2021 XI 26 - PNRR 2Dal 7 novembre ha iniziato a correre l’orologio per i primi fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Si tratta di 2,7 miliardi da assegnare alle Città Metropolitane. Per la Città Metropolitana di Roma è prevista una assegnazione stimata in oltre 330 Milioni di euro nei cinque anni dello stesso PNRR. Le regole d’ingaggio sono dettate dall’art. 55, rubricato come “Programmi integrati”, nel D.L. n. 152 dello scorso 6 novembre. Prende così corpo l’Investimento 2 “Piani urbani integrati”, uno di quelli previsti dalla Misura 2 “Rigenerazione urbana e housing sociale” a sua volta funzionale all’Obiettivo 2 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore”, una delle componenti della Missione 5 “Inclusione e coesione” in cui è strutturato il PNRR.

Come in tutto il PNRR, anche nel caso dei Programmi integrati urbani,  si dovranno sommare progetti fisici con azioni immateriali. Un approccio ormai consolidato alle trasformazioni urbane ma di complessa interpretazione nel gergo romanesco dove ancora il termine programma e progetto si coniuga prevalentemente  la brutalità del mattone.

A porre un argine alle aspettative cementizie interviene il richiamo contenuto sia nel PNRR sia nel recente D.L. n. 152/2021 alla co-progettazione con il Terzo settore. I termini di co-programmazione e co-progettazione diventano così uno strumento ordinario in fase di costruzione e di apprezzamento dei progetti. Infatti, le opere pubbliche non devono solo esprimere un valore in se, quanto essere esse stesse veicolo per la promozione, l’inclusione e la coesione sociale delle comunità. Quindi le risorse pubbliche saranno sempre più indirizzate verso quei progetti di strade e di case che assicurino lo sviluppo di nuovi servizi e in questo modo raggiungere obiettivi di miglioramento del benessere della comunità posto alla base del PNRR.

In dettaglio, il Bando prevede che  le Città Metropolitane entro marzo 2022 debbano presentare proposte di Programmi Integrati che con opere per almeno 50 Milioni di Euro  complessivi. Inoltre, i singoli progetti dovranno essere sviluppati  quanto meno al livello di progetto preliminare in modo da riuscire a chiudere i lavori entro marzo 2026.

Con questa scansione del calendario, l’aspetto temporale, che sappiamo bene essere abitualmente troppo lungo o indefinito, diventa fattore critico nella selezione dei progetti. Una volta avviato il processo non sarà giustificabile una conduzione di Conferenze di Servizi che si distendono per anni senza fine. Anche la più snella struttura commissariale rischia di rimanere impigliata nella tela delle competenze, dei pareri interlocutori, delle prescrizioni e delle condizioni. 

Questa occasione del PNRR introduce nelle nostre procedure amministrative moduli internazionali fino a ieri inconcepibili nella nostra Pubblica Amministrazione adagiata sul rispetto della formale delle norme.  Questa volta si richiede un  approccio per risultati. Quindi,  può essere l’occasione per innescare un salto di specie all’interno dei moduli organizzativi della nostra Pubblica Amministrazione. Si tratta di passare dal rispetto delle “competenze” al rispetto dei programmi ovvero puntare al risultato nei tempi previsti. In questo caso il termine “competenza” non è riferito al merito professionale e alla capacità individuale ma è riferito ai “compiti” dell’ufficio. La specifica “competenza” dietro cui si nasconde una scheggia di potere sempre utile da barattare con altre schegge di potere di altre “competenze”. Un processo di decadimento delle capacità di azione in cui è dolce scivolare.

Questa volta il traguardo di marzo 2026 unito alla rilevanza delle cifre in gioco rappresentano un’occasione non replicabile per le Amministrazioni del Comune capoluogo e della Città metropolitana appena entrate in carica.

Altrettanto la dimensione dell’intervento con le sue ricadute sul territorio saranno tale massa critica da far saltare il tappo della burocrazia e finalmente entrare nell’era moderna.

 

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1 commento su “Partito il Bando per i Piani Integrati delle Città metropolitane, ora viene il bello !”
  1. Caro Maurizio
    Hai messo tutte le 5 dita nelle piaghe…Ho goduto il tuo percorrere fino alla fine perdendo anche la testa quando ha chiuso con le “competenze” Tradotto la sedie sono diventate pieghevoli da aprire e chiudere e se non lo sai fare… Cadi col culo per terra. Ad maiora mon ami

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