{"id":38607,"date":"2015-09-15T13:41:20","date_gmt":"2015-09-15T11:41:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=38607"},"modified":"2015-10-13T17:58:03","modified_gmt":"2015-10-13T15:58:03","slug":"nomina-della-commissione-straordinaria-per-la-provvisoria-gestione-del-municipio-x-di-roma-capitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/nomina-della-commissione-straordinaria-per-la-provvisoria-gestione-del-municipio-x-di-roma-capitale\/","title":{"rendered":"Nomina della commissione straordinaria per  la  provvisoria  gestione del Municipio X di Roma Capitale"},"content":{"rendered":"<div id=\"wrapper_menuattonew\">\n<div class=\"testa\">\n<table class=\"stampa_chiudi\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div class=\"clear\">DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 agosto 2015<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"testa_atto_preview\"><span class=\"riferimento\"> (GU n.214 del 15-9-2015) <\/span><\/div>\n<div class=\"stampami\">\n<div class=\"righetta_preview\"><\/div>\n<div class=\"wrapper_pre\">\n<pre> \r\n                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA \r\n \r\n  Considerato che  nel  Municipio  X  di  Roma  Capitale  gli  organi\r\nelettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative  del\r\n26 e 27 maggio 2013; \r\n  Considerato che a seguito dell'accesso ispettivo sono emerse  forme\r\ndi  ingerenza  della  criminalita'  organizzata  che  hanno   esposto\r\nl'amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon\r\nandamento e l'imparzialita' dell'attivita' municipale; \r\n  Rilevato,   altresi',   che   la   permeabilita'    dell'ente    ai\r\ncondizionamenti esterni della criminalita'  organizzata  ha  arrecato\r\ngrave  pregiudizio  per  gli  interessi  della  collettivita'  e   ha\r\ndeterminato la perdita di credibilita' dell'istituzione locale; \r\n  Ritenuto che, al fine di porre rimedio  alla  situazione  di  grave\r\ninquinamento e  deterioramento  dell'amministrazione  municipale,  si\r\nrende necessario disporre la gestione straordinaria del  Municipio  X\r\ndi  Roma  Capitale  per   rimuovere   tempestivamente   gli   effetti\r\npregiudizievoli  per  l'interesse  pubblico  e  per   assicurare   il\r\nrisanamento dell'ente locale; \r\n  Visti gli articoli 143 e 146  del  decreto  legislativo  18  agosto\r\n2000, n. 267; \r\n  Visto lo Statuto di Roma Capitale; \r\n  Viste le ordinanze del sindaco di Roma Capitale n. 74 del 9  aprile\r\n2015 e n. 95 del 29 aprile 2015; \r\n  Vista la proposta del Ministro dell'interno, la  cui  relazione  e'\r\nallegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante; \r\n  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella\r\nriunione del 27 agosto 2015; \r\n \r\n                              Decreta: \r\n \r\n                               Art. 1 \r\n \r\n  E' disposta la gestione  straordinaria  del  Municipio  X  di  Roma\r\nCapitale. \r\n<\/pre>\n<pre>                               Art. 2 \r\n \r\n  L'amministrazione dell'ente e' affidata, per la durata di  diciotto\r\nmesi, alla commissione straordinaria composta da: \r\n    dott. Domenico Vulpiani - prefetto; \r\n    dott.ssa Rosalba Scialla - viceprefetto; \r\n    dott. Maurizio Alicandro - dirigente di seconda fascia. \r\n<\/pre>\n<pre>                               Art. 3 \r\n \r\n  La commissione straordinaria esercita, fino all'insediamento  degli\r\norgani ordinari a  norma  di  legge,  le  attribuzioni  spettanti  al\r\nconsiglio municipale, alla giunta ed  al  presidente  del  Municipio,\r\nnonche' ogni altro potere ed incarico connesso. \r\n    Dato a Roma, addi' 27 agosto 2015 \r\n \r\n                             MATTARELLA \r\n \r\n                         Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri \r\n \r\n                         Alfano, Ministro dell'interno                \r\n\r\nRegistrato alla Corte dei conti il 2 settembre 2015 \r\nInterno, foglio n. 1738 \r\n<\/pre>\n<pre>                                                             Allegato \r\n \r\n                   Al Presidente della Repubblica \r\n \r\n    Il Municipio X di Roma Capitale (RM), i cui organi elettivi  sono\r\nstati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 26 e 27 maggio\r\n2013,  presenta  forme  di  ingerenza  da  parte  della  criminalita'\r\norganizzata   che   compromettono   la   libera   determinazione    e\r\nl'imparzialita' dell'amministrazione, nonche' il buon andamento ed il\r\nfunzionamento  dei  servizi,  con  grave  pregiudizio  per  lo  stato\r\ndell'ordine e della sicurezza pubblica. \r\n    Nell'ambito di un procedimento penale avviato dalla Procura della\r\nRepubblica presso il Tribunale di Roma che ha  portato,  in  data  28\r\nnovembre 2014, all'emanazione  di  un'ordinanza  di  applicazione  di\r\nmisure cautelari eseguita  il  successivo  2  dicembre,  sono  emersi\r\nelementi circa possibili infiltrazioni della criminalita' organizzata\r\nnell'amministrazione di Roma Capitale che hanno indotto  il  Prefetto\r\ndi Roma, con decreto del 15 dicembre 2014 successivamente  prorogato,\r\na disporre l'accesso  presso  il  comune  ex  art.  143  del  decreto\r\nlegislativo 18 agosto 2000, n. 267 (T.U.O.E.L.), per gli accertamenti\r\ndi rito. \r\n    Con ordinanza del 9 aprile 2015  il  sindaco  di  Roma  Capitale,\r\npreso atto delle dimissioni rassegnate dal presidente  del  Municipio\r\nX, ha disposto  lo  scioglimento  del  consiglio  municipale  con  la\r\nconseguente decadenza del presidente e  della  giunta  del  Municipio\r\nmedesimo, ai sensi dell'art. 27 dello Statuto di Roma Capitale. \r\n    Con successiva ordinanza del 29 aprile 2015 il primo cittadino ha\r\ndelegato l'assessore alla legalita', trasparenza contratti,  appalti,\r\nbeni  confiscati  alla  mafia  e  contrasto  all'usura  all'esercizio\r\nsostitutivo delle funzioni amministrative di presidente del Municipio\r\nX fino alla proclamazione del nuovo presidente. \r\n    Al termine delle indagini effettuate, la  Commissione  incaricata\r\ndell'accesso ha depositato le proprie conclusioni,  alla  luce  delle\r\nquali il Prefetto, sentito il Comitato provinciale per l'ordine e  la\r\nsicurezza pubblica integrato con la  partecipazione  del  Procuratore\r\ndella Repubblica di Roma, ha redatto l'allegata relazione in  data  8\r\nluglio  2015,  che  costituisce  parte  integrante   della   presente\r\nproposta, in cui si da' atto della sussistenza di concreti univoci  e\r\nrilevanti  elementi  su  collegamenti  diretti  e  indiretti  tra  le\r\nconsorterie criminali e gli amministratori del Municipio  X  di  Roma\r\nCapitale e su forme di condizionamento  degli  stessi,  riscontrando,\r\npertanto, i presupposti per il suo scioglimento, ai sensi del  citato\r\nart. 143 del T.U.O.E.L. \r\n    Invero,  come  evidenziato  nella  proposta  del   Prefetto,   il\r\nrichiamato art. 143 trova applicazione non solo nei  confronti  degli\r\norgani elettivi comunali e provinciali, ma, in base  al  dettato  del\r\nsuccessivo art. 146, anche nei confronti di una serie di altri organi\r\ned  enti,  tra  cui  i  consigli  circoscrizionali,  ai  quali  vanno\r\nassimilati i consigli municipali di  Roma  Capitale.  In  tal  senso,\r\nl'art. 26 dello Statuto  definisce  espressamente  i  municipi  quali\r\ncircoscrizioni  di  partecipazione,  consultazione  e   gestione   di\r\nservizi,  nonche'  di  esercizio  delle  funzioni  conferite  d  Roma\r\nCapitale, similmente a quanto previsto dall'art.  17  del  T.U.O.E.L.\r\nper le circoscrizioni di decentramento comunale. \r\n    Le risultanze dell'accesso hanno posto in rilievo il  sostanziale\r\nasservimento della struttura politica ed amministrativa del Municipio\r\nX  agli  interessi  della  criminalita'  organizzata  in  un   quadro\r\nambientale connotato dall'invasiva presenza di associazioni di stampo\r\nmafioso, spesso in conflitto tra loro, di cui e'  stata  rilevata  un\r\nmarcata vocazione al controllo del  territorio.  In  particolare,  la\r\nmagistratura inquirente  ha  messo  in  luce  l'interessamento  delle\r\nconsorterie  locali  per  gli   appalti   affidati   dal   Municipio,\r\nsegnatamente nel settore del verde pubblico. \r\n    Sotto tale profilo, la Commissione di  indagine  sottolinea  come\r\nOstia  Lido,  sede  di  importanti  infrastrutture  e  di  molteplici\r\nattivita' commerciali, costituisca da tempo un polo di attrazione per\r\nsodalizi criminali non soltanto autoctoni, ma  anche  provenienti  da\r\naltri  ambiti   regionali,   dediti,   tra   l'altro,   al   traffico\r\ninternazionale di sostanze stupefacenti,  all'estorsione,  all'usura,\r\nal controllo del gioco d'azzardo ed al riciclaggio. \r\n    Quindi, l'Organo ispettivo si sofferma  sugli  esiti  delle  piu'\r\nimportanti operazioni di polizia giudiziaria che  negli  ultimi  anni\r\nhanno  colpito  il  territorio  ostiense,  al  fine  di  fornire  una\r\nricostruzione il piu' possibile  esaustiva  del  contesto  malavitoso\r\nlocale. \r\n    Nello specifico, vengono richiamate le  risultanze  di  inchieste\r\nconclusesi nel 2014 con l'emissione  di  provvedimenti  cautelari  di\r\nnatura personale e reale, le quali, per un verso, hanno messo in luce\r\nil  modus  operandi  di  un  potente  gruppo  criminale,  consistente\r\nprincipalmente  nella  cessione  di  rami  d'azienda  in  favore   di\r\nprestanome, scevri da precedenti di polizia; per altro  verso,  hanno\r\nposto in rilievo i legami intercorrenti tra associazioni criminali ed\r\napparato burocratico del Municipio di Ostia, in parte gia'  delineati\r\na seguito di precedenti procedimenti penali. \r\n    In tale ambito, particolarmente utili alla chiarificazione  degli\r\nassetti  criminali  esistenti  nel  comprensorio  di  Ostia  si  sono\r\nrivelati gli esiti di una precedente operazione terminata nel mese di\r\nluglio 2013 con l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in\r\ncarcere nei confronti di numerosi personaggi di spicco  di  due  clan\r\ncontrapposti  e  di  un  provvedimento  di  sequestro  preventivo  in\r\nrelazione a numerose proprieta' immobiliari  e  societa'  individuali\r\nsite nel territorio municipale ed in aeree limitrofe. \r\n    In quella occasione  sono  stati  messi  in  luce  i  legami  tra\r\nl'imprenditoria locale e la criminalita' organizzata ed e' emersa  la\r\nposizione dell'organo di vertice di un'importante struttura turistica\r\nostiense, successivamente imputato per i reati  di  associazione  per\r\ndelinquere,  trasferimento  fraudolento  di  valori  e  concorso   in\r\nbancarotta ed i cui rapporti con le  consorterie  localmente  egemoni\r\nsono risultati mediati da un pregiudicato incaricato  della  gestione\r\ndelle attivita' economiche riconducibili ad una delle consorterie  in\r\nparola. \r\n    Orbene,  in  sede  di  indagine  e'  stato  accertato   che   con\r\ndeterminazione dirigenziale dell'agosto  2014,  il  responsabile  pro\r\ntempore della Direzione demanio  marittimo  dell'ente  municipale  ha\r\ndato riscontro positivo all'istanza con cui una societa' titolare  di\r\nuna concessione per la gestione  di  uno  stabilimento  balneare  sul\r\nlungomare di Ostia - amministrata da uno stretto congiunto del citato\r\norgano di vertice  della  struttura  turistica  -  aveva  chiesto  di\r\naffidare l'esercizio di un chiosco bar, sito all'interno dell'area in\r\nconcessione, ad un'altra impresa, il  cui  rappresentante  legale  e'\r\nrisultato essere proprio il pregiudicato di cui sopra. \r\n    Come verificato nell'ambito  delle  audizioni  svolte  nel  corso\r\ndell'accesso, l'allora direttore del Municipio - piuttosto che  agire\r\nin autotutela, revocando  l'autorizzazione  rilasciata  dal  predetto\r\nresponsabile - ha convocato ed informato della  circostanza  il  gia'\r\nmenzionato organo di vertice della struttura turistica  ostiense.  