relitti urbani - 1Prima nel Programma elettorale e poi nelle “Linee programmatiche del Sindaco Roberto Gualtieri” (DAC 106/2021) si evidenzia più volte la promessa e l’impegno di occuparsi degli edifici inutilizzati. Veri ruderi contemporanei a cui tanto si lega l’immagine del degrado e dell’incuria.

Infatti, nel Programma si precisa che: “Tra i nostri primi impegni ci sarà la costruzione di un patto con gli operatori del settore per orientarne gli interessi verso il recupero di edifici inutilizzati o sottoutilizzati (in particolare nelle aree commerciali e industriali) e  il riuso di quanto già costruito;” (pag.19).

Inoltre: “ci impegneremo nel completamento: … delle opere incompiute, individuando le soluzioni più efficienti e funzionali alla vita cittadina.” (Pag. 21) 

E ancora:  lavoreremo su un programma sostenibile per nuove case. Individueremo gli “ambiti di rigenerazione urbana” previsti dalla legge regionale vigente, entro i quali procedere ad interventi di trasformazione del territorio senza consumo di nuovo suolo, procedendo con densificazioni, demolizioni e ricostruzioni con aumento delle altezze dei fabbricati o con riuso di immobili inutilizzati.” (pag.42) 

Quindi un’intenzione esplicita e condivisa con la città.

Il tema riguarda sia immobili pubblici che privati. Questi ultimi, particolarmente numerosi in alcuni ambiti urbani, connotano una percezione di generalizzato degrado nella città.

Ora che fare ?

Altre città come Milano e Napoli si sono dotate di strumenti d’intervento mirati.

Per quanto riguarda Napoli (DGC n. 259/2014), attraverso gli strumenti della partecipazione, intende acquisire gli immobili abbandonati al patrimonio comunale.

Per quanto riguarda Milano (art. 11 delle NTA del PRG) la disciplina dettata dal PRG è pragmatica: “Alla proprietà degli edifici abbandonati e degradati … è data facoltà di presentare proposta di piano attuativo o idoneo titolo abilitativo finalizzato al recupero dell’immobile; … In alternativa è fatto obbligo di procedere con la demolizione del manufatto: …. ” compreso “l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte del comune finalizzati alla demolizione”.

Ora che iniziative prendere per Roma ?

Risulta evidente che l’argomento debba essere messo in agenda dagli Assessori, dalla Giunta e dall’Assemblea, altrimenti perdono di ogni significato gli impegni assunti dal Sindaco.

Si può suggerire una duplice linea d’azione in senso sia repressivo che propositivo.

La prima linea d’azione riguarda il contenimento del fenomeno dell’abbandono dei manufatti edilizi e trattandosi, in buona sostanza, di igiene pubblica la materia potrebbe essere disciplinata attraverso l’introduzione di specifiche norme nel Regolamento di Igiene oppure nel Regolamento Edilizio. Obiettivo della norma sollecitare la trasformazione e in alternativa arrivare alla demolizione.

La seconda linea d’azione riguarda la possibilità di applicare gli istituti della demolizione/ricostruzione con cambio di destinazione anche nelle zone urbanistiche dove l’inserimento di nuove attività sia precluso e di conseguenza vengono meno le opportunità di trasformazione. Di tutta evidenza che questo riguarda l’altro impegno contenuto nel Programma di mettere mano alla revisione delle NTA del Piano Regolatore.

In conclusione, dovremo aspettare il prossimo Sindaco ?

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *