{"id":39197,"date":"2016-01-18T00:00:00","date_gmt":"2016-01-17T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/ed92da4a-cdc9-49d7-91f1-926ba7c8a8ee"},"modified":"2016-01-18T23:37:22","modified_gmt":"2016-01-18T22:37:22","slug":"carteinregola_it_42267","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/carteinregola_it_42267\/","title":{"rendered":"Elezioni Roma Citt\u00e0 Metropolitana: la proposta di Tocci"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.carteinregola.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tocci-20-nov.-foto-ambm.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-42269 size-full\" src=\"http:\/\/www.carteinregola.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Tocci-20-nov.-foto-ambm.png\" alt=\"Tocci 20 nov. (foto ambm)\" width=\"562\" height=\"529\" \/><\/a>Pubblichiamo la proposta\u00a0 di legge di Walter Tocci, senatore PD ed ex vicesindaco e assessore alla mobilit\u00e0 di Rutelli, per Roma Citt\u00e0 metropolitana. Per Tocci &#8220;<em>la crisi della politica ha prodotto un degrado irreversibile dell&#8217;amministrazione. Non \u00e8 pi\u00f9 il tempo dei pannicelli caldi. <a href=\"http:\/\/waltertocci.blogspot.it\/2015\/07\/e-meglio-abolire-il-comune-di-roma.html\" target=\"_blank\">Bisogna eliminare il vecchio Comune di Roma<\/a>, ormai fuori misura, troppo grande per gestire la vita di quartiere e troppo piccolo per regolare le trasformazioni di area vasta. Le sue funzioni vanno trasferite agli attuali Municipi e alla nascente Citt\u00e0 metropolitana. Si potrebbe votare a giugno per queste nuove istituzioni con la legge elettorale utilizzata in passato per le province, basata sui collegi uninominali, in modo da evitare la lotta per le preferenze che \u00e8 l&#8217;humus del malaffare. Basterebbe una modifica di poche righe della legge Delrio, che <a href=\"https:\/\/docs.google.com\/document\/d\/1h6hpbuAsHAZrJnePpqPG8Wq5nyJyh-sv-JLfoMVww-A\/pub\" target=\"_blank\">ho gi\u00e0 depositato in Senato<\/a>. Il Pd deve <b>farsi promotore della riforma istituzionale della capitale<\/b>, proponendo agli altri partiti un accordo prima delle elezioni. \u00c8 interesse di tutti che chi ottiene la fiducia degli elettori possa attuare il programma mediante uno strumento amministrativo moderno ed efficiente. Se bastano dieci giorni per la doppia lettura della revisione della Costituzione &#8211; come \u00e8 sotto gli occhi di tutti &#8211; si pu\u00f2 trovare il tempo per concordare un piccolo emendamento alla legge Delrio. Se gli altri partiti non fossero disponibili, il Pd inserirebbe la proposta nel suo programma elettorale, impegnandosi a realizzarla in caso di vittoria. Invece di chiudersi nella conta interna per i candidati, si presenterebbe agli elettori come il partito che vuole ricominciare a occuparsi del futuro di Roma<\/em>&#8221; (<a href=\"http:\/\/waltertocci.blogspot.it\/2016\/01\/prima-la-politica-per-roma-poi-i.html\">&gt; leggi l&#8217;intervento da cui \u00e8 tratto il brano sul blg di Walter Tocci) (AMBM)<\/a><\/p>\n<p>LA PROPOSTA DI MODIFICA ALLA LEGGE DELRIO<\/p>\n<div id=\"header\">RELAZIONE ddl Citt\u00e0 metropolitana di Roma.doc<\/div>\n<div id=\"contents\">\n<div><\/div>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c14\">Proposta di legge<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c14\">Disposizioni per la citt\u00e0 metropolitana di Roma capitale,<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c14\">in attuazione dello statuto della citt\u00e0 metropolitana di Roma capitale<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">Onorevoli Senatori, <\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">il prolungato commissariamento di Roma capitale, seguito alle dimissioni del Sindaco, impone una nuova attenta riflessione sull&#8217;ordinamento che il legislatore statale ha voluto definire per Roma, capitale della Repubblica, in attuazione dell&#8217;articolo 114, terzo comma, della Costituzione, cos\u00ec come innovato con la legge costituzionale n.3\/2001.