{"id":38294,"date":"2015-06-05T18:05:43","date_gmt":"2015-06-05T16:05:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.romainpiazza.it\/?p=38294"},"modified":"2015-06-12T21:07:58","modified_gmt":"2015-06-12T19:07:58","slug":"la-poverta-energetica-degli-inquilini-iacp-erp-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romainpiazza.cloud\/index.php\/la-poverta-energetica-degli-inquilini-iacp-erp-2\/","title":{"rendered":"La povert\u00e0 energetica degli inquilini IACP-ERP"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-22835\" src=\"http:\/\/www.uniat.it\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Loc_iacp_erp_1.jpg\" alt=\"Loc_iacp_erp_1\" width=\"483\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #3366ff;\"><a style=\"color: #3366ff;\" href=\"http:\/\/www.uniat.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/InternoBrochureEFFenergetica.pdf\" target=\"_blank\"><strong>Programma<\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #3366ff;\"><a style=\"color: #3366ff;\" href=\"http:\/\/www.uniat.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Povertaenergetica_IACP_ERP.pdf\" target=\"_blank\"><strong>Introduzione<\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #3366ff;\"><strong><a style=\"color: #3366ff;\" href=\"http:\/\/www.uniat.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/CS_462015.pdf\">Comunicato Stampa<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iniziativa \u00e8 orientata a dare evidenza degli ostacoli sociali, tecnici e di mercato che, se non rimossi, impediscono ai cittadini europei di partecipare consapevolmente e attivamente all\u2019obiettivo di miglioramento ambientale e di risparmio energetico promosso dal Parlamento europeo con il programma \u201cHorizon 2020\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Europa lo stock immobiliare, inefficiente ed energivoro, costituisce una grave e costante minaccia alla salvaguardia ambientale. Per il loro fabbisogno di energia nella maggior parte dei casi si fa continuamente ricorso a fonti energetiche provenienti dalla filiera fossile. Questo tema rappresenta una delle sfide pi\u00f9 impegnative da affrontare e le tecnologie ICT, se diffuse a tutti gli strati sociali, possono dare un forte contributo alla realizzazione dell\u2019obiettivo. La sostituzione di tecnologie mature ad elevato impatto ambientale con le pi\u00f9 recenti tecnologie energetiche costituisce una necessaria programmazione industriale e politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi economica, ancora in corso in molti Paesi, e i recenti ingressi dei Paesi dell\u2019Est nell\u2019Unione Europea, con stock immobiliari fortemente energivori, hanno reso ancor pi\u00f9 urgente intervenire a favore dell\u2019efficientamento energetico degli immobili per garantire il raggiungimento dell\u2019obiettivo ambientale previsto dal Programma Horizon 2020. Il potenziamento dell\u2019informazione, della diffusione di conoscenze e delle migliori pratiche pu\u00f2 costituire uno strumento utile e redditizio nella lotta agli sprechi di energia e all\u2019uso consapevole delle fonti energetiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti enormi masse di cittadini (in Italia circa 16 milioni e in Europa sono complessivamente 120 milioni i cittadini che vivono sotto la soglia di povert\u00e0) <strong>(*) <\/strong>pur avendo una spiccata sensibilit\u00e0 ambientale e un forte senso civico rischiano di rimanere esclusi dai programmi politici di miglioramento ambientale promossi dall\u2019Europa, per il semplice fatto che non hanno redditi sufficienti per investire in tecnologie di efficientamento energetico degli immobili sia di propriet\u00e0 sia in affitto. Si tratta di gruppi sociali resi incapienti dalla perdita di occupazione e sono gi\u00e0 a rischio di esclusione da qualsiasi programma di miglioramento della societ\u00e0 europea incluso l\u2019obiettivo di efficientamento della loro casa, ammesso che ce l\u2019abbiano. Inoltre i livelli di vetustit\u00e0 dello stock immobiliare e i dati sui livelli medi di reddito dei cittadini ci informano che il Programma \u201cHorizon 2020\u201d rischia di essere messo in atto solo da pochi e fortunati possessori di case. A tutto ci\u00f2 aggiungiamo che il perdurare di politiche di austerity, sempre chieste dalla stessa Europa, e la scarsezza di risorse disponibili non incentiva l\u2019investimento finanziario nella rigenerazione urbana e nell\u2019efficientamento del parco immobiliare esistente. Alla luce di quanto precedentemente considerato possiamo affermare che allo stato attuale per milioni di cittadini italiani e europei gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione e alla partecipazione fattiva del programma di miglioramento ambientale europeo sono molti e concreti. Tuttavia riteniamo che alla portata dei nostri amministratori vi siano soluzioni sostenibili sia in termini culturali sia in termini di innovazione tecnologica per dare risposta al secondo Comma dell\u2019art. 3 della nostra Costituzione <em>&#8220;E&#8217; compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.