{"id":39321,"date":"2016-01-03T17:00:50","date_gmt":"2016-01-03T16:00:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=39321"},"modified":"2016-02-10T17:07:21","modified_gmt":"2016-02-10T16:07:21","slug":"quo-vado","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/quo-vado\/","title":{"rendered":"Quo Vado?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?r=27221\">Gennaro Nunziante<\/a>. Con <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=136764\">Checco Zalone<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=188099\">Eleonora Giovanardi<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=17572\">Sonia Bergamasco<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=2526\">Maurizio Micheli<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=25830\">Ludovica Modugno<\/a> Italia <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/film\/2016\/\"><strong>2016<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Checco (Zalone) \u00e8 in Africa e viene catturato da un ferocissima trib\u00f9, che \u00e8 pronta a gettarlo nel fuoco, a meno che la storia della sua vita non li convinca. Lui comincia raccontare: \u00e8 cresciuto con il mito del posto fisso e da grande, grazie al senatore Binetto (Lino Banfi) si \u00e8 sistemato nell\u2019Ufficio Caccia e Pesca della Provincia della sua citt\u00e0 pugliese: stipendio sicuro, pochissimo lavoro e tanti regali in natura dagli utenti ai quali rinnova la licenza. Questa sua situazione di privilegio gli assicura anche l\u2019amore e l\u2019incondizionata devozione dell\u2019eterna fidanzata (Azzurra Martina) ma un brutto giorno le provincie vengono abolite e lui, unico dipendente sano e senza carichi famigliari deve andare al Ministero a Roma per essere ricollocato (questa nuova situazione d\u2019 incertezza ha gi\u00e0 convinto la fidanzata a lasciarlo immediatamente). Qui incontra la perfida dottoressa Sironi (Bergamasco), che, su mandato del Ministro Magno (Ninni Bruschette), convince tutti i malcapitati che si rivolgono a lei ad accettare una piccola somma ed a dimettersi. Checco per\u00f2, indottrinato dal Senatore, rifiuta ogni cifra e viene sballottato nei posti pi\u00f9 sperduti del Paese, sino a che la Sironi \u2013 alla quale il ministro fa un duro pressing \u2013 lo spedisce al Polo Nord, al servizio di un team di ricercatori, il cui capo (Paolo Pierobon) gli dice che il suo lavoro \u00e8 quello di difendere la ricercatrice animalista Valeria (Giovanardi) dagli orsi bianchi; lui sta per cedere ma quando vede Valeria se ne innamora all\u2019istante e la segue tra le nevi perenni con entusiasmo. Il suo caso diventa uno scoop da prima pagina: l\u2019impiegato in esubero che, per effetto dei bonus per la scomodissima destinazione, guadagna quanto un dirigente. La Sironi arriva al Polo ma lui, piuttosto che dimettersi o tornare in Italia e lasciare Valeria, si mette in aspettativa. Va cos\u00ec a vivere con lei in Norvegia e scopre che ha tre figli da tre compagni diversi ma, dopo qualche resistenza iniziale, Checco si adatta perfettamente alla nuova situazione: fa i lavori casalinghi, non suona il clacson quando guida e si \u00e8 fatto crescere un biondissimo pizzetto, sconvolgendo i genitori (Micheli e Modugno) che sono andati a trovarlo. Una sera per\u00f2 vede in televisione Al Bano e Romina che cantano di nuovo insieme e viene assalito da una violenta nostalgia. Torna in Italia e la Sironi lo spedisce in Sicilia a sequestrare gli animali selvatici dei mafiosi. Lui non si d\u00e0 per vinto e, con Valeria che lo ha raggiunto, mette su uno zoo antimafia. I fondi, per\u00f2, non arrivano e lei, stanca di vederlo acquiescente all\u2019andazzo italiano, se ne va. Ora lei \u00e8 in Africa ed aspetta un figlio da lui, che, convinta la trib\u00f9, la raggiunge in tempo per veder nascere la sua bambina. Arriva anche la Sironi ma, stavolta, lui accetta l\u2019assegno e con quello compra le medicine per l\u2019ospedale di volontari dove la moglie ha partorito. Il suo caso ridiventa uno scoop e lui pu\u00f2 tornare al vecchio lavoro, non pi\u00f9 provinciale ma di Area Metropolitana, la sostanza peraltro \u00e8 identica: poco lavoro, stipendio sicuro e tanti piccoli benefit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per una volta permettetemi un piccolo vanto, quello di aver capito Zalone prima dei tanti che oggi, alla luce dei ripetuti record storici di incassi, lo esaltano dopo averlo trattato con sufficienza o peggio &#8211; d\u2019altronde era successo anche con Tot\u00f2: la critica di sinistra dopo aver definito con disprezzo i suoi capolavori delle \u201ctotoate\u201d, all\u2019annuncio che sarebbe stato protagonista di <em>Uccellacci e uccellini<\/em> di Pasolini (e sia chiaro, con tutta la stima per P.P.P., che era lui, con il suo genio, ad onorare il regista\u2013poeta e non viceversa) si precipit\u00f2 a tessere gli elogi al suo film in uscita in quei giorni; peccato che si trattasse di <em>Che fine ha fatto Tot\u00f2 baby?<\/em>, uno dei suoi meno riusciti!. Anche <em>Quo vado?<\/em> sta dando segnali di incassi mirabolanti e meritatissimi, lui si conferma la maschera pi\u00f9 completa del panorama italiano: un meraviglioso campione del nostro \u201cfamilismo amorale\u201d, come lo furono ai tempi Tot\u00f2 e Sordi. Non ci risparmia, grazie a Dio, nessun luogo comune :i pubblici impiegati fannulloni e scorretti, i neri africani quasi cannibali e i norvegesi dediti al suicidio ma \u2013 anche se sappiamo che nelle sue creazioni c\u2019\u00e8 sempre una doppia lettura; l\u2019adesione al personaggio \u00e8 sempre accompagnata da una matura consapevolezza- stavolta appaiono pericolosi segnali di politically correct: la canzoncina, sulla falsariga de <em>L\u2019albero di trenta piani<\/em> di Celentano, sulla Prima Repubblica, il sottofinale che vira sul buonismo terzomondista. Niente di che ma \u00e8 un attimo che si diventa, Dio non voglia, Pif o Celestini!<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/2WHNLD_sTpA\" width=\"485\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Checco sempre bravissimo ma stia attento al politically correct (\u00e8 la tomba della comicit\u00e0)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":39322,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[700],"tags":[],"class_list":["post-39321","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intrattenimento"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39321","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39321"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39321\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39323,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39321\/revisions\/39323"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39322"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}