In\r\nseguito a tale colloquio  la  societa'  istante  ha  fatto  pervenire\r\nall'ente  municipale  una  nota,  con  cui  ha  dichiarato  di  avere\r\nrinunciato al proposito di affidare ad altri la gestione del  chiosco\r\nin questione. \r\n    Le risultanze della richiamata inchiesta  giudiziaria  conclusasi\r\nnel mese di luglio  2013  hanno  trovato  conferma  in  due  pronunce\r\ngiurisprudenziali  del  2014  e  del  2015,  non  ancora  passate  in\r\ngiudicato, ed hanno altresi' messo in luce l'esistenza  di  un  unico\r\nfilo conduttore tra i fatti delittuosi registrati negli  ultimi  anni\r\nnel territorio ostiense, inquadrabili nel contesto dei conflitti  tra\r\ni gruppi criminali ivi radicati in vista del controllo delle  lucrose\r\nattivita' commerciali situate lungo  la  fascia  litoranea,  connesse\r\nalla gestione di chioschi, punti  di  ristoro,  spiagge  demaniali  e\r\nstabilimenti balneari. \r\n    La Commissione di indagine ha, quindi,  preso  in  considerazione\r\ngli atti intimidatori, che  dalla  fine  del  2014  hanno  ripreso  a\r\ncolpire  il  litorale  romano,  tra  i  quali  meritano   di   essere\r\nrichiamati, per la loro valenza  sintomatica  di  indebite  ingerenze\r\nnell'attivita'  amministrativa  del  Municipio,  quelli   che   hanno\r\nriguardato i locali in uso all'Ufficio spiagge libere e  la  sede  di\r\nun'associazione  culturale,  il  cui  presidente  e'  un  consigliere\r\nmunicipale. \r\n    E' stata poi vagliata l'attivita' gestionale  del  Municipio,  al\r\nfine di verificarne l'eventuale permeabilita'  agli  interessi  della\r\ncriminalita' organizzata, con specifico riferimento agli  affidamenti\r\ndi  appalti  ed  alle  concessioni  di  beni  demaniali   intervenuti\r\nsuccessivamente alle consultazioni amministrative del 2013. \r\n    Sotto questo profilo, sono state riscontrate  gravi  e  reiterate\r\nirregolarita',  tali   da   compromettere   il   buon   andamento   e\r\nl'imparzialita' dell'azione amministrativa  a  vantaggio  di  imprese\r\ncontroindicate. \r\n    In tale direzione, assume valore univoco e sintomatico la vicenda\r\nrelativa  all'affidamento  -  articolato  in  due  lotti  ed  avviato\r\ndall'allora dirigente dell'unita' organizzativa ambiente e litorale -\r\ndel servizio di  pulizia,  manutenzione  ordinaria  e  straordinaria,\r\nincluso lo spurgo di pozzetti e  fosse  biologiche  settiche,  ed  il\r\npresidio di alcuni arenili relativamente alla stagione 2014. \r\n    Al riguardo, e' stato accertato che l'affidamento  non  e'  stato\r\npreceduto  dall'adozione  di  una  determinazione  a  contrarre,  che\r\ncostituisce un atto necessario nell'iter di formazione dei  contratti\r\npubblici.  Sono  cosi'   venute   a   mancare   sia   la   preventiva\r\nindividuazione delle condizioni di  aggiudicazione,  effettuata  solo\r\nnella lettera di  invito,  sia  la  formalizzazione  dei  criteri  di\r\nselezione delle ditte da invitare alla procedura. \r\n    Inoltre, soltanto nel mese di gennaio 2015 la Direzione  ambiente\r\ne territorio del Municipio  ha  approvato  l'elenco  degli  operatori\r\neconomici da interpellare per l'esecuzione di lavori di  manutenzione\r\nordinaria e straordinaria di edifici,  impianti,  strade  e  relative\r\npertinenze ed opere a verde pubblico, ai sensi degli artt. 57  e  125\r\ndel decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei\r\ncontratti pubblici. \r\n    Ancora,  e'  stato  rilevato  un  collegamento  diretto  tra   un\r\npersonaggio di  primo  piano  dell'organizzazione  criminale  oggetto\r\ndell'inchiesta da cui e' scaturito l'accesso  e  l'allora  presidente\r\ndell'ente municipale - destinatario di un'ordinanza  di  applicazione\r\ndella misura cautelare degli  arresti  domiciliari  per  concorso  in\r\ncorruzione - il quale, come evidenziato dalla Commissione di indagine\r\ne risultante da fonti tecniche di prova, su indicazione del primo, e'\r\nriuscito  a  far   riconoscere   dall'amministrazione   comunale   la\r\ncompetenza   del   Municipio   relativamente   ai   procedimenti   di\r\nassegnazione  del  servizio  in  questione,  gestiti  direttamente  a\r\nlivello centrale fino  alla  stagione  balneare  del  2013.  Analoghe\r\ncointeressenze sono emerse anche con  riferimento  al  settore  della\r\ngestione delle aree verdi municipali. \r\n    Per quanto concerne il primo lotto del predetto affidamento, sono\r\nstate invitate cinque societa' cooperative, di cui una non  ha  fatto\r\npervenire  alcuna  offerta  ed  un'altra  e'  stata   esclusa   dalla\r\ncommissione aggiudicatrice  per  incompletezza  della  documentazione\r\npresentata. In sede di indagine, e' stato verificato  che  due  delle\r\ntre  societa'  ammesse  alla  procedura,  tra  cui  quella  risultata\r\naggiudicataria, erano imputabili ad un unico centro  di  interessi  e\r\nfacevano parte di un consorzio, il cui consiglio  di  amministrazione\r\nera presieduto  da  un  soggetto  indagato  per  turbativa  d'asta  e\r\ndestinatario  di  un'ordinanza  di  custodia  cautelare  in  carcere,\r\nnonche' legato da stretti rapporti al personaggio  sopra  menzionato.\r\nQuest'ultimo e' risultato avere cointeressenze anche con il  titolare\r\ndella terza impresa ammessa al procedimento de quo. \r\n    Per il secondo lotto sono state  chiamate  a  partecipare  cinque\r\nimprese, tutte riconducibili alla sfera di influenza del  piu'  volte\r\ncitato personaggio ovvero a soggetti a lui vicini,  ivi  compresa  la\r\nditta  aggiudicataria,  che  e'  stata  l'unica  ad  avere   risposto\r\nall'invito. \r\n    In  entrambi  i  casi,  in  definitiva,  come   rimarcato   nelle\r\nconclusioni dell'Organo ispettivo, e' ravvisabile una pluralita' solo\r\napparente di operatori economici in concorrenza tra loro,  in  palese\r\nviolazione dell'art 38, comma 1,  lettera  m-quater,  del  richiamato\r\ncodice dei contratti pubblici. Pertanto, l'amministrazione procedente\r\nnon solo non ha adottato misure idonee a scongiurare  l'esistenza  di\r\nun controllo sulle offerte da parte di un unico centro  di  interessi\r\nma ha, essa stessa, prodotto tale effetto  nella  fase  di  selezione\r\ndelle imprese da invitare alla procedura. \r\n    La Commissione di indagine ha  poi  riscontrato  la  presenza  di\r\nelementi sintomatici di  indebite  correlazioni  tra  le  consorterie\r\nlocali e l'apparato burocratico del Municipio negli atti relativi  ad\r\nuna  procedura  per  l'affidamento  di  lavori  di   potatura   delle\r\nalberature municipali. \r\n    Il procedimento in parola ha preso  le  mosse  da  un  ordine  di\r\nservizio dell'agosto 2013, a firma  congiunta  del  dirigente  e  del\r\ntitolare di una posizione organizzativa della  Direzione  ambiente  e\r\nlitorale del Municipio, con il quale e' stato chiesto ai responsabili\r\ndi  zona  di  intraprendere  ogni  iniziativa  utile  alla  messa  in\r\nsicurezza delle alberature. \r\n    Orbene, i predetti funzionari hanno attivato il meccanismo  della\r\nsomma urgenza, di cui  agli  articoli  175  e  176  del  decreto  del\r\nPresidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, soltanto parecchi\r\nmesi dopo aver ricevuto le segnalazioni dei responsabili di  zona  in\r\nordine agli interventi da effettuare, in contrasto con i  presupposti\r\ndi  celerita'  e  indifferibilita'  che  legittimano  il  ricorso  al\r\nmeccanismo in argomento. \r\n    Quindi, i menzionati lavori sono stati ripartiti in diversi lotti\r\ne per ciascun lotto sono state invitate  cinque  imprese,  dopo  aver\r\noptato   per   il   metodo   dell'indagine   di   mercato   ai   fini\r\ndell'assegnazione degli stessi, senza che sia stata  adottata  alcuna\r\nformale determinazione in tal senso. \r\n    Da ultimo, l'aggiudicazione  e'  avvenuta  con  il  criterio  del\r\nmassimo ribasso, previa ulteriore negoziazione a ribasso e, anche  in\r\nquesto caso, non  risulta  essere  stata  adottata  alcuna  specifica\r\ndetermina. \r\n    Con riferimento ad uno dei lotti  in  questione,  analogamente  a\r\nquanto sopra segnalato in relazione all'affidamento del  servizio  di\r\npulizia di alcuni arenili per la stagione 2014,  delle  cinque  ditte\r\nindividuate dall'amministrazione municipale  quattro  sono  risultate\r\nriconducibili  al  gia'  richiamato  esponente   di   vertice   della\r\nconsorteria  oggetto  dell'inchiesta  da  cui  ha  preso   le   mosse\r\nl'accesso. La  quinta  impresa  invitata  ha,  invece,  rinunciato  a\r\npartecipare alla procedura, cosi' come due delle quattro ditte  sopra\r\ncitate. Al  riguardo,  e'  significativo  che  l'impresa  che  si  e'\r\naggiudicata i lavori e' la stessa alla quale  e'  stato  affidato  il\r\nsecondo lotto del servizio di pulizia degli arenili. \r\n    Nella  relazione  dell'Organo   ispettivo   si   evidenzia   come\r\nl'utilizzazione del meccanismo della somma urgenza  abbia  consentito\r\ndi  derogare  alle  norme  che  disciplinano  l'aggiudicazione  degli\r\nappalti  pubblici,  le  quali,  considerato  il  valore  dei   lotti,\r\navrebbero imposto l'applicazione di  un  iter  procedurale  ben  piu'\r\ncomplesso e trasparente di una  semplice  indagine  di  mercato.  