PQuasi tutti a Roma pensiamo che la Raggi non sia capace di amministrare la macchina comunale della città e che questa sia la causa delle buche, della spazzatura, dei bus in fiamme, delle fermate della metropolitana chiuse, del verde ridotto a giungla e così via.
Poi succede che in pieno lockdown la sua amministrazione riesca in poco tempo a creare quasi dal nulla un’improvvisata rete ciclabile abbastanza diffusa.
E allora viene spontaneo chiedersi: ma allora se vuole qualcosa, anche di abborracciato, riesce a farlo e soprattutto a farlo fare.
Poi cominci a chiederti “ma allora perché non ricopre almeno le buche e/o sfalci l’erba, cose di difficoltà simile all’improvvisata pista ciclabile?”
Non sembra esserci una risposta razionale.
Eppure un calcolo si può intravedere dietro questa scelta:
1) se uno non ha niente da pedere;
2) se a quel punto comincia a pensare a un piano B;
3) se il suo piano B è farsi comunque eleggere consigliere in quanto capolista di una lista civica dura e pura;
4) se i ciclisti sono una delle categorie, minoritaria ma numericamente interessante, dei votanti;
5) certo non avrò più il voto dei tassisti, degli autisti e degli utenti ATAC, degli automobilisti e degli scooteristi, ma a me – per il mio piano B – servono pochi voti.
#lastrategiasuicidadellaraggi
