L’accidentato percorso parlamentare delle unioni civili sta dimostrando che non possono più esistere partiti che siano contemporaneamente di destra e di sinistra, conservatori e riformisti, moderati e progressisti, garantisti e giustizialisti.
Questo miracolo di equilibrismo venato di trasformismo riuscì solo sostanzialmente alla Democrazia Cristiana, ma solo in virtù della doppia impossibilità di alternativa da una parte da un Partito Comunista legato ai paesi di area sovietica dall’altra da un Movimento Sociale escluso dall’arco costituzionale.
Un altro analogo piccolo miracolo italiano riuscì a Berlusconi con la strategia della coalizione a geografia variabile con il corpaccione aziendal/trasformista di Forza Italia e le due ali di destra e di sinistra a diversa caratura sociale tra il meridione assistenzialistico di Alleanza Nazionale e il settentrione imprenditorial/operaio della Lega.
Già sui governi territoriali si è visto traballare l’equilibrismo istituzional/movimentistico dei cinque stelle da Parma a Livorno, da Gela a Quarto dove infatti questa tattica ondivaga e cerchiobottista è definitivamente defunta.
Anche sullo scandalo della sanità lombarda saltano i funambolismi della Lega tra le scope mediatiche giustizialiste e la realtà governativa foderata di mazzette.
Ma è nelle unioni civili che è risultata plasticamente evidente l’impossibilità di comprendere sotto la stessa forma partito tutto e il contrario di tutto: qui sono conflagrati in ordine Forza Italia, il Partito Democratico, i cinque stelle.
Su questa finalmente dimostrata impossibilità sono saltati tutti i partiti della nazione in mente ai vari apprendisti stregoni da Berlusconi a Verdini fino a Casaleggio.
Su tutti questi tentativi di partiti della nazione le unioni civili stanno avendo lo stesso effetto che il divorzio e l’aborto ebbero nel dare inizio allo sgretolamento della balena democristiana.
A dare la picconata finale a tali progetti servirebbe la caduta della nuova cortina di filo spinato che sta nascendo tra l’ovest e l’est dell’Unione Europea sull’esiziale partita dei profughi.
La caduta di questo nuovo muro con la sconfitta dei populismi governativi est europei darebbe finalmente e definitivamente spazio alla partita economica europea dirimente tra la destra economica europea e la sinistra economica europea o meglio tra monetaristi e keynesiani.
Le unioni civili sciolgono i partiti della nazione
