{"id":39071,"date":"2015-12-22T16:46:27","date_gmt":"2015-12-22T15:46:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=39071"},"modified":"2017-06-30T17:45:11","modified_gmt":"2017-06-30T15:45:11","slug":"rebibbia-si-apre-per-liberare-un-detenuto-domenica-20-dicembre-lapertura-della-prima-porta-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/rebibbia-si-apre-per-liberare-un-detenuto-domenica-20-dicembre-lapertura-della-prima-porta-sociale\/","title":{"rendered":"Rebibbia si apre per liberare un detenuto \u2013 domenica 20 dicembre l\u2019apertura della prima Porta sociale"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<h1 style=\"text-align: center; font-size: 28px; color: #d00000;\"><strong>Presentazione di Daniela Arrovenzi, coordinatrice PID onlus<\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/S81ReX4slCA\" width=\"478\" height=\"252\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center; font-size: 28px; color: #d00000;\"><strong>Visualizza le foto dell&#8217;evento<\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima porta sociale del Giubileo per i Romani si apre sulla libert\u00e0. Qualcuno di noi l\u2019aveva persa, aveva allontanato da s\u00e9 la fonte della propria individualit\u00e0. Oggi la porta giusta si \u00e8 aperta ed \u00e8 tornato in campo, \u00e8 ancora pronto a rischiare, a esserci, a partecipare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo deciso di raccontare la storia di Francesco, abbiamo deciso che questa storia \u00e8 anche la nostra e che il suo non \u00e8 un percorso solitario, \u00e8 comune. Abbiamo deciso che le forze e gli sbagli di uno di noi sono di tutti. Raccontiamo come si rinasce alla responsabilit\u00e0, come nel freddo della mattina si possa ritrovare se stessi, la propria curiosit\u00e0 e le tante incertezze e come questo possa diventare un percorso comune: insieme per esserci.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Eugenio De Crescenzo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/hvZDk6ZtkNE\" width=\"478\" height=\"252\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ore sei di una fredda e nebbiosa mattina: la porta del carcere di Rebibbia si apre al mondo libero e Francesco varca la soglia per vivere la sua giornata di volontariato presso il mercato San Teodoro, nel centro di Roma. \u00c8 il rito di passaggio dalla condizione di detenzione \u201cfine pena mai\u201d a quella di libert\u00e0 consapevole a rappresentare l\u2019apertura della prima delle 24 Porte sociali previste dal programma del Giubileo per i romani. Iniziativa che vede l\u2019unione di realt\u00e0 molto diverse del Terzo Settore ma con l\u2019intento comune di lasciare un segno permanente nella comunit\u00e0, di creare una rete che diventi elemento strutturale della societ\u00e0 romana, ben oltre la durata dell\u2019Anno Santo della Misericordia. Presidi e Porte sociali nella citt\u00e0 che vogliono accendere fari sulle tante fragilit\u00e0 ma soprattutto attivare la cittadinanza e far luce sulle risposte che quotidianamente il sociale d\u00e0 a nuovi e vecchi bisogni. Non pi\u00f9 rassegnazione e chiusura ma ricostruzione, dopo anni di abbandono, di infiltrazione della corruzione e del malaffare, del tessuto socio-economico della capitale d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia di Francesco, emblema di questo cammino di ricostruzione della reputazione, che passa attraverso una profonda revisione critica del passato e la riattivazione delle proprie risorse e potenzialit\u00e0. Dalla reclusione al regime previsto dall\u2019articolo 21 che stabilisce i criteri per il lavoro all\u2019esterno del carcere: un rigoroso percorso che vede Francesco impegnare molto di s\u00e9, assumendosi la responsabilit\u00e0 delle azioni commesse e dei comportamenti tenuti in passato per giungere ad una profonda revisione e volont\u00e0 di inserirsi in percorsi di risocializzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni domenica alle otto Francesco arriva al mercato San Teodoro e volontariamente si presta alla vendita di prodotti da forno realizzati da rifugiati politici coadiuvati da detenuti, presso il banco della Cooperativa sociale Pid