{"id":39003,"date":"2015-11-09T12:53:45","date_gmt":"2015-11-09T11:53:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=39003"},"modified":"2016-02-19T16:53:49","modified_gmt":"2016-02-19T15:53:49","slug":"limmigrazione-un-costo-o-una-risorsa-vertice-internazionale-a-la-valletta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/limmigrazione-un-costo-o-una-risorsa-vertice-internazionale-a-la-valletta\/","title":{"rendered":"L&#8217;immigrazione: un costo o una risorsa? Vertice internazionale a La Valletta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u201911 e il 12 novembre si svolger\u00e0 a La Valletta (Malta) il Vertice internazionale, convocato dal Consiglio Europeo, per discutere di Migrazioni, con i paesi africani e altri paesi chiave coinvolti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un contributo di Thierry Vissol &#8211; Commissione Europea &#8211; Rappresentanza in Italia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il numero di migranti che arrivano nell\u2019Unione europea \u00e8 senza precedenti, ed \u00e8 probabile che questo flusso continui ad aumentare. L&#8217;UE, insieme agli Stati membri, sta adottando una ampia serie di misure per rispondere alle sfide e definire una politica migratoria europea efficace, umanitaria e sicura. La gestione dei flussi migratori \u00e8 una responsabilit\u00e0 condivisa e ha anche un impatto rilevante sui paesi di origine e di transito.<br \/>\n\u201cDiario europeo\u201d ospita l\u2019intervento del dott. Thierry Vissol, consigliere speciale Media e Comunicazione nella Commissione Europea-Rappresentanza in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla d&#8217;immigrazione, c&#8217;\u00e8 molta confusione per molti motivi. Particolarmente in materia di definizione. Si deve distinguere tra i vari tipi d&#8217;immigrazione.<br \/>\nPrima di tutto, la circolazione dei cittadini europei all&#8217;interno dell&#8217;Unione, ricordandosi che oltre ad essere cittadini del loro paese di nascita gli europei sono anche cittadini europei e godono per questo statuto giuridico del diritto di circolare, soggiornare e lavorare in tutti i paesi dell&#8217;Unione.<br \/>\nSecondo, c&#8217;\u00e8 l&#8217;immigrazione economica di persone \u2013 regolari o clandestini &#8211; provenienti da paesi terzi (alla ricerca di un lavoro e di migliore condizioni di vita).<br \/>\nTerzo, ci sono i rifugiati, per motivi di guerra o di persecuzioni, regolari o clandestini, protetti dalle leggi internazionali ed europei, che possono pretendere allo statuto di rifugiati.<br \/>\nSono ovviamente diverse sia le legislazioni da applicare a queste diverse categorie, sia le nostre responsabilit\u00e0 di paesi ricchi e democratici, in termini di sicurezza e umanitarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra confusione risulta dal modo con il quale le popolazioni europee risentono del problema dell&#8217;immigrazione in generale: come un aggressione da parte di popoli con culture, lingue, religioni, abitudini diverse \u2013 un approccio vicino alla xenofobia &#8211; o come una minaccia per l&#8217;economia del loro paese, un rischio per il loro lavoro, ecc. Cio\u00e8 l&#8217;aspetto puramente economico.<br \/>\nIn questa materia sono state fatte molti studi sia dalla Commissione europea, dall&#8217;Ocse, dalle Nazioni Unite. E&#8217; tutti convergono. Non solo l&#8217;immigrazione non rappresenta un costo a medio termine, ma spesso rappresenta un beneficio netto per i paesi e i loro sistemi sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, il contributo a medio termine degli immigrati ai sistemi sociali e fiscali sono superiori al loro costo.<br \/>\nPer esempio, uno studio recente di due economisti britannici dell&#8217;University College of London dimostra che dal 1995 al 2011, il contributo dei immigrati al fisco britannico \u00e8 stato del 10% superiore a quello degli inglesi. Il contributo netto degli immigrati (studenti o lavoratori) \u00e8 stato di ben 45 miliardi di sterline.<br \/>\nIn termini di lavoro, l&#8217;OCSE dimostra che i migranti non &#8220;rubano&#8221; il lavoro ai nazionali, ma al contrario sono un fattore di accelerazione della promozione sociale dei lavoratori nazionali verso lavori pi\u00f9 qualificati, quando i migranti meno qualificati trovano lavoro nei settori in crescita media o senza prospettiva. Tutti gli studi dimostrano che non c&#8217;\u00e8 nessun legame tra immigrazione e disoccupazione. Al contrario, l&#8217;immigrazione crea un dinamismo economico a medio termine, soprattutto nei paesi colpiti dall&#8217;invecchiamento della loro popolazione.<br \/>\nNessuno fino ad ora, tra i pi\u00f9 virulenti oppositori all&#8217;immigrazione, ha dimostrato il contrario con dati alla mano.<br \/>\nUn altro risultato convergente di tutti gli studi \u00e8 che per migliorare l&#8217;impatto positivo dell&#8217;immigrazione, invece di rallentare l&#8217;integrazione con ostacoli di tutti tipi, conviene di ridurre il tempo necessario all&#8217;integrazione amministrativa, economica e sociale dei migranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, questo non vuole dire che l&#8217;Ue pu\u00f2 ricevere tutto il mondo, n\u00e9 che non deve intervenire &#8211; non tanto per impedire l&#8217;entrata di migranti &#8211; ma per agire sulle vere cause dell&#8217;immigrazione: guerre, torture e povert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Thierry Vissol<br \/>\nCommissione Europea &#8211; Rappresentanza in Italia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u201911 e il 12 novembre si svolger\u00e0 a La Valletta (Malta) il Vertice internazionale, convocato dal Consiglio Europeo, per discutere di Migrazioni, con i paesi africani e altri paesi chiave coinvolti. 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