{"id":38681,"date":"2015-10-03T16:31:15","date_gmt":"2015-10-03T14:31:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=38681"},"modified":"2015-12-07T12:51:32","modified_gmt":"2015-12-07T11:51:32","slug":"3-ottobre-1990-9-novembre-1989-due-date-cruciali-nella-storia-geopolitica-con-leuropa-al-centro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/3-ottobre-1990-9-novembre-1989-due-date-cruciali-nella-storia-geopolitica-con-leuropa-al-centro\/","title":{"rendered":"3 ottobre 1990 \u2013 9 novembre 1989, due date cruciali nella storia geopolitica, con l\u2019Europa al centro."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La prima, <strong>venticinque anni fa, 3 ottobre 1990<\/strong>, a Berlino, una Germania in festa celebrava la sua riunificazione. In meno di un anno, il fiume della storia ha travolto convinzioni e convenzioni, accordi e trattati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda, ventisei anni fa, 9 novembre 1989, a Berlino si sgretolava quel muro della vergogna, di fronte al quale John Fitzgerald Kennedy, presidente degli Stati Unti d\u2019America, lesse il 26 giugno 1963, un celebre discorso: \u201cDuemila anni fa il maggiore orgoglio era di poter dire <em>civis romanus sum<\/em>, oggi, nel mondo, il grido di orgoglio che si solleva \u00e8: <em>Ich bin ein Berliner<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In mezzo, dodici mesi cruciali di colpi di scena, trattative febbrili, accelerazioni e errori colossali.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo di questi errori \u00e8 racchiusa in una sola parola: <em>Ab sofort <\/em>(da subito). La pronunci\u00f2 pochi minuti dopo le sette di sera del 9 novembre 1989, herr Gunter Schabowski, portavoce del governo comunista della Germania dell\u2019est, in risposta ad una domanda del giornalista italiano Riccardo Ehrman, nel corso di una conferenza stampa convocata per annunciare al mondo alcune decisioni del regime per dare una risposta alle grandi manifestazioni di piazza di quei giorni. Il giornalista chiedeva quando sarebbe entrato in vigore il provvedimento del governo di liberalizzazione dei passaporti e di libert\u00e0 di espatrio. Il dirigente comunista, colto di sorpresa, reag\u00ec di getto: \u201cper quanto ne so, da subito\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era vero che tutto era stato ormai deciso, ma doveva ancora essere calendarizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo poche ore, quelle parole rilanciate dalle due televisioni della Germania dell\u2019Est, portarono migliaia di tedeschi alle diverse porte presidiate lungo il muro, cogliendo di sorpresa i soldati, ma anche i massimi dirigenti persino della Germania dell\u2019Ovest. E attraversarono in massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era solo l\u2019inizio di una serie di colpi di scena che avrebbero condotto alla riunificazione del due Germanie, soltanto dodici mesi dopo, il 3 ottobre 1990.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro la voglia o la volont\u00e0 di quasi tutti i capi dei Governi europei, l\u2019ultima a cedere fu la Signora Margaret Thatcher \u2013 la notte del 2 ottobre &#8211; per invito (\u201cordine\u201d) degli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre migliaia di giovani scavalcavano il muro squarciato e irrompevano da una parte all\u2019altra, un solo sentimento aveva cittadinanza nei cuori e nelle menti di milioni di persone presenti o spettatori televisivi: libert\u00e0, fine della guerra fredda, e persino \u201cfine della storia\u201d, come scrisse qualche frettoloso intellettuale (Francis Fukuyama, 1992).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Complessivamente, forse, sfuggiva la portata dell\u2019evento: si aveva chiara consapevolezza, e con giusta soddisfazione, della fine di un regime comunista, chiuso e illiberale e di uno stato di polizia (mirabilmente reso dal film, <em>Le vite degli altri<\/em>, nel 2006).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la situazione era ripiena di molte altre sfide, che producevano una inattesa, grande spinta alla storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste consapevolezze sono utili e necessarie per capire l\u2019origine della attuale crisi europea; manifestatasi, poi, con forza quando anche l\u2019Europa \u00e8 stata investita dalla crisi finanziaria ed economica, originatasi negli Stati Uniti e che ha trovato la costruzione europea, fino ad allora realizzata, impreparata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche gli europeisti pi\u00f9 convinti e padri del processo di integrazione europea avevano, a suo tempo, esplicitato l\u2019esigenza di \u201ccondannare apertamente il rovinoso miraggio della riunificazione\u201d (cos\u00ec Altiero Spinelli, in: <em>Tedeschi al bivio<\/em> &#8211; <em>La Germania e l\u2019unit\u00e0 europea, <\/em>a cura di S. Pistone,1978<em>).