
(Piazza della Cancelleria – 30 giugno 2021)
L’argomento è urticante e facilmente fraintendibile: oscilla tra la buona volontà di includere e non alimentare la cultura dello scarto umano e l’esigenza dei cittadini di avere un assetto urbano decoroso e sicuro. Stiamo parlando del problema, perché è un problema, dei senzatetto nel centro di Roma.
Alcuni giorni fa c’è stato un incontro in via dei Cappellari con Giuseppe Lobefaro, candidato presidente al 1° municipio per Calenda sindaco. Una platea composta da persone sensibili, mediamente accoglienti e dotate di sufficiente empatia. Eppure quasi tutti i partecipanti, nei loro interventi e sono stati tanti, hanno lamentato il problema dei senzatetto e del sentimento di degrado e insicurezza che inevitabilmente portano nel territorio. In particolare, i cittadini hanno parlato di quelli che si concentrano fra l’edificio della posta di Via Ostiense e giardini retrostanti, di quelli stanziali a Trastevere, fino a qualche tempo fa fissi davanti al cinema America, di quelli sulle banchine del Tevere (ricordiamo ci furono due morti, di cui un omicidio attribuito a un senzatetto), di quelli di Stazione Termini e dintorni, di quelli che affollano Esquilino e un po’ovunque il centro storico. Non parliamo poi degli ambulatori e dei sotterranei degli ospedali, dei pronto soccorso letteralmente assaltati dai senza fissa dimora da una certa ora in poi. Un fenomeno che riguarda molti municipi.
Papa Francesco ha recentemente donato Palazzo Migliori, un edificio nobiliare dell’800 con affaccio sul colonnato, a clochard, anziani e disabili. Gestito da Sant’Egidio, il Papa ha con questo gesto inteso dare un tetto e dignità a chi vive per strada. E soprattutto un bagno dove espletare le naturali funzioni e potersi fare una doccia ogni tanto.
Perché il problema è quasi solo quello. Il bagno. Dove fanno i loro bisogni? Dove possono: nei giardini pubblici come in mezzo ai cassonetti, già molto provati di loro. Vivere per strada può essere anche una scelta, quasi sempre dettata da patologie psichiatriche, ma non può ricadere sulla città in termini di decoro e igiene pubblica. Oltre alla sicurezza. Ricordo qualche tempo fa andai a prendere una persona alla Stazione Termini e posteggiai la macchina in un parcheggio a pagamento con sbarre, all’aperto, credo gestito dall’Atac, proprio di fronte all’ingresso principale del terminal. In pieno giorno, era abitato da spettri barcollanti, con sguardi allucinati. Pur essendo all’aperto, l’odore di escrementi e urina era talmente forte da provocare il voltastomaco. Un’esperienza che non auguro a nessuno.
Siamo ben consapevoli che molte di queste persone rifiutano qualsiasi tipo di ricovero, offrire un tetto per la notte è spesso tempo perso, mentre funziona l’aiuto alimentare: o distribuito per strada o attraverso qualche servizio mensa. Sant’Egidio e Caritas offrono questo tipo di aiuto, sono tra i pochi a farlo a Roma. Come tutte le cose, buone in questo caso, c’è il risvolto della medaglia: i luoghi dove si offrono pasti sono anche luoghi di eccessiva concentrazione di persone emarginate e con lo stesso tipo di problema, cosicché Via Marsala e talvolta anche Trastevere assumono connotati inquietanti. Via Marsala è letteralmente infrequentabile, specie da una certa ora in poi. Abitare da quelle parti non deve essere piacevole. L’ipocrisia regna sovrana: nessuno osa dire nulla contro queste benemerite associazioni né tantomeno contro i senzatetto, ma la guerra a bassa intensità scorre sotterranea: panchine con divisori di modo che nessuno possa sdraiarsi, fontanelle prosciugate, chiodi e spuntoni nei sottotetti delle banche, cancellate mega galattiche per chiudere i portici. Ma il fenomeno non accenna a diminuire.
Non tutti i senza tetto hanno patologie psichiatriche: molti sono migranti che non riescono a trovare una sistemazione. Dare un rifugio temporaneo a questi prima che la strada li mandi definitivamente fuori di testa è tanto difficile? Invece di grandi mense, è tanto difficile fare più mense di taglie inferiori e spargerle nell’intero territorio cittadino per evitare concentrazioni? Mettere qualche bagno chimico nei luoghi critici è tanto difficile? E qualche doccia pubblica? Qualsiasi consiglio di buon senso è ben accetto.