<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">Sono passati quasi tre lustri da quella norma, che portava a compimento &#8211; nelle intenzioni del legislatore costituzionale &#8211; dibattito e riflessioni che avevano accompagnato tutta la storia della Repubblica, fin dalla prima legislatura, quando in Parlamento si confrontarono diversi progetti di legge sull&#8217;assetto ordinamentale della Capitale, promossi dai partiti maggiori di quella remota stagione, senza tuttavia giungere ad un approdo condiviso. \u00a0 \u00a0 Per oltre mezzo secolo, la &#8220;specialit\u00e0&#8221; della Capitale della Repubblica fu segnata, sul piano normativo, solo dalla previsione, nella legge n.103\/1953, di un contributo statale di parte corrente al Comune di Roma, <\/span><span class=\"c3 c7\">&#8220;in relazione alle esigenze derivanti dall&#8217;essere la citt\u00e0 di Roma sede della Capitale della Repubblica&#8221;, <\/span><span class=\"c3\">e dalla ben pi\u00f9 matura legge n.396\/1990 (<\/span><span class=\"c3 c7\">&#8220;Interventi per Roma, capitale della Repubblica&#8221;<\/span><span class=\"c3\">). \u00a0 \u00a0Per il resto, per promuovere uno sviluppo equilibrato e moderno della citt\u00e0, ci si affid\u00f2, con alterni risultati, ai benefici (e alla legislazione di sostegno) dei &#8220;grandi eventi&#8221;: \u00a0le Olimpiadi del 1960, i mondiali di calcio del 1990, il Grande Giubileo del 2000.<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">La revisione costituzionale del 2001, come si \u00e8 detto, ha finalmente portato ad un approdo solido. \u00a0 Del resto, ben si comprende la difficolt\u00e0 del Parlamento, almeno nelle prime legislature, ad affrontare la &#8220;specialit\u00e0&#8221; di Roma, dopo l&#8217;orgia retorica del ventennio fascista e alla luce della esperienza del Governatorato, simbolo e in qualche modo &#8220;apripista&#8221; della compressione di ogni modello di autogoverno locale da parte della dittatura. \u00a0 Nel 2001, per\u00f2, e gi\u00e0 nello stesso articolo 114, si affiancano e si intrecciano due distinte novit\u00e0, riconoscendo da una lato la necessit\u00e0 di un ordinamento in qualche misura &#8220;speciale&#8221; per la capitale della Repubblica, dall&#8217;altro l&#8217;urgenza di un assetto nuovo e pi\u00f9 efficace per il governo delle maggiori aree urbane del paese, con la previsione delle citt\u00e0 metropolitane quali &#8220;elementi costitutivi&#8221; dell&#8217;edificio Repubblicano, insieme ai Comuni, alle Province, alle Regioni e allo stesso Stato. \u00a0 \u00a0Anche la concreta istituzione delle citt\u00e0 metropolitane era attesa da tempo, almeno dalla legge n.142 del 1990.<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">In verit\u00e0, per Roma le due dimensioni &#8211; la &#8220;capitalit\u00e0&#8221;, che ne fa ovviamente un <\/span><span class=\"c3 c7\">unicum<\/span><span class=\"c3\">\u00a0nel panorama nazionale, e la &#8220;metropolitanit\u00e0&#8221;, condivisa con le altre grandi citt\u00e0 italiane &#8211; si intrecciano in modo inestricabile. \u00a0 \u00a0Roma aveva (ed ha tutt&#8217;ora) bisogno di un ordinamento differenziato, perch\u00e9 chiamata ad assolvere compiti e funzioni che riguardano l&#8217;intera comunit\u00e0 nazionale (e in qualche misura il mondo intero, per la presenza della Santa Sede e di alcune importanti istituzioni internazionali), ma ha anche bisogno di un modello efficace di governo metropolitano, perch\u00e9 Roma \u00e8 perno di una vasta area di oltre quattro milioni di abitanti, perch\u00e9 alcune delle sue pi\u00f9 importanti e moderne infrastrutture sono necessariamente collocate in territori diversi dal Comune di Roma, perch\u00e9 da almeno quattro decenni l&#8217;area della vecchia provincia ha assistito ad un progressivo riequilibrio della residenzialit\u00e0, senza che fosse accompagnato n\u00e9 da un analogo riequilibrio delle opportunit\u00e0 di lavoro o di studio, n\u00e9 da un sufficiente potenziamento della mobilit\u00e0 pubblica e privata.