{"id":38328,"date":"2015-06-11T17:26:28","date_gmt":"2015-06-11T15:26:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=38328"},"modified":"2015-06-11T17:26:28","modified_gmt":"2015-06-11T15:26:28","slug":"mafia-capitale-bloccati-tutti-i-servizi-sociali-a-roma-noi-le-vere-vittime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/mafia-capitale-bloccati-tutti-i-servizi-sociali-a-roma-noi-le-vere-vittime\/","title":{"rendered":"Mafia capitale, \u201cbloccati tutti i servizi sociali a Roma, noi le vere vittime\u201d"},"content":{"rendered":"<h3>redattoresociale<\/h3>\n<h3>La denuncia delle cooperative riunite in \u201cSocial pride\u201d: dopo lo scoppio dell\u2019inchiesta molti bandi sono stati fermati. \u201cServono nuove regole chiare, ma a pagare non possono essere gli operatori, oggi messi in mezzo a una strada\u201d<\/h3>\n<p>\u201cSiamo noi le vere vittime di Mafia Capitale. Siamo noi, insieme agli utenti dei servizi, gli unici che stanno pagando le conseguenze di un sistema che non abbiamo creato. <strong>Uccisi due volte, per il danno d\u2019immagine e per la perdita del lavoro\u201d<\/strong>. Lo ripete con forza Carlo De Angelis, portavoce del Social pride, il movimento che a Roma racchiude diverse realt\u00e0 del terzo settore. Tra queste anche tante cooperative che dopo l\u2019inizio dell\u2019inchiesta hanno dovuto cessare la loro attivit\u00e0. Altre, pur rimanendo in piedi, sono state costrette a licenziare o a mettere in cassa integrazione i propri lavoratori, altre ancora sono in attesa che si sblocchino alcuni bandi per poter ricominciare a lavorare.<\/p>\n<div id=\"content-html\" class=\"content-html\">\u201cA sei mesi dall\u2019inizio dell\u2019inchiesta, e dopo due anni di amministrazione Marino, <strong>il sociale a Roma \u00e8 completamente bloccato<\/strong> \u2013 sottolinea De Angelis \u2013 Il governo della citt\u00e0 ha tradotto gli scandali di Mafia capitale in una<strong> riduzione drastica dei servizi e delle risorse<\/strong> <strong>e ha promosso nuovamente la cultura del bando di gara al massimo ribasso <\/strong>per l\u2019affidamento dei servizi sociali. Clausola gi\u00e0 nota e vigente ai tempi in cui Carminati &amp; co, con la quale si spartivano il territorio del mondo di mezzo, escludendo di fatto quelle cooperative, realt\u00e0 associative che per orientamento e fatturati non erano certamente in grado di sostenere quelle offerte\u201d. Per il Social pride oggi c\u2019\u00e8 una volont\u00e0 politica di strumentalizzare la vicenda, mentre tutto il settore \u201cinfangato dalle vicende dell\u2019inchiesta\u201d rischia il collasso.<strong>Tra le cooperative pi\u00f9 colpite dallo scandalo ci sono quelle che lavorano sulla manutenzione del verde pubblico<\/strong>. Come la cooperativa \u201cIl trattore\u201d, che a Roma negli ultimi anni si era aggiudicata anche alcuni appalti dell\u2019amministrazione capitolina. \u201cIl nostro contratto era in scadenza, per cui stavamo aspettando di partecipare al nuovo bando. Ma dopo lo scoppio dell\u2019inchiesta si \u00e8 fermato tutto \u2013 racconta Massimo Martorana, socio della cooperativa &#8211; Cos\u00ec ora siamo in cassa integrazione. Comprendiamo le necessit\u00e0 di un controllo pi\u00f9 scrupoloso ma non \u00e8 un buon motivo questo per mettere fine a tutti gli interventi sociali. Tra l\u2019altro la met\u00e0 dei nostri lavoratori sono disabili psichici, cosa potranno fare adesso?