&#8221;<\/em> . I proponenti pensano che sia indispensabile rimuovere soprattutto gli ostacoli che impediscono agli inquilini degli immobili pubblici di partecipare al miglioramento ambientale. Immaginiamo che con interventi mirati a favore dei cittadini svantaggiati, resi vulnerabili dalla decadenza economica dei propri territori, si possano sperimentare forme di riscatto sociale e di riqualificazione urbana, il tutto a vantaggio della causa ambientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A nostro avviso il primo ostacolo \u00e8 costituito dalla mancanza di informazioni sui comportamenti \u201cefficienti\u201d. La lotta agli sprechi, che i cittadini poveri possono mettere in atto in ambito domestico, pu\u00f2 contribuire in modo soddisfacente a ridurre il consumo di energia e migliorare il loro bilancio familiare. Questo \u00e8 possibile con appropriate campagne informative e formative basate anche sull\u2019uso e diffusione della tecnologia digitale, che immaginiamo possa trovare impiego nell\u2019ammodernamento impiantistico degli immobili pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo ostacolo \u00e8 rappresentato dalla asimmetria contrattuale tra erogatore dei servizi energetici e consumatore che rende quest\u2019ultimo privo di soggettivit\u00e0 riducendo il suo ruolo a semplice pagatore di bollette di cui conosce l\u2019entit\u00e0 e forse la qualit\u00e0 dei consumi soltanto alla data di scadenza. Crediamo fortemente che la costituzione di Esco <strong>(**) <\/strong>possa rendere il mercato pi\u00f9 elastico nel rapporto tra domanda e offerta misurando anche la qualit\u00e0 del servizio oltre che il mix delle fonti energetiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo \u00e8 individuabile nella lotta agli oligopoli delle industrie energetiche che rendono la fornitura di energia per uso domestico pi\u00f9 costosa che per fini industriali in termini di ritorno dei benefici ambientali. Pensiamo che come \u00e8 successo per la telefonia anche per il settore energetico si possa passare ad un\u2019offerta di \u201cenergia prepagata\u201d. Dall\u2019uso continuo e inconsapevole all\u2019uso necessario ed efficiente. In questo modo sar\u00e0 possibile misurare anche il ritorno del beneficio ambientale rispetto all\u2019Irpef pagata, indispensabile per sostenere gli investimenti in opere di bonifica e ripristino dei territori. Recenti studi sulla fiscalit\u00e0 ambientale(art. 15 Legge 23\/2014) hanno messo in evidenza che il settore industriale italiano con 5 miliardi di gettito Irpef nell\u2019anno 2013 ha generato costi ambientali pari a oltre 13 miliardi di Euro. Di converso le famiglie italiane con un gettito Irpef di 24,9 miliardi nell\u2019anno 2013 hanno generato costi ambientali pari a circa 15 miliardi di Euro. E\u2019 evidente che i costi ambientali creati dalle imprese sono a carico delle famiglie. Riteniamo indispensabile distinguere le responsabilit\u00e0 tra grandi consumatori di materie prime rinnovabili e non rinnovabili introducendo il principio di responsabilit\u00e0 oggettiva e fiscale per gli indifferibili interventi di bonifica ambientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo dal riequilibrio dei fattori sopra indicati a nostro avviso si faciliterebbe l\u2019esercizio attivo dei diritti di cittadinanza dei cittadini italiani e europei altrimenti esclusi dal programma di miglioramento ambientale. In ultimo pensiamo che l\u2019Europa se vorr\u00e0 continuare a puntare su politiche di equit\u00e0 e di inclusivit\u00e0 nel mercato energetico dovr\u00e0 affrontare con maggiore incisivit\u00e0 alcuni nodi politici e tra questi, a nostro avviso, vi sono certamente quelli da noi trattati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(*) <\/strong> fonte Eurostat 2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(**) <\/strong>Energy saving company<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Programma Introduzione Comunicato Stampa L\u2019iniziativa \u00e8 orientata a dare evidenza degli ostacoli sociali, tecnici e di mercato che, se non rimossi, impediscono ai cittadini europei di partecipare consapevolmente e attivamente all\u2019obiettivo di miglioramento ambientale e di risparmio energetico promosso dal Parlamento europeo con il programma \u201cHorizon 2020\u201d. 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