<\/em> Nel 1990 si manifest\u00f2 persino la contrariet\u00e0 di massimi esponenti dell\u2019intellighenzia tedesca (Jurgen Habermas, Gunter Grass erano tra questi). E questa circostanza spiega sufficientemente la complessit\u00e0 della situazione politica e geo-politica che si profilava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia faceva uno sberleffo alla impreparazione dell\u2019intera classe dirigente della politica europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricapitoliamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto le macerie del muro di Berlino sono rimasti sepolti: la vergogna di una dittatura comunista, che costituiva una macchia nelle eredit\u00e0 culturali e umanistiche dell\u2019Europa, la drammatica vicenda umana e il dolore di tanti caduti in fuga dall\u2019Est all\u2019Ovest sotto i colpi di una polizia cieca e ottusa e il sistema politico, economico e militare specifico della guerra fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelle macerie, per\u00f2 , una volta che la polvere si \u00e8 posata e con essa anche gli entusiasmi e la festa, hanno svelato: la \u201csorpresa\u201d di una intera classe dirigente che, a sua volta, ci <em>sorprende<\/em>; la impreparazione sia dei governi sia degli apparati (le mitiche \u201ccancellerie\u201d) degli Stati che inquieta; il disegno strategico di unit\u00e0 europea (il sogno europeo originario degli anni cinquanta: fine delle guerre fratricide, la pace, <em>l\u2019unit\u00e0 a piccoli e progressivi passi<\/em>) fondata consapevolmente su una condivisa e permanente divisione della Germania. Forse non si poteva pretendere di pi\u00f9 dai fondatori di un sogno, degno veramente di questo termine, all&#8217;indomani di un&#8217;immensa sciagura: le due guerre mondiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il crollo di un muro e la riunificazione delle due Germanie hanno definito, pertanto, il nuovo appuntamento con la storia dell\u2019era contemporanea.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 una lezione, non ancora ben acquisita sia dalle classi dirigenti dei Paesi membri dell\u2019Unione, sia da diversi movimenti e organizzazioni della societ\u00e0 civile europea. L\u2019Unione europea che continua la sua costruzione dopo la riunificazione della Germania \u2013 con il primo passo del nuovo Trattato di Maastricht (1992) e poi con quello di Lisbona (2007) \u2013 \u00e8 lontanissima dalla Comunit\u00e0 europea dei Trattati di Roma (1957)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> L\u2019Europa, dopo il 1989-1990, non \u00e8 pi\u00f9 soltanto la risposta alle tragedie del passato ma \u00e8 \u2013 deve essere &#8211; una proposta strategica per affrontare le sfide del futuro.<\/em>(Angelo Bolaffi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, pi\u00f9 di ieri o dell\u2019altro ieri, \u00e8 proprio la Germania a dover sempre di pi\u00f9 e sempre meglio \u2013 nei suoi dirigenti e nella sua popolazione \u2013 essere consapevole della responsabilit\u00e0 grande che ha, di fronte a tutti gli altri paesi e altri popoli d\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 chiamata non ad essere solidale, ma ad essere responsabile: rispondere, cio\u00e8, a qualcuno (i paesi dell\u2019Europa unita) di qualcosa (la sua riguadagnata unit\u00e0, con il consenso e anche l\u2019aiuto dei paesi europei).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mario Campli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(L\u2019autore dell\u2019articolo ha pubblicato, nel maggio 2014, <a href=\"http:\/\/www.corviale.com\/index.php\/mario-campli-europa-ragazzi-e-ragazze-riscriviamo-il-sogno-europeo\/\" target=\"_blank\"><em>EUROPA &#8211; ragazzi e ragazze riscriviamo il sogno europeo, Marotta&amp;Cafiero<\/em><\/a>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima, venticinque anni fa, 3 ottobre 1990, a Berlino, una Germania in festa celebrava la sua riunificazione. 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