Ne'\r\nrisultano chiare le modalita' con  cui  e'  stata  svolta  l'indagine\r\nmedesima che, in base alle  risultanze  dei  verbali  di  gara,  come\r\nrileva la  Commissione  di  indagine,  si  e'  ridotta  ad  una  mera\r\nestrazione di imprese da elenchi precompilati. \r\n    Nel corso dell'accesso, particolare attenzione e' stata,  infine,\r\ndedicata alle modalita' con cui l'ente municipale ha amministrato  il\r\nlitorale, sede di lucrose attivita' e, come tale, polo di  attrazione\r\nper gli interessi della criminalita' organizzata. \r\n    Al riguardo, viene posto l'accento sulla circostanza  che  l'area\r\ndestinata alla pratica naturista, nata dalla  scissione  di  uno  dei\r\nlotti in cui era originariamente suddiviso  un  tratto  del  litorale\r\nromano, e' di  fatto  gestita  in  forza  di  un  accordo  di  natura\r\nprivatistica, stipulato tra una cooperativa sociale ed  il  consorzio\r\nconcessionario di  quel  lotto,  senza  la  corresponsione  di  alcun\r\ncanone. \r\n    Orbene, il consorzio in argomento e' il medesimo  di  cui  si  e'\r\nfatta menzione a proposito dell'affidamento del servizio di  pulizia,\r\nmanutenzione e presidio di alcuni arenili per la  stagione  2014,  il\r\ncui consiglio  di  amministrazione  era  presieduto  da  un  soggetto\r\ndestinatario  di  un'ordinanza  di  custodia  cautelare  in  carcere,\r\nnonche' legato da  cointeressenze  ad  un  importante  esponente  del\r\nsodalizio colpito dall'inchiesta da cui ha preso avvio l'accesso. \r\n    Le vicende analiticamente esaminate e  dettagliatamente  riferite\r\nnella  relazione  del  Prefetto   hanno   rivelato   una   serie   di\r\ncondizionamenti nel Municipio X di Roma Capitale, volti a  perseguire\r\nfini diversi da quelli istituzionali, con pregiudizio dei principi di\r\nbuon andamento, imparzialita' e trasparenza, che  rendono  necessario\r\nl'intervento dello Stato per contrastare ogni possibile infiltrazione\r\ne per assicurare il risanamento dell'ente. \r\n    Ritengo, pertanto, che ricorrano le condizioni per l'adozione del\r\nprovvedimento di scioglimento del Municipio X di  Roma  Capitale,  ai\r\nsensi degli articoli 143 e 146  del  decreto  legislativo  18  agosto\r\n2000, n. 267. \r\n    In  relazione  alla  presenza  ed  all'estensione  dell'influenza\r\ncriminale,  si  rende  necessario  che  la  durata   della   gestione\r\ncommissariale sia determinata in diciotto mesi. \r\n      Roma, 27 agosto 2015 \r\n \r\n                                     Il Ministro dell'interno: Alfano \r\n<\/pre>\n<pre>                                                             Allegato \r\n \r\n                         PREFETTURA DI ROMA \r\n                  Ufficio Territoriale del Governo \r\n \r\nProt. n. 3341\/2015\/SDS \r\n \r\n         Relazione al sig. Ministro dell'interno sull'esito \r\n              delle verifiche disposte su Roma Capitale \r\n            ai sensi dell'art. 143 del d.lgs. n. 267\/2000 \r\n \r\n \r\n                         Roma, 8 luglio 2015 \r\n \r\nI  -  Genesi  dell'accesso  presso  Roma  Capitale  e  le   attivita'\r\nistruttorie svolte. \r\n1. L'ordinanza del GIP di Roma del 28 novembre 2014. \r\n    L'esigenza di procedere ad un'indagine ai  sensi  dell'art.  143,\r\ncomma 2, TUEL su Roma Capitale scaturisce -  come  e'  noto  -  dalla\r\ndiscovery  dei  primi  esiti  dell'indagine   della   Procura   della\r\nRepubblica di Roma, avvenuta per effetto dell'adozione dell'ordinanza\r\ndi applicazione di  misure  cautelari  adottata  dal  GIP  presso  il\r\nTribunale capitolino il 28 novembre 2014 ed eseguita il successivo  2\r\ndicembre (ordinanza n. 30546\/10 RG MOD. 21 del 28 novembre 2014). \r\n    I capi di incolpazione descritti nel provvedimento hanno  portato\r\nalla luce l'esistenza di un sodalizio di stampo mafioso, sviluppatosi\r\ndal peculiare substrato  criminale  della  Capitale,  il  cui  leader\r\nindiscusso viene individuato in Massimo Carminati. \r\n    La ricostruzione del GIP ha messo in luce come Omissis goda di un\r\nelevato  prestigio  \"criminale\",  derivantegli  da  un  complesso  di\r\nfattori: \r\n      la militanza con ruoli di rilievo  nel  gruppo  terrorista  dei\r\nN.A.R.; \r\n      gli stretti legami  con  gli  elementi  di  spicco  del  gruppo\r\ndelinquenziale romano della cd. \"Banda della Magliana\"; \r\n      l'essere  stato  associato  ad  alcuni   inquietanti   episodi,\r\nverificatisi  negli  anni  '80,  ancorche'  non  sempre   sia   stato\r\nprocessualmente possibile ascriverli a sue responsabilita'. \r\n    Tutto cio' ha finito  per  circondare  Omissis  di  una  fama  di\r\nsinistra pericolosita' e di grandi capacita' delinquenziali, fama che\r\nsi e' riverberata sul sodalizio e sui soggetti ad esso  intranei  che\r\nl'hanno puntualmente sfruttata in chiave intimidatoria per imporsi  e\r\nsviluppare traffici illeciti. \r\n    Inoltre, il provvedimento del GIP ha messo in  risalto  l'assetto\r\norganizzativo del sodalizio  -  denominato  convenzionalmente  \"mafia\r\nCapitale\" - sostanzialmente articolato  in  un'ala  militare\"  dedita\r\nalle attivita'  \"tipiche\"  delle  mafie  \"storiche\",  quali  l'usura,\r\nl'estorsione,   il   commercio   delle   armi,   ecc.,   ed   in   un\r\n\"branchimprenditoriale\". Il core businness di quest'ultimo  e'  stato\r\nla ricerca del controllo degli appalti e delle erogazioni  pubbliche.\r\nIn questo senso, il  volto  imprenditoriale  dell'organizzazione  era\r\nrappresentato da Omissis, anch'egli  con  un  passato  criminale,  il\r\nquale ha gradualmente acquisito una fama  positiva  nel  mondo  della\r\ncooperazione sociale e negli ambienti politici ad esso vicini. \r\n    In particolare, Omissis, sotto la stretta regia di Omissis, si e'\r\nadoperato per realizzare i disegni criminali finalizzati  a  permeare\r\nle procedure ad evidenza pubblica e la gestione di risorse degli enti\r\nlocali della  provincia  e  delle  societa'  da  essi  controllate  o\r\npartecipate. \r\n2. Nomina e mandato della Commissione di accesso. \r\n    Uno dei filoni dell'indagine oggetto della  citata  ordinanza  ha\r\nriguardato una lunga sequela di fatti-reato riguardanti Roma Capitale\r\ne  le  sue  partecipate,  verificatisi  sia  nella   precedente   che\r\nnell'attuale consiliatura. \r\n    Alla luce di cio', il 9 dicembre 2014, il  Prefetto  di  Roma,  a\r\nseguito di mia richiesta formulata in pari data,  e'  stato  delegato\r\ndal Ministro dell'interno ad esercitare i poteri di cui  all'art.  1,\r\ncomma 4, del D.L. n. 629\/1982 nei confronti di Roma Capitale. \r\n    In attuazione di  tale  delega,  il  Prefetto  ha  nominato,  con\r\nprovvedimento del successivo 15 dicembre, una Commissione d'accesso -\r\ncomposta dal Prefetto dr.ssa Marilisa Magno, dal Viceprefetto  dr.ssa\r\nEnza Caporale e dal dirigente del  Ministero  dell'economia  e  delle\r\nfinanze, dott. Massimiliano Bardani - al fine di verificare, ai sensi\r\ndell'art.  143  del  d.lgs.  n.   267\/2000   (TUEL),   \"se   vi   sia\r\ncompromissione tra  l'attivita'  amministrativa  e  politica  con  la\r\ncriminalita' organizzata ... tale  da  condizionare  la  liberta'  di\r\nautodeterminazione degli organi elettivi, del buon andamento e  della\r\ntrasparenza,  nonche'  del  regolare  funzionamento  dei  servizi   e\r\ndell'ente locale interessato\". \r\n    Con separati provvedimenti del 24 dicembre 2014 e del 27 febbraio\r\n2015 e'  stata  definita  la  struttura  tecnica  di  supporto  della\r\nCommissione, articolata su due  gruppi,  uno  composto  da  personale\r\ndell'Amministrazione civile dell'interno,  l'altro  da  Funzionari  e\r\nUfficiali della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri  e  della\r\nGuardia di Finanza. \r\n    Il 9 marzo 2015, il  Prefetto  di  Roma  ha  concesso,  ai  sensi\r\ndell'art. 143, comma  2,  TUEL,  una  proroga  di  tre  mesi  per  il\r\ncompletamento dell'incarico,  individuando  nel  16  giugno  c.a.  il\r\ntermine per l'assolvimento del mandato. \r\n    Il Collegio ha concluso, con puntualita', l'incarico, depositando\r\npresso  questa  Prefettura,  il  15  giugno  scorso,  una  relazione,\r\nsuddivisa in due volumi, di complessive 834 pagine, alla  quale  sono\r\nacclusi due annessi in formato cartaceo e  due  supporti  informatici\r\ncontenenti la riproduzione di svariati allegati. \r\n    La relazione e' suddivisa nelle seguenti 9  partizioni,  ciascuna\r\ncontraddistinta progressivamente con una lettera dell'alfabeto: \r\n      A. Omissis; \r\n      B. Omissis; \r\n      C. Omissis; \r\n      D. Il Municipio X di Ostia,  dove  vengono  esposti  gli  esiti\r\ndell'attivita'  ispettiva  relativamente  agli  appalti  e  ad  altre\r\nvicende amministrative di competenza di quel Municipio; \r\n      E. Omissis; \r\n      F. Omissis; \r\n      G. Omissis; \r\n      H. L'ordinanza di  custodia  cautelare  del  29\/05\/15,  in  cui\r\nvengono  riassunti  gli  elementi  esposti  in   quel   provvedimento\r\ncautelare,  sopraggiunto  quando  si  approssimava  la  scadenza  dei\r\ntermini assegnati alla Commissione per la conclusione del mandato; \r\n      I. Conclusioni. \r\n3. Il metodo di lavoro della Commissione di accesso. \r\n    Nella Parte A) della relazione (pagg. 5 - 97), la Commissione  di\r\naccesso precisa di aver preso le mosse dalla documentazione trasmessa\r\ndal Prefetto di Roma pro tempore, con nota del 24 dicembre 2014. \r\n    Su questa base, il Collegio riferisce di aver proceduto a: \r\n      acquisire,  attraverso  il  Segretariato  Generale   di'   Roma\r\nCapitale, atti e documenti  utili  a  delineare  l'attuale  struttura\r\npolitico-amministrativa  dell'ente,  la  sua  organizzazione  nonche'\r\naltri atti relativi a gare,  appalti,  affidamenti  e  impegni  fuori\r\nbilancio; \r\n      effettuare audizioni  di  dirigenti,  funzionari  e  componenti\r\ndegli organi di indirizzo politico (25 nel  complesso),  al  fine  di\r\nacquisire un  quadro  immediato  e  diretto  di  conoscenze  utili  a\r\ncircostanziare  il  lavoro  e  a  svolgere  le  verifiche  necessarie\r\nall'assolvimento del mandato. \r\n    La  Commissione  segnala,   che   ai   fini   dello   svolgimento\r\ndell'attivita' di propria  competenza,  sono  stati  valorizzati  gli\r\nesiti emersi nel procedimento penale coordinato dalla  Procura  della\r\nRepubblica di Roma  su  \"mafia  Capitale\"  (cd.  indagine  \"Mondo  di\r\nmezzo\"), nonche' quelli riguardanti altre iniziative di indagine  che\r\npure  hanno  riguardato  Roma  Capitale  e   le   sue   articolazioni\r\nmunicipali. \r\n    A questi si aggiungono la relazione predisposta  dagli  ispettori\r\ndei Servizi ispettivi di Finanza pubblica, Ufficio  della  Ragioneria\r\ngenerale dello Stato del Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,\r\nall'esito della verifica condotta presso Roma Capitale dal 4  ottobre\r\n2013 al 15 gennaio 2014 (nel prosieguo indicata solo come  \"relazione\r\nMEF\"), nonche' gli altri atti acquisiti in corso di accesso. \r\n    La Commissione da' altresi' atto di aver tenuto conto, nei limiti\r\npermessi dall'approssimarsi del termine di  conclusione  del  proprio\r\nmandato, anche delle ulteriori considerazioni  svolte  nell'ordinanza\r\ndi applicazione di misure  cautelari,  adottata  dal  GIP  presso  il\r\nTribunale di Roma il 29 maggio scorso ed  eseguita  il  successivo  4\r\ngiugno,  riguardante  un  altro  filone   dell'indagine   su   \"mafia\r\nCapitale\". \r\n    Il Collegio riferisce che, considerati i tempi per l'assolvimento\r\ndell'incarico   e   la   particolare    complessita'    e    vastita'\r\ndell'organizzazione di Roma Capitale  e  delle  sue  partecipate,  ha\r\nritenuto  opportuno  concentrarsi   sull'attivita'   contrattuale   e\r\ngestionale  dei   settori   amministrativi   oggetto   dei   predetti\r\nprocedimenti penali, nonche' sulle procedure di controllo interno. \r\n    In  sintesi,  gli  approfondimenti  svolti  dal  Collegio   hanno\r\nriguardato: \r\n      Omissis; \r\n      il X Municipio (Ostia), sui quindici esistenti; \r\n      Omissis; \r\n    Il  Collegio  ha  analizzato  un  cospicuo  numero   di   vicende\r\namministrative  e  contrattuali,  anche  diverse  rispetto  a  quelle\r\nevocate  nel  compendio  dei  citati  atti  giudiziari,  al  fine  di\r\naccertare se esse fossero conformi alle vigenti normative in  materia\r\ndi evidenza pubblica, nonche' se esse fossero coerenti  ai  parametri\r\ndi massima economicita',  trasparenza,  imparzialita'  e  parita'  di\r\ntrattamento. \r\n    La verifica - come viene sottolineato nella relazione  -  non  e'\r\nstata volta alla ricerca fine a se stessa di profili di irregolarita'\r\no illegittimita' amministrativa, bensi'  a  comprendere  il  rapporto\r\nesistente  fra  l'influenza  di  \"mafia  Capitale\"   sulla   macchina\r\namministrativa capitolina e le lesioni dei citati  principi  di  buon\r\nandamento  della  cosa  pubblica,  onde  stabilire  l'estensione  del\r\ncondizionamento criminale e in  quale  misura  cio'  sia  stato  reso\r\npossibile da una piu' ampia e  preesistente  situazione  di  anomalia\r\namministrativa. \r\n4. Convocazione del Comitato provinciale  per  l'ordine  e  sicurezza\r\nPubblica ed astensione del Sindaco Marino. \r\n    All'esito della necessaria attivita' di studio ed analisi, si  e'\r\nprovveduto  a  convocare,  per  il  giorno  7  luglio,  il   Comitato\r\nprovinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica,  per  l'espressione\r\ndel prescritto parere circa le definitive proposte  da  formulare  al\r\nsig. Ministro dell'interno in merito alle  misure  da  applicare  nei\r\nconfronti di Roma Capitale, ai sensi dell'art. 143 TUEL. \r\n    A seguito di cio',  il  Sindaco  Marino,  nella  veste  anche  di\r\nSindaco della Citta' Metropolitana di Roma, con lettera del 1\u00b0 luglio\r\nscorso, ha  formalmente  comunicato  la  volonta'  di  astenersi  dal\r\npartecipare alla seduta. \r\n    Omissis. \r\nII - Le risultanze dell'attivita' della Commissione. \r\n1. La natura del sodalizio criminale \"mafia Capitale\". \r\n    Omissis. \r\n2.   Il    contesto    amministrativo    generale    degli    appalti\r\ndell'Amministrazione capitolina. \r\n    Omissis. \r\n3.  Le  vicende  riguardanti  il  Dipartimento  tutela  ambientale  e\r\nProtezione civile. \r\n    Omissis. \r\n4.  Le  vicende  riguardanti  il  Dipartimento   politiche   sociali,\r\nsussidiarieta' e salute. \r\n    Omissis. \r\n5. Le vicende riguardanti il Dipartimento politiche abitative. \r\n    Omissis. \r\n6. Altri fatti ed accertamenti. \r\n    Omissis. \r\n7. Il Municipio X (Ostia). \r\n    La Commissione si e' soffennata con particolare attenzione  sulle\r\nvicende del X Municipio - storicamente connotato  dalla  presenza  di\r\norganizzazioni criminali di stampo mafioso di tipo  \"tradizionale\"  -\r\nper verificarne l'attuale permeabilita' agli interessi delle predette\r\norganizzazioni e soprattutto l'esistenza di incroci  ed  interferenze\r\ntra esse ed il sodalizio denominato Mafia Capitale. Cio' al  fine  di\r\nvalutare la capacita'  di  quest'ultimo  di  condizionare  a  proprio\r\nfavore il processo di formazione della volonta' degli  amministratori\r\ne compromettere  il  buon  andamento  e  l'imparzialita'  dell'azione\r\namministrativa. \r\n    In questa logica la relazione compie un articolato excursus sulle\r\npiu' recenti operazioni di polizia che hanno disvelato i rapporti tra\r\ni clan Omissis - Omissis, Omissis e  Omissis  -  Omissis  nelle  piu'\r\nimportanti  attivita'  economiche  del  territorio,  in  primis   con\r\nriferimento alla gestione delle aree demaniali marittime. \r\n    L'Operazione Nuova Alba. \r\n    Conclusa il 26 luglio 2013 dalla Squadra  Mobile  della  capitale\r\ncon il coordinamento  del  Servizio  centrale  operativo  ha  portato\r\nall'emissione di: \r\n      un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti  di\r\n51 soggetti tra boss, \"reggenti\" ed  elementi  di  vertice  dei  clan\r\nOmissis e Omissis  ritenuti  responsabili  di  associazione  mafiosa,\r\ntraffico internazionale di  stupefacenti,  intestazione  fittizia  di\r\nbeni, con l'aggravante di cui all'art. 7 del D.L. 152\/1991; \r\n      un decreto di sequestro preventivo che ha interessato  societa'\r\nindividuali e proprieta' immobiliari site ad Ostia e  zone  limitrofe\r\nper un valore complessivo di 50.000.000 di euro. \r\n    Le indagini hanno confermato l'esistenza sul territorio  ostiense\r\ndi due distinte associazioni mafiose  (quella  dei  Omissis,  nata  e\r\ncostituita sul litorale ed alleata con  gli  Omissis,  e  quella  dei\r\nOmissis - Omissis, proiezione della tradizionale  mafia  agrigentina)\r\nin lotta per la  spartizione  degli  interessi  economici  dell'area,\r\nindividuabili innanzi tutto nelle attivita' commerciali della  fascia\r\nlitoranea (gestione spiagge, stabilimenti balneari, chioschi e  punti\r\ndi ristoro).  Le  modalita'  del  conflitto  si  sono  articolate  in\r\nincendi, danneggiamenti e reati contro la persona - effettuati  anche\r\na colpi di arma da fuoco in pieno giorno -  alternati  a  momenti  di\r\n\"pax mafiosa\" imposta da forze  criminali  esterne  per  evitare  che\r\nl'escalation di sangue incidesse negativamente sui lucrosi  interessi\r\ncriminali. \r\n    L'Operazione Tramonto. \r\n    Condotta dalla Guardia di Finanza  nell'ambito  del  procedimento\r\npenale RGNR 54911\/12 su  alcune  aziende  riferibili  ai  Omissis  ha\r\ndisvelato soprattutto la  capacita'  imprenditoriale  del  sodalizio,\r\nmanifestatasi mediante operazioni di mimesi  delle  proprieta'  e  di\r\ncamuffamento, attraverso una  mirata  manipolazione  degli  strumenti\r\nsocietari, in taluni casi compiute addirittura dopo l'esecuzione  dei\r\nprovvedimenti di sequestro giudiziario. Gli esiti dell'indagine hanno\r\ncondotto nel gennaio 2014 all'adozione di  un'ordinanza  di  custodia\r\ncautelare in  carcere  a  carico  di  16  soggetti  ed  al  sequestro\r\npreventivo di attivita' commerciali e quote societarie per un  valore\r\ndi stima pari a 6.012.408 euro. \r\n    L'Affaire Omissis. \r\n    L'indagine condotta dalla Squadra Mobile di Roma ha portato il  4\r\nnovembre  2014  all'arresto  del  dirigente  dell'Ufficio  tecnico  e\r\ndell'Unita' organizzativa Ambiente e Litorale del Municipio di Ostia,\r\nIng. Omissis, ed altre 8  persone  responsabili  di  abuso  d'ufficio\r\nturbata liberta' degli  incanti,  falsita'  ideologica,  concussione,\r\ncorruzione e reati  finanziari,  finalizzati  ad  agevolare  il  clan\r\nOmissis alleato dei Omissis. \r\n    In particolare il dr.  Omissis  e'  risultato  il  fulcro  di  un\r\narticolato sistema corruttivo nell'ambito della gestione di  numerosi\r\nappalti pubblici di lavori e concessioni per stabilimenti balneari in\r\nfavore  di  societa'  contigue  alle   associazioni   criminali   del\r\nterritorio.  Dalla  perquisizione  eseguita  ai  danni   del   citato\r\ndirigente  e'  emerso  addirittura  il  possesso  del   permesso   di\r\ninvalidita' per la viabilita' in aree a traffico  limitato  intestato\r\nal boss Omissis utilizzato dal Omissis sulla propria autovettura. \r\n    I comportamenti contestati agli arrestati risultano del resto  in\r\nlinea con gli esiti di pregresse indagini, condotte  gia'  dal  2004,\r\nche avevano acclarato la penetrazione delle organizzazioni  criminali\r\nnel tessuto sociale ed imprenditoriale di Ostia con  l'appropriazione\r\ndi diverse attivita' legali (gestione di parcheggi,  aree  demaniali,\r\nimpianti sportivi, stabilimenti balneari) e beni immobili  attraverso\r\nl'applicazione di imponenti tassi usurari. \r\n    La Mafia di Ostia. \r\n    La sintesi delle caratteristiche del  quadro  criminale  ostiense\r\nemerge in maniera molto chiara  dall'ordinanza  adottata  a  chiusura\r\ndell'operazione Alba Nuova,  sopra  citata,  dove  viene  in  rilievo\r\nl'esistenza di un sistema che, attraverso il vincolo intimidazione  e\r\nle correlate situazioni di assoggettamento  ed  omerta'  proprie  dei\r\nsodalizi mafiosi, mira a scardinare  gli  assetti  economici  locali,\r\nattraverso il saccheggio, pacificamente operato,  di  un  territorio,\r\nsignificativo per l'immediata contiguita'  con  una  grande  capitale\r\neuropea, sede di scelte di governo. \r\n    Nella  correlata  ordinanza  di  sequestro  preventivo   il   GIP\r\nfocalizza l'attenzione sui legami  dei  clan  mafiosi  radicatisi  ad\r\nOstia  con  l'imprenditoria  locale,  in  particolare  con   Omissis,\r\nPresidente del Porto di Ostia, mediati dal pluripregiudicato Omissis,\r\ntratto in arresto il 26 luglio 2013  dalla  Squadra  Mobile  di  Roma\r\nperche' \"incaricato della gestione  delle  attivita'  economiche,  in\r\nparticolare nel Porto di Ostia\" per conto dei Omissis. \r\n    Omissis con  il  