Eponimo delle opere interrotte, l’Anello ferroviario di Roma attende da quasi un secolo il suo completamento. La sua magica narrazione emerge sempre dalla memoria ogni volta si parli di mobilità ed ogni volta, dopo aver perso la traccia della strada percorsa fin li, si ricomincia dalla casella di partenza.
Il 25 febbraio 2021 si è apprende, che è stato affidato all’Università di Roma Tre lo “Studio di trasporto della realizzazione della Cintura Nord di Roma” .Un ennesimo studio trasportistico di cui sarebbe interessante conoscere gli esiti.
Il 16 aprile 2021 con Decreto del Presidente del Consiglio viene individuata come opera strategica (2) la “Chiusura dell’Anello ferroviario di Roma”. Con lo stesso Decreto viene nominata come Commissaria straordinaria la Dott.ssa Vera Fiorani (3) [A.D. e D. G. di R.F.I. – Pres. del C. di A. di Grandi Stazioni Rail S.p.A. – Pres. del C. di A. di Bluferries S.r.l. e infine Commissaria straordinaria di altre tre opere strategiche di non poco conto(4)].
Per quanto riguarda i finanziamenti dal sito del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile (5) si apprende che il costo presunto è di 547,370 Milioni di Euro di cui disponibili 16,100 Milioni di euro (6).
Fino qui il quadro programmatico che è possibile ricostruire con le informazioni reperibili in rete. Ma come si mette a terra quest’opera destinata a rivoluzionare il trasporto romano ?
Anche la più rilevante opera ferroviaria a Roma deve fare i conti con gli insediamenti sorti “spontaneamente” sul terrapieno appositamente creato per ospitare i nuovi binari.
Questa occupazione delle aree destinate ad ospitare i nuovi binari è nota da tempo. Coerentemente nel PRG i quest’area è stata destinata per la maggior parte a proprio a “Nodi di scambio” e per la parte rimanente a “Ferrovie nazionali, metropolitane e in concessione”.
Infatti, a tutti è ben noto come da tempo immemorabile siano presenti su quelle aree delle attività artigianali. Di conseguenza, l’amministrazione Comunale già nel 2006 insieme al PRG aveva elaborato e approvato uno specifico Programma integrato di intervento urbanistico denominato “Prima porta” finalizzato proprio alla ricollocazione delle attività artigianali ubicate sul rilevato ferroviario di Tor di Quinto.
Quindi è per questo scopo che il Programma ha destinato circa 27 ettari ad attività sia artigianali e produttive sia commerciali turistiche e ricettive. Se la logica governasse i processi di trasformazione della città sarebbe il caso di ripartire da quel Programma qualora si dovesse mettere mano alla “Chiusura dell’Anello ferroviario di Roma”.
Inoltre, il tratto mancante dell’Anello ferroviario è quello necessario per attraversare l’ambito fluviale del Tevere dalla sponda destra percorsa dalla Via Flaminia alla sponda sinistra percorsa dalla Via Salaria. Un ambito dichiarato di rilevante interesse paesaggistico in cui sarebbe ben strano inserire ulteriori infrastrutture per non affrontare il trasferimento di queste attività produttive e artigianali sorte “spontaneamente”.
Attività artigianali e produttive allineate lungo un’unica strada senza uscita Via Camposanpiero di proprietà, presumibilmente, ancora delle stesse Ferrovie. Una strada dove due auto s’incrociano a malapena e certamente non progettata per i mezzi pesanti che di norma frequentano le
aree produttive. Con improbabili reti di servizi energetici, idrici e di scarico.
Eppure sono attività produttive e artigianali specializzate che in altro contesto potrebbero sviluppare economia e occupazione. A che scopo tenerle in quelle condizioni quando è stato programmato il loro trasferimento ?
A che scopo progettare tracciati ferroviari alternativi per sfuggire all’impegno del governo del territorio ? A che scopo è meglio modificare il paesaggio fluviale piuttosto che cogliere l’occasione per il suo recupero ?
Una lunga serie di domande cui l’Amministrazione appena eletta dovrà dare delle risposte.
2 – ai sensi del D.L. 32/2019 convertito con L. 55/2019
4 – Realizzazione nuova linea Ferrandina – Matera La Martella; Potenziamento, con caratteristiche di alta velocità, della direttrice ferroviaria Salerno – Reggio Calabria; Potenziamento, con caratteristiche di alta velocità, della direttrice ferroviaria Taranto – Metaponto – Potenza – Battipaglia.
5 – https://silos.infrastrutturestrategiche.it/Home/Opere?page=30
6 – https://www.mit.gov.it/le-opere-e-i-commissari-straordinari/le-infrastrutture-ferroviarie – Chiusura Anello ferroviario di Roma- DESCRIZIONE DELL’ATTIVITA’: Assunzione di ogni determinazione ritenuta necessaria per l’avvio ovvero la prosecuzione delle attività, eserciterà i propri poteri nella gestione delle attività di programmazione, degli iter autorizzativi, delle progettazioni, delle procedure di affidamento, dell’esecuzione dei lavori e della messa in servizio dell’opera Chiusura Anello ferroviario di Roma. L’intervento è così articolato: il raddoppio della tratta Valle Aurelia – Vigna Clara; il nuovo tracciato tra la fermata Vigna Clara e la stazione Val d’Ala comprensiva della nuova stazione Tor di Quinto (dove sarà possibile effettuare l’interscambio con la linea Roma – Viterbo gestita dall’ ATAC) e della diramazione per Roma Smistamento (Bivio Tor di Quinto), e modifiche al PRG di Roma Tiburtina; l’interconnessione con la linea Roma – Grosseto (Bivio Pineto). COSTO STIMATO € 547.000.000 FINANZIAMENTI DISPONIBILI € 16.000.000 Contratto di programma – CUP J31H03000180008 – MONITORAGGIO – scheda cronoprogramma
