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Lode al Presidente Draghi per essersi accorto sia nel PNRR sia nel Decreto Sostegni bis che esistono anche i giovani nel nostro paese. Mutui prima casa, alloggi per studenti, borse di studio e finanziamenti a start up: sono solo alcune delle misure al vaglio del governo, a cui si aggiunge la riforma degli Istituti tecnici, finalmente, si spera, privati dello stigma sociale di scuola per ragazzi di serie b, estremamente richiesti invece dal tessuto produttivo del paese, specie quello più innovativo. Inoltre i giovani sono chiamati direttamente alla realizzazione di infrastrutture digitali ed ecologiche,  nonché a pagare il conto dell’immenso debito pubblico accumulato negli ultimi 40 anni. Vasto programma.

Eppure lo schema è sempre un po’ lo stesso: sostenere, aiutare, garantire occupazione sicura.  Insomma assistenzialismo. L’esatto contrario di quello che disse Kennedy in una delle frasi divenuta fra le più celebri del novecento: io ti dico quello che posso fare per te, ma non ti chiedo cosa tu puoi fare per il paese. Offrire sempre e solo soluzioni protettive, chissà quanto poi realizzabili, non è un incentivo a impegnarsi, non è un incentivo a prendersi delle responsabilità.

Fra le scelte di emancipazione che un giovane può fare,  forse la più importante è quella di uscire di casa, lasciare il nido e lanciarsi nella vita reale. Ma non a 35 anni, come mediamente succede in Italia, ma molto molto prima.

Il comune di Roma dispone di un grande patrimonio immobiliare sparso in tutta la città, gestito, come sappiamo, con ostinata sciatteria. Basterebbe mettere a disposizione una parte di questi alloggi per consentire a giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni di fare un’esperienza fuori casa per sei mesi/ un anno. Una sorta di Erasmus cittadino. Anche in quartieri lontani e diversi dal proprio, un’occasione per conoscere realtà diverse, favorendo il mix sociale.

Nessuna condizione particolare per accedere, tranne l’età e l’ordine di presentazione della domanda, associato a rigoroso turn over e a un canone di locazione agevolato. In cambio, qualche ora a settimana di servizi sociali, che possono andare dalla pulizia delle strade all’assistenza alle fasce deboli.

In alcuni lander tedeschi una pratica simile è largamente in uso da anni, dedicata però solo a studenti universitari, che in cambio dell’alloggio si impegnano a laurearsi nei tempi giusti, altrimenti escono dal programma, e alla cessione del quinto dei primi stipendi. Un incentivo allo studio, al lavoro e a ripagare, seppur simbolicamente,  le opportunità offerte. Gratis non esiste.

Questa proposta si rivolge invece a tutti i ragazzi, senza differenza di reddito e senza distinguere tra studenti o lavoratori. Non è estesa al territorio nazionale, ma solo a quello romano. Lo scopo del progetto è  solo quello di favorire l’uscita da casa, un incentivo per entrare nel mondo delle responsabilità il prima possibile.

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