suo  corredo  di  relazioni  e  contatti  e'  lo\r\nstrumento attraverso cui l'organizzazione criminale effettua il salto\r\ndi qualita' verso attivita' commerciali di apparente  rispettabilita'\r\ne  liceita'  volte  a  convertire  lo  stesso   complesso   portuale,\r\nattraverso  il  gioco  d'azzardo,  in  una  struttura   deputata   al\r\nriciclaggio. \r\n    Il quadro sopra delineato ha trovato  una  prima  conferma  nella\r\nsentenza del giugno 2014 (con  rito  abbreviato)  ed  in  quella  del\r\ngennaio 2015 laddove per la prima volta si riconosce  l'esistenza  di\r\nun'organizzazione mafiosa sul territorio romano. \r\n    In particolare la sentenza del 30 gennaio  2015  emessa  dalla  I\r\nsez. penale del Tribunale di Roma, seppure non ancora  con  forza  di\r\ngiudicato,  ha  condannato  i  membri  della  famiglia  Omissis   per\r\nassociazione mafiosa ed altro infliggendo pene detentive  complessive\r\nper oltre 200 anni di carcere, cosi'  suggellando  l'operativita'  di\r\nun'organizzazione mafiosa autoctona sul territorio di Ostia. \r\n    Nella suddetta sentenza viene ribadito il ruolo di Omissis  e  di\r\nun altro imprenditore Omissis, entrambi impegnati  ad  assicurare  il\r\nsostentamento economico alla famiglia di un killer  mafioso,  Omissis\r\n(detto Omissis). \r\n    Collegamenti tra mafia di Ostia e \"mafia Capitale\". \r\n    Particolare attenzione ha altresi' posto la Commissione d'accesso\r\nper verificare  l'esistenza  di  legami  tra  la  mafia  di  Ostia  e\r\nl'organizzazione \"mafia Capitale\"; il punto di partenza e' costituito\r\nproprio dalla sentenza del 30 gennaio scorso laddove nel  ricostruire\r\nla  fitta  rete  di  appoggi  esterni  all'organizzazione   criminale\r\nostiense si fa riferimento alla figura del commercialista Omissis che\r\nha curato per anni le pratiche amministrative della societa'  Omissis\r\nper conto della famiglia  Omissis  e  destinatario  di  ordinanza  di\r\ncustodia  cautelare  per  i  reati  di  associazione   a   delinquere\r\nriciclaggio  e  frode  fiscale  nell'ambito  di  un'altra  operazione\r\ndenominata\" Nasty Business\". \r\n    Orbene dalle risultanze dell'operazione Mondo di mezzo emerge che\r\nla sede legale dello Omissis sita in via Armando Armuzzi n. 6,  nella\r\ntitolarita'  del  prefato  professionista  e'  anche  la  sede  dello\r\nstabilimento balneare Omissis gestito,  tra  gli  altri,  da  Omissis\r\nfratello di Omissis (appartenente ai  NAR  ed  ucciso  nel  1981)  in\r\nfavore  del  quale  viene  richiesto  l'intervento  di  Omissis   per\r\ncontrastare asserite prepotenze poste in essere da un terzo soggetto. \r\n    Il medesimo  professionista  e'  risultato  inoltre  collegato  a\r\nOmissis (trait d'union tra la dimensione criminale di Mafia  capitale\r\ne la dimensione istituzionale grazie ai suoi rapporti con  Omissis  e\r\nOmissis da un lato ed il Sindaco  Omissis  dall'altro)  al  quale  e'\r\nlegato da un rapporto di lavoro in diverse  aziende  che  hanno  sede\r\nsempre presso il  suo  studio  e  da  un  rapporto  societario  nella\r\nOmissis, ubicata anch'essa  in  via  Armando  Armuzzi,  6  del  quale\r\nOmissis e' anche amministratore unico. \r\n    Ulteriore testimonianza  del  rapporto  tra  l'organizzazione  di\r\nOmissis e la mafia  di  Ostia  e'  offerta  dalle  dichiarazioni  del\r\ncollaboratore di giustizia Omissis che riferisce di un  episodio  del\r\n2008 dove Omissis  venne  informato  circa  il  rifiuto  opposto  dal\r\nOmissis al trasporto di stupefacenti in Spagna richiestogli dal  clan\r\nOmissis, nonche' del coinvolgimento di  Omissis  nell'organizzazione,\r\nnell'estate  2011,  dell'importazione  di  500  kg  di  cocaina   dal\r\nSudamerica, all'esito della  quale  il  Omissis  venne  arrestato  ad\r\nAlghero il 26\/9\/2011. \r\n    Gli affidamenti di appalti e concessioni. \r\n    Nel proseguire l'analisi  la  Commissione  si  e'  soffermata  su\r\nalcune procedure di affidamento di  appalti  o  concessioni  di  beni\r\ndemaniali indiziate dalla presenza di soggetti  criminali  vicini  al\r\nsodalizio di Omissis o alla mafia ostiense. Preliminarmente,  in  via\r\ngenerale, gli accertamenti svolti dai ROS danno atto di una rilevante\r\ncontiguita' tra il Presidente del X Municipio Omissis ed i sodali  di\r\nMafia Capitale testimoniata da diverse intercettazioni telefoniche ed\r\nambientali, raccolte soprattutto  in  relazione  all'affidamento  del\r\nservizio di manutenzione del verde pubblico, laddove il tenore  delle\r\nconversazioni evidenzia - oltre ad una indebita conoscenza, da  parte\r\ndelle cooperative  aspiranti  all'aggiudicazione,  di  notizie  sulla\r\ngestione del servizio - il pesante condizionamento svolto da Buzzi ed\r\ni suoi accoliti sulla stazione appaltante per ottenere  condizioni  a\r\nloro favorevoli. \r\n    Nello specifico delle procedure esaminate e' emerso quanto segue. \r\n    Appalto per la gestione del servizio di  pulizia  e  manutenzione\r\ndegli arenili  di  Castel  Porziano  -  stagione  2014  (valore  euro\r\n474.000).  La  prima  rilevante  carenza  riguarda  la  determina   a\r\ncontrarre che nel caso di specie costituiva presupposto indefettibile\r\nper la legittimita' della procedura prescelta, quella  in  regime  di\r\neconomia, per di piu' in  assenza  di  un  regolamento  comunale  che\r\ndisciplina gli acquisti in economia. \r\n    L'appalto e' stato suddiviso in 2  lotti  per  ognuno  dei  quali\r\nl'Amministrazione ha individuato  i  soggetti  da  invitare  a  gara,\r\nsenonche'  in  entrambi  i  casi  tutti  i  soggetti  sono  risultati\r\ndirettamente  o  indirettamente  riconducibili  a   Omissis,   alcuni\r\naddirittura parte integrante del suo sodalizio.  Con  la  conseguenza\r\nche ad una apparente pluralita' di aziende concorrenti ha corrisposto\r\nuna sostanziale unicita'  del  centro  di  imputazione  di  interessi\r\neconomici, aggravata dal fatto che tale situazione non e'  dipesa  da\r\nuna carenza di controlli  successivi  da  parte  dell'amministrazione\r\nprocedente, ma da  una  sua  specifica  scelta  gia'  nella  fase  di\r\nselezione delle societa'. Tale assunto, correlato al contenuto  delle\r\nconversazioni intercettate, viene dalla  Commissione  interpretato  a\r\nriprova dei collegamenti tra il sodalizio  criminale  ed  il  vertice\r\npolitico-amministrativo del Municipio. \r\n    Il percorso amministrativo seguito da questo appalto si incrocia,\r\nperaltro, con  quanto  gia'  descritto  in  precedenza  nel  capitolo\r\ndedicato al Dipartimento ambiente e territorio laddove si e' riferito\r\ndell'atto  di   indirizzo   adottato   dall'Assessore   Omissis,   su\r\nsollecitazione del dr. Omissis,  che  ha  innalzato  l'importo  degli\r\nappalti da riservarsi alle cooperative sociali.  E'  a  riscontro  di\r\ntale atto infatti che il Presidente Omissis, su pressione di Omissis,\r\nrivendica la competenza del Municipio alla gestione degli arenili  ed\r\nottiene che l'assessorato capitolino gli destini  la  somma  di  euro\r\n474.000, a fronte dei 680.000 da lui richiesti,  poiche'  i  restanti\r\n206.000 dovevano servire per liquidare Omissis,  cui  comunque  erano\r\nstati affidati ad aprile 2014 i primi  interventi  di  pulizia  delle\r\nspiagge. \r\n    Gestione servizio potatura delle alberature. \r\n    Anche in questo  caso  la  procedura  presenta  diversi  vizi  di\r\nlegittimita': utilizzo della somma urgenza in presenza di  interventi\r\nche potevano sicuramente essere pianificati e  programmati,  attivata\r\nperaltro con una cadenza temporale (oltre 2 mesi  dalla  segnalazione\r\ndelle criticita') incompatibile con la situazione di emergenza che ne\r\ncostituirebbe  il  presupposto  indefettibile.  Pure  qui  manca   la\r\ndetermina a contrarre  e  l'impiego  di  una  procedura  aperta:  gli\r\ninterventi da realizzare (per un totale di circa 2 milioni  di  euro)\r\nvengono artificiosamente frazionati in lotti e le indagini di mercato\r\nsi svolgono tra imprese di fiducia del Municipio (che coincidono  con\r\nquelle utilizzate dal Dipartimento tutela ambientale) e ricomprendono\r\nsempre le cooperative di Omissis. \r\n    Anche in questo appalto si riproduce il modulo di  una  apparente\r\npluralita' di imprese riferibili in concreto ad un  unico  centro  di\r\ninteresse. \r\n    Spiagge libere - Bando 2014. \r\n    La procedura presenta una prima anomalia in relazione  al  numero\r\ndei   partecipanti   che,   tenuto   conto   della    remunerativita'\r\ndell'attivita' oggetto di affidamento, risulta estremamente basso  (8\r\nsocieta' per  8  lotti  messi  a  bando,  2  dei  quali  a  causa  di\r\nirregolarita' nella domanda dell'unico  concorrente  non  riescono  a\r\nessere  assegnati  e  dovranno  formare  oggetto  di  una   ulteriore\r\nprocedura per l'aggiudicazione). \r\n    Ulteriore elemento di  singolarita'  rilevato  dalla  Commissione\r\nd'accesso concerne  il  verificarsi  di  aperti  dissidi  all'interno\r\ndell'ufficio tra il Dirigente Ing. Omissis ed il Funzionario  addetto\r\nArch. Omissis che inducono il  primo  a  chiedere  l'annullamento  in\r\nautotutela dell'aggiudicazione effettuata dal secondo. \r\n    Il contrasto si conclude  con  la  rimozione  del  Omissis  senza\r\ncomportare alcun annullamento dell'affidamento che resta in capo alla\r\ncooperativa. \r\n    Il bando in parola fa seguito ad un'ulteriore gara del 2012  che,\r\nseppure approvata dalla Giunta nel gennaio 2012,  veniva  chiusa  con\r\nnotevole ritardo. Addirittura nel dicembre  2012  la  Commissione  di\r\ngara concludeva i lavori e trasmetteva  gli  atti  al  direttore  del\r\nMunicipio per i provvedimenti consequenziali,  con  cio'  consentendo\r\nall'ing. Omissis di prorogare gli affidamenti ai vincitori del  bando\r\n2011 per ben due stagioni balneari (2012 e 2013). \r\n    All'esito delle indagini avviate dalla Procura della Repubblica a\r\ncarico dell'Ing. Omissis, dirigente UTC del Municipio  di  Ostia,  il\r\nbando  veniva  messo  sotto  la  lente  di  ingrandimento  del  nuovo\r\ndirettore ad interim, Avv.  