{"id":38990,"date":"2015-11-29T12:22:55","date_gmt":"2015-11-29T11:22:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=38990"},"modified":"2016-03-09T09:42:30","modified_gmt":"2016-03-09T08:42:30","slug":"schengen-uno-spazio-di-liberta-e-responsabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/schengen-uno-spazio-di-liberta-e-responsabilita\/","title":{"rendered":"Schengen, uno spazio di libert\u00e0 e responsabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il precedente Diario \u2013 reagendo ad uno dei \u201crintocchi\u201d di campana per Europa, dopo i fatti di Parigi, quella che suona per la Difesa Comune Europea- aveva fatto il punto su questa strategica sfida per l\u2019Unione. Intanto gli eventi hanno continuato ad accadere. In sostanza l\u2019appello solenne della Francia all\u2019articolo 42 (comma 7, aiuti ad uno stato membro) del TUE si \u00e8 tradotto in una intensa trattiva bilaterale con singoli Paesi membri, partner nella\/della Unione. Ma perch\u00e9 non si \u00e8 seguita la procedura del comma 4, dello stesso articolo: \u201cLe decisioni relative alla politica di sicurezza e di difesa comune, comprese quelle inerenti all\u2019avvio di una missione di cui al presente articolo, sono adottate dal Consiglio che delibera all\u2019unanimit\u00e0 su proposta dell\u2019alto rappresentante dell\u2019Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza o su iniziativa di uno stato membro\u201d ? Bastava una intesa tra l\u2019Alto Rappresentante, Sig.ra Federica Mogherini e il ministro della difesa dello stato del Lussemburgo (stato che in questo semestre detiene la Presidenza del Consiglio) e procedere alla convocazione del Consiglio. Non \u00e8 stato fatto. Perch\u00e9?&#8230;.misteri di una Governance europea confusa e impacciata.<br \/>\n****<br \/>\nOra, per\u00f2, Diario europeo vuole reagire al secondo \u201crintocco\u201d della campana che suona per Europa: la circolazione dei cittadini europei dentro i confini della Unione e attraverso le suw frontiere esterne; e l\u2019accesso dei non europei al territorio dell\u2019Unione europea: lo Spazio Schengen.<br \/>\nIl Lussemburgo \u00e8 un piccolo Stato membro dell\u2019Unione. Schengen \u00e8 una piccola cittadina di questo Stato.<br \/>\nNel 1985, il 14 giugno, cinque Stati: Belgio-Olanda-Lussemburgo-Francia- Germania Ovest firmarono, a Shengen, un Accordo: \u201cConsapevoli che l&#8217;unione sempre pi\u00f9 stretta fra i popoli degli Stati membri delle Comunit\u00e0 europee deve trovare la propria espressione nella libert\u00e0 di attraversamento delle frontiere interne da parte di tutti i cittadini degli Stati membri e nella libera circolazione delle merci e dei servizi\u201d.<br \/>\nNel 1990 \u2013 cinque anni dopo- il 19 giugno, gli stessi Stati hanno dato seguito all\u2019Accordo tramite una apposita Covenzione nella quale :<br \/>\n\u201cAvendo deciso di dare attuazione alla volont\u00e0 manifestata in tale accordo (\u2026); Considerando che il Trattato che istituisce le Comunit\u00e0 europee, completato dall&#8217;Atto Unico europeo, prevede che il mercato interno comporta uno spazio interno senza frontiere e considerando che il fine perseguito dalle Parti contraenti coincide con questo obiettivo, senza pregiudicare le misure che saranno adottate in applicazione delle disposizioni del trattato\u201d,<br \/>\nconvengono \u2013 cio\u00e8 sottoscrivono- (su) una serie di \u201cdefinizioni\u201d e di \u201cstrumenti\u201d che diventano da allora \u2013 per quegli Stati &#8211; le base giuridiche alle quali si conformano tutti i controlli di frontiera.<br \/>\nL\u2019Italia aderisce nel 1990.<br \/>\nNel 1992, questa \u201cConvenzione\u201d entra a pieno titolo nel Trattato di Maastricht e successivamente vengono recepiti nel Trattato di Amsterdam (1997).<br \/>\nUna \u201cDecisione del Consiglio\u201d del 20 maggio 1999, infine, d\u00e0 completa attuazione del processo giuridico; la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunit\u00e0 Europee (22 settembre 2000) conclude il percorso.<br \/>\nAbbiamo fatto questa ricostruzione per dare il senso che lo Spazio Schengen non \u00e8 \u2013 come dire \u2013 una modifica alle regole del traffico. E\u2019 una delle tappe significative della Integrazione europea. Una tappa, peraltro, incompleta. Rimasta tale, e perci\u00f2 ora \u2013 nel vortice degli attacchi della criminalit\u00e0 sovranazionale e del terrorismo \u2013 entra in crisi.<br \/>\nAttualmente lo Spazio Schengen include 26 Stati europei (22 membri della UE, pi\u00f9 altri come la Norvegia. La Svizzera, ecc. per adesione diretta, altri come il Vaticano e la Repubblica di S. Marino per via degli Accordi con l\u2019Italia).<br \/>\nNella strumentazione inclusa, sono previste anche modalit\u00e0 di scambio delle Informazioni. Modalit\u00e0 incomplete e non cogenti. Non un \u201csistema\u201d.<br \/>\nE\u2019 necessario integrare queste note, aggiungendo che nel 1 luglio 1999, diventa operativa Europol (abbreviazione di (EN) European Police Office, Ufficio di Polizia Europeo), l&#8217;agenzia finalizzata alla lotta al crimine nell&#8217;Unione europea.<br \/>\nA prima vista, questo insieme di strumenti e impegni d\u00e0 una impressione di salda e completa capacit\u00e0 dell\u2019Unione nel controllo di tutte la manifestazioni criminose e di pericolo per i cittadini e le cittadine dell\u2019Unione. Ma le cose non stanno cos\u00ec, se si apprende, ad esempio, dalla semplice lettura della stampa quotidiana che attualmente solo 5 paesi informano in modo costante Europol sui \u201ccasi\u201d di terrorismo!<br \/>\nQuesta situazione e l\u2019urto drammatico dei fatti di Parigi, hanno spinto i ministri di Giustizia e degli Affari Interni -Consiglio GAI &#8211; dei Paesi membri, nella riunione del 20 novembre , a procedere ad una urgente riforma del codice Schengen e a chiedere alla Commissione di preparare urgentemente la bozza della Decisione da presentare il prossimo 3-4 dicembre, al Consiglio G.A.I.<br \/>\nDunque, le nuove \u201cregole\u201d dovranno essere varate a breve; ma gi\u00e0 sono state rese note le intese tra gli Stati membri della Unione, raggiunte nel Consiglio di novembre. In estrema sintesi, entro la fine dell\u2019anno, la Commissione sottoporr\u00e0 al Consiglio e al Parlamento una serie di proposte di riforma del Sistema Schengen:<br \/>\n\u2022 La creazione di una Passenger name record (PNR) europeo (tutti passeggeri anche dei voli interni saranno registrati in un archivio e messi a disposizione di tutti i Servizi dei Paesi membri);<br \/>\n\u2022 Sar\u00e0 rafforzato il controllo sistematico ai confini esterni, anche sui cittadini europei che godono della libert\u00e0 di movimento; i non europei (migranti ecc.) saranno registrati e fotosegnalati. I dettagli saranno precisati: &#8220;gli stati membri si impegnano ad attuare immediatamente i necessari sistematici e coordinati controlli alle frontiere esterne, compresi gli individui che godono del diritto di libert\u00e0 di movimento&#8221;.<br \/>\n\u2022 Da gennaio Europol lancer\u00e0 il Centro europeo antiterrorismo (Ectc) nel quale dovrebbero confluire tutte le informazioni sensibili e elementi utili (gli Stati membri \u201cdovranno\u201d o \u201cpotranno\u201d inviarli al Centro? Anche su questi aspetti, non secondari, occorre fare chiarezza. \u201cServe che non ci si limiti a registrare chi arriva, ma che si facciano verifiche sulle basi di dati nazionali ed europee, e che tale consultazione dei dati sia obbligatoria&#8221;, ha spiegato un diplomatico francese: &#8220;Questo implica che questa base di dati sia alimentata in tempo reale da tutti i paesi di Schengen, con le informazioni sulle persone che entrano, in particolare i sospettati di terrorismo&#8221;. Non si parla di mettere in comune le Intelligence, per farne un solo sistema europeo, ma la obbligatoriet\u00e0 ne costituirebbe gi\u00e0 una premessa.<br \/>\nDiario Europeo non \u00e8 aduso a spericolate (di per se stesso superficiali) altisonanti dichiarazioni. Constatiamo un rilevante (forse non ancora definitivo) gelo delle tendenze, aspirazioni \u201cfederaliste\u201d. Alcuni intellettuali, anche di lunga tradizione federalista e di \u201csinistra\u201d, hanno promosso, in questi giorni, una sorta di \u201cfronte unito delle forze sovraniste\u201d. Ricordano che grandi giuristi hanno lasciato scritto che: \u201cSovrano \u00e8 chi decide sullo stato di eccezione\u201d (Carl Schmitt). Grandi economisti hanno detto: \u201cla difesa \u00e8 pi\u00f9 importante dell\u2019opulenza\u201d (Adam Smith, nella Ricchezza delle nazioni). Ecc. ecc.<br \/>\nEppure, mai come ora \u00e8 necessario che menti pi\u00f9 attente e razionali facciano sentire la loro voce, per \u201cnon buttare il bambino con l\u2019acqua sporca\u201d \u2013 se non disturba troppo questa intrusione nei discorsi \u201cpolitici\u201d di un fraseggio popolare.<br \/>\nSi pu\u00f2 anche accettare la massima \u201cEuropa quando necessario, nazionale quando possibile\u201d (Gran Bretagna). Appunto: se Europa (le istituzioni attuali, i Trattati vigenti, le opinioni pubbliche responsabili) si muove con rapidit\u00e0, tempismo e lungimiranza, tanta \u201cacqua sporca\u201d \u2013 dove nuotano non solo il crimine e il terrore ma anche le paure e, quindi, i pensieri cupi del ritorno indietro \u2013 pu\u00f2 essere prosciugata. Europa \u00e8 necessaria. Tre sono i punti essenziali, tutti di ordine strettamente comunitario:<br \/>\n\u2022 La cooperazione \u2013 obbligatoria \u2013 tra le polizie e i servizi di intelligence<br \/>\n\u2022 La protezione \u2013 senza isterismi e sistematica \u2013 delle frontiere esterne alla UE<br \/>\n\u2022 La politica estera e di sicurezza della UE (ancora, troppo a lungo, a livello embrionale).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il precedente Diario \u2013 reagendo ad uno dei \u201crintocchi\u201d di campana per Europa, dopo i fatti di Parigi, quella che suona per la Difesa Comune Europea- aveva fatto il punto su questa strategica sfida per l\u2019Unione. Intanto gli eventi hanno continuato ad accadere. 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