<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">Dunque, Roma capitale della Repubblica (e centro della cattolicit\u00e0) e Roma citt\u00e0 metropolitana: \u00a0due volti della stessa realt\u00e0 territoriale, di cui il legislatore doveva necessariamente tenere conto. \u00a0 Del resto, se c&#8217;\u00e8 un tratto che accomuna tutte le Capitali moderne &#8211; in ordinamenti pur tanto diversi tra loro &#8211; \u00e8 proprio l&#8217;essere ad un tempo citt\u00e0 &#8220;speciali&#8221; \u00a0e citt\u00e0 &#8220;normali&#8221;: \u00a0speciali, per le funzioni che l\u00ec si esercitano, e per le implicazioni che ne derivano anche sul pi\u00f9 banale e quotidiano esercizio di compiti amministrativi; \u00a0normali, per la necessit\u00e0 di assicurare ai propri cittadini servizi di qualit\u00e0 e quantit\u00e0 comparabili a quelli spettanti agli altri cittadini del paese, in una (appunto) normale dimensione di autogoverno locale.<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">Il legislatore ordinario, dopo la novella costituzionale del 2001, ha tardato a trovare una sintesi tra queste due esigenze, procedendo dapprima con la legge n.42\/2009 (legge delega sul federalismo fiscale), poi con alcuni decreti legislativi concentrati sulla &#8220;specialit\u00e0&#8221; del Comune di Roma, e infine con la legge 7 aprile 2014, n.56, che finalmente &#8211; sia pure con limiti e forzature &#8211; si \u00e8 proposta di trarre fuori dalle secche, ormai quindicennali, la rotta delle citt\u00e0 metropolitane. Alla Citt\u00e0 metropolitana di Roma capitale la legge dedica tre commi:<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c0\">101. \u00a0Salvo \u00a0quanto \u00a0previsto \u00a0dai \u00a0commi \u00a0102 \u00a0e \u00a0103, \u00a0la \u00a0citt\u00e0 metropolitana di Roma capitale \u00e9 disciplinata dalle \u00a0norme \u00a0relative alle citt\u00e0 metropolitane di cui alla presente legge. <\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c0\">102. Le disposizioni dei decreti legislativi 17 settembre 2010, \u00a0n. 156, 18 aprile 2012, n. 61, e 26 aprile 2013, n. 51, restano riferite a Roma capitale, come definita dall&#8217;articolo 24, comma 2, della legge 5 maggio 2009, n. 42. <\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c0\">103. Lo statuto della citt\u00e0 metropolitana di Roma capitale, con le modalit\u00e0 previste al comma 11, disciplina i rapporti tra \u00a0la \u00a0citt\u00e0 metropolitana, il \u00a0comune \u00a0di \u00a0Roma \u00a0capitale \u00a0e \u00a0gli \u00a0altri \u00a0comuni, garantendo il migliore assetto delle funzioni che Roma \u00e9 chiamata \u00a0a svolgere \u00a0quale \u00a0sede \u00a0degli \u00a0organi \u00a0costituzionali \u00a0nonch\u00e9 \u00a0 delle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, ivi presenti, \u00a0presso la Repubblica italiana, presso lo Stato della Citt\u00e0 del \u00a0Vaticano \u00a0e presso le istituzioni internazionali. <\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">Non \u00e8 questa la sede per esaminare i pregi e i difetti della legge n.56\/2014. \u00a0 Ci sia consentito per\u00f2 di sottolineare la coerenza dei tre commi appena richiamati: \u00a0con il comma 101, si riconosce che Roma \u00e8 (anche) una citt\u00e0 metropolitana, e condivide le difficolt\u00e0, le necessit\u00e0 e le speranze delle altre maggiori aree urbane del paese; \u00a0con