Prossima tappa, diminuire le Regioni.

Da 20 a 12: il governo (incassato l’ok del Parlamento) prepara il tavolo coi Governatori. Meno sprechi per almeno 2 miliardi.

Il segnale dell’accelerazione da parte di Palazzo Chigi è arrivato all’improvviso, in modo apparentemente casuale. L’8 ottobre l’aula del Senato stava discutendo la riforma costituzionale, tra voti segreti, accordi interni con la minoranza del Pd, barricate della Lega e aventini dell’opposizione. Quando il senatore dem Raffaele Ranucci ha presentato un ordine del giorno sull’accorpamento delle Regioni, immediatamente fatto proprio dal governo e dunque non messo al voto. Stupore generale, ma il fatto è stato presto dimenticato nella discussione al calor bianco sulla nuova architettura istituzionale.

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