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Come la giri e la rivolti la questione resta sempre la stessa: in Italia e in particolare a Roma esiste una quota consistente di neo fascisti. È un fatto che da decenni assilla le menti più brillanti, alla ricerca di una spiegazione, di un perché tanti uomini e donne, di tutte le età e diverse estrazioni sociali, cresciuti in piena libertà e democrazia si rifacciano a dis-valori di 100 anni fa di un regime liberticida e violento che la storia ha sepolto, ma che evidentemente resiste nell’immaginazione e nel “cuore” di molte persone. Persone nate molti anni dopo la caduta del fascismo e che però aderiscono a quella narrazione “mitica” dell’italianità, quando tutto funzionava, tramandata da genitori e nonni senza alcuno spirito critico, un mix di ignoranza e identitarismo. La politica è anche costruzione di identità, sentirsi parte di qualcosa. In Italia, però, appartenere a una storia si traduce quasi sempre in appartenenza a una fazione (il più grande cruccio di Dante) il cui unico scopo è cancellare l’identità della parte opposta. Questo non aiuta la coesione e favorisce l’intolleranza. Anche quella degli antifascisti. Che dalla loro hanno sì la Costituzione, la quale però allo stesso tempo garantisce la libertà di opinione di tutti. Un paradosso che si chiama democrazia e che bisogna gestire.
Intendiamoci , quello che è successo sabato 9 ottobre è inaccettabile e bene ha fatto Landini a chiedere lo scioglimento di Forza Nuova. La quale però nasce già dalle ceneri di altre formazioni sovversive disciolte precedentemente come Ordine Nuovo e Avanguardia nazionale. Questo per dire che puoi sciogliere quello che vuoi ma se non affronti il problema alla radice questo non si cancella e si riorganizza.
Non parlo tanto dei leader, loro fanno parte di ben altri disegni politici in cui convivono il sistema e l’antisistema, anzi in cui diciamo che il deep state, lo Stato profondo, pezzi di intelligence, forze armate, guardia di finanza e chissà che altro, agiscono occultamente per altrettanto occulti interessi. Non a caso, tra le tante domande che circolano in queste ore, le più insistenti riguardano la sottovalutazione da parte dell’intelligence sulla partecipazione alla manifestazione no vax, il fatto che il leader di Forza Nuova, Giuliano Castellino, avesse annunciato un’ora e mezzo prima l’intenzione di attaccare la CGIL dal palco di piazza del Popolo, la debole reazione delle forze dell’ordine. Ma qui siamo ancora su un piano razionale.
Quello interessante è il piano irrazionale: quello di decine di adepti, che abbiamo visto in azione mostrarsi a torso nudo (per far vedere le ali tatuate? per esibizionismo?) mentre sfasciano tutto, in CGIL come allo stadio o al pronto soccorso. Ominidi in preda al panico per un tampone, un vaccino, anime perse tra disagio sociale e disagio mentale. Questi sono fascisti? Non credo sappiano nemmeno cosa sia il fascismo a livello storico. A molti hanno ricordato quegli stessi che hanno assaltato Capitol Hill lo scorso 6 gennaio. Stessi codici, stesso abbigliamento, stessa irrazionalità. Una somiglianza pre-storica, piuttosto psicologica, come se facessero parte di un gruppo dalle stesse caratteristiche di personalità. E che dunque si presume esista in modo diffuso in tutto il genere umano a qualsiasi latitudine. Inclusa buona parte del variegato mondo dei non vax che non è solo quello dell’estrema destra violenta, ma anche quello new age, dei complottisti, degli avversari della scienza, della sinistra antagonista, dei terrapiattisti. Fondare un partito politico sfogliando un manuale di psicologia potrebbe essere un gioco da ragazzi e chissà se qualche leader definito “visionario” non l’abbia già fatto.
Ecco questo mondo genera stupore in chi osserva ed essendo di difficile lettura, perché riguarda la parte notturna dell’umanità, attiva risposte non adeguate al fenomeno, generando solo rumore: c’erano però anche famiglie e bambini… la Meloni si dissoci… mettiamo fuori legge tutti i gruppi violenti anche di sinistra… Giachetti dice no allo scioglimento di Forza Nuova… lo deve sciogliere il governo… no meglio un magistrato… il ministro Lamorgese deve dimettersi… Parole che non aiutano.
Forse sarebbe utile rileggere il saggio di Umberto Eco sull’Ur fascismo, il fascismo eterno. Secondo Eco e prima di lui secondo Adorno, esiste una perniciosa resistenza dei tratti culturali e psicologici che fanno del fascismo una visione del mondo a prescindere dalla sua forma storica e politica, anche di sinistra che sia. Che si fonda su alcuni tratti comuni, qui ne cito solo alcuni dei 14 elencati, che sono il culto della tradizione, il rifiuto del modernismo, il culto dell’azione per l’azione, fare leva sulla frustrazione sociale e individuale , il machismo, il disprezzo per la cultura e la ricchezza ostentata, l’appello al popolo e non agli individui. Tratti riconoscibili in molti leader contemporanei e non solo italiani. Purtroppo funziona sempre. Battere il fascismo eterno è un’impresa difficile e non ci sono molte soluzioni. Forse solo un buon progetto educativo nazionale è un percorso valido. Una de-fascistizzazione capillare e paziente.

Lucilla Rogai

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1 commento su “Non se ne esce”
  1. Cara Lucilla
    Ti sei superata e hai centrato il cuore del problema su cui hai avanzato una risposta di lungo periodo. Se ci giriamo di tempo ne è trascorso non poco. Sperando e lottando per il bel sol dell’avvenir non arretriamo facendo vivere al neglio la nostra Costituzione. La giostra non può riportarci indietro di 100 anni Armiamoci di libertà e di democrazia sapendo che è complicato. Tertium no datur.
    PinoG

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