Onlus* (Pronto intervento disagio) che ha seguito e continua a seguire il suo percorso di inclusione dentro e fuori dal carcere. Una domenica particolare quella del 20 dicembre 2015: Francesco \u00e8 accolto da una rappresentanza del coordinamento del Giubileo per i romani, da Emanuele Goddi, Daniela Arronenzi e da Franco Messina (operatori del Pid*), in uno scenario prenatalizio, molto festoso e colorato, con la musica degli zampognari a fare da sottofondo. Un\u2019atmosfera di festa che accoglie Francesco visibilmente contento di questa attenzione e sostegno, anche da parte di Renato Terribili, direttore del mercato Coldiretti, con cui ha stretto un rapporto di collaborazione e fiducia. Francesco ha un\u2019espressione serena sul volto e rivela: \u00abOggi confrontandomi con altre realt\u00e0 difficili intorno a me, mi sento \u201clibero\u201d, sono un uomo sereno\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo quando il suo pensiero corre al passato, compresi gli anni trascorsi in altri istituti penitenziari, il suo volto si contrae, gli occhi si intristiscono: \u00e8 cosciente di un passato che non pu\u00f2 cancellare, ma che ha saputo rielaborare e trasformare. \u00abIl mio cambiamento \u00e8 stato possibile grazie alla direzione del carcere di Rebibbia \u2013 Casa di reclusione (che ha fortemente sostenuto progetti di inclusione sociale all\u2019interno delle mura, <em>ndr<\/em>) per cui ho potuto svolgere diverse attivit\u00e0, come frequentare i corsi di archeobotanica di Zetema (che organizza anche visite museali di gruppo), lavorando spesso a contatto con i giovani. Ma l\u2019esperienza per me pi\u00f9 bella \u00e8 stata il teatro: ho scritto numerosi copioni, messi in scena in varie citt\u00e0 d\u2019Italia, che hanno riscosso molto successo e che mi hanno dato grande soddisfazione. Ricordo in particolare lo spettacolo <em>Il Carcere \u00e8 stato inventato per i poveri<\/em>, realizzato lavorando con un gruppo di 12-13 ragazzi affetti da grave disagio psichico, che hanno visto dimezzare le pesanti terapie farmacologiche a cui erano in precedenza sottoposti e questo per me \u00e8 stato il pi\u00f9 importante risultato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco racconta poi di aver potuto svolgere all\u2019esterno (in art.21) alcuni lavori con una \u201cpiccola\u201d retribuzione e oggi lavora dal luned\u00ec al venerd\u00ec presso il Ministero di Giustizia come archivista, a suggello di un percorso lungo e impegnativo ma che dimostra la sua concreta fattibilit\u00e0 ed efficacia. \u00abOggi dopo 18 anni sono riuscito a ricostruire la mia reputazione e il mio ruolo nella societ\u00e0 e per questo, all\u2019interno del carcere, oltre al Direttore, ringrazio l\u2019assistente capo della polizia penitenziaria, gli educatori che sono pochi ma si impegnano molto, il Pid (soprattutto i volontari Franco e Silvia) che ti sostiene dentro e non ti lascia quando esci fuori. Anche mia moglie e i miei due figli mi sono stati sempre vicini: ci scriviamo spesso, mia figlia Silvia anche 3-4 lettere a settimana. Attraverso le foto che mi manda, ho potuto veder crescere mia nipote\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un uomo sereno dunque, che si sente riscattato, appagato come individuo e come membro di una collettivit\u00e0 che l\u2019ha accolto, gli ha dato fiducia e gli sta offrendo delle opportunit\u00e0. \u00abOgni giorno mi impegno molto per restituire qualcosa a questa comunit\u00e0 col lavoro e attraverso il volontariato\u00bb. Francesco si reputa fortunato, perch\u00e9 negli istituti penitenziari dove \u00e8 stato recluso prima di Rebibbia, sarebbe rimasto lo stesso di sempre. In realt\u00e0 pi\u00f9 che dalla fortuna dipende dall\u2019integrazione tra istituzioni, direzione del carcere, societ\u00e0 civile e volont\u00e0 individuale. Solo questa collaborazione pu\u00f2 effettivamente concretizzare la finalit\u00e0 costituzionale tendenzialmente rieducativa delle pene detentive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emanuele Goddi del Pid sottolinea il ruolo fondamentale dell\u2019integrazione: \u00abRoma ha ancora molto da offrire anche se negli anni i tagli trasversali al welfare