Questo articolo inizia con la foto di una persona che urina in via Quattro Fontane, vicino alla fontana che raffigura il Tevere. Senza dubbio un gesto che lascia senza parole, compiuto da un incivile, anche se a sua parziale difesa si può dire che, pur trovandosi in pieno centro storico, avrebbe avuto serie difficoltà a trovare un wc pubblico nei paraggi. E vediamo perché.
Questa è una piccola indagine, direi piuttosto un fact checking, una verifica incrociata tra le informazioni reperite in rete, circa la presenza e il funzionamento dei bagni pubblici a Roma e la situazione effettiva, cosi come è stato possibile constatarla in sopralluoghi fatti di persona in orari differenti, in un paio di giorni situati tra il 12 e il 17 novembre scorsi.
Sono partita dal sito di Ama Roma dove è pubblicato un pdf, privo di data, che riporta in due pagine l’elenco dei bagni pubblici fissi in muratura e l’elenco dei bagni pubblici prefabbricati.
L’elenco comprende 30 bagni in muratura e 27 prefabbricati per un totale di 57 in tutta la città. In quelli in muratura è scritto che 7 sono chiusi, scendiamo dunque a 50 effettivi, ma l’informazione non è del tutto corretta. Ad esempio il wc di Passeggiata di Ripetta è indicato chiuso ed invece risulta aperto. E’ stato ristrutturato e gode anche di buone recensioni sul web. L’elenco indica anche gli orari di apertura e chiusura che in media vanno dalle 10 alle 17.
Dicevamo 57 bagni in tutta Roma. Inutile ricordare che Roma ha un’estensione di 1287,36 km² il più vasto territorio comunale in Italia e uno dei più vasti in Europa. Parigi con i suoi 105,4 km2, poco più di Firenze, è dotata di 750 toilettes pubbliche, di cui 435 gratuite, aperte 24 ore su 24 ed accessibili a persone a mobilità ridotta. Altri 300 sono dislocati nei parchi, altro tema pressoché’ ignorato a Roma. I bagni di Parigi funzionano con tecnologie ecocompatibili, l’acqua usata è quella piovana, la luce proviene dai pannelli solari situati sul tetto, autopulenti e autosanificanti. Sono gestiti in larga parte dal colosso privato dell’arredo pubblicitario urbano Decaux che provvede alla pulizia e ricambio carta e sapone ogni tre giorni.
Tornando all’elenco di Ama, fra quelli in muratura 18 sono nel primo municipio, più del 50%, mentre gli altri 12 sono così dislocati: 3 nel secondo municipio, 1 nel quarto, 1 nel settimo, 2 nell’ottavo, 4 nel dodicesimo e 1 nel tredicesimo. Quelli fuori il primo municipio riguardano essenzialmente parchi: villa Ada, villa Pamphili, villa Borghese e villa Lazzaroni, oppure luoghi di pellegrinaggio legati al flusso di visitatori nelle aree di pertinenza o vicine al Vaticano: Porta Cavalleggeri, Basilica di San Paolo, Santuario del Divino Amore. L’impulso al recupero e al rinnovo di queste strutture è arrivato in larga parte dal Giubileo della Misericordia del 2015. Papa Francesco ha sempre mostrato particolare sensibilità sul tema del bagno pubblico come fattore di dignità per pellegrini e per persone senza fissa dimora.
Questa piccola indagine è circoscritta ai bagni del primo municipio. Il primo visitato è stato quello di piazza Garibaldi al Gianicolo. Ristrutturato di recente, risulta pulito e ben illuminato. E’ presidiato da un impiegato di una cooperativa, che ne cura apertura, chiusura e pulizie, accessibile ai disabili e gratuitamente alle persone senza fissa dimora. L’impiegato ha detto di aver ricevuto l’indicazione di non chiedere loro denaro. Difetti: una perdita notevole di acqua dai rubinetti ( è così difficile far intervenire un idraulico tempestivamente?) e la chiusura alle 18. Dato l’affollamento di persone sul piazzale si può ragionevolmente affermare che l’orario è insufficiente.
La seconda visita ha riguardato il bagno di piazza Sonnino a Trastevere, luogo particolarmente sensibile per la forte presenza di turisti, di movida e di numerose persone senza fissa dimora. Ebbene alle 17.40 era già chiuso o meglio era ancora illuminato e con cancello e tettoia aperti, ma la porta di ingresso era sbarrata e l’ascensore disabilitato.
