{"id":39020,"date":"2015-10-27T13:15:54","date_gmt":"2015-10-27T12:15:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=39020"},"modified":"2015-12-07T13:18:00","modified_gmt":"2015-12-07T12:18:00","slug":"appartenenza-europea-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/appartenenza-europea-2\/","title":{"rendered":"Appartenenza europea (2)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Diario Europeo&#8221; non pu\u00f2 non confrontarsi con il risultato delle elezioni politiche (domenica 25 ottobre) in Polonia. Il livello di integrazione europea \u00e8, come \u00e8 noto, imperfetto e incompleto; ma ha raggiunto un grado tale che le elezioni politiche di un paese membro sono sempre un messaggio politico per tutta la Unione e anche una nuova opportunit\u00e0 o al contrario una nuova difficolt\u00e0.<br \/>\nIl \u201cDiario\u201d non si soffermer\u00e0 sulle conseguenze interne alla Polonia. Per quanto riguarda il processo di integrazione, \u00e8 evidente che il risultato \u00e8 una non buona notizia. Il \u201cDiario\u201d intende prendere lo spunto anche da questo dato politico per continuare la riflessione che abbiamo iniziato e denominato &#8220;appartenenza europea&#8221;. Abbiamo avviato (8 ottobre 2015) un percorso per \u201cmantenere aperta una (la) riflessione sulle cosiddette tematiche valoriali\u201d. Legando l\u2019attualit\u00e0 con la prospettiva della integrazione europea.<br \/>\nParto, come spesso mi capita, calandomi nel dibattito quotidiano. Scrive oggi, Sergio Romano, sul Corriere della sera: \u201cLa vittoria nelle ultime elezioni di \u201cDiritto e Giustizia\u201d, il partito dei gemelli Kaczynski, piacer\u00e0 a tutti gli esponenti del nuovo nazional-provincialismo europeo (\u2026) il risultato sembra dimostrare che il nazionalismo, populismo ed euroscetticismo sono ormai i soli caratteri veramente comuni della grande Europa da Dover al Pireo. Eppure vi sono differenze di cui occorre tenere conto\u201d.<br \/>\nCominciamo da qui, mettendo a fuoco alcuni termini ed espressioni di Romano, che \u00e8 senza dubbio un analista di livello: \u201cinsorgenza di un nuovo nazional-provincialismo\u201d- \u201cNazionalismo, populismo ed euroscetticismo\u201d- \u201c sembrano dimostrarsi i caratteri veramente comuni\u201d- \u201cVi sono differenze di cui tenere conto\u201d.<br \/>\n&#8220;Diario Europeo&#8221; persegue l\u2019obiettivo di ricercare: se, dove e quali sono i caratteri comuni di appartenenza europea. E come si costruisce questo oggetto: l\u2019appartenenza.<br \/>\nCominciamo con un dato di fatto: \u201cl\u2019illusione che una manciata di basic english bastasse per cavarsela in Europa ha prodotto effetti disastrosi (\u2026)Stupisce, in realt\u00e0, quanto poco europea sia la cultura e l\u2019informazione dei paesi europei (\u2026) Prima ancora che economica, politica e sociale, la questione europea \u00e8 oggi in primo luogo una questione culturale; il vero problema non \u00e8 il mantenimento del patto di stabilit\u00e0 e l\u2019alternativa tra una politica di contenimento della spesa pubblica e quella di un incentivo alla crescita, ma il superamento delle barriere che impediscono la reciproca comprensione e dunque la nascita di un progetto comune\u201d. A parte la (forse non voluta) contrapposizione delle due esigenze che insieme possono e devono coesistere, questa analisi del professor Luigi Reitani (un italiano, ordinario di Letteratura tedesca all\u2019Universit\u00e0 di Udine, che ha curato la prima edizione italiana integrale delle liriche di Horderlin, rivedendone criticamente il testo tedesco) la assumo come indicazione di una esigenza basilare sulla quale il cicaleccio quotidiano spinge a non riflettere. Una indicazione che mostra come i soggetti e i luoghi della integrazione europea sono le persone di Europa, i centri della cultura e della informazione, le generazioni che compongono la\/le societ\u00e0 di Europa. Questa impostazione suggerisce ed afferma che la politica e le istituzioni fanno integrazione, se si costruiscono su questo humus, che \u00e8 una creatura ed un frutto della disponibilit\u00e0 e della volont\u00e0 di ciascuno.