Omissis,  il  quale  in  forza  dei  vizi\r\nrilevati effettuava l'annullamento della procedura. \r\n    Gestione chioschi sulle spiagge di Capocotta. \r\n    La spiaggia di Capocotta, estesa per 45 ettari e' suddivisa in  5\r\nlotti (denominati A, B, C, D, E) la cui gestione, affidata  nel  1999\r\nmediante procedura ad evidenza pubblica a 5 operatori per  la  durata\r\ndi anni 10 rinnovabili di ulteriori  5  anni,  ha  fatto  registrare,\r\noltre ad indiscriminati ampliamenti degli spazi assegnati,  reiterati\r\ninadempimenti da parte dei concessionari  nel  pagamento  dei  canoni\r\ndovuti annualmente. \r\n    Alle tardive richieste inoltrate dagli uffici  comunali  (ogni  6\r\nanni) le societa' affidatarie hanno opposto asserite spese  sostenute\r\nper  manutenzioni  straordinarie,  da  calcolare  a   scomputo,   che\r\ntuttavia,  ove  effettivamente  realizzate,  risulterebbero  comunque\r\neffettuate senza il preventivo assenso dell'Ente e dal  medesimo  non\r\nverificate, ne' ormai verificabili. \r\n    Tra  esse  spicca  la  posizione  della  societa'  Omissis   che,\r\nnonostante il mancato pagamento del canone (118.000 euro relativi  al\r\nperiodo 2002- 2013), viene lasciata a  gestire  lo  spazio  demaniale\r\n(lotto C) per ben 2 stagioni balneari senza neanche un  formale  atto\r\ndi  proroga.  Cio'  nonostante   l'area   fosse   caratterizzata   da\r\nparticolare pregio tant'e' che risulta inserita in Sito di  interesse\r\ncomunitario (cd. SIC) ed in una zona di protezione speciale (ZPS),  e\r\nsu di essa l'amministrazione si fa carico di predisporre un  progetto\r\ndi riqualificazione avente  ad  oggetto  l'adeguamento  impiantistico\r\ndelle strutture ivi esistenti. Tale progetto  affidato  alla  Omissis\r\n(per euro 6.050,00) non otteneva il nulla osta della  Commissione  di\r\nRiserva del  litorale  romano  istituita  con  decreto  del  Ministro\r\ndell'ambiente, che allo stato deve pronunciarsi su un nuovo  progetto\r\ninoltrato il 27\/3 u.s. \r\n    Per  completezza  di  esposizione  la  Commissione  riferisce  di\r\nun'ulteriore vicenda amministrativa maturata nel medesimo ambito  del\r\nlitorale che ha portato allo scorporo di una porzione di spiaggia dal\r\nlotto D con la creazione di un'ulteriore  unita'  denominata  D  1  e\r\ndestinata alla pratica naturista (giusta delibera C.C. n. 104\/99). \r\n    La regolamentazione del relativo rapporto  viene  effettuata  non\r\ncon atto  concessorio  ma  con  un  accordo  privatistico,  senza  la\r\nprevisione di alcun canone a favore del Municipio. Degna di  nota  e'\r\nla presenza nella vicenda di  Omissis  (molto  legato  a  Omissis  ed\r\nattualmente  destinatario  di  misure  restrittive   della   liberta'\r\npersonale) il quale ha operato oltre che  come  rappresentante  della\r\nsocieta' affidataria del lotto interessato (la  Omissis)  anche  come\r\nrappresentante legale del Omissis che riunisce i concessionari dei  5\r\nlotti. \r\n    Lo stabilimento Omissis. \r\n    Di particolare  interesse  per  le  finalita'  della  Commissione\r\nd'accesso e' risultata la vicenda  concernente  l'affidamento  di  un\r\nchiosco  bar  nello  stabilimento  balneare  denominato  Omissis.  La\r\nrelativa istanza veniva inoltrata  dalla  sorella  del  sig.  Omissis\r\n(Presidente del Porto di Ostia), Omissis, amministratore unico  della\r\nOmissis e definita con estrema  velocita'  (nello  stesso  giorno  di\r\npresentazione dell'istanza 7\/8\/2014) in favore della societa' Omissis\r\nil cui legale rappresentante e' Omissis, narcotrafficante di  elevato\r\ncalibro legato alla mafia di Ostia. \r\n    Sulla vicenda la Commissione ha sentito  in  audizione  il  dott.\r\nOmissis, responsabile del procedimento, il quale  riferiva  che,  una\r\nvolta appreso dell'identita' del gestore, aveva convocato Omissis  ed\r\ne' quest'ultimo a  farsi  carico  di  risolvere  diplomaticamente  la\r\nquestione,  facendo  pervenire  a  nome   dell'amministratore   della\r\nsocieta'  una  comunicazione  (peraltro  a  stagione  balneare  ormai\r\nconclusa) nella quale si attesta che  non  si  e'  dato  poi  seguito\r\nall'affitto del bar in favore della Omissis. \r\n    Non puo' non sottolinearsi  l'illegittimita'  dell'azione  svolta\r\ndall'amministrazione del municipio che non solo viene meno al  dovere\r\ndi accertare i requisiti soggettivi dell'affidatario  di  uno  spazio\r\npubblico per finalita' lucrative, ma una volta che li  ha  conosciuti\r\nnon procede all'annullamento dell'aggiudicazione ricercando  indebite\r\nmediazioni per giungere ad una soluzione che non esponga  soprattutto\r\nl'affidatario al \"ludibrio\" di un diniego dell'autorizzazione. \r\n    La nuova sede del Gruppo X della Polizia Municipale. \r\n    La vicenda concerne l'individuazione di una nuova  sede  per  gli\r\nuffici del Gruppo della polizia locale del X municipio,  ospitati  in\r\nun immobile di proprieta'  della  Omissis  a  base  di  un  contratto\r\nscaduto per il quale l'Amministrazione versa a titolo  di  indennita'\r\ndi occupazione circa Euro 1.166.000,00 annui. \r\n    A seguito  di  un  avviso  per  la  manifestazione  di  interesse\r\npubblicato il 10\/4\/2014 , sulle  tre  offerte  presentate  ne  veniva\r\nammessa una sola, quella di Omissis relativa ad un immobile  sito  in\r\nvia dell'Idroscalo n. 3, riconducibile alla  proprieta'  di  Omissis,\r\nnonostante la metratura dei locali fosse inferiore a quella richiesta\r\ndal bando e la destinazione del bene non conforme. \r\n    Il Comandante della Polizia di Roma Capitale - che in  maniera  a\r\ndir poco singolare non era stato affatto coinvolto nella procedura  -\r\ninformato  per  caso  della  vicenda,  in  quanto  destinatario   per\r\nconoscenza  di  una  nota  inviata  dal  dott.   Omissis,   evidenzia\r\nformalmente l'assoluta inidoneita'  dei  locali,  la  cui  superficie\r\nutile era di gran lunga inferiore a  quella  richiesta  (1600  mq.  a\r\nfronte dei 2500 del bando) e che necessitavano di  grossi  interventi\r\ndi adeguamento per renderli idonei alle esigenze del Corpo di Polizia\r\nMunicipale. \r\n    Ma nonostante la  ferma  e  formale  opposizione  del  Comandante\r\nOmissis il Dipartimento patrimonio del  Comune  nella  persona  della\r\nd.ssa Omissis insiste nella volonta' di stipulare il contratto a  far\r\ndata dal 1\/04\/2015 ovvero dall'ultimazione di tutti  gli  \"interventi\r\nnecessari a rendere  il  complesso  immobiliare  idoneo  all'utilizzo\r\nrichiesto   dal   punto   di   vista    tecnico,    strutturale    ed\r\ninfrastrutturale\". \r\n    La societa' individuata, nella persona dell'amministratore unico,\r\ncon nota del 23\/1\/2015 accetta le  richieste  dell'Amministrazione  e\r\ncontestualmente invia progetto esecutivo, crono-programma  e  computo\r\nmetrico dei lavori, rimanendo in attesa  della  convocazione  per  la\r\nstipula del contratto. \r\n    La ricostruzione documentale operata dalla Commissione  d'accesso\r\nsi  ferma  qui,  ma  non  puo'   farsi   a   meno   di   sottolineare\r\nl'irregolarita' della condotta del Comune nella gestione della  gara,\r\nladdove tenta di sanare la difformita'  dell'offerta  proposta  dalla\r\nOmissis e non procede alla sua esclusione neanche dopo che in sede di\r\nintegrazione documentale l'immobile si rivela comunque  di  categoria\r\ncatastale D8 (grande distribuzione) a fronte di quella ad uso ufficio\r\n(B4) richiesta dal bando. \r\n    A testimonianza dell'interesse della  procedura  contrattuale  in\r\nesame la Commissione sottolinea che, dopo l'avvio  dell'iter  per  il\r\ncambio di sede, i proprietari di quella attuale avrebbero  avvicinato\r\nrappresentanti sindacali della Polizia Municipale promettendo  denaro\r\nin cambio dell'attivazione di proteste contro il trasferimento. \r\n    Ostia \"mon amour\" - estate 2014. \r\n    Particolari approfondimenti sono poi stati svolti in ordine a due\r\niniziative realizzate dal X Municipio per animare l'estate 2014 . \r\n    Si tratta di due avvisi pubblici: \r\n      1) per realizzare una manifestazione  turistico-ricreativa  sul\r\nLungomare  di  Ostia  (tra  il  15\/6  ed  il  24\/8\/2014)  consentendo\r\nall'aggiudicatario di svolgere attivita' commerciali e scomputando il\r\ncanone di occupazione con le spese sostenute per gli spettacoli; \r\n      2) per la riqualificazione dei giardini storici  del  Lungomare\r\ndi  Ostia  consentendo  all'aggiudicatario  di   svolgere   attivita'\r\ncommerciali tra il 14\/6 ed il 14\/9\/2014 con scomputo  del  canone  di\r\noccupazione  dalle  spese  sostenute  per  la  riqualificazione   dei\r\ngiardini. \r\n    L'aggiudicazione  avviene  previo  esame  di  una  sola   offerta\r\npresentata da: Omissis per il primo bando e Omissis per il secondo. \r\n    Omissis e' posseduta da Omissis - ex consigliere della Omissis al\r\nquale e' subentrato quale liquidatore il dr.  Omissis  commercialista\r\ndi Omissis. \r\n    In entrambi i casi si e' proceduto ad affidare la concessione  di\r\nun bene pubblico con un'ulteriore finalita' (nel 1\u00b0 caso per affidare\r\nanche un appalto di servizi, nel 2\u00b0 per affidare anche un appalto  di\r\nlavori pubblici). Di questa scelta tuttavia  quel  che  piu'  suscita\r\nperplessita' e' il sistema \"autorizzato\" dagli uffici per eludere  il\r\npagamento degli oneri concessori. \r\n    Il metodo dello scomputo degli oneri e' in  realta'  disciplinato\r\ndall'ordinamento ma per un solo caso  relativo  all'effettuazione  di\r\nopere pubbliche a scomputo degli  oneri  di  urbanizzazione,  laddove\r\nesiste una specifica norma di legge, che non si rinviene per  i  casi\r\ndi specie. Ma anche a voler ammettere una  eventuale  estensione  del\r\nmodulo normativo e' comunque mancato  in  entrambe  le  procedure  un\r\npassaggio  fondamentale:  per  i  servizi   di   intrattenimento   la\r\nquantificazione  preventiva   del   valore   dell'appalto,   per   la\r\nriqualificazione dei giardini la presentazione  di  un  progetto  con\r\nrelativo computo metrico e quadro economico. \r\n    Per quest'ultimo la convenzione stipulata con  Omissis  prevedeva\r\ninfatti un progetto da presentarsi in sede di gara che pero'  non  e'\r\nstato  rinvenuto  in  allegato  all'offerta,  corredata  solo  da  un\r\ndocumento estremamente generico non qualificabile assolutamente  come\r\nprogetto. \r\n    Tale carenza viene  confermata  dagli  ulteriori  sviluppi  della\r\nvicenda amministrativa sulla quale interviene anche  un  accertamento\r\nda parte dell'Autorita' giudiziaria che delega  il  Comandante  della\r\npolizia  Municipale  a  svolgere  indagini.  In  tale  ambito,   alla\r\nrichiesta formale di notizie depositata dal Comandante  il  direttore\r\nOmissis, con nota del 3\/10\/2014, precisa che le  strutture  amovibili\r\nutilizzate  dalla  societa'  sono  in  fase  di  smantellamento   dal\r\n19\/9\/2014 e la  societa'  ha  90  gg.  per  effettuare  i  lavori  di\r\nriqualificazione i cui dettagli sono in corso di definizione  con  la\r\nsocieta' a cura del tecnico  incaricato  -  geom.  