hanno minato molte realt\u00e0 associative che oggi non possono pi\u00f9 intervenire all\u2019interno del carcere. E la crisi economica ha ridotto in modo significativo le opportunit\u00e0 di lavoro per i detenuti (cos\u00ec come per tutti) che invece danno stabilit\u00e0 ai percorsi di inclusione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre citt\u00e0 italiane, ho potuto constatare che manca la volont\u00e0 del territorio locale di entrare nel carcere. Prigione che diviene cos\u00ec solo un cestino per corpi e anime. Il muro non \u00e8 quello del carcere, ma soprattutto quello dell\u2019indifferenza che pu\u00f2 essere abbattuto solo se, noi societ\u00e0 civile lo vogliamo. In particolare i progetti di giustizia riparativa, una nuova forma di giustizia senza sbarre, come quello che vede protagonista Francesco, costituiscono un modo per scontare la pena in modo utile. Cos\u00ec come lo \u00e8 la messa in prova per reati minori (da 0 a 4 anni di reclusione), che permettono l\u2019avvio di attivit\u00e0, in grado di creare valore durante la pena, per l\u2019individuo stesso e per la comunit\u00e0. Oggi il tempo dell\u2019espiazione penale deve essere un momento di incontro tra l\u2019autore di reato e la societ\u00e0 civile. La persona condannata inizia un percorso di riflessione sui propri comportamenti fino a comprendere che occorre restituire qualcosa alla collettivit\u00e0 defraudata a causa delle proprie azioni. Per questo il detenuto viene messo in contatto con realt\u00e0 e tematiche pi\u00f9 ampie e complesse, come quella dei rifugiati, nel caso di Francesco\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Rita Mazzeo<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">*La Cooperativa sociale Pid si occupa dal 1998 \u2013 anno della sua costituzione \u2013 di inclusione socio-lavorativa di persone svantaggiate e di recupero alla legalit\u00e0 di soggetti a rischio devianza. Svolge attivit\u00e0 di segretariato sociale e, grazie all\u2019ampia rete costruita nel tempo con altre realt\u00e0 associative e in collaborazione con le istituzioni, realizza progetti di giustizia riparativa, operando sia nel carcere di Regina Coeli che di Rebibbia, per sostenere i detenuti in percorsi di reinserimento nella societ\u00e0. \u00c8 nata cos\u00ec la Casa famiglia Don Pino Puglisi (bene sottratto alla mafia) per accogliere chi esce dal carcere o \u00e8 in misura alternativa. Infine, gestisce una struttura di accoglienza \u201cLa casa di Otello\u201d per migranti titolari di protezione internazionale.<\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #cf1006;\"><strong><a style=\"color: #cf1006;\" href=\"http:\/\/www.giubileoperiromani.it\/index.php\/leorelibere-un-messaggio-fin-troppo-chiaro-per-tutta-lumanita\/\" target=\"_blank\">Visita la pagina dedicata all&#8217;evento<\/a><\/strong><\/span><\/h1>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Presentazione di Daniela Arrovenzi, coordinatrice PID onlus Visualizza le foto dell&#8217;evento La prima porta sociale del Giubileo per i Romani si apre sulla libert\u00e0. Qualcuno di noi l\u2019aveva persa, aveva allontanato da s\u00e9 la fonte della propria individualit\u00e0. Oggi la porta giusta si \u00e8 aperta ed \u00e8 tornato in campo, \u00e8 ancora pronto a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":39074,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1002,581,579,577],"tags":[],"class_list":["post-39071","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-giubileo-per-i-romani-news","category-in-evidenza","category-innovazione-sociale","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39071","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39071"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39071\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39077,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39071\/revisions\/39077"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39074"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39071"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39071"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39071"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}