il comma successivo, si ricorda che, a norma dell&#8217;art.114 Cost., il legislatore statale ha il diritto-dovere di disciplinare in modo appropriato l&#8217;ordinamento di Roma per quanto riguarda la sua &#8220;unicit\u00e0&#8221; di capitale: \u00a0lo ha gi\u00e0 fatto, con i decreti legislativi attuativi della legge n.42\/2009, e evidentemente lo potr\u00e0 fare ancora; \u00a0infine, con il comma 103 si richiamano tutti gli enti locali del contesto metropolitano ad una prova di consapevolezza, perch\u00e9 l&#8217;assetto pi\u00f9 efficace di una moderna Capitale in uno Stato democratico \u00e8 il frutto della convergente responsabilit\u00e0 delle istituzioni dello Stato e delle istituzioni territoriali (enti locali e Regione, beninteso). \u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">C&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro. Pur scegliendo senza esitazioni un modello di citt\u00e0 metropolitana come &#8220;comunit\u00e0 di comuni&#8221;, affidata ad organi di governo di secondo grado, la legge 56\/2014 ha lasciato alle singole realt\u00e0 territoriali la possibilit\u00e0 di optare per una diversa forma di governo, con organi legittimati direttamente dal corpo elettorale, ed una pi\u00f9 netta e forte assunzione di responsabilit\u00e0 da parte dell&#8217;autorit\u00e0 metropolitana. \u00a0 Recita infatti il comma 22:<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c0\">22. Lo statuto della citt\u00e0 metropolitana pu\u00f2 prevedere l&#8217;elezione diretta del sindaco e del \u00a0consiglio \u00a0metropolitano \u00a0con \u00a0il \u00a0sistema elettorale che \u00a0sar\u00e0 \u00a0determinato \u00a0con \u00a0legge \u00a0statale. \u00a0E&#8217; \u00a0inoltre condizione necessaria, affinch\u00e9 si possa far luogo \u00a0a \u00a0elezione \u00a0del sindaco e del consiglio metropolitano \u00a0a \u00a0suffragio \u00a0universale, \u00a0che entro la data \u00a0di \u00a0indizione \u00a0delle \u00a0elezioni \u00a0si \u00a0sia \u00a0proceduto \u00a0ad articolare il territorio del comune capoluogo in pi\u00f9 comuni. \u00a0A \u00a0tal fine il comune capoluogo \u00a0deve \u00a0proporre \u00a0la \u00a0predetta \u00a0articolazione territoriale, con \u00a0deliberazione \u00a0del \u00a0consiglio \u00a0comunale, \u00a0adottata secondo la procedura prevista dall&#8217;articolo 6, \u00a0comma \u00a04, \u00a0del \u00a0testo unico. La proposta del consiglio comunale deve \u00a0essere \u00a0sottoposta \u00a0a referendum tra tutti \u00a0i \u00a0cittadini \u00a0della \u00a0citt\u00e0 \u00a0metropolitana, \u00a0da effettuare sulla base delle rispettive leggi regionali, e deve essere approvata dalla maggioranza dei partecipanti \u00a0al \u00a0voto. \u00a0E&#8217; \u00a0altres\u00ec necessario \u00a0che \u00a0la \u00a0regione \u00a0abbia \u00a0provveduto \u00a0con \u00a0propria \u00a0 legge all&#8217;istituzione dei nuovi comuni e alla loro denominazione \u00a0ai \u00a0sensi dell&#8217;articolo \u00a0133 \u00a0della \u00a0Costituzione. \u00a0In \u00a0alternativa \u00a0a \u00a0 quanto previsto dai periodi precedenti, per le sole citt\u00e0 metropolitane con popolazione superiore \u00a0a \u00a0tre \u00a0milioni \u00a0di \u00a0abitanti, \u00a0\u00e8 \u00a0condizione necessaria, affinch\u00e9 si possa far luogo ad elezione \u00a0del \u00a0sindaco \u00a0e del consiglio metropolitano a suffragio universale, \u00a0che \u00a0lo \u00a0statuto della citt\u00e0 metropolitana preveda la costituzione di zone \u00a0omogenee, ai sensi del comma 11, lettera c), e che il \u00a0comune \u00a0capoluogo \u00a0abbia realizzato la ripartizione del proprio territorio in zone \u00a0dotate \u00a0di autonomia amministrativa, in coerenza con \u00a0lo \u00a0statuto \u00a0della \u00a0citt\u00e0 metropolitana. <\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">Lo