Omissis;  comunque\r\nrisultano effettuati i lavori di pulizia e  ripristino  dello  status\r\nquo all'atto della consegna dell'area. \r\n    Quando poi il Omissis  passa  a  quantificare  alla  societa'  il\r\ncanone di  occupazione  (euro  525.037,00)  insorgono  le  criticita'\r\nnell'ambito delle quali il Omissis, smentendo quanto comunicato  alla\r\nPolizia Municipale, contesta  alla  societa'  il  mancato  ripristino\r\ndelle aree,  degradate  e  danneggiate  dall'attivita'  svolta  dalla\r\nOmissis e la diffida nel febbraio  2015  all'esecuzione  delle  opere\r\ndovute. \r\n    La carenza del progetto di riqualificazione  viene  colmata  solo\r\nnel novembre 2014 (ben oltre l'epoca in  cui  si  sono  consumate  le\r\nattivita' lucrative) quando il geom. Omissis succeduto alla Omissis -\r\ndimessasi dall'incarico - redige il  progetto  definitivo  ed  il  20\r\nnovembre 2014 lo trasmette agli uffici capitolini  per  i  prescritti\r\npareri. \r\n    In sede di conferenza di servizi l'Ing. Omissis (dirigente  della\r\nDirezione ambiente e litorale) nega pero'  il  parere  di  competenza\r\nsottolineando  la  dubbia  legittimita'  dell'intera  procedura  che,\r\navviata senza progetto, senza autorizzazioni paesaggistiche  e  senza\r\ncodifica degli oneri di occupazione di suolo pubblico, si  pretendeva\r\ndi sanare con un progetto postumo. \r\n    Nel febbraio 2015 la Omissis comunica  l'inizio  dei  lavori  che\r\nancora a marzo non si erano conclusi, ad aprile poi  sopravvengono  i\r\nprimi  esiti  dell'attivita'  di  indagine  penale  con  l'ordine  di\r\nsequestro della documentazione; attualmente la vicenda e'  ancora  al\r\nvaglio dell'Autorita' giudiziaria. \r\n    Va precisato tuttavia che oltre alla posizione del titolare della\r\nOmissis non emergono ulteriori dati di  interesse  della  Commissione\r\nd'accesso poiche' a carico  dei  proprietari  delle  varie  strutture\r\namovibili cui era stata sub-concessa  la  gestione  degli  spazi  non\r\nvengono riscontrati  elementi  di  rilievo  da  parte  della  Polizia\r\nMunicipale. \r\n8. Il Caso AMA. \r\n    Omissis. \r\n9. Il network societario di \"mafia capitale\". \r\n    Omissis. \r\n10. Il Capitale  istituzionale  di  \"mafia  Capitale\":  il  \"Capitale\r\npolitico\". \r\n    La  Commissione   si   sofferma   a   descrivere   il   \"capitale\r\nistituzionale\",  cioe'  il  milieu  di  amministratori  e  funzionari\r\npubblici che sono stati funzionali ai  disegni  di  infiltrazione  di\r\n\"mafia capitale\". \r\n    La Commissione rileva come la costruzione  di  questo  \"capitale\"\r\nsia il frutto di un lavoro condotto in sinergia da Omissis e Omissis,\r\nconosciutosi in ragione del comune passato criminale. \r\n    Omissis. \r\n      Omissis, Presidente del X Municipio fino alle  sue  dimissioni,\r\nindagato per concorso in corruzione, sottoposto  a  misure  cautelari\r\nrestrittive della liberta' personale; \r\n      Omissis. \r\n11. Il \"Capitale Amministrativo\". \r\n    Sulla base delle risultanze acquisite, la Commissione  enumera  i\r\ndipendenti di Roma Capitale che attraverso azioni o  omissioni  hanno\r\ncontribuito a  piegare  la  gestione  amministrativa  dell'Ente  agli\r\ninteressi di \"mafia Capitale  (pagg.  719  -  752).  Si  riportano  i\r\nnominativi dei soggetti in questione, richiamando,  per  esigenze  di\r\nbrevita', le considerazioni svolte dalla Commissione nei confronti di\r\nquelli il cui ruolo risulta meno tratteggiato dall'esposizione  delle\r\nvicende   riscontrate.   Secondo   la   Commissione,   quindi,   sono\r\nriconducibili al \"capitale amministrativo\" i seguenti soggetti: \r\n      Omissis; \r\n      Omissis,  Omissis  e  Omissis,  rispettivamente  i  primi   due\r\ndirigenti, il terzo funzionario, del X Municipio, coinvolti, a  vario\r\ntitolo, nei reati contro  la  pubblica  amministrazione  verificatisi\r\nnella gestione di appalti dello stesso Municipio. \r\n12. L'ordinanza emessa dal GIP di Roma il 29 maggio scorso. \r\n    Prima di avviarsi alle conclusioni, la  Commissione  ha  ritenuto\r\nopportuno riepilogare gli ulteriori elementi emersi dall'ordinanza di\r\napplicazione di misure cautelari, emessa dal GIP presso il  Tribunale\r\ndi Roma il 29 maggio scorso, ancorche' in molti casi le risultanze in\r\nessa esposte siano state gia' riportate nell'esposizione  di  diverse\r\nvicende sopra richiamate. \r\n    Omissis. \r\n    La Commissione segnala, inoltre, che l'ordinanza ricostruisce: \r\n      a) Omissis; \r\n      b) Omissis; \r\n      c)  gli  episodi  corruttivi  relativi  ad   alcune   procedure\r\nacquisitive nel X Municipio, ed  i  ruoli  avuti  nella  vicenda  dal\r\nPresidente dell'epoca Omissis e dal Consigliere Omissis; \r\n      d) Omissis; \r\n      e) Omissis. \r\n13. Le conclusioni della Commissione. \r\n    Al termine  di  questa  articolata  esposizione,  la  Commissione\r\nsviluppa una ricostruzione del quadro normativo di riferimento e  dei\r\nprincipali orientamenti espressi dalla giurisprudenza circa la natura\r\ndello scioglimento delle assemblee elettive dei Consigli  comunali  e\r\nprovinciali per infiltrazioni mafiose, previsto dall'art. 143,  comma\r\n2, TUEL (pagg. 807 - 821), per poi illustrare le conclusioni da  essa\r\nraggiunte. \r\n    In questa parte (pagg. 822-834),  il  Collegio  ricorda  come  la\r\nmisura dissolutoria rivesta un  carattere  straordinario,  implicando\r\nuna  deroga  ai  principi  di  democraticita'  e  di  autonomia   che\r\ncaratterizzano nel nostro ordinamento il sistema degli  enti  locali.\r\nEssa, quindi  si  giustifica  in  presenza  di  situazioni  anch'esse\r\nstraordinarie, consistenti in una  situazione  di  collusione,  anche\r\nindiretta,  tra  gli  amministratori  dell'ente,  tale   da   rendere\r\npregiudizievole per la collettivita' il  loro  permanere  in  carica.\r\nCio'  in  quanto  essi,  anche  a  prescindere  dall'accertamento  di\r\nresponsabilita' individuali, si sono dimostrati incapaci di garantire\r\nuna gestione della cosa pubblica scevra  da  anomale  interferenze  e\r\nrispettosa dei principi di legalita'. \r\n    A questo proposito, il  Collegio  ritiene  opportuno  rammentare,\r\nsulla scorta della giurisprudenza amministrativa, che l'art. 143 TUEL\r\nsubordina  lo  scioglimento  all'esistenza  di  una   condizione   di\r\ninfiltrazione criminale sull'ente locale inteso  nel  suo  complesso.\r\nTale situazione puo' dunque sussistere anche quando la curvatura agli\r\ninteressi della delinquenza mafiosa non coinvolga  tutti  o  la  gran\r\nparte degli amministratori o anche quando gli amministratori  non  si\r\nsiano rivelati in grado  di  opporsi  efficacemente  in  presenza  di\r\nsintomatiche disfunzioni dell'agire dell'ente di cui si  sia  giovato\r\nla criminalita' organizzata. \r\n    La  Commissione  ricorda  ancora   come,   sempre   secondo   gli\r\norientamenti  della  giurisprudenza  amministrativa,   l'accertamento\r\ndella situazione di  infiltrazione  deve  essere  il  frutto  di  una\r\nvalutazione complessiva che deve tenere  conto,  tra  l'altro,  della\r\ncarente funzionalita' dell'ente in settori sensibili  agli  interessi\r\ndella criminalita' organizzata e che e' il frutto di un apprezzamento\r\nampiamente discrezionale. \r\n    Cio' posto, il Collegio sottolinea  come  le  risultanze  esposte\r\nnell'ordinanza emessa dal GIP di Roma  del  28  novembre  2014  e  le\r\nsuccessive  sentenze   confermative   del   Tribunale   del   Riesame\r\n(3342\/2014) e della Corte di Cassazione (n. 625\/2014)  consentano  di\r\naffermare con certezza che il sodalizio  criminale,  il  cui  vertice\r\nindiscusso e' Omissis, rientri a pieno titolo tra le  associazioni  a\r\ndelinquere di stampo mafioso, come definite dall'art. 416-bis c.p. \r\n    \"Mafia  Capitale\"  si  avvale,  infatti,  del   metodo   mafioso,\r\novverossia della forza intimidatrice  del  vincolo  mafioso,  per  il\r\nconseguimento dei suoi scopi, modulando  i  propri  modi  operandi  a\r\nseconda del contesto in  cui  agisce.  Essa,  infatti,  non  esita  a\r\nricorrere  alle  forme  di  pressione  violenta  quando  agisce   nel\r\nperimetro criminale \"tradizionale\",  mentre  nell'intessere  rapporti\r\ncon il mondo dell'imprenditoria, delle istituzioni e della  politica,\r\nagisce di preferenza con gli strumenti della corruzione. \r\n    Da questo punto  di  vista,  Omissis  e'  l'uomo  che  stringe  e\r\ngarantisce rapporti con le filiazioni delle \"mafie storiche\" operanti\r\nnella Capitale e nel suo circondario (in primis nella. zona di Ostia)\r\ne  che  definisce  le  strategie  di  penetrazione   nella   pubblica\r\namministrazione locale nell'intento, attraverso il ruolo di  Omissis,\r\ndi acquisire commesse e risorse  pubbliche  a  favore  delle  aziende\r\ncontrollate dal sodalizio e delle imprese colluse. \r\n    Omissis. \r\nIII - La memoria del Sindaco Marino. \r\n    Omissis. \r\nIV - Considerazioni e proposte finali. \r\n1. Considerazioni e proposte circa le misure applicabili nei riguardi\r\ndi Roma Capitale. \r\n    Omissis. \r\n2.  