembrano prevalere sulle forze centripete. Nel dibattito (e nei fatti) dei giorni successivi abbiamo dovuto registrare, purtroppo, molte conferme. 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