statuto della Citt\u00e0 metropolitana di Roma capitale, approvato nei termini e con i modi stabiliti dalla \u00a0legge, ha indicato senz&#8217;altro questa prospettiva, sollecitando anche la trasformazione in Comuni dei Municipi dell&#8217;attuale comune di Roma capitale, anche se non indispensabile a norma dell&#8217;ultimo periodo del citato comma 22. Ovviamente lo statuto immaginava che il percorso si sarebbe completato entro la primavera del 2018, quando sarebbe giunto al termine il mandato del sindaco di Roma. Le cose, com&#8217;\u00e8 evidente, sono andate diversamente e spetta al legislatore statale raccogliere la sfida lanciata dal territorio, facendo in modo che quel traguardo possa essere accelerato e rapidamente raggiunto proprio in seguito alla conclusione anticipata della consiliatura capitolina. <\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">La proposta si configura come una piccola modifica della legge n. 56 del 2014 e potrebbe essere approvata rapidamente dal Parlamento. In tal modo alle prossime elezioni si andrebbe a votare direttamente per la Citt\u00e0 metropolitana.<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3 c4\">Infatti, non avrebbe senso tornare a votare per gestire la vecchia macchina comunale che ormai non pu\u00f2 funzionare chiunque la guidi. Sarebbe meglio predisporre una nuova istituzione della capitale da affidare all\u2019indirizzo di governo della classe politica che gli elettori sceglieranno alla scadenza elettorale della prossima primavera.<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">Il disegno di legge propone il superamento del<\/span><span class=\"c3 c4\">\u00a0Comune di Roma. La crisi politica e amministrativa ne ha fatto esplodere le disfunzioni, ma era gi\u00e0 da tempo una struttura amministrativa obsoleta. \u00c8 insieme troppo grande e troppo piccola. \u00c8 troppo grande per il governo di prossimit\u00e0 dei servizi ai cittadini e della vita di quartiere, ed \u00e8 troppo piccola per il governo dei processi ormai dilagati a scala regionale, nella demografia, nell&#8217;economia, nei trasporti, nell&#8217;ambiente e nell&#8217;urbanistica. <\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3 c4\">Sull\u2019area vasta \u00e8 ormai decollata la Citt\u00e0 metropolitana ed \u00e8 bene che non si sovrapponga ma acquisisca le competenze del Comune di Roma, al fine di semplificare l&#8217;assetto istituzionale. Tale unificazione di competenze \u00e8 necessaria <\/span><span class=\"c3\">per governare le grandi politiche infrastrutturali, per guidare una credibile politica di sviluppo economico locale, per promuovere uno sviluppo urbanistico socialmente ed ecologicamente sostenibile. Alla nuova istituzione di area vasta occorre assicurare una compiuta legittimazione popolare mediante l\u2019elezione diretta, come gi\u00e0 previsto nello statuto metropolitano. A tal fine i<\/span><span class=\"c3 c4\">l disegno di legge risolve il vuoto normativo delle norme elettorali riattivando la legge provinciale <\/span><span class=\"c3\">n.81\/1993 <\/span><span class=\"c3 c4\">basata sui collegi<\/span><span class=\"c3\">, che per quindici anni ha dato ottima prova di s\u00e9. Si ritiene necessario riportare il numero dei consiglieri metropolitani a 45. Non solo per semplificare la definizione dei collegi, ma per restituire al consiglio metropolitano un grado di adeguata rappresentativit\u00e0 delle comunit\u00e0 locali che concorrono a costituire la pi\u00f9 grande comunit\u00e0 metropolitana. Rester\u00e0 ovviamente la conferenza metropolitana, composta da tutti i sindaci del territorio.