Considerazioni  e  proposte  circa  le  misure  applicabili   del\r\nMunicipio X di Roma Capitale. \r\n    Nella sua relazione, la Commissione non ha  formulato  specifiche\r\nproposte  relativamente  al  Municipio  di  Ostia,  considerando   la\r\nquestione assorbita dalle conclusioni che  postulano  la  sussistenza\r\ndei presupposti per lo scioglimento dell'Organo  consiliare  di  Roma\r\nCapitale. \r\n    Nell'ipotesi  in  cui  venga   condivisa   l'impostazione   sopra\r\nillustrata, propensa a ritenere la non  praticabilita'  della  misura\r\ndissolutoria, appare ineludibile affrontare il tema delle misure che,\r\nin  base  agli  esiti  dell'accesso,  sono  suscettibili  di  trovare\r\napplicazione nei riguardi del Municipio X, competente per  l'area  di\r\nOstia. \r\n    Sul punto, occorre ricordare che le  misure  di  rigore  previste\r\ndall'art. 143 TUEL trovano applicazione non solo nei  riguardi  degli\r\norgani elettivi comunali e provinciali, ma, in virtu' dell'estensione\r\noperata dal successivo art. 146, anche nei confronti di una serie  di\r\naltri organi ed enti. Tra questi ultimi  vi  sono  anche  i  consigli\r\ncircoscrizionali, i quali costituiscono organismi  di  decentramento,\r\ndi partecipazione, di consultazione e di gestione dei servizi di base\r\n(art. 17, comma 1, TUEL). \r\n    Orbene, va sottolineato che l'art. 26, comma 2, dello Statuto  di\r\nRoma Capitale  qualifica  espressamente  i  Municipi  in  termini  di\r\ncircoscrizione attribuendo ad  essi,  sia  pure  in  un  contesto  di\r\nmaggiore autonomia, le medesime funzioni indicate dal citato art.  17\r\nTUEL. \r\n    Si  deve,  quindi,  concludere  che,  al  di  la'   del   diverso\r\nnomeniuris, i Consigli dei Municipi rientrino nel genus dei  Consigli\r\ncircoscrizionali, con la conseguenza che anche ad essi  e'  possibile\r\napplicare  le  diverse  misure,  ivi  comprese  quelle  di  carattere\r\ndissolutorio, contemplate dal richiamato art. 143. \r\n    Entrando  nel  merito,  va  osservato  che  la   Commissione   ha\r\nrichiamato le risultanze delle convergenti  evidenze  emerse  da  una\r\nserie di iniziative  di  indagine,  coordinate  dalla  Procura  della\r\nRepubblica di Roma, sui clan  delinquenziali  operanti  nell'area  di\r\nOstia. \r\n    Le risultanze di tali attivita' consentono di  affermare  che  e'\r\noggi processualmente accertato che il territorio del Municipio X  sia\r\ncaratterizzato dalla pervasiva e radicata presenza di  organizzazioni\r\ncriminali di stampo mafioso.  Tali  organizzazioni  costituiscono  le\r\nproiezioni nell'hinterland  romano  di  sodalizi  di  analoga  natura\r\npresenti nelle  regioni  di  radicamento  storico  della  delinquenza\r\norganizzata. \r\n    A cio' si aggiunge la presenza sul  territorio  del  X  Municipio\r\nanche di  \"mafia  Capitale\"  che,  come  emerge  dalle  ricostruzioni\r\ncontenute nell'ordinanza del GIP di Roma del  28  novembre  2014,  ha\r\nsviluppato in  queste  aree  attivita'  illegali  sia  con  i  metodi\r\ndell'intimidazione mafiosa, sia attraverso l'azione correttiva  posta\r\nin essere dal branch economico facente capo a Omissis. \r\n    Peraltro, il sodalizio capeggiato da Omissis non si e' limitato a\r\nquesto, ma ha intessuto solidi rapporti con le consorterie  criminali\r\npresenti  nel  distretto  ostiense,  stringendo  intese  anche  sulle\r\nmodalita' di svolgimento dei traffici illeciti. \r\n    Tali circostanze sono piu' che  sufficienti  per  concludere  che\r\nnella circoscrizione del Municipio X si sia realizzata la  condizione\r\n- base, richiesta per l'applicazione delle misure ex art.  143  TUEL,\r\ndella notoria  ed  accertata  diffusione  nel  suo  territorio  della\r\ncriminalita' organizzata. \r\n    Quanto   alle   dinamiche   che    hanno    interessato    quella\r\nAmministrazione  municipale,  i  numerosi  episodi,  riferiti   dalla\r\nCommissione, portano alla luce come in piu' occasioni  il  Presidente\r\ndel Municipio, Omissis, abbia intrattenuto rapporti e connivenze  con\r\nil branch economico di \"mafia Capitale\", funzionali a far  conseguire\r\na quest'ultimo una serie di appalti  pubblici.  Tali  rapporti  sono,\r\ninoltre, testimoniati in conversazioni  intercettate  intercorse  tra\r\nOmissis e Omissis. \r\n    Gia'  da  queste  circostanze  emerge  con  chiarezza   come   le\r\ncollusioni  esistenti  tra  il  Presidente   del   Municipio   e   le\r\norganizzazioni criminali abbiano  prodotto  l'effetto  di  piegare  e\r\ncondizionare l'azione  degli  organi  amministrativi  agli  interessi\r\nillegali di \"mafia Capitale\". Si  concretizza  cosi'  quel  nesso  di\r\ncausa-effetto  tra  il  condizionamento  degli  amministratori  e  le\r\ndisfunzionalita'  amministrative   riscontrate   che,   secondo   gli\r\norientamenti della giurisprudenza, giustifica il ricorso alla  misura\r\ndissolutoria di cui al ripetuto art. 143 TUEL. \r\n    A  queste  si  aggiungono   le   ulteriori   interferenze   e   i\r\ncondizionamenti delle  attivita'  amministrative  che  le  filiazioni\r\ndelle \"mafie storiche\" hanno realizzato  grazie  alla  collusione  di\r\ndirigenti e dipendenti del Municipio. \r\n    Il \"fermo immagine\", scattato dalla Commissione,  restituisce  un\r\nquadro di una Circoscrizione profondamente inquinata e  piegata  alle\r\nesigenze delle diverse consorterie criminali. \r\n    Gli  elementi  raccolti  in  proposito   sono   indiscutibilmente\r\nconnotati dai tratti di  concretezza,  in  quanto  si  riferiscono  a\r\ncircostanze fattuali; rilevanza,  in  quanto  appaiono  significativi\r\ndella \"curvatura\" del Municipio alle esigenze criminali;  univocita',\r\nnon prestandosi le circostanze  in  questione  ad  interpretazioni  o\r\ndeduzioni logiche di incerto significato. \r\n    Alla luce del quadro  delineato  dagli  elementi  raccolti  dalla\r\nCommissione, si ritiene che ricorrano tutti i  presupposti  di  legge\r\nper proporre lo scioglimento del Consiglio del Municipio  X  di  Roma\r\nCapitale. \r\n3. Considerazioni e  proposte  sulle  misure  applicabili,  ai  sensi\r\ndell'art.  143,  comma  5  TUEL  nei  confronti  di  dirigenti  e  di\r\ndipendenti di Roma Capitale e del Municipio X. \r\n    In conclusione - alla luce  degli  articolati  elementi  riferiti\r\ndalla Commissione  di  accesso  e  di  quegli  altri  desumibili,  in\r\nparticolare, dalle ripetute ordinanze del GLP di Roma del 28 novembre\r\n2014 e del 29 maggio scorso - appare necessario valutare se  emergano\r\ni presupposti per l'applicazione delle misure di  cui  all'art.  143,\r\ncomma 5 TUEL nei riguardi dei dirigenti e di altri dipendenti Omissis\r\ne del Municipio X. \r\n    Come  e'  noto,  il  citato  art.  143,  comma   5,   prende   in\r\nconsiderazione  l'ipotesi  in  cui  siano   emersi   collegamenti   o\r\ncondizionamenti  della  criminalita'  organizzata  nei  riguardi  del\r\nsegretario  comunale,  del  direttore  generale  e   dei   dipendenti\r\ndell'Ente locale ispezionato. \r\n    In particolare, la norma consente di adottare, anche nei casi  in\r\ncui non  si  faccia  luogo  alla  misura  dissolutoria  degli  organi\r\nelettivi, tutte le misure idonee  a  far  cessare  la  situazione  di\r\npregiudizio  in  atto  e  a  ripristinare  la  legalita',  quali   la\r\nsospensione del dipendente, la sua rimozione dall'incarico e  la  sua\r\ndestinazione ad altro ufficio o mansione, con obbligo  di  avvio  del\r\nprocedimento disciplinare. \r\n    Secondo   i   piu'   recenti   arresti    della    giurisprudenza\r\namministrativa,    costituiscono    presupposto    sufficiente    per\r\nl'irrogazione  delle  predette   misure   elementi   indiziari,   non\r\nnecessariamente penalmente rilevanti, riferibili a comportamenti  del\r\ndipendente  che  possono  consistere  anche  in  mere  incertezze  od\r\nesitazioni attribuibili a qualsivoglia collegamento, pure  indiretto,\r\no  ad  una  qualsiasi  forma  di  condizionamento  da   parte   della\r\ncriminalita'  organizzata,  anche  di  natura  meramente  ambientale.\r\nAssumono cosi' rilievo,  ai  fini  qui  di  interesse,  anche  l'aver\r\noperato senza la piu' opportuna solerzia ed  incisivita'  in  ragione\r\ndell'esistenza di situazioni riconducibili alle  forme  di  pressione\r\ncriminale sopra indicate. Gli stessi  Giudici  sottolineano  altresi'\r\ncome gli elementi raccolti  devono  avere  una  consistenza  tale  da\r\ngiustificare un addebito disciplinare anche se non e' necessario  che\r\nessi  restituiscano  ex  ante  la  certezza  dell'affermazione  della\r\nresponsabilita' del dipendente (TAR Sicilia,  Catania,  Sez.  II,  n.\r\n707\/2014). \r\n    Omissis. \r\n    Occorre altresi' sottolineare che il ricordato art. 143, comma  5\r\nTUEL consente l'adozione  di  misure  anche  \"innominate\",  le  quali\r\npossono consistere in provvedimenti di annullamento di  procedure  di\r\ngara o di affidamento. \r\n    Cio' premesso,  va  evidenziato  che  la  Commissione  nella  sua\r\nrelazione ha indicato una serie di vicende contrattuali connotate  da\r\npalesi illegittimita' e risultate in un'oggettiva agevolazione  degli\r\ninteressi criminali di \"mafia Capitale\". \r\n    In   considerazione   di   cio',   condividendo   le   articolate\r\nconsiderazioni sviluppate  in  proposito  dal  Collegio,  si  ritiene\r\nopportuno proporre l'annullamento delle seguenti procedure,  ove  non\r\ngia' giunte a scadenza: \r\n    Omissis. \r\n    Per quanto concerne il Municipio X, si osserva che  alcune  delle\r\nprocedure di appalto che la Commissione ha rilevato essere oggetto di\r\ninquinamenti da  parte  della  criminalita'  organizzata  hanno  gia'\r\nesaurito  i  propri  effetti,  riguardando  in  sostanza  prestazioni\r\nriferite all'anno 2014. In considerazione  di  cio',  si  ritiene  di\r\nproporre: \r\n      l'adozione  di  misure   volte   ad   eliminare   il   rapporto\r\nprivatistico esistente relativo  alla  gestione  dello  spazio  della\r\nspiaggia di  Capocotta  destinato  all'area  naturalista,  spazio  di\r\nproprieta' demaniale, per il cui uso l'amministrazione capitolina non\r\npercepisce alcun canone; \r\n      la  revoca  della  procedura  di  affidamento  del  chiosco-bar\r\nsituato all'interno dello stabilimento balneare denominato \"Omissis\",\r\nsituato anch'esso sulla fascia litoranea di Ostia. \r\n    Omissis. \r\n      Roma, 8 luglio 2015 \r\n \r\n                                               Il Prefetto: Gabrielli \r\n<\/pre>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"testa_c\">\n<table class=\"stampa_chiudi\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 agosto 2015 (GU n.214 del 15-9-2015) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Considerato che nel Municipio X di Roma Capitale gli organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013; Considerato che a seguito dell&#8217;accesso ispettivo sono emerse forme di ingerenza della criminalita&#8217; organizzata che hanno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":268,"featured_media":38608,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[577],"tags":[697],"class_list":["post-38607","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-primo-piano","tag-ostia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38607","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/268"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38607"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38607\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38609,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38607\/revisions\/38609"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38608"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}