\u201d. Sulla stessa scia anche Stefania Boccatelli di &#8220;La cacciarella&#8221;, una cooperativa sociale di tipo B impegnata anch\u2019essa nella gestione del verde pubblico. \u201cNoi non siamo mafiosi, noi non abbiamo rubato eppure siamo quelli che ci rimettono \u2013 sottolinea \u2013 i nostri servizi sono bloccati. Molti di noi hanno perso il lavoro, e <strong>la cosa di cui non ci si rende conto \u00e8 che queste persone che ora sono costrette alla disoccupazione, sono le pi\u00f9 precarie della societ\u00e0<\/strong>: ex tossicodipendenti ed ex detenuti, disabili psichici, persone non laureate che altrove non troverebbero un\u2019altra occupazione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Oltre allo stop dei servizi legato all\u2019inchiesta Mafia Capitale, il Social pride denuncia il taglio delle risorse al Welfare<\/strong>. \u201cLa lista delle azioni contrarie all&#8217;affermazione di una nuova visione di welfare a Roma si allunga sempre di pi\u00f9: nei tagli dei servizi, nel licenziamento di operatori coinvolti nei progetti, nell&#8217;immobilismo di una burocratizzazione eccessiva, nell\u2019incapacit\u00e0 di programmare misure di contrasto alla povert\u00e0, nell&#8217;accordo sul decreto salva Roma che sottrae risorse e provoca ancor pi\u00f9 crisi e disagio \u2013 sottolineano -. Il welfare che vogliamo si inserisce in una prospettiva differente, \u00e8 centrato sulla partecipazione e il protagonismo dei cittadini e delle organizzazioni del lavoro sociale. Ma senza risorse non \u00e8 pensabile rilanciare vere politiche sociali e interventi credibili nelle periferie\u201d. Nell\u2019area delle tossicodipendenze, per esempio, \u201ci fondi per i servizi sulle dipendenze sono passati dal 2,5 milioni di euro degli anni passati a zero nel 2015 &#8211; afferma Stefano Regio, della cooperativa &#8220;Il cammino&#8221; &#8211; Noi siamo eravamo gi\u00e0 stati decimati dalla giunta Alemanno, oggi dobbiamo ancora recuperare 420mila euro di lavori gi\u00e0 effettuati. Siamo in attesa, nel frattempo molti dei nostri lavoratori sono stati licenziati altri sono stati dirottati su altri servizi\u201d. A trovarsi in difficolt\u00e0 sono anche le cooperative che operano nel campo dell\u2019emergenza abitativa. Come spiega Efrem Muci di &#8220;Stand up&#8221;: \u201cNoi lavoriamo nel residence di Campo Farnia, dove ci sono 130 famiglie in difficolt\u00e0. Il 30 giugno chiudiamo, noi perderemo il lavoro e non sappiamo neanche dove andranno a finire le persone che oggi assistiamo\u201d.<\/p>\n<p>Per portare all\u2019attenzione dell\u2019amministrazione capitolina la situazione di chi opera nel sociale a Roma, oggi il Social Pride \u00e8 intervenuto alla conferenza stampa di Cittadinanzattiva, <a href=\"http:\/\/www.agenzia.redattoresociale.it\/Notiziario\/Articolo\/485409\/Mafia-Capitale-Danese-alle-associazioni-Ripartiamo-dalla-parte-pulita-tolleranza-zero-sulle-irre\" target=\"_self\">alla presenza degli gli assessori al Welfare e alla Legalit\u00e0, Francesca Danese e Alfonso Sabella<\/a>. \u201cE\u2019 fondamentale <strong>restituire quella dignit\u00e0 al lavoro sociale, che questa Giunta non \u00e8 stata in grado di dare<\/strong> ai lavoratori e a tutti i cittadini, migranti e non, su cui gli uomini illustri di Mafia capitale hanno speculato e rubato \u2013 ha sottolineato il Social pride -. Vogliamo un osservatorio per gli affidamenti dei servizi e interventi sociali in grado di controllare l\u2019applicazione dei contratti e proporre la definizione di nuove regole. E chiederemo un tavolo con l\u2019assessora Danese e il sindaco Marino per individuare nuove regole nella gestione di queste politiche\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.redattoresociale.it\/Notiziario\/Articolo\/485351\/Mafia-capitale-bloccati-tutti-i-servizi-sociali-a-Roma-noi-le-vere-vittime\">link all&#8217;articolo<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>redattoresociale La denuncia delle cooperative riunite in \u201cSocial pride\u201d: dopo lo scoppio dell\u2019inchiesta molti bandi sono stati fermati. \u201cServono nuove regole chiare, ma a pagare non possono essere gli operatori, oggi messi in mezzo a una strada\u201d \u201cSiamo noi le vere vittime di Mafia Capitale. 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