<br \/>\nCosa fonda e cosa tiene insieme una comunit\u00e0 di persone o un popolo o pi\u00f9 popoli o una nazione o una unione di stati? La costruiscono e la mantengono e la vivificano la volont\u00e0 diffusa di un percorso comune e il progetto di un percorso comune, che non esclude ma include. L\u2019unit\u00e0 nella diversit\u00e0.<br \/>\nAffinch\u00e9 questo approccio non si schianti subito contro l\u2019accusa di non realismo, osservo che persino la drammatica vicenda delle immigrazioni che raggiungono e attraversano Europa pu\u00f2 costituire \u2013 come non prima, pi\u00f9 efficacemente della questione monetaria &#8211; una sfida positiva che questa generazione di europei ha di fronte. E\u2019 ipotizzabile delinearne una possibilit\u00e0 di governarla, infatti, solo se la si approccia in termini di Europa integrata o almeno integrante. Un Soggetto, cio\u00e8, che ha di se stesso consapevolezza. La costruzione di una comune consapevolezza e l\u2019emergere di una nuova soggettualit\u00e0 avviene nel crogiuolo di una emergenza ed una urgenza comuni.<br \/>\nQualcuno ha paragonato la sfida, ai conflitti intraeuropei dai quali siamo usciti con e attraverso il progetto europeo.<br \/>\nE\u2019 da questa convinzione che stanno emergendo (non solo le paure che quando sono coltivate generano mostri) ed insorgendo opere ed operazioni culturali per un\u2019insurrezione spirituale (come titolava recentemente \u201cLa Lettura\u201d del 27 settembre 2015).<br \/>\n\u201cSogno un\u2019insurrezione spirituale \u2013 scrive Enrique Vila Matas \u2013 un rinascimento europeo che pare impossibile per come stanno ora le cose, con lo sfascio morale che i migranti hanno messo chiaramente in evidenza\u201d.<br \/>\nLa Lettura informa su una coraggiosa e poderosa opera di letteratura \u201c un atlante spirituale, una geografia letteraria, un libro armonioso e poetico\u201d \u2013 scrive Claudio Magris nella prefazione: Por las fronteras de Europa. Un viaje por la narrativa de los siglos XX y XXI, Galaxia Gutenberg Editorial. Dai nordici alla letteratura russa, passando per l\u2019irredenta Irlanda, per l\u2019Olanda e i fiamminghi, la tradizione tedesca, la mitteleuropea e il mosaico balcanico, fino al Bosforo e alla letteratura turca attuale, per poi deviare verso Israele (ivi, p. 4). Una immersione di 1.472 pagine: \u201cuna cultura che ci unisce e grazie alla quale \u2013 forse siamo in tempo \u2013 potremmo indurre quell\u2019insurrezione spirituale e quel rinascimento che alcuni di noi sognano\u201d.<br \/>\n\u201cLa cultura \u2013 scrive Marco Lodoli \u2013 \u00e8 il tentativo di dare forma e ordine al caos (\u2026) Chiunque ama l\u2019arte sa che il disordine del dolore pu\u00f2 essere la materia bruta dell\u2019opera: ma perch\u00e9 ci sia un valore e un senso l\u2019artista deve tirare fili invisibili, cucire, legare e slegare, mettere in prospettiva, unire ci\u00f2 che pare crudelmente diviso\u201d. Ciascuno di noi \u00e8 quell\u2019artista. L\u2019indimenticabile Jacques Le Goff esortava: \u201cEuropei, aprite i vostri libri di storia e non ripetete gli errori del passato\u201d. Ed oltre ai libri, le intelligenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<em>(continua)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Diario Europeo&#8221; non pu\u00f2 non confrontarsi con il risultato delle elezioni politiche (domenica 25 ottobre) in Polonia. 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