Terza visita, il bagno di via Zanardelli, dietro piazza Navona. in realtà si tratta di un info point con copertura in vetro, essenzialmente destinato a svariati servizi per turisti, gestito dalla società privata P stop. Difetti: non è di immediata comprensione che tra i servizi offerti ci sia anche il bagno. Comunque c’è, vi si accede scendendo delle scale interne alla struttura o da ascensore, costa un euro, chiude alle 20. Il costo è tassativo per tutti, dunque se una persona senza soldi chiede di entrare, l’impiegato ha facoltà di negare l’ingresso. Dipende da chi c’è in quel momento, ha detto l’impiegata.
P stop gestisce altri 5 info point con bagno, più altri due bagni, Sonnino e Piazza di Spagna, senza punto informazioni. Altri 4 sono annunciati in un volantino come di prossima apertura e sono Via 20 settembre, Largo di villa Peretti, Piazza dell’Esquilino e Santa Maria Liberatrice a Testaccio.
Infine Piazza di Spagna. Tenuto molto bene, pulito, illuminato e presidiato da un impiegato di P stop. Per i senza fissa dimora non ci sono problemi perché, quelli che abitualmente gravitano in zona, pagano regolarmente e ci tengono a farlo, ha precisato l’impiegato. L’impiegato ha anche richiesto il prolungamento di orario fino alle 20 perché quello precedente delle 18 era insufficiente rispetto alla forte domanda.
L’indagine è proseguita un paio di giorni dopo con alcuni sopralluoghi ai bagni pubblici prefabbricati. Qui è presto detto: quelli collocati nel primo municipio sono quattro di cui Piazzale Clodio, Viale Giulio Cesare e via Manlio Gelsomini all’Aventino tutti fuori servizio. E a giudicare dalla sporcizia accumulata, lo sono anche da molto tempo. Completamente imbrattati di scritte, ma sostanzialmente in buone condizioni esterne, potrebbero benissimo essere riattivati e invece giacciono in abbandono. Qui si evidenzia l’impossibilità per Ama di garantire una corretta e continua manutenzione e pulizia.
Il quarto si trova nel giardino di piazza Mazzini. Si tratta di due wc chimici Sebach come quelli si vedono nei cantieri, di cui uno per disabili. Sepolti nel buio quasi totale, sono sporchi e maleodoranti. La porta di quello dei disabili è sbracata. In una parola infrequentabili, tranne forse per urgenze improrogabili.
Tutti i bagni fin qui esaminati, tranne forse quello di piazza di Spagna, sono mal segnalati. Quelli di P stop vengono confusi con altro, mentre negozianti, passanti, abitanti e persino le forze dell’ordine ignorano l’esistenza di quelli pubblici, siano essi in muratura o prefabbricati. Impossibile chiedere informazioni più dettagliate perché è come se non esistessero.
L’unico aiuto che ho ricevuto per localizzarli è stata una app che si chiama WC Roma. Si può scaricare gratuitamente, ma se vuoi localizzare il bagno più vicino alla tua posizione devi pagare un euro, una tantum.
Questa app riporta un elenco lunghissimo di bagni in cui però rientra tutto: dai McDonald’s, alle Asl, centri commerciali, ambulatori, musei, ospedali, mercati. Non ho dati disponibili, ma credo che sia poco conosciuta e utilizzata, in particolare dagli anziani che forse sono quelli che ne avrebbero più bisogno.
In conclusione se parli di bagni pubblici con i romani questi rispondono quasi all’unisono che a Roma non ci sono. Si rileva uno scollamento tra percezione e realtà, dove la percezione di assenza supera la realtà di una presenza, effettivamente scarsa e insufficiente, ma non del tutto inesistente. Di sicuro sono associati all’idea di luoghi equivoci e nauseabondi, perché così sono stati gestiti fino a qualche tempo fa. In una parola da evitare e dunque rimossi nella coscienza collettiva. Mentre in realtà qualche piccolo sforzo di miglioramento c’è stato. Inoltre, paragonando la situazione di Roma con quella di Parigi, questa percezione di assenza è da attribuire, oltre ai numerosi fuori servizio, anche alla dislocazione fortemente distanziata di tali strutture sul territorio, che li rende di fatto impercettibili. Dunque un servizio inutile, che fa concludere ai romani che a Roma i bagni pubblici non ci sono. Una storia di rimozione collettiva.
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Lucilla sei una forza altro che scarponi per terra tu hai messo la fabbrica Geox per terra. un grazie personale alle tue capacità di fare inchiesta, sintesi e il fare….
PG