<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3 c4\">La dimensione locale del governo cittadino si propone di affidarla agli attuali Municipi, trasformandoli in Comuni metropolitani al fine di metterli in grado di rispondere direttamente ai cittadini senza rimpalli di competenze. Il disegno di legge conferisce all\u2019attuale<\/span><span class=\"c3\">\u00a0gestione commissariale il compito di avviare da subito un potenziamento del &#8220;bagaglio funzionale&#8221; dei Municipi, preparandoli alla transizione. \u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">Del resto, nel 2016 potremo ricordare il 40 anni dalla prima legge sul decentramento infracomunale (n.278\/1978) e il mezzo secolo dalla prima sperimentazione di decentramento capitolino: \u00a0un arco di tempo molto lungo, in cui molto \u00e8 stato fatto, fino per\u00f2 a toccare un punto critico difficilmente risolvibile nello schema del mero decentramento. L&#8217;ordinamento metropolitano offre una nuova possibilit\u00e0: un governo forte di area vasta, per governare con efficacia le funzioni di interesse comune, e molti comuni, autonomi e autogovernati, vere &#8220;amministrazioni di prossimit\u00e0&#8221;, che possono essere pi\u00f9 efficaci e vicine ai bisogni dei cittadini proprio perch\u00e9 affidano all&#8217;autorit\u00e0 metropolitana l&#8217;esercizio di funzioni altrettanto importanti. Lo statuto metropolitano ha la possibilit\u00e0 (e quello di Roma capitale l&#8217;ha colta appieno) di assicurare flessibilit\u00e0 nel riparto di funzioni tra comuni e citt\u00e0, anche in modo asimmetrico. E&#8217; insomma possibile che la citt\u00e0 metropolitana eserciti in modo pi\u00f9 incisivo e diretto le sue funzioni nel cuore della conurbazione (a cominciare dal territorio dei &#8220;vecchi&#8221; Municipi di Roma capitale trasformati in Comuni), e ne eserciti anche altre, delegate dagli stessi Comuni, riconoscendo invece un pi\u00f9 ampio spazio di autonomia ai Comuni pi\u00f9 distanti, caratterizzati da una pi\u00f9 spiccata identit\u00e0 territoriale.<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">Si pu\u00f2, dunque, e per questo si deve sperimentare una forma di governo metropolitano inedita, che sappia coniugare le molte sfide che a Roma si intrecciano: \u00a0la capitale e la metropoli, il governo di prossimit\u00e0 e il governo di area vasta.<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">La proposta legislativa, quindi, sviluppa quanto aveva gi\u00e0 indicato, sia pure come mera opzione, la legge n. 56 del 2014, valorizzando una scelta gi\u00e0 fatta propria dalle istituzioni metropolitane romane. L&#8217;intervento qui proposto fa affidamento, ovviamente, alla urgente necessit\u00e0 di un nuovo &#8220;patto repubblicano&#8221; tra lo Stato, la Regione Lazio e le istituzioni locali, ciascuno chiamato a fare la propria parte per realizzare il nuovo modello di governo metropolitano. Del resto, \u00e8 la Costituzione a rammentarci che solo la legge regionale pu\u00f2 formalizzare l&#8217;istituzione di nuovi Comuni, ed \u00e8 la legge dello Stato (la legge 56) a sollecitare, nei limiti del possibile, la ricerca di una intesa tra istituzioni locali e regione per la definizione delle &#8220;zone omogenee&#8221;. Come sar\u00e0 la legge regionale a procedere al riparto delle funzioni amministrative ex art.118 Cost., a &#8220;riempire di contenuti&#8221; l&#8217;indicazione delle funzioni fondamentali metropolitane e comunali (stabilita dal legislatore statale rispettivamente con la legge 56\/2014 e con il decreto legge n.95\/2012), a governare il complesso processo di riparto del patrimonio, delle risorse e dei rapporti giuridici attivi e passivi del Comune di Roma, verso i nuovi Comuni, nati sulle ceneri dei vecchi Municipi, e verso la stessa Citt\u00e0 metropolitana. <\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">Ci sarebbero, ovviamente, molti altri aspetti dell&#8217;ordinamento metropolitano meritevoli di correzione, alla luce della prima sperimentazione, ma essi interessano ovviamente tutte le citt\u00e0 metropolitane e debbono essere affrontati dal Parlamento in modo organico; un\u2019anticipazione in questo provvedimento risulterebbe incongrua e inopportuna.