Mafia Capitale, le manovre di Buzzi per controllare l’Ama

Giuliano Longo (da cinquequotidiano)

Contattati nomi di peso per impedire a Marino di sostituire il direttore Fiscon.

L’Ama di cui Panzironi, attualmente in carcere per Mafia Capitale, fu l’amministratore delegato sino a quando Alemanno lo spedì ad assolvere lo stesso ruolo, con lauto stipendio, alla Multiservizi – da cui fu successivamente dimissionato nel 2013 – rappresentava uno degli asset strategici del sodalizio Buzzi/Carminati. Appalti e gare facili alle coop di Buzzi per decine di milioni.

L’EMERGENZA IMPREVISTA – Succede, come emerge dalle note del Ros, che agli inizi del mese di luglio del 2014 si crea un’emergenza per Buzzi&C., perché Ignazio Marino decide di sostituire il direttore di Ama Franco Fiscon, legato da tempo al sodalizio del “Mondo di Mezzo”. «Questione in relazione alla quale – è scritto nell’ordinanza – viene convocata una riunione di giunta dove sarà presente Fiscon e una riunione dei capigruppo di maggioranza al Consiglio Comunale». La circostanza trova conferma nella documentazione acquisita presso il Comune, da cui risulta che in data 10 luglio 2014 vi fu una riunione di Giunta alla presenza del Presidente e AD di Ama Fortini (in carica da gennaio dopo aver lasciato analogo incarico a Napoli) nella quale si discuteva dei ruoli dirigenziali in Ama, che proprio in quel periodo si trovava ad affrontare la solita emergenza rifiuti. L’ipotesi del sindaco era quella di licenziare i dirigenti della municipalizzata anche allora alle prese con le proteste dei cittadini per l’ennesima crisi dei rifiuti che anche allora dilagavano nelle strade.

LE MANOVRE DI BUZZI – A questo punto Buzzi si dà un gran da fare per mantenere l’amico e sodale Fiscon al suo posto nel governo della municipalizzata ma, per raggiungere questo obiettivo, deve creare consenso politico tra gli esponenti della maggioranza in consiglio comunale e fra gli assessori. Infatti la riunione di giunta è prevista per le 21 e quella dei capigruppo la precede di poche ore, quindi intervenire diventa davvero urgente. Detto fatto, come risulta sempre nell’ordinanza, Buzzi, che a Roma è uno che conta davvero, si attacca al telefono e «invia un sms a Umberto Maroni, ex consigliere comunale (ex capo gruppo Pd in Consiglio) e deputato (in quel partito) invitandolo a difenderlo dagli attacchi immotivati del sindaco; contatta Forlenza (Salvatore Forlenza già dirigente del potente consorzio CNS delle coop rosse nel settore rifiuti, indagato e salvato dagli arresti per Mafia Capitale del dicembre scorso. ndr) perché dia analoga indicazione a D’Ausilio, capogruppo pd al Consiglio comunale; contatta Coratti (presidente dell’assemblea capitolina, ndr), per analoghe finalità; contatta Ozzimo, prima con sms, poi per telefono, assessore Lavoro, casa ed emergenza abitativa, perché la sera medesima difenda in giunta Fiscon; cerca di contattare Peciola (capogruppo. ndr) di Sel, attraverso Annamaria Cesaretti, per identica finalità».

LA VITTORIA DI PIRRO – La seduta di giunta si concluderà con un nulla di fatto e Buzzi, commentandone gli esiti, userà una metafora calcistica: Marino-Fiscon 0-2. Vittoria di Pirro perché la lunga carriera di Fiscon in Ama si concluderà il 2 dicembre dello scorso anno quando verrà arrestato e posto ai domiciliari, dove ancora risiede, insieme agli altri 36 nel corso della prima retata della Procura per ‘Mafia Capitale’.

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