<\/span><\/p>\n<p class=\"c5\"><span class=\"c3\">Si tratta invece di aprire una nuova stagione di governo per Roma e per il suo territorio metropolitano, per ripartire con regole nuove e uno spirito nuovo dopo le enormi difficolt\u00e0, le crisi, gli errori degli anni passati. Se Stato, regione Lazio e istituzioni locali, insieme &#8211; ci riusciranno, sar\u00e0 proprio il caso di ripetere l&#8217;antico adagio latino <\/span><span class=\"c3 c7\">ex malo bonum!<\/span><\/p>\n<p class=\"c12\"><span class=\"c15\">Proposta di legge<\/span><\/p>\n<p class=\"c12\"><span class=\"c20\">Disposizioni per la citt\u00e0 metropolitana di Roma capitale,<\/span><\/p>\n<p class=\"c12\"><span class=\"c20\">in attuazione dello statuto della citt\u00e0 metropolitana di Roma capitale<\/span><\/p>\n<p class=\"c12\"><span class=\"c15\">Articolo 1<\/span><\/p>\n<p class=\"c12\"><span class=\"c15\">(Forma di governo della citt\u00e0 metropolitana di Roma) <\/span><\/p>\n<ol class=\"c17 lst-kix_list_8-0 start\" start=\"1\">\n<li class=\"c9\"><span class=\"c1\">A norma dell&#8217;articolo 1, comma 22, della legge 7 aprile 2014, n.56, nel rispetto di quanto previsto dallo statuto della citt\u00e0 metropolitana di Roma capitale, approvato con deliberazione della conferenza metropolitana n.1 del 22 dicembre 2014, il sindaco metropolitano e il consiglio metropolitano della citt\u00e0 metropolitana di Roma capitale sono eletti a suffragio universale diretto dagli elettori residenti nel territorio della medesima citt\u00e0 metropolitana, con le modalit\u00e0 stabilite dalla legge 25 marzo 1993, n.81, per l&#8217;elezione degli organi delle province. Il consiglio metropolitano di Roma \u00e8 costituito da 45 componenti.<\/span><\/li>\n<li class=\"c9\"><span class=\"c1\">Entro sei mesi dalla proclamazione del sindaco metropolitano eletto ai sensi del primo comma, la citt\u00e0 metropolitana di Roma capitale costituisce nel proprio ambito pi\u00f9 zone omogenee, a norma dell&#8217;articolo 1, commi 11, lettera c, e 22, della legge 7 aprile 2014, n.56, e dell&#8217;articolo 22 dello statuto. \u00a0 Di norma il territorio di ciascuno degli attuali municipi di Roma capitale costituisce una zona omogenea. <\/span><\/li>\n<li class=\"c9\"><span class=\"c1\">L&#8217;amministrazione comunale di Roma capitale cessa di esistere alla data della prima elezione del sindaco della citt\u00e0 metropolitana. Il commissario straordinario in carica per l&#8217;amministrazione di Roma capitale alla data di entrata in vigore della presente legge attribuisce ai municipi ulteriori funzioni e risorse in particolare nei settori dei lavori pubblici, gestione del verde, servizi sociali, patrimonio e bilancio, sentito il parere del consiglio metropolitano. Le funzioni residue sono assegnate alla citt\u00e0 metropolitana. Le norme di legge per l&#8217;ordinamento di Roma, capitale della Repubblica, si intendono riferite alla citt\u00e0 metropolitana di Roma capitale.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>Fonte : <b>carteinregola.it<\/b> apri l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.carteinregola.it\/?p=42267\" target=\"_blank\">articolo originale<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo la proposta\u00a0 di legge di Walter Tocci, senatore PD ed ex vicesindaco e assessore alla mobilit\u00e0 di Rutelli, per Roma Citt\u00e0 metropolitana. Per Tocci &#8221; la crisi della politica ha prodotto un degrado irreversibile dell&#8217;amministrazione. Non \u00e8 pi\u00f9 il tempo dei pannicelli caldi. 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